Autostima
Insegnante
Ciao a tutt& telist&!❤️
Ogni volta che ho un 'affanno' penso a noi qui e mi sento meglio subito! Ed è un dono grandissimo!
Cerco qualche buon copione per alimentare l' autostima di Carlo, 6 anni da una settimana, e far passare che quello che il suo valore resta immutato e non dipende da quello che fa o che dicono di lui.
Da un po' gli dico 'qualunque cosa dici, qualunque cosa fai, il tuo valore non cambia!'.
Ho paura a dirgli che conta la sua opinione su se stesso e non quella degli altri perché temo abbia derive di 'menefreghismo' o che si possa estendere troppo oltre.
Sono pronta a segnare i vostri suggerimenti! ☺️😘
Insegnante
Ah, cerca libri sull’autstima per bambini. Ne trovi a centinaia.
Insegnante
Cara Luana, grazie per il tuo post, perché mi hai fatto ricordare quanto noi genitori siamo agenti nello sviluppo dei nostri figli, nel bene e nel male. Se desideri che tuo figlio abbia autostima, percezione di avere un valore nel mondo e nel cuore dei propri cari, ecc. prima di tutto diglielo. “ tesoro, sono contenta di essere la tua mamma” “sono felice che tu sia nella mia vita”. “ ti voglio bene sempre, anche quando sbagli, anche quando ti comporti da birbante”, “ sai che la mia vita è decisamente più bella da quando sono tua mamma?” “ grazie per avermi spiegato la differenza tra un Sonic blu e uno giallo. Non lo sapevo..” “ amore, potresti prendere quella lettera nella cassetta della posta? Non ho le chiavi e le tue manine piccole passano dalla fessura”. Poi, l’errore aiuta ad avere più senso di auto efficacia : se io bambino comprendo che l’errore è mio amico, che mi fa capire cosa non si fa, cosa si fa, come si rimedia, come si interviene nel piccolo / guaio che ho fatto, come posso fruttare l’errore che creare una situazione migliore, come posso aiutare un mio amico a non farlo pure lui…. Sono tutti modi che accrescono la mia capacità di essere efficace. Cioè, io bambino mi sento capace, in grado di, di avere gli strumenti per affrontare le cose del mondo e dare il mio contributo. Esempio tipico a 6 anni: prima elementare, la maestra mi dà una scheda di italiano da fare a casa per domani. La metto sotto il banco, corro a giocare, me ne dimentico, non la porto a casa. Viene la nonna a prendermi a scuola e lei non può chiedere nella chat di classe di farsi mandare la foto della scheda. La mamma riesce a farmi avere la scheda alle 20, quando esce da lavoro. Io bambino mi ritrovo a farle i compiti assonnato e capisco anche poco di cosa mi dovrebbe insegnare. La mamma non mi sgrida, ma mi dice “ può succedere. Hai fatto bene a chiamarmi in ufficio, così ho potuto stampare la scheda e adesso ti sto accanto mentre la fai, coraggio che a tutto si rimedia. Sai come fare per non dimenticare più i compiti a scuola?” “ certo mamma.”. Il giorno dopo il bambino, quando riceve un’altra scheda dalla maestra, la mette subito nello zaino e non se la dimentica a scuola. Sale sullo scuolabus e la sua amica gli confessa di aver dimenticato la scheda a scuola. Il bambino le dice “ tranquilla, tra pochi minuti torno a casa e chiedo alla mia mamma di mandare alla tua mamma la foto della scheda”. Il bambino ha imparato a porre attenzione alle cose importanti, senza essere umiliato, ha capito che sbagliare è umano, ha capito che si può rimediare, sa che l’adulto può aiutare, non giudica male chi fa uno sbaglio. Ho usato questo esempio apposta perché molte maestre ritengono che i bambini debbano essere responsabili fin dai primi giorni di scuola, che il genitore debba intervenire il meno possibile ecc.. ma a parere mio l’autonomia si sviluppa lentamente, passando anche da momenti di dipendenza, da momenti in cui il genitore ti affianca. Come quando si tolgono le rotelle alla bici: l’adulto sorregge il bambino del tutto, poi meno, poi pochissimo, poi nulla, poi il bambino parte da solo. E che soddisfazione per il bambino!! E che botta di autostima saper andare in bici come i grandi!
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