"Poi mi prendono in giro"
Ciao,
5y, scuola dell'infanzia.. quest'anno è accaduto a volte che mio figlio mi dicesse "no mamma questo non lo metto. poi mi prendono in giro" e io rimango abbastanza stranita..
mi sarei aspettata di questi problemi più avanti, non già al penultimo anno di infanzia.
Su cosa lavora un adulto/genitore? Immagino sulla costruzione della propria autostima.
Nell'ottica di fare questo gli dico "amore, ma a te piace? capisco possa essere difficile se qualcuno ti prende in giro ma conta se a te piace. tu puoi rispondere che a te invece piace e questo è sufficiente" ma temo sia presto e troppo complesso a quell'età. finiamo per cambiare le calze e togliere quelle che potevano generare presa in giro.
Spesso quando fa un disegno e mi chiede se mi piace gli rispondo "a te piace?" o di solito rincaro io sui colori che ha usato, o quando fa una cosa difficile glielo faccio presente. non uso praticamente mai il "bravo". Da bambina sono stata inondata di brava.. e onestamente non credo abbiano raggiunto l'obiettivo sperato.
Cosa ne pensate?
Grazie!
Team La Tela
Ciao 💜
Io credo che il dialogo che hai iniziato a impostare sul tema vada benissimo, e che una cosa non esclude l'altra: quello che gli hai detto serve a farlo sentire accolto e contemporaneamente allargare il suo sguardo sulla bellezza di essere e mostrarsi sé stessi.
Ciò non toglie che possiamo comunque accogliere il loro disagio e se alla fine non se la sentono di mettere/fare/non fare una certa cosa, accogliere anche questo (e quindi va bene togliere i calzini).
Poi continueremo a coltivare questi semini, e sono certa che piano piano daranno i loro frutti.
Mi succede lo stesso con mia figlia più piccola, che molto spesso dà grande peso a quello che fanno/dicono/pensano i compagni di scuola (a differenza del grande che invece non ci fa assolutamente caso).
Proprio ieri abbiamo avuto una lunga conversazione in macchina dopo la scuola, perché mi ha chiesto di non farle mettere più la sciarpa perché nessuno dei compagni la mette (qui fa già caldo ma al mattino quando escono c'è freschetto e di solito le faccio mettere una sciarpetta leggera).
Dopo la frase/copione di accoglienza del suo disagio, le ho ricordato che è importante fare le nostre scelte in base a ciò che pensiamo sia valido per noi, e non in base a ciò che scelgono gli altri, e poi le ho detto: «Io penso che dovresti scegliere se mettere o no la sciarpa in base a quanto caldo/freddo senti, non in base a cosa fanno gli altri, ma in ogni caso a me va bene qualunque cosa tu decida di fare».
Abbiamo spesso conversazioni così (lei ha quasi 8 anni, e succede più o meno da quando aveva l'età del tuo bimbo), e dopo a volte sceglie davvero quello che sente valido per lei, a volte no e si «uniforma» alla massa, ma ogni volta la vedo come un'occasione per continuare a fare questo lavoro e nutrire la conversazione sulla diversità e l'importanza di essere sé stessi.
Non so se l'hai già letta, ma ti lascio qui una newsletter passata in cui abbiamo parlato proprio di questo tema:
E poi c'è questo bellissimo racconto di «Storie spaziali per maschi del futuro» che calza a pennello (e nella guida trovi tantissimi spunti e copioni per navigare questo tema):
Ciao A.!
E' difficile in effetti, soprattutto fargli passare il concetto che "deve piacere a te" (spesso e volentieri non funziona con noi stessi, figuriamoci...).
A me è capitato circa un mese fa con mio figlio (quasi 5 anni), che voleva una maglia con una scritta rosa della sorella, e ti dico come l'abbiamo gestita -dopo aver verificato che alla sorella non scocciava che lui la usasse.
- gli ho detto che sì, magari qualcuno avrebbe potuto prenderlo un po' in giro perchè ora, nella nostra società, ci sono ancora alcune persone che pensano il rosa sia solo per le bambine. Che è un peccato, perchè è un bellissimo colore.
- gli ho proposto di parlare io con le maestre di questo suo timore, così che in caso lui avrebbe potuto andare da una maestra specifica, che già sapeva della cosa
- abbiamo portato una maglietta di ricambio, in caso la cosa lo avesse messo molto a disagio.
La cosa poi è andata bene, e il "problema" non si è ripresentato.
La cosa più importante credo sia fargli capire la nostra vicinanza, la nostra comprensione del suo disagio, non sminuire la cosa, capendo quale può essere il problema.
Insomma, "stare".
Tipo "accidenti, essere presi in giro è brutto quando indossi qualcosa che ti piace... Capisco bene, è successo anche a me da bambina. Cosa ti potrebbero dire per questi calzini?"
Facci sapere com'è andata ☺️
Marti
Torno alla carica dopo la giornata di ieri.
Mio figlio M5y ha voluto comprare le ciabattine per la materna azzurre con gli unicorni. Ieri, al momento di indossarle, si vergognava. Ne abbiamo parlato, e messo quelle precedenti, lasciando a disposizione le altre. Vediamo nei prossimi giorni...
E quindi... pensavo che ci vorrebbe davvero un copione di
Zaira
. Amo le sue newsletter, i suoi consigli e i suoi modi gentili, rispettosi e inclusivi di parlare di educazione di genere.
Carlotta
urge copione di Zaira (conoscendovi ci state già lavorando!). 😝
Grazie a tutta la tela per quello che fate!