Come comunicare il potere delle parole
Ambassador
Stamattina Instagram mi ha proposto un reel (update 9/11/2023- di cui avevo messo il link ma mi sono resa conto che non era in linea con il comportamento che abbiamo in questa comunità, quindi l’ho tolto… appena avrò tempo inserirò la descrizione non giudicante.. nel frattempo lascio la conversazione nelle note che a prescindere dalla presenza del link mantiene il suo valore 💜)
Vorrei chiedervi cosa ne pensate, su quanto sia efficace e quanto sia rispettoso nel confronto della bimba che ascolta.
Cosa cambiereste voi di questo approccio?
Non dico in anticipo quello che è venuto in mente a me per non viziare in partenza la vostra first impression.
Buona giornata!
Ambassador
Rosalba
, stavo rileggendo le linee guida e, mi è venuto un dubbio…
Con questo post ho violato questa qui?
- “Gossip, critiche a contenuti di altre persone (se vuoi parlare di qualcosa che qualcuno ha detto, descrivi anonimamente e oggettivamente e non inserire il link al contenuto ).”
Perchè nessuno me lo ha fatto notare? 🥺🫣🥺🫣 Mi dispiace!
Team La Tela
Ciao Maria,
effettivamente meglio togliere il link. Per il resto, ne hai parlato in modo oggettivo e non giudicante. 💜
Ambassador
Il fatto è che in questo caso avevo usato il link proprio per non dover spiegare e quindi perdere oggettività nel mio racconto..
Il link si evita per non creare traffico a un contenuto con cui non si è d’accordo, è così?
🧐 giusto per capire meglio..
Ora lo tolgo 💜 (non tolgo tutto il post, anche se senza il link perde il suo significato - dovrei mettermi a descrivere oggettivamente le scena, e mi ci vorrebbe un po’ di tempo che ora non ho… non lo tolgo cmq perché poi la conversazione nei commenti con Chiara mi è piaciuta e penso possa essere utile)
Team La Tela
Ciao
Maria di Napoli
ho ritrovato questo post e sì, quella è una mia regola: preferisco che non si mettano link a contenuti che vogliamo criticare, so che il lavoro è un po' più lungo ma è un bellissimo e utilissimo lavoro di esposizione oggettiva (a me ha davvero aiutata a rivoluzione il modo in cui descrivo e racconto contenuti). Grazie per averlo notato e tolto. Se preferisci togliamo il post, dicci tu (ma io preferirei di no perché i vostri commenti sono molto belli!). 💜
Insegnante
Ciao Maria,
Mi piace un sacco questa questione che hai posto come spunto di riflessione. Mi ha colpito, perché senza la tua domanda non l'avrei guardato con un approccio critico e l'avrei subito passivamente.
Quello che vedo nel reel è la mamma che "imbocca" le risposte giuste alla bambina.
Quello che cambierei è, prima di tutto, parlare del tema partendo da situazioni reali di cui la bambina ha vissuto le reali conseguenze (conseguenze che lei non ha gradito). E poi l'aiuterei a ragionare da sola su ciò che è successo e su cosa può dire o non dire la prossima volta.
C'è anche la questione del chiedere scusa... Anche qui, come succede spessissimo, si spinge a chiedere scusa, anche se non si è pronti. Si tratta tra l'altro di uno "scusa" vuoto, senza "Ti chiedo scusa perché ...".
Voi come proporreste la possibilità di chiedere scusa ai vostri figli? Sono curiosa.
Ambassador
Eh.. scusa è una bella parola.. complicata.. che mi ha pure sbloccato di nuovo ricordi della mia infanzia.
Io penso che la cosa più importante sia modellare il comportamento così come ci spiega Carlotta. Da sempre e durante tutta la loro infanzia- al parco con gli altri bimbi quando fanno loro un torto ad altri bimbi (assicurandosi che stiano bene prima di sgridare loro, quindi mettendo il focus sul bimbo “colpito” e dando l’esempio di come vorremmo si comportassero loro) e ancora più importante quando sbagliamo noi, prendendoci le nostre responsabilità sui nostri errori.
La parola scusa. Io sono stata educata con la forzatura delle scuse “chiedi scusa!”, “Come minimo chiedi scusa!”, “Se non mi chiedi scusa non ti perdono”..
Verso i 10-11 anni la piccola Mary odiava chi si scusava. Il mio pensiero era questo “la gente chiede scusa per avere un pretesto per fare le cose. Tiro una manata a quello e poi chiedo scusa e sistemo tutto, anche senza pentirmi effettivamente. Quello che bisogna fare è sempre mettersi nelle condizioni di non dover chiedere scusa, perché quando si arriva a chiedere scusa si ha già fallito”. Io percepivo il dover chiedere scusa come un fallimento della propria rettitudine- “una persona buona non si trova costretto a chiedere scusa”. Questa, che io chiamavo “la mia legge interiore delle scuse e delle colpe” (ho tutto un sistema deontologico personale io ben definito fra preadolescenza e adolescenza), era ovviamente l estremizzazione dell’ L età ma anche frutto dell’assolutezza delle parole che mi era stata insegnata fino ad allora: la parola “scusa” come una pulizia da ogni colpa e necessaria per riparare qualunque cosa (questo è anche il punto da cui sono partita per allontanarmi dalla chiesa 😅 ma lì ci inoltriamo in altro tipo di meandri); e il concetto della “bambina buona” obbediente gentile e sorridente, che non sbaglia(!), a cui dovevo mirare e rispetto alla quale mi sentivo costantemente in difetto. Avevo una sensibilità particolare da bambina e io queste cose le sentivo molto forti (
Carlotta
Altamente sensibile?) E si legavano anche al fatto che i miei adulti di riferimento non si scusavano: non sbagliavano mai, spesso le loro spiegazioni erano “perché lo dico io” e tutto quello che facevano/dicevano era corretto, per come arrivava a me. Erano l’autorità. Che poi, una volta arrivata all’adolescenza e alla famosa caduta degli dei si è sgretolata inesorabilmente perché ho iniziato a capire e a vedere con più occhio critico anche i loro errori e tutte le volte in cui avrebbero dovuto chiedermi scusa… o avrebbero dovuto fare diversamente e non mettersi nelle condizioni di dovermi chiedere scusa, secondo la mia legge interiore sulle scuse e le colpe. Magari scusandoci noi e prendendoci le nostre responsabilità… eviteremo ai nostri bimbi delle adolescenze dolorose come abbiamo avuto noi? Sono sempre stata convinta che parte del dolore dell adolescenza sia il rendersi conto e il prendere atto delle debolezze dei nostri genitori… ma magari arrivandoci conoscendole già e avendole già normalizzate…. magari ci si potrebbe fare un piccolo sconticino dal vortice di emozioni e ragionamenti che è l’adolescenza?
Quindi, secondo me è molto importante evitare questo tipo di situazione e le scuse modellarle piuttosto che imporle e pretenderle. Dare il nostro esempio, così come spiega Carlotta… e magari evitarlo proprio un discorso sulla parola “scusa”. Dobbiamo solo far vedere come la usiamo noi, con consapevolezza, e loro la useranno allo stesso modo.
Insegnante
Hai ragione, avevo tralasciato questa parte essenziale: modellare il comportamento. La cosa principale! Anche riguardo il chiedere scusa è probabilmente la via più rispettosa ed efficace di educazione.
La mia domanda sul come parlare dello "scusa" nasce anche dal fatto che spesso i miei bambini dell'asilo (che fino all'anno scorso avevano un'altra insegnante) si dicono l'un l'altro "devi chiedermi scusa" o dicono a me "mi ha fatto così e così e non mi ha neanche chiesto scusa!"... E allora io mi ritrovo a dover parlare con loro di questa parola e, a dire il vero, non so bene come fare. Per ora mi sono limitata a rispondere "ma sai che non siamo obbligati a chiedere scusa? Invece perché non proviamo a parlare insieme di quello che è successo?"... Comunque eviterò discorsi, che tanto alla loro età non sono un granché efficaci. E punterò a dare l'esempio. Questa riflessione mi è proprio di spunto:: cercherò di cogliere più occasioni possibili per chiedere io scusa. Già stavo lavorando sul raccontare i miei errori. (🤣 Chissà con che razza di maestra imbranata penseranno si avere a che fare se continuo così! 🤣).
Bellissimo il pensiero che hai scritto sull'adolescenza! Immagino che, sì, sarebbe un bel peso in meno da portare: l'aver a che fare con adulti che ammettono e vivono bene i propri errori... Adulti che tu, adolescente , sai già essere imperfetti, ma allo stesso tempo solidi e affidabili e soprattutto presenti.
Io ho un'esperienza molto simile alla tua riguardo a come sono stata cresciuta "brava bambina" (e anche io brava bambina cattolica... Proprio in questi ultimi mesi sto prendendo coscienza di questo meccanismo e mi sono allontanata dalla Chiesa) quindi ti capisco, cara Maria! E ancora adesso, devo dire, è un peso in più dover gestire l'incapacità dei miei genitori di chiedere scusa e vivere con responsabilità i loro sbagli.
Ambassador
guarda Chiara, ho fatto una ricerca qua sul sito :D
questo è un articolo del blog:
Non vuole chiedere scusa! | La Tela
e la puntata del podcast a cui fa riferimento:
Montessori in 5': Non vuole chiedere scusa | La Tela
e poi questo Reel!
Non forzare i tuoi figli a chiedere scusa | La Tela
comunque ti volevo dire che da come parli del tuo lavoro e del tuo modo di fare con i bimbi, mi dai l'impressione di essere un'educatrice spettacolare! che fortuna i tuoi bimbi O_O
un abbraccio!
Insegnante
Maria, grazieeee!
Mi dai una carica incredibile!
E grazie per la tua ricerca: domani me li leggo e ascolta. Sono molto curiosa! Non mi era ancora venuto in mente di cercare qui 😅