Scuse e bugie, anche quando non serve
Cari telisti e teliste, ho proprio bisogno del vostro aiuto.
Mio figlio ha quasi 5 anni (a luglio), una bella mente sveglia e un'ottima proprietà di linguaggio.
Quando succede qualcosa, dalla più semplice, parte con scuse e argomentazioni anche non richieste, spesso fuorvianti e fantasiose. Vi faccio qualche esempio:
- non ha più fame, invece che dire che è sazio (non abbiamo mai forzato a mangiare o finire) parte con "E' che è un po' piccante se lo mangi tutto", oppure "Pensavo mi piacesse molto ma poi se lo mastichi molto è allappante!"
- possibilità di comprare un gioco a scelta, dopo qualche giorno (finito l'effetto wow) ne vorrebbe un altro. Ok, ci sta che lo vorresti, ti capisco, ma per lui è un "Non è che non mi piace più, ma penso che lo uso meno dell'altro che vorrei!", o "E' che è molto grande, e mi piace ma è troppo ingombrante e non so dove metterlo"
- non vuole mettersi le scarpe da solo "E' che la scarpa è stretta e non è che non voglio metterla ma davvero non riesco. E in questa posizione non posso, vedi?"
- voleva aprire un gioco da "più grandi" e l'ho invitato a non farlo subito, dando priorità ad un altro mai fatto e più per noi in quel momento (calcolando che se è li, in vita, e ci tieni e lo richiede, sa che può averlo!). "E' ma se io non lo apro adesso, e poi cresco e cresco troppo il gioco diventa per i piccoli e comunque non posso più giocarci"
- non riesce ad andare con i roller perchè deve imparare, come è normale, ma "E' che è la ruota che vedi non gira bene. E' dura e mi incastro e quindi frena e io non riesco a scivolare bene! Vedi che ho ragione?"
...e altre mille cose così, Succederà mediamente 4/5 volte al giorno, per le cose più disparate
Non sappiamo bene come comportarci, se cercare di riportarlo con i piedi a terra e smascherarlo, oppure lasciare che continui e dargli poco peso. Non so bene nemmeno dove gli venga fuori questa cosa: non abbiamo mai punito nulla relativo a bugie, o forzato a mangiare, o non compreso e accolto l'errore (sia in loro che in noi!). Quindi questa cosa davvero ci spiazza.
A qualcuno è successo? Avete qualche consiglio?
Grazie! MArti
Team La Tela
Ciao
Martina
Hai già visto la mia masterclass sulle bugie? Io penso che potrebbe aiutarti nell'approccio.
In generale, la risposta valida a tante di quelle sue motivazioni (che direi sono bellissime e ti chiederei di apprezzarle e onorarle), potrebbe seguire questo formato:
«Vuoi dire che…» e fai da interprete.
Esempio:
- «Vuoi dire che non hai più fame? Se non hai più fame, ma mi dici che è piccante, per me è difficile capire come funziona il tuo stomaco».
- «Vuoi dire che hai paura ad andare sui roller senza mano? Se hai paura e mi dici che le rotelle non funzionano, per me è difficile capire come aiutarti».
- «Vuoi dire che hai voglia che io ti aiuti? È bello quando le persone ti aiutano, vero? Se vuoi il mio aiuto ma mi dici che non sei capace, per me è difficile capire quello di cui hai davvero bisogno».
Poi proverei sempre a considerare che tante frasi esprimono verità:Per esempio, Emily spesso mangia un paio di bocconi con entusiasmo e dicendo che è delizioso e poi capisce dopo che in realtà non le piace. È possibile che non riesca davvero a mettersi la scarpa in quella posizione.
Altre cose, invece, celebrerei la capacità di argomentazione: le scuole più prestigiose hanno lezioni di debate perché sviluppa la mente critica e la capacità di articolare i ragionamenti. Non le vedo come bugie né come scuse. :-)
Questo non significa accogliere ogni sua richiesta (il gioco che ha scelto l'ha scelto ed è quello che avrà: «Capisco che ti sembri molto grande: la prossima che scegli un gioco puoi pensare anche a questo aspetto. Ora non compriamo altri giochi». (Quest'ultima frase la aggiungo solo se quella è la sua richiesta: spesso i nostri figli ci dicono una lamentela e noi pensiamo che sia perché vogliono ottenere qualcosa di materiale, ma in realtà loro vogliono solo lamentarsi e ottenere qualcosa di emotivo: comprensione e accettazione anche quando si lamentano». Ti lascio qui la masterclass per le bugie (vere):