Preferiti dei bambini

Difficoltà ad educare figlio grande in presenza del piccolo

18 aprile 2025
8 risposte
Giorgia M. cerca un consiglio:

Ciao a tutt*! 
Ho due bimbi: 2 anni e mezzo e 8 mesi.
Il "grande" è nella fase in cui è fondamentale la comprensione ed il rispetto dei limiti, e inizia a capire i discorsi per cui è possibile dialogare per ragionare insieme sulle cose.
Inoltre sono consapevole che tante volte occorre attraversare le crisi per superare gli ostacoli nel rispettare regole e limiti.
Fin qui tutto ok, con tanta pazienza si fa'.
Il mio problema è che avendo quasi sempre il piccolo fra le braccia, o nel lettino che dorme, o per terra da controllare, o nel seggiolone che mangia, molto spesso non ho la possibilità di operare al meglio nei confronti del grande, e lascio perdere certe situazioni consapevole di sbagliare di grosso. Ma non so come fare! 

Esempi:

Abbiamo concordato preventivamente il numero di libri da leggere prima della nanna, facendoci la promessa di rispettare questa scelta. Se alla fine mio figlio inizia ad urlare che ne vuole un altro, io per non fargli svegliare il piccolo lo accontento. So bene che per fargli rispettare quel limite (scelto insieme) dovrei accogliere il suo pianto. 

Pomeriggio, ora della nanna, il grande fa caos non riesco a fare dormire il piccolo. Errore n.1 gli faccio vedere Cuorious George nel letto al cellulare per farlo tacere. Errore n.2 anche se so benissimo che è stanchissimo, alla sua prima resistenza di fare la nanna (so bene che se insisto si addormenta subito) cedo per paura che svegli il fratello. 

Episodi sregolati vari come lancio di giochi/sputare a terra/disregolazioni varie... per cui sarebbe necessario che io mi abbassassi al suo livello, lo toccassi e gli parlassi con calma... Non riesco praticamente mai perché ho il fratellino in braccio oppure per terra da controllare (siamo nella fase in cui si lancerebbe dal terrazzo per curiosità). 

Ecc .. spero abbiate capito il concetto.

Non ho modo di fermarmi con calma ad insegnargli nulla perché col fratellino è un interruzione continua. Ogni tanto riusciamo a cucinare insieme, ci piace tantissimo, ma solo se c'è qualcuno che sta col piccolo. 

Insomma, sono afflitta per la mancanza di possibilità e idee per poter educare mio figlio in presenza del piccolo. Oltre all'enorme dispiacere nel non poterlo nemmeno prendere in braccio certe volte quando avrebbe bisogno di me, ma questo è tutt'altro discorso.

Avete dritte? Grazie!! 

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Lucia V.    22 apr 2025

Ciao Giorgia! 
Dal post sento la tua fatica e ti mando un abbraccio! 
Premessa: sei una mamma in gamba, che sta già facendo del tuo meglio informandosi e mettendosi in discussione; tutte le azioni/precauzioni da te definite nel post come errori sono il meglio che potevi fare in quella situazione per la tua famiglia..stiamo imparando ad essere genitori, di 2 figli.
Io ho una bimba di 5 anni e un piccoletto di 4 mesi, Diana è una piccola esploratrice..di luoghi e..di limiti 😅 in questi 4 mesi 3 fattori hanno fatto per noi la differenza: il Papà, la Condivisione delle Priorità, i Valori. 
La presenza del Papà nella quotidianità e nei momenti di crisi ha permesso di poter dedicare a Diana tempo ed energie fisiche e mentali: ad esempio nella messa a letto(per almeno 3 mesi l'abbiamo accompagnata nell'accettazione del papà nella routine serale nonostante fosse profondamente contraria); nelle crisi perché uno dei 2 stava con il piccolo e l'altro le stava accanto e seguiva l'iter della crisi. Nel vostro caso magari potresti individuare quali sono i momenti della giornata o i temi che innescano le crisi e cercare un supporto (ad esempio stare con il piccolo se vuoi occuparti tu della crisi).
Per stabilire le priorità io e mio marito abbiamo imparato a confrontarci tanto di più per capire quali "battaglie" affrontare, quali lasciar andare e per quali era accettabile trovare un compromesso, di modo che se uno dei 2 si trovava solo portava avanti le Priorità su cui ci si era confrontati..e l abbiamo fatto man mano che venivano fuori. 
Sui Valori abbiamo proprio dovuto fare una scrematura, anche perché quando si è presi da stanchezza tutto sembra importante..per te, per la tua famiglia è importante che per il piccolo sia garantito il riposo ma ci sono delle situazioni che senti rientrino nei tuoi valori o a cui vorresti dare priorità a scapito di tutto? Ti faccio un esempio; una mattina mio marito era al lavoro e io avevo entrambi i bambini; a casa durante la preparazione per andare all'asilo Diana mette dei giochi in tasca, la regola delle maestre prevede che non se ne portino e noi cerchiamo di fargliela rispettare. Si innesca la crisi e a quel punto mi sono trovata a decidere se dare priorità al rispetto delle regole(rimanere nel disagio con Diana, nella gestione della frustrazione, ecc.) O della puntualità (eccezionalmente facevo portare il gioco all asilo pur di arrivare in orario). Ho optato per la prima, perché sapevo che per noi in quel momento era estremamente importante.
Mi sento anche di dirti che i 2 anni di Diana sono stati un'età tosta, ma che alcuni crisi le abbiamo scansate impostando delle abitudini e routine che la facessero sentire al sicuro nel tumulto delle sue emozioni da duenne.

Non so se fin qui possa esserti stata utile, lo spero..
In ogni caso stai facendo del tuo meglio, sei la loro mamma e la mamma migliore che i tuoi bambini potessero avere❤️

Giorgia M.    23 apr 2025

Ciao Lucia,
La tua risposta è molto preziosa ❤️🙏 non dovrei lasciare nulla al caso ma avere una sorta di schema mentale organizzativo da applicare. Però con le tue parole confermi anche la necessità di ciò di cui ho più paura: Presenza e Aiuto. Mio marito lavora tutto il giorno e la sera spesso tarda ulteriormente in ufficio. Inoltre due sere a settimana ha scelto di riniziare lo sport per cui non torna affatto fino a tardi. I suoi non sono errori, solo che non si rende conto della mia fatica e delle conseguenze sui bimbi ed inoltre non riesco a connettermi con lui per confrontarci su questi temi insieme. 
Immagino che voi vi siate confrontati tanto vero? 
Ci sono le nonne ogni tanto, ma la difficoltà nel farmi aiutare a gratis è un altro grande tema. Quando vengono loro poi io tendo a fare mille faccende per dimostrare che la loro presenza è necessaria alla sopravvivenza, invece a volte vorrei solo stare tutti insieme a giocare in modo che io possa seguire entrambi i bimbi con calma grazie alla presenza di un'altra adulto.
Mi è molto utile il consiglio di provare a cambiare routine dove necessario! Con una mentalità accogliente a volte si risolve il problema.

Purtroppo... non sono affatto lucida per la mancanza di sonno e di spazio mentale per me stessa, non riesco a prendere decisioni sensate, piuttosto mi trascino e mi lamento eccessivamente procrastinando. 

Ti faccio una domanda: come avete impostato la routine del sonno serale con il papà? Mi interessa perché il grande, dalla nascita del fratellino, vuole solo me e anche questo è molto faticoso, le serate sono molto lunghe nel mettere a nanna entrambi. 
Il tuo esempio mi piace, se hai tempo di rispondere ti ringrazio!! 

Lucia V.    24 apr 2025

Ciao Giorgia! 
Anche mio marito era patito di mountain bike e organizzava uscite anche di 2 giorni, per ora si sono pressoché annullate ma perché ha raggiunto la consapevolezza che non ce l avrei fatta senza di lui, che la sua entrata in gioco era essenziale e che tutto questo è una fase temporanea.
Diana e Giorgio li abbiamo tanto desiderati e una famiglia era il nostro progetto di vita e di coppia. 
Mi viene anche da dire che se per tuo marito è indispensabile ora avere uno spazio per se come lo sport, sarebbe giusto che anche tu potessi averne: lui lavora, ma anche tu, con tutto ciò che un lavoro può comportare(soddisfazioni e stanchezza).
Ciò non toglie che per la vostra famiglia possano entrare in gioco anche altre figure del vostro "villaggio" che vi facciano sentire sereni nel coinvolgere anche solo temporaneamente finché non si assisterà un nuovo equilibrio. Ti confesso comunque che il confronto si è intensificato drasticamente dopo la nascita del nostro secondo figlio; prima c era ma con il senno di poi forse era più superficiale.
Riguardo l'aiuto delle nonne capisco cosa intendi: io ho adottato la strategia di sfruttare la loro presenza per dedicarmi del tempo, ancora meglio se porto i bimbi a casa loro(perché così posso scegliere anche all'ultimo se rimanere a casa o uscire) e ho dovuto fare un lavoro su me stessa in primis per gestire il senso di colpa di lasciarli e tralasciare la casa. Mi sono accorta che meglio mi sentivo io(dopo una dormita o una passeggiata o semplice riposo), meglio stavano i bimbi, riuscivo ad analizzare le situazioni con maggiore serenità e ad affrontarle con più allegria..e questo per me aveva la priorità su tutto! Quindi sono partita dalla cura di me e quando mi sentivo meglio, il resto. Per te che cosa è di prioritaria importanza? Se trovassi chi ti aiuta, per cosa avrebbe priorità utilizzare quel tempo? 
Per la routine con il papà noi l'abbiamo impostata così: cena presto(18.45/19 al momento la preparo già al pomeriggio quando ho tempo, di modo da doverla solo scaldare, oppure tiro fuori dal freezer), doccia della grande con papà (con il gioco di chi arriva per primo in doccia), racconto di una storia(il papà stesso ha comprato un libro di fiabe con le immagini) e nanna(abbracciata con papà); da dopo cena io mi occupo del piccolo, dell'allattamento alla messa a letto. Considera che al papà non piaceva leggere le fiabe, ma passando del tempo serale con diana è diventato il loro tempo speciale, di connessione e quando lei ha cominciato ad accettare il papà per la messa a letto(per almeno 2 mesi ha chiesto di me ma abbiamo tenuto duro facendo fronte comune), lui si è fatto più creativo.

Questa è la nostra quotidianità, spero che condividerla possa esserti d'aiuto. Capisco la tua stanchezza, la frustrazione e anche lo sconforto! 
Tu sei la mamma perfetta per i tuoi bimbi, sei una donna in gamba con dei bisogni, i tuoi bimbi non ricorderanno ogni singolo istante e ogni singolo istante non sarà così importante e che la vostra  famiglia la conoscete solo tu e tuo marito.
Non sei sola! 
Ti mando un abbraccio 

Giorgia M.    24 apr 2025

Grazie Lucia, 
Sento sempre più la necessità di sentirmi bene per essere migliore, ma tenersi lo spazio necessario non nego sia un po' una lotta personale sia perché ho paura del giudizio degli altri ("mi chiedi aiuto coi bimbi per andare a farti una passeggiata?") sia perché occorre tenacia per tenerseli questi spazi (giusto ieri ho chiesto a mio marito di potermi ritagliare una mezz'ora prima di cena solo per me e non so come alla fine mi sono ritrovata a cucinare da sola con il grande in braccio). 

Perdonami qualche ultima domanda, scusami tanto! Mi è tanto utile il confronto... 
La tua grande ha mai avuto crisi di pianto nel cercarti la sera per dormire con te al posto del papà? Parlo di quelle crisi forti e intense apparentemente "impenetrabili". Se si, come le avete gestite? Attualmente, mettendo a nanna prima il piccolino, per noi queste crisi sono molto problematiche perché significherebbe svegliarlo. Inoltre i bimbi dormono entrambi con noi nella stessa camera, il che non aiuta. 
Inoltre se ho ben capito la messa a nanna dei tuoi bimbi avviene più o meno contemporaneamente giusto? 
Infine ti chiedo se il mettere momentaneamente da parte i suoi hobby è stata iniziativa di tuo marito o se hai dovuto comunicarglielo in qualche modo. Io spero semplicemente che "mi veda" ma non credo sia del tutto corretto da parte mia. Magari sto evitando un dialogo per paura delle conseguenze.
Grazie e scusa ancora 🙏 

Simona    25 apr 2025

Ciao Giorgia, mi sono tanto rivista nelle tue parole e ti abbraccio forte!. Sono mamma di un bimbo di quasi 3 anni e una bimba di 7 mesi. Prima della nascita della piccola, cercavo di combattere tutte le battaglie, ma ora per la mia salute mentale e per gestire entrambi ho dovuto fare dei compromessi. Per es. Fargli vedere qualche puntata di George per addormentare la piccola  al pomeriggio, all'inizio  mi sentivo  una mamma non capace, perché sulla visione degli schermi ero stata finora intransigente!
Appena torna mio marito dal lavoro, ne approfitto per giocare maggiormente col grande e cucinare insieme o farsi una passeggiata tutti insiem  senza rischiare  che saltino i nervi!
A casa nostra, al momento, visto l'impegno  per gestire tutto, mio marito ha messo da parte al momento i suoi hobby, non è stato un accordo messo a tavolino, è  spontanea coscienza che è  un momento dal carico considerevole. Nel caso avessimo bisogno di un momento suo e mio ce lo diciamo e ci organizziamo. 
Coraggio e un altro abbraccio 

Lucia V.    25 apr 2025

Ciao Giorgia! 
Sono tanti spunti di riflessione, hai raggiunto la consapevolezza che il tuo benessere è legato alla tua crescita personale come donna e madre e quindi al rapporto con i tuoi bambini! Capisco la tua fatica nel trovarsi degli soazi personali e hai ragione, all'inizio e in certi momenti di "ricaduta" è una lotta, una lotta al cambiamento di abitudini personali e familiari e di mentalità(tua, del marito, dei nonni), però la tua motivazione si direziona sempre ai tuoi valori e alle tue priorita: se è importante e prioritario per te e la tua famiglia il tuo benessere, allora da qualche parte bisogna cominciare. Per quanto riguarda la paura del giudizio, ai nonni a cui lasciavo diana mi dilungavo in spiegazioni come se ne dovessi a me stessa o a loro, ora chiedo aiuto e basta: il mio benessere è tanto importante quanto fare la spesa. Per il mantenere gli spazi personali nella coppia anche io/noi ricadiamo nella trappola del sacrificio femminile: dalla mamma ci si aspetta reperibilità h24. In questo ho osservato e imparato da mio marito: lui dava per scontato di farsi la doccia da solo e prendersi il suo spazio per uscire in montain bike, senza sensi di colpa, eppure lo reputo un genitore tanto quanto me, un uomo intelligente e un papà amorevole. Dunque l'errore era mio: ho iniziato a comportarmi come lui, ad aspettarmi che i miei spazi venissero rispettati e a fare di tutto perché fosse così. Ad esempio, in presenza di mio marito, se vado a fare la doccia, avviso e mi chiudo in bagno e non esco finché non ho finito. In questo ho anche dovuto fare un gran lavoro sul senso di colpa: li lascio con il papà anche se vogliono la mamma e piangono? Staranno bene perché sono con il loro papà, che magari non capirà il loro pianto le prime volte ..pazienza, anche io ho imparato con l'esperienza e non sarà questo a provocare in loro dei traumi..ma una mamma depressa sì!
Diana, la grande, per i primi 2 mesi del piccolo ha tentato spesso di opporsi alla nuova routine serale con papà, con crisi forti. Abbiamo valutato di volta in volta come fosse andata in generale la giornata: il più delle volte ho lasciato che la gestisse mio marito, mantenendomi proprio in un altra stanza, altre volte sono rimasta in silenzio e semplicemente detto "papà ha ragione" ed eccezionalmente lho addormentata io e il papà   rimasto con il piccolo. Dovevo lasciar modo al papà di farsi spazio nell'orizzonte di diana e a modo suo, siamo convinti che in un certo senso il ruolo del papà sia aiutare il bambino a capire che può farcela ad essere autonomo gradualmente dalla mamma. Anche noi dormiamo tutti nella stessa stanza, la grande ha un suo letto singolo separato dal nostro e purtroppo la messa a letto è quasi contemporanea: in presenza di crisi forti, rumorose io ho addormentato il piccolo in un altra stanza e mio marito si occupava della grande nella nostra. Quando la grande aveva preso sonno, io portavo il piccolo a letto addormentato. Le crisi sono durate circa 2 mesi e ora diana da per scontato che sia il papà a metterla a letto.
Avendo i tuoi un altra età, mi farei scienziato e farei delle prove, perché capisco che forse a 2 anni e mezzo sia dura accettare il cambiamento di routine con il papà, ma non impossibile soprattutto se il papà è convinto che quello sia il suo ruolo attivo e D'altronde il bimbo di 8 mesi ha anche lui la sua routine. Io coinvolgerei gradualmente il papà: quale dei 2 bimbi si sentirebbe più a suo agio addormentare? Partirei così, man mano raddrizzando il tiro confrontandovi tra voi. Mio marito ha scelto la grande perché sentiva che io ero sintonizzata con il neonatino e quindi che a lui "spettava" diana. Se fosse la duenne, il papà potrebbe fare qualcosa a sua scelta(raccontare qualcosa di buffo della sua giornata, leggere un libretto in rima, cantare una canzone) e poi vi date il cambio(a te la duenne 
per dormire e lui il bimbo di 8 mesi) finché non la vedete pronta ad addormentarsi con papà.
Per l' hobby di mio marito ci siamo dovuti scontrare: le prime volte gli ho comunicato che facevo fatica a rimanere da sola con 2 bambini di cui uno molto piccolo e l'altra che reclamava le mie attenzioni. Siccome non c è stato cambiamento, ogni volta che usciva in bici, entro una settimana lo lasciavo con i bambini e uscivo di casa a mia volta, senza tanto preavviso e assicurandomi naturalmente che non fosse di turno al lavoro. Questo ha prodotto un ulteriore confronto: i bambini vogliono la mamma, perché c è e li conosce ma il papà è un genitore che li ama ed è capace come la mamma ma con i suoi modi e non c è giustizia ne parità che uno possa uscire di casa e l'altro no.
Comprendo la tua paura. Ognuno è parte della famiglia e come tale va rispettato..e la mamma non è un eccezione!
Ti mando un abbraccio forte e..faccio il tifo per te!

Giorgia M.    28 apr 2025

Cara Lucia,
Tutto quello che dici mi risuona perfettamente. I tuoi consigli e la tua esperienza calzano perfettamente i miei dubbi e ti ringrazio tanto per aver condiviso tutto questo! 
Ne farò tesoro e ne parlerò presto con mio marito.
Grazie ancora e ti auguro il meglio 💚

Giorgia M.    28 apr 2025

Ciao Simona,
prendo al volo il consiglio di non fare battaglie per ogni cosa e di non sentirmi pessima nel trovare soluzioni accomodanti che mi aiutino. Quando si è stanchi col piccolino che dorme poco, tutto sembra importante ed esasperante. È proprio così che mi sento. A volte quindi potrei lasciare correre certi episodi. Sicuramente essere capace di chiedere più aiuto è un altro passo fondamentale.
Grazie tante per le tue parole!