Preferiti dei bambini

Come gestire il "sono brava"

7 aprile 2025
7 risposte
Irene M. cerca un consiglio:

Buongiorno,
scrivo perchè la mia bimba di 2 anni e mezzo quando fa qualcosa tipo aiutarmi in cucina oppure tagliare un foglio a pezzettini con le forbici o qualsiasi altra cosa che la vede impegnata in un'attività, anche non nuova, mi dice "io sono brava". 

Io sto cercando da sempre di dirle brava il meno possibile seguendo i consigli e i copioni della Tela, ma le altre persone a lei vicina come i nonni e il babbo usano il brava molto spesso da sempre. Premetto che io sono cresciuta con la vecchia educazione e bramando di sentirmi dire brava da mio babbo che è sempre stato severo e autoritario, questo è stato deleterio per la mia autostima e ancora oggi faccio fatica a riconoscermi meriti o accettare gli apprezzamenti sul mio lavoro da parte di altri, mentre sono bravissima a colpevolizzarmi dei miei errori...ci sto lavorando. 

Quando la mia bimba mi dice "io sono brava" vado in difficoltà su cosa risponderle, ma soprattutto non capisco se lo dice per avere conferma e questa cosa mi provoca inquietudine. A volte le rispondo "vedo che più provi e più diventi abile/precisa a...." oppure "l'importante è che lo pensi tu di essere capace a...".  Lo facesse quando le riesce una cosa nuova o ogni tanto non mi turberebbe, ma il fatto che per esempio ogni volta che mi aiuta in cucina a tagliare la verdura mi ripeta tutte le volte "io sono brava" mi ha messo un dubbio...

Chiedo a voi cosa ne pensate e cosa posso fare o cosa posso dire perchè non diventi dipendente dal giudizio altrui.

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Rosalba    20 giu 2025

Team La Tela

Ciao Irene,
come sta andando? Le risposte che hai ricevuto sono davvero ricche di spunti preziosi, e tu stessa dimostri davvero grande consapevolezza (e che qualche bravo scappi mentre impariamo e ci alleniamo va bene, non è da demonizzare, come ci ricorda anche Carlotta, ma da provare a dosare per aiutare i nostri figli a non sviluppare quella dipendenza dal giudizio altrui in cui noi siamo statǝ un po' troppo immersǝ).

Tra l'altro, questa importante conversazione sugli elogi è intimamente legata al concetto di autostima, e ti anticipo che a luglio uscirà un pacchetto editoriale tutto dedicato proprio all'autostima (e ci sarà anche una bellissima e nutriente masterclass Focus di Carlotta su questo tema)! 💜

Nel frattempo, ti lascio le lezioni e altri contenuti del Percorso che possono aiutarti in questo lavoro, e l'episodio del podcast in cui abbiamo esplorato il concetto di autostima (probabilmente lo hai già ascoltato, ma a volte io vado a fare recap che mi sono utili 😉):

Percorso / Disciplina
E se ti chiede «Sono stata brava?»
A volte saranno i tuoi figli a chiederti se sono stati bravi o se ti piace ciò che hanno fatto. Ecco che cosa puoi fare.
Percorso / Disciplina
Copioni per smettere di dire «bravo»
Alcune frasi per evitare l'elogio e dare ai figli ciò che davvero amano: la nostra attenzione attiva e il nostro interesse.
Percorso / Disciplina
Descrivi e fai domande (invece dell'elogio)
Idee da mettere in pratica per offrire la tua presenza attiva, senza elogiare.
Percorso / Disciplina
Il problema degli elogi
Ti spiego perché smettere di dire «bravo» a tuo figlio aumenterà, invece di diminuire, la sua sicurezza in se stesso e la sua autostima.

Un grande abbraccio!

Chiara    22 mag 2025

Insegnante

Ciao Irene!

Sento tutta la tua fatica e frustrazione, che sono (state) anche le mie. Mi ricordo ancora della scena in cui mio marito ha spiegato alla madre, per 15 minuti buoni, perché cerchiamo di non dire brava a nostra figlia, e lei per tutta risposta ha detto: "ah certo... pero un bravo fa sempre piacere!" 🤨
Come te, sono cresciuta a pane e "brava", spesso non sapevo perché meritassi la lode ma ero in costante ricerca di riceverla (dai genitori e dagli insegnanti); quando la ottenevo per me significava aver dato il massimo, quando invece non me lo dicevano mi sentivo incapace.
Grazie alla mamma di un'allieva (insegno chitarra classica), nel 2017 mi si è aperto un mondo su quanto questa unica parola sia stata deleteria e manipolante per me, al punto che ci ho scritto una tesi di laurea sopra 🤭. Posso dirti che, nonostante ciò, pur essendo convinta fino al midollo che era giusto evitarlo, fino a due o tre anni fa mi sfuggiva ancora durante le mie lezioni. Purtroppo scendere dalle ruote può prendere tempo, la tua consapevolezza è già un grande punto di partenza, non essere dura con te stessa.
Tornando al tuo quesito, penso che tu faccia bene a darle delle spiegazioni oggettive e misurabili di quello che lei fa. Se effettivamente sei l'unica della vostra cerchia, e tutti gli altri si accontentano di dire "brava", penso sia abbastanza normale che tua figlia si lasci condizionare. Anche per lei, dire "io sono brava" è una bella scorciatoia rispetto a dire "sono riuscita a tagliare il contorno del disegno da sola!". Per ora forse è ancora piccola, ma tra qualche mese secondo me potrai cominciare a chiederle cosa vuol dire per lei "essere brava". E pian piano si avvieranno conversazioni sull'argomento che le permetteranno di sviluppare questa consapevolezza. Ci vorrà tempo, ma credo che se tu ne sei convinta, porterà i suoi frutti.
Non so se è fattibile per te, nel mio "periodo di transizione" durato 6 anni, quello che mi ha aiutato nell'eliminare il bravo/a dai miei discorsi e soprattutto dai miei pensieri è stato chiedere "sei fiero/a di quello che hai fatto?". Gli allievi all'inizio mi guardavano senza capire cosa volesse dire, ma a forza di mostrare loro cosa significasse "essere fieri", ho visto che hanno cominciato anche loro a trovare delle spiegazioni al loro sentimento di fierezza. Quindi forse mentre cucinate e Azzurra ti dice "sono brava", tu puoi risponderle che quello che sente è senso di fierezza per aver tagliato la verdura/travasato un liquido/spalmato una crema ecc, e che anche tu sei fiera che lei lo abbia fatto in maniera cosi rapida/precisa/autonoma (aggiungi una descrizione positiva che ti sembra più adatta all'occasione). In questo modo le fornisci degli spunti di riflessione oggettivi su quello che sta facendo, e modelli il suo discorso sul sentimento che prova lei stessa, non sulla lode che viene "imposta" dall'alto dell'adulto.
Spero di esserti stata di aiuto ! Coraggio e un abbraccio!!

Irene M.    26 mag 2025

Ciao Chiara,
ti ringrazio per l'empatia e per avermi riportato la tua esperienza. 
Scendere dalle ruote non è per nulla facile soprattutto quando sono tante...in questo periodo sto attraversando un momento di fatica in cui sono risalita su molte ruote soprattutto quelle della rabbia e dell'urlo. Leggere che il tuo periodo di transizione è durato 6 anni mi aiuta a ricordarmi di non impormi limiti (temporali) troppo restrittivi nel raggiungere gli obbiettivi che mi sono prefissata e forse mi fa capire che la sto vivendo come una gara con me stessa, su quanto sono brava (giusto per rimanere in tema) a fare una cosa piuttosto che un'altra e appena sbaglio mi giudico troppo duramente come se fosse tutto nero o bianco. Invece la cosa importante è il lavoro che si fa, un pezzettino per volta, e su cui mi soffermo ancora molto poco.
Grazie per avermi dato uno spunto di riflessione in un momento di difficoltà.
Un abbraccio 

Chiara    27 mag 2025

Insegnante

Ciao Irene,
Esatto, la mia transizione mi è sembrata infinitamente lunga. Ogni giorno andavo a scuola con il proposito di non dire “bravo”, e meno di 10 minuti dopo mi scappava di bocca. E così per tantissimo tempo. All’inizio forse era perché non avevo un’alternativa, poi perché l’alternativa mi sembrava artificiosa e formale. Ma come dici tu, è come dice spesso Carlotta, è importante non giudicare e, in questo caso, non giudicarsi: un pochino è meglio di niente, una volta è meglio di mai. E piano piano da una diventeranno due e poi tre e poi sempre di più, e “senza che tu te ne accorga” un giorno potrai dire che quella parola non è più tua. Ti prometto che sarà una liberazione anche per la Irene bambina che dentro di te, ancora oggi, cerca di compiacere gli altri e te stessa (questa è una mia supposizione in base alla mia esperienza, ma forse non vale per te).

Ps: altra cosa che avevo dimenticato: spesso riesco a sostituire il bravo con un “grazie”, e mi piace molto la Chiara che è riconoscente. Che sia per un disegno con mia figlia o un brano suonato da un allievo, trovo che sia gentile, bello e più empatico.

Ti abbraccio forte!!

Irene M.    27 mag 2025

"Un pochino è meglio di niente, una volta è meglio di mai" farò dei post-it che metterò dove potrò vederli spesso. La tua supposizionè è la verità ancora devo riconciliarmi con l'Irene bambina concederle di sbagliare e di essere più flessibile e la mia Azzurra ogni giorno mi spinge a farlo.
Grazie di cuore!
Un abbraccio 

Valentina    8 apr 2025

Insegnante

Anche ai miei figli succede, sempre per lo stesso motivo tuo!
Sto cercando di sviluppare un pensiero critico in loro ma mi accorgo che comunque è ben radicato in questa societá il bravo come medaglia ! soprattutto per controllarli 
Come te anche io cerco di sottolineare il miglioramento o oggettivamente osservo con le parole la situazione 
Non ho idea di come fare diversamente spero che basti l'esempio e l'allenamento al pensiero critico.

Irene M.    26 mag 2025

Anch'io come te conto tutto sul potere dell'esempio, vedendo come assorbe e ripete noi spero che le arrivi alla lunga il giusto messaggio.