Preferiti dei bambini

Colloquio scuola infanzia, per me deludentissimo. Cosa fare?

27 maggio 2025
14 risposte
Silvia S. cerca un consiglio:

Salve a tutti e tutte,
necessito vostre opinioni e consigli.
Qualche giorno fa, abbiamo avuto i colloqui individuali per questo primo anno di infanzia. Ero andata lì con l'idea di regalare alle 4 maestre di mio figlio,  "Cosa sarò da grande", sono tornata con i 4 libri in borsa, vi spiego perchè.
Siamo arrivati, e ci hanno fatti sedere al di là della cattedra di fronte a loro (già questo....) e hanno letto una relazione su Timo rispetto all'anno.

La relazione iniziava dicendo che inizialmente lui aveva avuto problemi nel distacco dalla famiglia, poi risolti con un buon inserimento nell'ambiente, proseguiva dicendo che Timo sa le regole ma non le rispetta (spesso sembra farlo per sfida), che  durante le attività la sua attenzione è scarsa (passa da una cosa ad un'altra e se si annoia velocemente e dice che non vuole più farla), che va correndo ovunque anche se sa che non si corre....chiudeva dicendo che comunque ha un ottimo linguaggio e conosce molte parole.

Lette queste cose è stato tutto focalizzato sul discorso regole non rispettate, attenzione poca sulle attività e sul chiederci se fosse così anche a casa. Come se tutto questo suo modo di essere fosse solo un problema.
Io ho deciso di restare in silenzio ad ascoltare, perchè sto lavorando ormai da tempo sulla mia impulsività che mi porta ad aggredire quando qualcosa non va come vorrei e per fortuna c'era il mio compagno che con diplomazia ha esposto il suo pensiero.

Così ho preferito prendere del tempo per riflettere su quanto detto e vissto e su come mi aveva fatto sentire e ho chiesto un altro colloquio (che avrò fra giorni).
Sono rimasta delusa di questo incontro perchè io credo che tutte le cose dette da loro potevano avere una lettura positiva, invece c'è stata solo questa chiave negativa che mi ha lasciato con un forte amaro in bocca.

Mio figlio Timo è molto determinato già adesso (3 anni e mezzo), se una cosa non gli piace non la fa ed esprime il suo disagio e a casa non lo obblighiamo, capisco bene che debba imparare a svolgere delle attività, ma so anche che non tutti hanno le stesse attitudini.
Come so bene che debba sapere che ci sono regole da rispettare nei luoghi ( ci sto lavorando, esempio: dopo aver saputo questo prima di andare a scuola la mattina gli chiedo se vuole andarci correndo o fermarsi un attimo al parco per correre così che possa scaricarsi e rispettare la regola della scuola), so anche che se per far rispettare le regole utilizzano premi o punizioni con lui non servirà, perchè a casa non li utilizziamo e non conosce questa modalità, ma so che un'attività gliela proponiamo in modo diverso e più allettante può funzionare. Capisco che le maestre non possono prendere uno ad uno e dedicarvisi completamente, ma non possono nemmeno pensare che tutti i bimbi siano uguali.

Grazie a Carlotta sono felicissima del lavoro che stiamo facendo con lui, ha imparato a nominare le sue emozioni e ci chiede aiuto se non sa calmarsi, io so rispettarlo nelle sue crisi e sto crescendo con lui, il mio compagno si mette in gioco.
Non so bene cosa dirò al colloquio che ho chiesto, sicuramente parlerò della mia delusione di non aver sentito da parte loro una nota positiva nel vedere queste caratteristiche per me meravigliose e dirò della mia paura di voler omologare tutti i bimbi nella condizione zitti e buoni.

E stavolta darò il libro .
Vorrei solo dei suggerimenti per affrontare al meglio questo incontro.

Grazie mille <3

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Silvia S.    25 lug 2025

Ciao a tutt* e grazie mille per il supporto e l'interesse!
Vi racconto con molto piacere...
Ero molto preoccupata per il secondo colloquio tant'è vero che l'ho fatto spostare a fine giugno, il giorno in cui avremmo anche avuto la festa di fine anno.
Quando siamo andati lì, io ho iniziato mettendomi a nudo, con le mie fragilità e ho detto questo:
"mi sono chiesta per molti giorni come avrei dovuto affrontare l'argomento e spesso ho pensato anche di annullare l'incontro, ma credo che il dialogo cuore a cuore sia una forma di crescita per tutti e spero che sia così. quindi oggi sono venuta a dirvi come mi sono sentita da mamma il giorno del colloquio di Timo, cosa che lì per lì ho preferito non fare perchè sto lavorando sulla mia parte istintiva che mi porta spesso a non essere saggia, e questo non mi piace... e sono felice di aver fatto così perchè in questi giorni ho potuto fare molte riflessioni."

E così ho detto loro che ero rimasta male del fatto che fossero state messe in luce solo le criticità di Timo senza accennare alle sue caratteristiche positive, anche se io ritengo che le criticità vadano solo accompagnate e che comunque io non le vedo come qualcosa di negativo, e soprattutto che mi era mancata la contestualizzazione di questi punti deboli di mio figlio, perchè loro non avevano mai accennato che magari queste caratteristiche si acuivano in determinati momenti della giornata.
Che non riconoscevo nelle loro parole perfettamente mio figlio ma che so benissimo che scuola e casa sono due contesti diversi e non si possono sovrapporre. Che un bambino ovviamente in società tira fuori delle cose, nel contesto casa delle altre.
Gli ho spiegato che dopo quello che mi hanno detto ho iniziato a lavorare con Timo su alcune cose (e gli ho raccontato come, anche per far capire come lavoriamo noi a casa) e poi ho chiesto cosa mettono in atto loro quando si presentano queste criticità, perchè mi premeva sapere se attuavano un metodo molto lontano da quello di casa e se magari questo lo potesse confondere.

Piacevolmente ho avuto una grande apertura da parte loro, la prima cosa che mi hanno detto è stata: "magari i genitori venissero qui con questa calma e parlassero e spiegassero come hai fatto tu, facendo così sarebbe un arricchimento per tutti" e poi mi hanno spiegato alcune cose che magari non sono proprio in linea con quello che facciamo noi vero, ma quello che a me ha dato speranza è stato il loro atteggiamento positivo e la loro voglia comunque di ascoltare.
Mi ha dato speranza il fatto che mi abbiano ringraziata molte volte e che mi abbiano invitata a parlare sempre con loro e a confrontarci senza problemi.

Quindi sono fiera degli strumenti da me utilizzati per parlare con loro e credo che le trasformazioni partano così, piano piano, senza fretta, con grande voglia di donare agli altri anche le nostre fragilità e paure. 
Sono felice, felice del percorso che io in primis sto facendo!

Grazie a tutyt* voi , un pezzettino per uno mi avete ispirata.

Silvia <3

Rosalba    26 lug 2025

Team La Tela

Che meraviglia Silvia, sono felice per voi, e ti ringrazio di cuore per questa testimonianza che è di grande esempio e ispirazione per tutti noi.

Hai gestito davvero alla grande la situazione, trasformando una fatica in occasione di crescita e confronto gentile. 

Che bello! 💜

Sara Ghirelli    23 lug 2025

Team esteso

Ciao Silvia, Rosalba mi ha segnalato il tuo post e così, eccomi qui!
Se avessi bisogno o desiderio di raccontare com'è andato il secondo colloquio mi farebbe tanto piacere leggerti.
Credo tu abbia fatto la scelta più giusta a permetterti di accogliere ed elaborare le loro parole, i loro modi aspettando il tempo "maturo" per poter aprire un confronto più quieto.

Spesso quello che accade a fine scuola è che gli/le insegnanti sono molto pravatə e tendono a dare maggior importanza alle fragilità, tralasciando una visione più globale dell'intero percorso di crescita del bambino. Allo stesso tempo, anche i bimbi sono "saturi" e sì, nelle ultime settimane i tempi attentivi e la capacità di rispettare le regole cala in generale all'interno del gruppo. Insomma, si può cadere nell'errore di farsi trascinare dalla stanchezza e restituire ai genitori quello che, in parte, è anche frutto della frustrazione degli adulti: non riuscire a gestire come si vorrebbe i bisogni di chi si ha di fronte.

Questo per dire che, a volte, per mille ragioni, si può fare fatica a mantenere il focus sulla persona riportando una sorta di "fotografia zoommata" delle difficoltà.
Ma nessun bambino è le sue fatiche. Ha sempre senso ricordarlo anche agli altri adulti.

Rimango a disposizione qui, o per un confronto più approfondito, negli 1a1.
Un abbraccio,
Sara

Silvia S.    25 lug 2025

ho aggiornato sopra!❤

Rosalba    16 lug 2025

Team La Tela

Ciao Silvia, spero tanto che il vostro secondo colloquio sia andato meglio e che abbiate potuto mostrare il vostro punto di vista e trovare (almeno un po' di) accoglienza.

È davvero difficile. Lo sappiamo, la scuola è un mondo che ha ancora tanto tanto bisogno di cambiamento, partendo dal basso, da insegnanti che osservano i bambini come persone intere, e non solo come comportamento da «aggiustare». Ci sono moltǝ insegnanti così (le adesioni continue al nostro progetto per insegnanti La Tela Teachers lo testimoniano), ma è anche vero che ancora troppo spesso ci troviamo di fronte realtà diverse, legate alla mentalità ed educazione tradizionale. Ed è frustrante. 

Per questo ha tantissimo valore quello che tu stai provando a fare, anzi, quello che hai già fatto, che non è poco: ti sei ascoltata e fermata, quando al primo colloquio hai sentito che se avessi risposto avresti probabilmente reagito d'istinto (cosa non affatto facile!). E anche chiedere il secondo colloquio e prepararti prima è un passo grande (comunque sia andata dopo).

Lo so, è una fatica tenere insieme il bisogno di tutelare il proprio bambino e il desiderio (legittimo) di non compromettere il rapporto con le insegnanti. Comunicare qualcosa che non va, soprattutto in contesti così delicati, può farci sentire esposti, giudicati, in bilico tra la rabbia e la paura di non essere capiti.

Eppure è proprio da lì che può nascere un cambiamento: dal riuscire a esprimere il proprio punto di vista in modo sincero, ma non conflittuale.

Arrivo purtroppo tardi, ma vorrei ugualmente lasciarti alcuni contenuti che abbiamo pubblicato un po' di tempo fa, potrebbero essere un aiuto anche per i colloqui e la relazione futura:

Ti ricordo anche che, se senti di averne bisogno, trovi negli 1a1 Sara Ghirelli, la nostra persona di riferimento per la scuola e la relazione con insegnanti. 

Ti abbraccio forte. 💜

Rosaria    12 giu 2025

Ciao Silvia, leggendo il tuo racconto sembrava che l'avessi scritto io !! Ci ritroviamo esattamente nella stessa situazione, l'unica differenza è che le maestre ci hanno espresso apertamente la loro difficoltà nel gestire il mio bimbo. Sembra che la sua caparbietà nel voler fare solo le cose che gli vanno e nel momento che lo desidera mette in difficoltà loro nella gestione anche degli altri bimbi...in più lui è estremamente forte e, diciamo così, non usa bene le mani! Abbiamo fatto degli incontri con una psicologa che ci ha dato delle dritte, e grazie anche al percorso qui su LaTela,   a casa la situazione è decisamente migliorata...ma a scuola non c'è un rapporto 1 a 1. Mi sento veramente scoraggiata...non so come fare per aiutarlo a vivere più serenamente l'ambiente scolastico. 😓

Silvia S.    25 lug 2025

ho aggiornato sopra! 💕

Martina    28 mag 2025

Ciao Silvia!
Dev'essere durissima, soprattutto se davanti a te hai persone che non appaiono aperte, ricettive e volenterose di mettersi in discussione.

Una soluzione che io ho utilizzato un paio di volte, quando mi dicevano cose o metodi nelle quali non mi trovavo, era chiedergli sinceramente come poter agire assieme sul problema che portavano. E mano a mano condurle, attraverso le mie domande, verso una soluzione per noi più congrua.
 
Tipo: S. ha avuto un periodo in cui alla materna non amava uscire dalla classe per i laboratori di lingua. Piangeva, manifestava opposizione. Le maestre me l'hanno fatto presente e io ho iniziato con "Capisco, immagino sia difficile. S è sensibile ai cambi di abitudine, anche a casa reagisce così. Abbiamo visto che prepararla aiuta molto. Come pensate di fare?" "Ah, quindi cercare di aiutarla, anche a casa. Come?" "Secondo voi sarebbe meglio insistere, e rischiare di forzarla, o assecondare questo che magari è solo un periodo? Dalla nostra esperienza insistere con lei è controproducente, e capiamo la difficoltà che avete." ecc...

Non so se ha funzionato, devo essere sincera, ma ci ha evitato di creare una frattura con la scuola che non sempre è gestibile per le famiglie. 

In ultimo, un'idea: e se gli regalassi il libro PRIMA del colloquio? Come se fosse una cosa a sè. Del tipo "L'ho letto e mi ha molto colpito. Ci tenevo a regalarvelo, anche per avere poi con voi un confronto!". 

Facci sapere :-)
Marti

Silvia S.    29 mag 2025

Grazie mille per questi suggerimenti, avevo pensato infatti di dir loro come ci muoviamo noi a casa. Per far sì che ci sia un approccio condiviso.
Per il discorso libro non ci avevo pensato, potrebbe essere una bella idea effettivamente!

Martina    29 mag 2025

Tienici aggionat*!

Silvia S.    29 mag 2025

Il colloquio sarà l’11 giugno!
Vi farò assolutamente sapere ♥️🌈

Silvia S.    25 lug 2025

ho aggiornato sopra! 💕

elisa n.    27 mag 2025

Silvia ti sono vicina.. però non sono in grado di darti consigli.
Mia figlia stessa età all'asilo non ci va. Daffine marzo abbiamo abbanonato lidea riproveremo a settembre. 
Le maestre non hanno rispettato le sue necessità per un inserimento diverso, noi non abbiamo accettato di farla piangere e lasciarla e cosi nn ci sta andando.. ma al collloquio che avevamo chiesto una maestra mi disse (vista neanche 8 volte da lei) "la bimba picchia ..." perché aveva una volta dato un calcio ad una bambina. La dinamica non la sappiamo..  probabilmente non conosceva i nomi ed è stato un modo per attirare l'attenzione della bambina. ma le parole della maestra mi risuonano in testa. Anche io non ho reagito. Ma al prossimo colloquio dirò qualcosa. Le insegnanti hanno tanti bambini, tutti richiedono attenzione differente. Ma è il nostro lavoro. Io insegnante di scuola primaria.

Silvia S.    28 mag 2025

Ti ringrazio per la tua condivisione e ti abbraccio stretta.
Abbiamo bisogno che le cose cambino assolutamente nella scuola e di conseguenza nella nostra difficilissima società.