Preferiti dei bambini

Gestire relazione con i nonni quando viviamo da loro

16 aprile 2025
4 risposte
Fiorella cerca un consiglio:

Primo post

Ciao a tutti, cari telisti e teliste,
arrivo da voi con la richiesta di un consiglio e, a dirla tutta, anche per condividere in un posto sicuro qualcosa che mi sta appesantendo da giorni.
Viviamo a Verona e abbiamo un bambino di 2 anni e mezzo; i nostri genitori sono in Puglia e siamo venuti qui per il periodo di Pasqua, rimarremo circa 3 settimane.
Faccio una premessa per dare più senso alla questione: nella relazione con il bambino ci impegniamo ad essere sempre disponibili, ad ascoltarlo in quello che dice perchè ci guida il principio che ti ascoltiamo “alla pari”, cioè diamo importanza a quello che dici allo stesso modo di quello che direbbe l’adulto e non sei meno importante solo perché sei una persona piccola di età (e di statura 😊).

Al momento sono in difficoltà perchè in questo periodo, a differenza delle altre volte in cui siamo stati qui in cui in qualche modo riuscivo a soprassedere, mi rendo conto che non tollero più facilmente il comportamento dei nonni in relazione a tante piccole cose: metti i calzini (anche se il bambino non lo ritiene necessario), metti la felpetta in più (anche se il bambino più volte ha ripetuto "ho caldo" e la risposta è "ma no, devi mettere la felpetta perchè vedi? anche nonno l'ha indossata, c'è fresco fuori!"), ti posso dare un bacio? e al no o ci rimangono male oppure la risposta è "e perchè no?", ieri, dopo due giorni di mal di stomaco, aveva finito il pasto e mi ha detto "mamma ho ancora fame", ma il nonno subito è intervenuto dicendo: "no, hai mangiato tanto, basta così" e invece, come aveva già detto, aveva ancora fame e via così.

Tante piccolezze guidate dal principio con cui buona parte di noi è cresciuta e ha dentro: “io adulto so cosa è meglio per te bambino” (e, di fatto, il parere di te bambino, anche se espresso, non ha la stessa importanza di quello che dico io, tant’è, che, appunto, si fa come dico io)

La riflessione è questa: mi sta facendo male questa cosa perché anche se intervengo non vengo ascoltata e viene fatto come dicono loro e non mi sento tutelante nei confronti del bambino. Cioè fino all’altro giorno era abituato ad essere ascoltato, ad essere preso in considerazione nelle sue riflessioni e nei suoi pensieri e invece qui no, io mi irrigidisco e non riesco in modo efficace ad “andare contro” il parere dei nonni.

Qualcuno in questa situazione che ha voglia di darmi qualche consiglio, suggerimento, parola di aiuto, è ovviamente ben accolta!

Grazie mille e buona giornata a ciascuno di voi!

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Simona    1 mag 2025

Ciao Fiorella, mi capita spesso nelle radunate familiari di vivere situazioni simili. Ai miei genitori spesso gli ricordo di smollarsi un pó  e di non preoccuparsi troppo, anche se puntualmente non passa il messaggio. Allora io rimedio parlando a mio figlio o a priori , per es. Anticipando che andremo a casa a pranzo della zia/ nonna/amica e che ogni casa ha le sue regole o abitudini che possono essere diverse dalle nostre, noi continuamo nella nostra strada. Ognuno  è  diverso, rispettiamo anche se non condividiamo. Altre volte , quando un evento mi ha sorpreso intervengo subito, ma parlando con mio figlio: es la nonna dice " mangia tutto", io mi rivolgo a mio figlio" mangia quello che ti senti" oppure parlando a posteriori per ricordare quali sono le regole di casa.
È  impossibile controllare tutto, ma in questo modo gli ricordo che l'unicità  di ogni famiglia , compresa la nostra.
Ti abbraccio con tanta solidarietà!

Rosalba    30 apr 2025

Team La Tela

Ciao Fiorella, probabilmente questa parentesi con i nonni volge al termine, come è andata nei giorni a seguire?

Ti mando un grande abbraccio, spesso in queste relazioni gli equilibri sono davvero faticosi da trovare, ma potreste comunque provare a muovere qualche passettino nell'avvio di un dialogo con i nonni (in questa vacanza o nelle prossime) che chissà, magari non porterà subito a risultati, ma magari inizierà a piantare qualche semino.

Nella categoria del Percorso «Famiglia d'origine» trovi davvero tanti spunti e copioni (e anche l'esperienza di Carlotta) per avviare questo processo. Ti lascio una delle lezioni, che inoltre tra le risorse contiene un PDF stampabile per i nonni molto utile:

E poi ci sono queste due conversazioni del forum in cui in passato altri genitori hanno condiviso questa stessa fatica, magari tra i vari commenti potrai trovare qualche consiglio utile per la vostra situazione specifica 💜:

Luca Gandini    16 apr 2025

Ciao Fiorella,
ti capisco. Le mie figlie passano in media un giorno a settimana dai nonni e ci sono molte sfaccettature dei loro comportamenti non in linea con il mio ideale di educazione. Resta il fatto che le bambine sono molto felici di passare del tempo con loro e riesco in qualche modo riequilibrare a casa eventuali comportamenti/abitudini assunti a seguito della permanenza dai nonni.

Visto che il tuo periodo di convivenza con i nonni è ristretto nel tempo, penso che tutto il lavoro che avete svolto in questi due anni e mezzo non si cancelli in tre settimane. Come stai già facendo, annotati mentalmente o fisicamente le situazioni poco allineate con il tuo modo di educare e, al ritorno a casa, trova le occasioni giuste per riallineare ai tuoi valori eventuali atteggiamenti che potrebbero emergere a seguito della convivenza con i nonni.

Ti consiglio di non "rovinare" questa parentesi in cui tuo figlio può godersi i nonni dal vivo, creando magari tensioni tra di voi che poi saranno sicuramente percepite dal bambino.

Se ti trovi in momenti in cui ti senti vacillare, prenditi qualche minuto di pausa, magari coinvolgi il tuo bimbo in una passeggiata o in un altra attività, ma non fargli notare subito la differenza tra il modo di porsi dei nonni e il tuo.

Questo è il mio piccolo punto di vista.
Un grande abbraccio e goditi la Puglia!

Luca

Fiorella    16 apr 2025

Ciao Luca, 
grazie davvero per questo tuo parere così prezioso, pensato e concreto. 
Hai proprio ragione, mi accorgo che ciò che più mi tocca nel vivo è proprio il pensiero “io adulto so cosa è meglio per te, anche se tu esprimi la tua”, soprattutto in situazioni in cui Matteo (il bambino) è in difficoltà e mi sento poco tutelante per lui, ma sicuramente è anche perché questo atteggiamento dei miei risuona più in me (e nella me bambina)  che in Matteo.

Oltretutto oggi ci raggiunge il papà e non sarò più da sola a gestire questo tempo e queste situazioni! 

Grazie ancora per il tempo che mi hai dedicato!
Un caro abbraccio!