Comportamenti scomodi poco dopo l'inizio del nido
Primo post
Buongiorno a tutti,
è la prima volta che mi trovo a scrivere qui sul forum quindi molto piacere!
Vi scrivo perché sto affrontando un periodo un po' complicato a scuola di mia figlia e sono qui sperando in qualche consiglio o esperienza simile.
Vi racconto quanto sta accadendo: Cassandra a settembre 2024 ha iniziato il primo anno di nido, per i primi mesi è andato tutto bene, lei era abbastanza contenta di andare a scuola e quando tornava a casa sembrava serena. Con l'inizio del nuovo anno, qualcosa è cambiato, ho iniziato a notare in lei comportamenti che prima non aveva e che certamente non vede né a casa con noi, né tantomeno dai nonni (ad esempio si pone in maniera insofferente verso di noi, come se perdesse subito la pazienza e il tono che usa non è il tono che userebbe una bimba di due anni) ed ha anche iniziato, prima qualche volta poi più spesso, a non voler andare a scuola.
Inizialmente ho pensato, come anche poi ascoltato nel Percorso di Carlotta, che stesse processando adesso i cambiamenti portati dall'inserimento in un ambiente nuovo, con nuovi compagni, maestre e emozioni da gestire. Man mano che il tempo passava però, mi sono resa conto che anche un altro aspetto ha contribuito ad affaticare mia figlia: la maestra della sua classe è molto insofferente verso i bambini, usa un tono infastidito quando si rivolge loro e talvolta usa un atteggiamento passivo/aggressivo.
Per esempio un giorno Cassandra ha pianto all'entrata e lei più tardi ha iniziato ad incalzarla chiedendole: "piangevi perché eri arrabbiata con mamma vero? che ti ha fatto? perché sei arrabbiata cona mamma? Papà ti stressa per questo piangi vero?" con il risultato che invece di consolare la bambina, ha scaturito in lei nuovamente un pianto e invece di consolarla per le parole dette, le ha detto "vai a giocare va..."
Ho provato a parlare con la maestra, per chiedere spiegazioni, ma lei nega tutto e con noi si comporta sempre in maniera gentile e coccolosa. Ho anche provato a confrontarmi con altri genitori della classe senza successo.
Sono molto turbata da questa situazione, mi sento confusa sul da farsi, nel capire se tutto ciò può essere tollerato come "qualcosa che aiuta nella crescita" in quanto sarebbe bello (ed è ciò per cui mi spendo ogni giorno insegnando a mia figlia il valore della gentilezza) trovare nel mondo garbo, accoglienza e delicatezza ma so che siamo ancora lontani da ciò. Non riesco a capire quindi se sto esagerando io o se è il caso di fare qualcosa di più attivo per affrontare questa situazione, anche se non saprei cosa. Grazie già a chi risponderà.
Team esteso
Ciao Beatrice!
Ho letto ora il tuo post, purtroppo non l'ho visto prima e mi rendo conto sia passato tempo..se posso aiutarti o sostenerti lo faccio molto volentieri..per evitare di dirti cose poco coerenti col tuo vissuto, ti chiedo di aggiornarmi un pò..
Sono emersi altri episodi o confronti con insegnanti/dirigente?
Quali riflessioni avete fatto tu e il papà rispetto al prossimo anno?
Ti leggo,
Sara
Team La Tela
Ciao Beatrice,
capisco i tuoi dubbi e penso sia assolutamente valido provare a trovare una strada dialogo più efficace per comprendere meglio tutto il contesto.
Se ho ben capito, tu hai assistito al dialogo con la bambina che hai descritto, e nonostante questo l'insegnante ha negato (o minimizzato)? Purtroppo alcuni insegnanti ritengono «normale» rivolgersi così ai bambini (alcuni sentono perfino di essere «simpatici» quando dicono cose del genere) perché non hanno affatto gli strumenti.
Non so se sia questo il caso (e chiaramente anche tu stai provando appunto a capirlo), e quindi anche se spesso avviare questo dialogo è faticoso, mi sento di dirti di riprovare, in fondo il vostro obiettivo dovrebbe essere comune: il benessere della bambina. E se noti che l'insegnante non mostra accoglienza verso i tuoi dubbi, potresti avviare la conversazione con il/la dirigente della scuola.
Ti lascio qui alcuni contenuti che possono aiutarti ad avviare questo dialogo:
E in questo reel, nella didascalia, trovi anche un'idea di copione per proporre il progetto La Tela Teachers:
Grazie Rosalba per i consigli :)
Ciao Beatrice,
per quanto ci impegniamo nella ricerca di asili/scuole con educatori attenti, preparati e aggiornati su come relazionarsi con i bambini, non sempre si riesce nell'intento di trovare una collocazione ideale.
Io sono dell'idea che l'asilo e la scuola siano delle tappe importanti nello sviluppo dell'autonomia del bambino, anche in termini di relazioni con soggetti (piccoli e grandi) extra-familiari.
Detto ciò, ti consiglio di tenere monitorata la situazione e riprovare a parlare con la maestra e/o instaurare un rapporto con altri genitori che hanno una sensibilità simile alla tua nell'educazione dei figli per capire se la percezione è la medesima, se sia stato un caso isolato o altro.
Un'altra strada è consigliare alle maestre, o meglio ancora alla coordinatrice dell'asilo qualora più recettiva, di entrare nel network di La Tela Teacher. Ci sono alcuni episodi del podcast dove Carlotta spiega le modalità più delicate per introdurre questa possibilità, senza creare frizione nei rapporti che potrebbero ricadere su Cassandra.
L'accettazione di questo passo sarebbe un colpaccio, perchè agevoleresti una presa di coscienza e un inzio di potenziale cambiamento all'interno dell'intera struttura dell'asilo. Naturalmente i fiori crescono dove i campi sono fertili: cerca quella porzione di terreno in cui mettere il primo semino.
Un abbraccio,
Luca
Ciao Luca, grazie per le tue parole, ho provato come consigli tu a cercare supporto in altre famiglie dei compagni di classe di Cassandra ma senza molto successo.
E' una buona idea quella di proporre all'insegnante il corso di Carlotta dedicato, ma conoscendo l'ambiente dubito possa essere accettato, comunque tentar non nuoce, quindi durante le vacanze pasquali penserò ad un modo efficace di proporlo al rientro.
Ancora grazie per il tempo che hai dedicato a rispondermi!