Preferiti dei bambini

Schiaffo al parco

21 aprile 2025
3 risposte
Ambra cerca un consiglio:

Ciao teliste e telisti
Vi scrivo perché cerco un confronto sincero e aperto su un qualcosa che mi ha turbato e che ha turbato, sembrerebbe per poco, mio figlio di 6 anni.
Oggi eravamo al parco tutti insieme, con una grande gioia perché i nonni, qualche giorno fa sono venuti a trovarci dalla Sicilia.
Racconto: io e mio padre stavamo osservando da vicino come i bambini (6 e 4 anni) si stessero divertendo a salire e scendere da uno scivolo quando un bambino, apparantemente più grande, ha bloccato la scivolata poiché fisicamente si era messo a blocco dello scivolo. Mio figlio gli spiega che avrebbe dovuto spostarsi “ se non ti sposti non possiamo scivolare, ti sposti?”. Il bambino non rispondeva, all’ora di nuovo “ti sposti, così non possiamo scendere?” E il bambino nulla, improvvisamente da uno schiaffo a mio figlio. Pianto.
Ho preso in braccio mio figlio e chiesto a mio padre di stare con loro. Vado dal bambino e chiedo perché, dove fosse la madre o il padre e lui scappa, letteralmente scappa, uscendo di corsa dal parco. A quel punto, l’ho seguito con lo sguardo (il parco giochi è circondato da ringhiere e  si trova all’interno di un parco molto grande). Appena si è fermato, sono andata cercare un suo adulto di riferimento, ma appena mi ha visto è scappato andando verso una donna. Mi sono avvicinata chiedendo se fosse il figlio,  spiego che il figlio aveva dato uno schiaffo al mio (raccontando brevemente l’episodio) e che mi sembrava corretto segnalarlo dal momento che il bambino era pure scappato di corsa. Lei si scusa, io le dico “pazienza”, ci salutiamo e torno dai miei figli che stavano con i nonni nel frattempo. Mio figlio è turbato, gli parlo in disparte, spiegandogli che effettivamente quello che era successo era una cosa brutta e che la prossima volta se trova una situazione simile invece di insistere potrebbe cambiare gioco, che avrebbe potuto osservare meglio il comportamento dell’altro bambino visto che guardava silenzioso e imperterrito senza proferire parola. Ma poi, mi sono resa conto che stavo esagerando, lui si era ripreso nel frattempo ed è tornato a scivolare, prima di salire sullo scivolo “mamma se torna glielo do pure io uno schiaffo!” E io a spiegare che non è giusto prendere a schiaffi nessuno e anche se è brutto averne preso uno, non è un motivo per continuare.
Dopo pochi minuti e poche scivolate noto che la madre e il bambino si stanno dirigendo verso il parco giochi, verso di noi. Si avvicinano e il bambino chiede scusa, sotto insistenza della madre dice che non lo farà più e sollecitato chiede a mio figlio dj giocare. Due macchinine risolvono tutto, dopo pochi istanti sono lì a giocare insieme, mio figlio a prestare la sua bici e l’altro a proporre di giocare a palla. La madre mi riferisce che il bambino soffre di disturbi e che spesso evita di portarlo al parco. Quello che le avrei voluto dire è che sarebbe forse bastato essere al parco con il figlio, non a 400 metri di distanza ma ovviamente non l’ho fatto comprendendo che ognuno può avere le buone ragioni e che non spettava di certo a me dare consigli, mi sono limitata ad ascoltare.
Arrivati in macchina cerco di focalizzare l’attenzione dei miei bimbi su quel che di buono fosse accaduto, che si può fare pace e ricucire. Ma non ho proferito parola su altro. Ora mi chiedo, come dovrei approcciare la situazione con mio figlio? Spiegare che a volte può capitare che gli altri possono non capirci appieno,  e avere reazioni impreviste alle quali non dobbiamo però rispondere? Non mi è piaciuto in sostanza il messaggio dato a mio figlio, della serie “ devi imparare ad evitare queste situazioni come se la responsabilità di quel gesto fosse la sua”.
Consigli? Come potrei trasformare ancora di più quel che è successo in una meravigliosa opportunità di crescita?
Grazie a tutti per i consigli che vorrete condividere. 
PS: non ho ancora coinvolto mia figlia piccola in nessun discorso diretto (solo in macchina al rientro), forse dovrei anche con lei approcciare partendo da come si è sentita?

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Martina    19 mag 2025

Ciao Ambra!
Accidenti, dev'essere stata davvero difficile. 

A noi ieri al parco è successa una cosa simile, senza violenza fisica. 
Un bimbo più grande (11 anni) stuzzicava diversi bimbi (4/5 anni), a stare sul dondolo e non li faceva scendere, o gli indicava con "tu, sali qui" ecc... Non siamo intervenuti, perchè la situazione non lo richiedeva, ma mi sono sentita a disagio, impotente, e la sera a cena, parlando dell'accaduto per sapere se anche i miei figli l'avessero vissuta così, mi sono resa conto di non aver le parole giuste per spiegare l'accaduto. Perchè quell'atteggiamento mi avesse dato così disagio e fastidio. 

Mi sono sentita piccola, e non ho chiuso il cerchio dell'evento. 

Se hai qualche spunto, o qualche evoluzione, sarei felice di saperla ☺️

Buon lunedì!
Martina

Maria di Napoli    22 apr 2025

Ambassador

Ciao cara,
Il parchetto è davvero impegnativo e a volte si instaurano dinamiche su cui purtroppo non abbiamo il controllo. Ma anche per fortuna direi.
Mettendoci nei tuoi panni…
Penso che con mia figlia porterei il discorso su 2 aspetti:
- il fatto che il parco è uno spazio condiviso e che non si può decidere noi per tutto: quindi bene chiedere una volta a qualcuno di spostarsi, ma poi meglio non insistere e magari riprovarci più tardi. Penso sia occasione per imparare ad esercitare la pazienza e ad affrontare la frustrazione.. ogni tanto sono inevitabili! Però ecco, senza insistere troppo.. se lui ha chiesto con gentilezza, comunque non ha fatto niente di “sbagliato”. 
- l’aspetto positivo dell episodio: l’altro bambino ha sbagliato, poi ci ha pensato e poi ha riparato chiedendo scusa. Ha un po’ chiuso il cerchio. Ogni tanto capita di sbagliare e di seguire i propri impulsi ma poi l’importante è prendersi la responsabilità dei propri errori.

Sono comunque due spunti di riflessione positivi che possono emergere da questa vicenda.

Per l’altra mamma, capisco quello che dici “non fosse stata a 400metri..” però mi impegnerei ad essere empatica nei suoi confronti sia perché non sai come mai fosse lontana (magari stava arrivando e il bimbo l’ha solo preceduta venendo al parco) sia perché… via via che mia figlia cresce, io sento la necessità di allontanarmi un po’ sia per darle più fiducia e autonomia, sia per dare più spazio a me stessa.. piano piano mi è sempre più pesante quella presenza costante al parco che si ha quando sono piccoli… magari anche per questa mamma è così, e io un po’ la capirei. Non è facile continuare a stare “sempre lì”!
Spero le mie considerazioni possano essere di supporto ☺️
Un abbraccio, 
Maria 

Ambra    23 apr 2025

Grazie Maria per gli spunti di riflessione. 
Ritornerò a parlarne con mio figlio anche sotto questa luce. La prospettiva sui bisogni dell’altra mamma non l’avevo considerata-forse perché io in questo momento della crescita non riuscirei a stare lontana anche considerando  tutte le paure annesse rispetto a questi luoghi comuni. Grazie di cuore, mi aiuti ad esplorare nuove prospettive