Preferiti dei bambini

E con gli altri genitori ???

8 giugno 2025
2 risposte
Francesca M. cerca un consiglio:

Primo post

Ciao telisti !!! È la prima volta che scrivo , ma credo che, forse , solo qui e con voi posso trovare aiuto !! 
Faccio parte della tela da due anni , da poco dopo che sono diventata mamma di samuel (che proprio non voleva arrivare , e c ha fatto tribolare non poco ; anche questo credo che contribuisca non poco alla situazione che vi vado ad esporre a breve  ) 

“Purtroppo” da quando mi sono avvicinata a Carlotta e all educazione gentile a lungo termine , che io e mio marito pratichiamo (o almeno ci proviamo ) con nostro figlio  , soffro quando vedo persone a me vicine (anche fratelli) Che hanno dei comportamenti che adesso riconosco come “nocivi” per il l’emotività, l’essere , l’auto stima ecc dei loro figli! 
Specialmente in un mondo dove, al momento, sembra andare tutto al contrario dove ragazzi commettono errori irrimediabili a 18 anni , dove gestire la rabbia sembra più difficile di andare sulla luna e dove sentiamo quotidianamente purtroppo episodi assurdi mi sento non solo impotente , ma anche che il lavoro che stiamo, con fatica provando a fare con il nostro piccolo uomo, sarà vano quando da grande si troverà a condividere la società e il futuro con altri uomini che hanno
Ricevuto l’educazione “alla vecchia maniera “ fatta di mortificazioni, punizioni fisiche e scarsa gestione delle emozioni 

Con questo non mi ergo assolutamente Alla perfezione perché errori ne facciamo e ne faremo anche noi, ma diciamo che nella nostra famiglia siamo persone che si mettono in gioco, si autocriticano e cercano di “crescere” sempre imparando. 

Come vivete voi quando c è una situazione totalmente distante dal nostro pensiero ?! 

Grazie a tutti e buona vita 🩵

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Rosalba    17 lug 2025

Team La Tela

Ciao Francesca, grazie per questo messaggio, credo che le tue sensazioni siano davvero comuni a tanti genitori, che – una volta preso consapevolezza che l'educazione a lungo termine è quella che sentono allineata ai propri valori  – si chiedono come sia possibile che gli altri non vedano quanto è importante (per il futuro dei nostri figli e anche del mondo intero, direi) provare a remare tutti insieme in questa direzione.

Eppure è così, c'è ancora tanta tanta strada da fare, per il mondo fuori.

Ma dobbiamo provare a non scoraggiarci, anche se a volte è difficile. Credo che più o meno tutti noi assistiamo (in famiglia, con amici o conoscenti) a scene che ci fanno male al cuore, e magari non sempre possiamo intervenire per provare a piantare semini come vorremmo.

Quella sensazione di «impotenza» di fronte a un mondo che sembra ancora troppo lontano da una visione empatica, gentile, rispettosa, è qualcosa che ho sentito anch’io molte volte. Ma nel tempo e grazie agli strumenti che ho acquisito qui, ho imparato una cosa importante: non possiamo cambiare gli altri. Possiamo cambiare solo noi stessi. E questo può sembrare poco, ma in realtà è potentissimo. 

Perché a casa nostra possiamo mostrare un’alternativa, possiamo far vedere ai nostri figli che si può anche scegliere un altro modo di comportarsi. E anche solo sapere che quell’alternativa esiste, che ci sono parole diverse da quelle dure, abbracci invece di punizioni, ascolto invece di silenzi, è già un tassello fondamentale della loro crescita. Una bussola interiore che li accompagnerà sempre, anche quando usciranno nel mondo.

Il cambiamento non è immediato, e spesso non è neanche visibile a occhio nudo. Ma accade. A partire da te, da voi, da tutte le famiglie che provano a cambiare le cose a partire da sé. Accade ogni volta che un bambino si sente ascoltato, visto, accolto. Ogni volta che un genitore sceglie la connessione invece della punizione. Ogni volta che ci fermiamo a riflettere prima di reagire.

E accade anche in silenzio, negli sguardi degli altri che, magari oggi ti giudicano o ti fraintendono, ma che domani magari inizieranno a farsi domande.

Ti porto un esempio con un aneddoto fresco fresco, che magari è anche un po' slegato dalla genitorialità, ma che proprio oggi mi ha dato (ancora una volta) la sensazione di aver costruito qualcosa di bello in questi anni. Mia figlia (8 anni) mi ha raccontato dei giochi preparati dall'animazione a una recente festa di compleanno a cui ha partecipato. Era delusa che le animatrici avessero scelto di fare sempre squadre maschi contro femmine (e anche che le animatrici avessero poi per tutto il tempo aiutato le femmine).

Ecco, questo è frutto delle tantissime conversazioni che abbiamo avuto in casa, sugli stereotipi di genere e l'evoluzione del ruolo e della consapevolezza della donna. Certo, il mondo continua a remare contro, ma noi possiamo scegliere diversamente e mostrare ai nostri figli che anche loro possono fare lo stesso: per cui, alla festa del compagnetto si è adeguata – non ha ancora il «coraggio» di dire che non è d'accordo, e secondo me va bene anche quello, lo farà, se vorrà con i suoi tempi – ma poi è venuta a raccontarmi il suo punto di vista, e questo per me è già prezioso.

Ti lascio alcuni contenuti e lezioni del percorso che possono sostenerti e incoraggiarti in questa fatica 💜

Francesca    14 giu 2025

Ciao Francesca M. 💜

Sai è un po' di tempo che mi faccio la tua stessa domanda. 
Sono qui a provare a praticare un educazione che ritengo quella ideale, cercando di eradicare quella che ho ricevuto io, con non poche difficoltà. Tra le altre cose con un papà che non mi appoggia  appieno e non riesce a percepire le cose con empatia..

Purtroppo avverto sempre più, questo tuo senso di inadeguatezza nel confrontarmi nel quotidiano con le altre mamme (anche sorelle/cognate) e bambini, dove vedo che punizioni/premi, umiliazioni e minacce piovono dal cielo con estrema leggerezza. 

Io non sono stata educata alle emozioni, lo sto imparando qui e sto riscoprendo una nuova me. E si può dire che lo sto imparando insieme e a discapito delle mie figlie. 

Quindi cosa faccio io quando mi capita una situazione del genere..!? 

  • quando posso cerco con gentilezza di mettere una parola che possa calmare o far riflettere il genitore che secondo me sta avendo un comportamento poco rispettoso per il figlio. Quelle parole che a volte vorrei ricevere io nei momenti di caos tra me e le mie bimbe, ossia quando il mio sistema nervoso è alla completa deriva. Frasi  che non arrivano mai però , anzi chi ho intorno nei momenti di rabbia , intervieme rincarando la dose con le frasi dell'educazione tradizionale, che il solo sentirle mi da una stretta al cuore: Perché fai arrabbiare la mamma così la rendi triste, non devi fare la monella, due sberle non hanno fatto male a nessuno, se non la raddrizzi adesso ti calpesterà, e potrei continuare per qualche ora . 
  • Se non posso, perché il genitore è completamente in balia delle sue emozioni, e sento che le mie parole e la mia calma possano essere interpretate male, mi di vincolo, allontanadomi e cercando una distrazione per me e per le mie bimbe. 

Quindi ti capisco perfettamente, io non so dove ci porterà questa strada, ma é l'unica che al momento mi sento di percorrere, per il mio bene, per sentirmi allineata con quelli che stanno diventando i miei nuovi valori. 
Per gli altri invece io quello che tento di fare, almeno con le persone con la quale c'è un legame più stretto, è cercare di piantare semini, cerco di spiegare che bisogna dare il beneficio del dubbio in risposta ad un comportamento scomodo del loro bambino, a volte invio dei contenuti cercando di far capire quanto studio e lavoro c'è dietro. 
Ma il ritorno il più belle volte è che le persone non sono pronte ad affrontare tutto questo, ad affrontare e stravolgere le loro certezze.. E quindi non mi resta che aggrapparmi alle mie convinzioni e impegnare le mie energie con le mie due piccole persone che hanno fatto di me il loro punto fermo. 
A volte vacillo, non lo nego, ma quando ottengo dei risultati positivi, mi do una pacca sulla spalla, come dice la nostra Carlotta, e prendo così ancora più forza ed entusiasmo per andare avanti. 

Non so se sono stata di tuo aiuto, ma almeno sai che qui non sei sola. 

Buona giornata 💜