Preferiti dei bambini

7 anni e non lo riconosco…mi fa continuamente dispetti

25 maggio 2025
2 risposte
Simona cerca un consiglio:

Primo post

Ciao, mio figlio di 7 anni compiuti a gennaio ha, da poco, adottato un nuovo comportamento che fatico a capire e a tollerare. Mi fa delle punture e oppure mi tira dei colpetti con la matita o dei pugnetti sul sedere e più gli dico che mi danno fastidio e che non voglio che lo faccia più lui insiste. 

Questo comportamento lo tiene solo con me (con il papà no) e incita anche la sorellina di 5 anni a fare lo stesso. Mi sento così frustrata perché faccio fatica a non urlare in queste occasioni. Quando mi spinge, io lo allontano spingendolo a mia volta. 

Mi arrabbio perché in casa non aiuta, fa fatica a lavarsi i denti, devo chiedergli cento volte di lavarsi le mani ecc.
Mi sembra di pregare (e io nella mia vita ho scelto di non pregare nessuno!!).

Mi chiede di andare a un parchetto, di fronte alla scuola con i suoi amici, che proprio a me non piace e allora abbiamo trovato un compromesso: ci andiamo 2 pomeriggi… Nonostante questo quando siamo a casa gli chiedo di dare il suo contributo. Ad esempio di svuotare la lavastoviglie perché siamo una squadra. Ma niente. E così la sera sono stanca e scatto per un nonnulla e allora sento aprirsi la mia bocca (come se non fossi io a parlare) e gli riverso addosso tutto: non mi aiuti, oggi non hai fatto questo o quello… mi sembra di girare a vuoto.

Perché fa così? Perché mi tratta in questo modo?
Non capisco i suoi ‘dispetti’, non riesco a capire cosa mi sta davvero comunicando.

Mi sento completamente ignorata e mi addolora la lontananza che vedo tra me e lui.

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Francesca    21 giu 2025

💜

Rosalba    20 giu 2025

Team La Tela

Ciao Simona, vorrei tanto abbracciarti, deve essere davvero faticoso e frustrante 💜🫂

So che il comportamento di tuo figlio non deve essere facile da accogliere, ma tu hai già centrato il punto in realtà: in qualche modo (in un modo che è un comportamento scomodo) ti sta «parlando» con il suo comportamento, e questa è un'opportunità di connessione, anche se fino a ora non siete riusciti a trovare la chiave.

I bambini ci parlano attraverso il comportamento, anche (e soprattutto) quando non hanno ancora gli strumenti per comunicare in altri modi: a volte cercano connessione, altre volte cercano contenimento. Spesso, semplicemente, cercano noi, anche quando sembrano respingerci o provocarci. E il fatto che lo faccia solo con te è significativo: non perché tu stia sbagliando, ma perché con te si sente al sicuro abbastanza da mostrare tutto quello che ha dentro. Anche la parte più scomoda, quella che magari nemmeno lui sa spiegare: tu sei il suo porto sicuro, ed è lì che porta la sua tempesta.

Ti lascio queste lezioni, in cui Carlotta esplora proprio questi temi:

E recentemente abbiamo parlato di oppositività dei bambini anche in questo episodio del podcast:

Questo naturalmente non significa che i comportamenti scomodi non vadano limitati, ma probabilmente avete bisogno di riconnettervi in altri modi, rispetto a quello che hai provato. Comunicargli il tuo fastidio è più che legittimo, e anzi è importante nutrire la conversazione sul rispetto dei corpi e dei confini personali, però ricorda anche che nel momento in cui è disregolato, difficilmente la sua mente è capace di assorbire quello che vuoi comunicargli. Ad esempio, hai provato a parlargli di questo argomento in un momento di calma, magari ritagliandovi apposta un momento da soli facendo una passeggiata insieme (o un'altra attività che magari lui ha interesse a fare)?

Forse tuo figlio sente il bisogno di essere visto e accolto… in un modo tutto suo. Forse si sente frustrato per qualcosa che non sa nominare. O forse è solo stanco anche lui e non sa come gestire tutta quella stanchezza (non so da quanto tempo duri questo comportamento, ma ad esempio molti bambini nelle ultime settimane di scuola manifestano maggiore disregolazione, proprio per la stanchezza accumulata nei mesi scolastici).

Prova a rallentare (se puoi), a prenderti cura di te con piccoli momenti di ricarica personale, e poi a cercare momenti di gioco e di contatto con tuo figlio (anche piccoli).

Inoltre, ci sono diversi spunti pratici su come scegliere di agire invece che reagire anche nella categoria Rabbia, ti invito ad esplorarla, diversi contenuti riguardano la rabbia del genitore e come allenarci a gestirla:

E quando fai fatica e non riesci a scegliere la tua reazione, accogliti: è faticoso essere genitore, e tu stai facendo del tuo meglio! 💜