È quasi tutto un lamento, e io non reggo!
Le crisi di mia figlia di 4,5 anni mi triggerano, e io non riesco a scendere dalla ruota.
Spessissimo c'è qualcosa che non le va bene, e io non capisco perchè. Vi faccio qualche esempio
- E' ora di cena; ancora prima di sedersi a tavola se di vedere cosa c'è si lamenta che il suo piatto è vuoto o ne voleva di più o diverso.
- Ci prepariamo per andare a letto e si lamenta di come lo spazzolino è preparato, o di come la vestiamo, o se dobbiamo metterle le crema.
- A letto, leggiamo un libro e puntualmente è troppo corto, non quello che vuole lei, finisce presto e la posizione non è quella giusta. E se non cambiamo (abbiamo 2 bimbi), si lamenta durante la lettura, urla e piange per farsi sentire
- La mattina ci vestiamo e c'è spesso qualcosa che non va: lo yogurt è troppo poco, i cereali pochi (e poi non li mangia tutti), i calzini messi male...
Nell'esprimere queste cose è virulenta: urla, piange subito, insomma... "gnola", finchè (molto probabilmente spinta anche dalle mie reazioni) ultimamente sfocia in una grande rabbia.
E lo fa spesso, dannazione, ogni 3 per 2.
Mi chiedo non solo come gestirla, come "aiutarla", ma ultimamente anche cosa abbiamo sbagliato. Perchè, perchè, perchè fa così? Cosa non va, cosa manca?
Sono davvero allo stremo, e negli ultimi 3 giorni scatto come una molla, faccio fatica a controllarmi e mi sento davvero stanca e prosciugata!
Scusate lo sfogo, e grazie dell'aiuto.
Marti
Martina, avrei potuto scrivere io queste parole 🫂 la sensazione è proprio quella, che ogni momento c'è ne sia una ed è sfinente hai perfettamente ragione. Io ho iniziato a leggere il libro sull'alta sensibilità di Elaine Aron, forse per trovare risposte al di fuori del pensiero "se fa così è perché io non sono abbastanza "brava". se vuoi scrivermi in privato per uno scambio di conforto, ci sono. ti abbraccio
Ciao Francesca! Scusa il ritardo...
In quei momenti non è davvero facile.
Io ho deciso che proverò a percorrere la via del tempo assieme, un momento dedicato ad hoc. Ho l'impressione sia quello che le manca, e forse è la strada giusta... non so!
Tu come stai? ☺️
Marti
figurati anzi grazie per la risposta! io ti dico solo che sono al mare e sto rinunciando ad andare in spiaggia
Team esteso
Ciao Martina, arrivo con un pò di ritardo nel condividere cosa ha funzionato per me con mio figlio Altamente Sensibile. (L'Alta Sensibilità è ciò di cui mi occupo come Counselor Professionista oltre ad essere un argomento che divulgo)
Comprendo senza eccessiva fatica l'esasperazione e frustrazione che provi in alcune circostanze. Ci sono giorni in cui può essere un pò più facile tollerare i comportamenti dei nostri bambini e giorni meno. Siamo esseri umani e come tali, dotati di sentimenti ed emozioni, ed il modo in cui intrepretiamo la realtà segue un nostro comportamento, perciò non v'è una linearità nelle risposte emotive e comportamenti. Non sono statici, ma dinamici; cambiano di fronte di molteplici fattori.
Chi ha una sensibilità alta, è particolarmente connesso agli stimoli esterni ed interni (suoni, rumori, luci, stati d'animo delle persone vicine...)
Hai presente quando viene detto "Fatti scivolare tutto di dosso"?
Ecco, per chi è mooooolto sensibile, questo è estremamente difficile.
Se poi siamo in presenza di un cucciolo di 4 anni è ancora più difficile.
Entrano in gioco più fattori oltre la suscettibilità ambientale, come:
-bisogno di autoaffermarsi/autodeterminarsi;
-validazione/attenzione;
-comprendere il "causa/effetto";
-gelosie;
Insomma, possono intersecarsi più fattori inducendo tua figlia ad avere un comportamento in cui "urlando" evidenzia un bisogno di cui ancora non ha esattamente le competenze per farlo in modo diverso.
Ho letto tutti i consigli che hanno condiviso e sono molto allineata.
Credo fermamente che non esista una formula magica.
Siamo tutti individui unici, penso che una delle chiavi importanti, stia nel modellamento.
Con mio figlio ha funzionato egregiamente ricordargli sempre le regole delle cose prima di farle, senza cedere in un nuovo compromesso quando veniva terminata quella determinata cosa. Ciò mi ha permesso di non perdere la mia fermezza, avere da parte sua fiducia oltre che un'aspettativa chiara delle cose (i bimbi AS, hanno un grande bisogno di prevedibilità cosa che mi sembra di intuire abbia bisogno tua figlia)
Inoltre ha funzionato anche dargli la possibilità di scegliere due cose, in modo da lasciargli libertà e spazio di autodeterminarsi.
Alcune cose, l'obiettivo da raggiungere era identico, ma glielo presentavo in due modi diversi (ad es. avevamo tanto pezzi dell'uovo di pasqua. Lui mi chiedeva quale mangiare... Io mi prefissavo la dimensione che volevo concedergli, così gli dicevo: "o due piccoli o uno grande". Il risultato finale era sempre lo stesso, ma la sua percezione diversa)
Ti abbraccio (se posso) nella speranza ti senta ancora più sostenuta e con qualche spunto in più su cui riflettere.
Se ne senti il bisogno, non esitare a chiedere aiuto.
Ne La Tela hai tante professioniste super valide che sono certa, possono esserti d'aiuto.
Viola Koyuncuoglu.
Ciao Viola,come posso capire se mio figlio è altamente sensibile? Vorrei una "diagnosi" non per dargli un'etichetta ma per capire come aiutarlo,come aiutarci in un momento molto lungo di fatica per tutta la famiglia. Grazie
Team esteso
Ciao Marianna 😊
Per poter avere un quadro un po' più chiaro puoi scaricare dal mio sito (QUI) il test autovalutativo e, una volta completato, puoi re-inviarlo alla mia email info@violaempaticamente.com, così lo leggo e ti do un feedback.
Come ben sai, infatti lo hai virgolettato, l'Alta Sensibilità non si diagnostica in quanto trattasi di un tratto intrinseco dell'individuo. Inoltre desidero sottolineare, anche per tutte le persone che leggeranno questo mio intervento, che i bambini Altamente Sensibili non necessitano di "Bisogni Educativi Speciali" (BES). Mi piace metterlo in chiaro in quanto mi capita spesso, sia da parte dei genitori che del corpo docente, di confondere questa profonda sensibilità con una difficoltà o una necessità di supporto aggiuntivo, come fosse “una carenza”.
È fondamentale comprendere che l'Alta Sensibilità è una ricchezza, un modo di percepire e vivere il mondo interiore ed esteriore. Ciò avviene con una profondità e intensità spiccate; non è una condizione che richiede una "speciale" educazione per colmare una lacuna.
I bimbi AS, hanno bisogno di essere compresi, valorizzati e rispettati nella loro meravigliosa "complessità", affinché possano fiorire appieno.
Per rispondere alla tua fatica che sento e che comprendo molto bene, serve conoscere bene il tratto dell'Alta Sensibilità affinché, indossando nuove lenti, tu possa vedere tuo figlio non come "difficile" o "ostinato", ma come un cucciolo che percepisce il mondo con molta profondità. Queste lenti ti permetteranno di distinguere cosa è frutto della sua intensa sensibilità e cosa invece è il risultato delle influenze esterne.
Una nota importante: non si tratta di giustificare ogni comportamento, ma di comprendere la radice delle sue reazioni, trovando così modi sempre più efficaci per guidarlo. Ed è ciò che cerchi. Proprio per questo, l'educazione a lungo termine è la miglior educazione per un bambino Altamente Sensibile, così come lo è per tutti i bambini del mondo.
Come ben sai, essendo qui su La Tela, educare a lungo termine non tratta “soluzioni rapide” o di "aggiustare" qualcosa che non va, è un investimento continuo e amorevole nel percorso di crescita dei nostri figli e… anche per la verità, anche nostro. Significa seminare con pazienza, nutrire con costanza e avere fiducia che i frutti germoglieranno a tempo debito. Credo fermamente che sia un impegno che va oltre il singolo momento o la singola reazione, crisi emotiva / disregolazione, chiusura, blocco, freezing….focalizzandosi sulla costruzione di fondamenta super solide per il loro benessere emotivo, intelligenza emotiva e la loro autonomia, permettendogli di sbocciare e fiorire, rispettando i tempi individuali.
Un caro abbraccio (se posso), aspetto la mail con il test!
Viola Koyuncuoglu
Ciao Martina, leggendoti mi sono sentita in una situazione molto simile alla tua. Ho due bimbe di 7 e 4 anni, e la più piccola appena qualcosa non va come desidera o le da fastidio urla, urla e urla, senza farti capire cosa c'è che non va.
Capisco la stanchezza mentale, la frustrazione che si accumula e il tuo calice emotivo che non riesci a svuotare.
Purtroppo, non sono in grado di darti consigli particolari, con noi a volte funziona preparare in anticipo la bimba: per esempio se si deve vestire le offriamo due magliette tra cui scegliere e le diciamo in anticipo "se una volta indossata senti che ti da fastidio avvisami che la togliamo subito" oppure se le scaldo il latte a colazione le dico "fammi sapere se è troppo caldo così lo raffreddiamo con un po' di latte freddo". Cerchiamo di mappare le crisi più frequenti e in prossimità della situazione la avvisiamo che se non vuole una cosa e le da fastidio di avvisarci a parole.
Tante altre volte invece urla e noi possiamo solo stare lì vicino e attendere che riesca a calmarsi da sola (abbiamo provato un po' di strategie ma non vuole il nostro aiuto).
Non avete sbagliato niente, non vi manca nulla. Sono sicura che state facendo del vostro meglio. Respira, piangi, sfogati pure. 🩷
Un abbraccio,
Daniela
Grazie Daniela per le tue parole, mi sento davvero accolta.
Sì, questo suo temperamento mi mette davvero in crisi.
Cerchiamo di limitare le crisi, di prevederle, di gestirle, ma sono così esplosive e a volte frequenti che davvero mi colgono impreparata ed estenuata.
L'ultima ieri sera, dopo una bella serata con un gioco da tavola, lei ha perso (prima volta in 3 sere) ed è esplosa su di me, con pugni e botte. Quando l'ho allontanata da me, sono iniziate le urla. Avrei voluto urlare anch'io, accidenti.
Ho deciso che mi farò una sorta di tabella di marcia della gestione della crisi, e dei copioni. Forse non la risolvo, ma salvo la relazione. Alla fine, non è quello forse la vera vittoria?
Un abbraccio
Ciao che dire sono sulla vostra stessa barca..
Vi racconto questa:
Qualche sera fa siamo andate ad una festa in piazza e le bimbe, anche le mie di 4 e 7, mi hanno chiesto un thé. Non bevono cose gassate e ogni tanto quando mangiamo qualcosa fuori glilo permetto. Ho preso le due cannucce così potessero dividerlo, ma alla piccola proprio l'idea non era piaciuta, lo voleva intero. Ha urlato e implorato "ti prego interoooo" in una folla di gente che guardava solo noi.. Per 10 minuti interi.
È stata davvero dura..
Ma sono riuscita a non perdere la calma a stare connessa con lei, come se fossimo solo noi due e nessun altro, a farla calmare tra le mie braccia, senza parole che la ferissero. Sono stata in silenzio solo a offrirle la mia presenza. Tutte cose che ho imparato qui, che prima non sapevo fare.. Faccio fatica infatti a perdonarmi se penso alla gestione delle crisi della mia prima bimba 😟
Ciao
Francesca
, come ti capisco.
A me mandano in crauti le crisi apparentemente "per nulla": la mattina appena svegli per la luce troppo forte, l'urlo per verstirsi perchè i pantaloni non sono come vorrebbe (e qui ognuno può scegliere come vestirsi!), la "miagolata" perchè non inizia lei prima al gioco per la 3a volta ecc... Sono quelle crisi piccole, costanti, martellanti, potenti, che fanno sì che ogni momento sembri un potenziale problema.
Mi stancano, mi prosciugano e mi demoralizzano: perchè non possiamo passare qualche ora in serenità? Sig.
Passerà? :-)
(scusa lo sfogo!)
Ehi no, non devi scusarti.. Capisco in pieno il tuo senso di stanchezza perché è un continuo dover provvedere ai loro bisogni e alle loro crisi mentre fuori da questo contesto, la giostra contina a girare.. Quello che a me aiuta a ricaricarmi un pochino o comunque a riposarmi è la possibilità di farle stare da mia mamma anche solo un pomeriggio.. E io posso godere del silenzio e della mia compagnia..
Team esteso
Ciao Martina.
Sento tutta la tua fatica e credo al 100% nelle tue difficoltà. Ci sono bambini di cui essere genitori è più difficile che di altri. Se questa non è una fase atipica nel suo comportamento e sviluppo, ma un acuirsi di reazioni che conoscete, è possibile che lei abbia una sensibilità particolare, un margine di tolleranza particolarmente basso, uno sviluppo emotivo un pochino più lento e che questo costituisca una sfida particolarmente ardua per voi genitori. Le buone pratiche che aiutano nella gestione dei comportamenti difficili sono le stesse, ma ci sono bambini più "easy" e altri più impegnativi. Non credo che abbiate necessariamente sbagliato qualcosa, ma forse vi potrebbe aiutare capire meglio cosa succede dal suo punto di vista e poi intervenire per prevenire, disinnescare e piano piano ampliare le sue competenze e il suo margine di tolleranza. Forse quello che succede adesso in qualche modo invece rinforza il circolo vizioso in cui siete.
È un lavoro lento e i cui risultati non sono sempre immediatamente visibili, ma è importante, sia per voi che per lei.
Ti abbraccio. Se sei allo stremo, magari può essere utile chiedere aiuto.
Se vuoi scrivi a me o a Sara anche alle nostre mail personali per un contatto diretto.
Ti abbraccio.
Elisa
Ciao Elisa!
Grazie per il tuo punto di vista: è davvero prezioso e sempre puntuale. Mi dà una grande forza, e mi rinfranca lo spirito.
Sicuramente non aiuta lei avere un fratello che è esattamente l'opposto: posato, controllato, con grande linguaggio verbale ed emozionale. Paga questo scotto con la nostra poca pazienza a volte...
Nei momenti più duri, con un po' di ironia, ce lo diciamo con mio marito: per noi è e sarà sicuramente difficile da gestire, ma vuoi mettere consegnare al mondo una persona determinata, sicura e cosciente della potenza delle emozioni? :-D
Ora proveremo a muoverci su 2 fronti:
- schedulare meglio le cose, le giornate e le opzioni possibili (tipo ieri sera, abbiamo "sacrificato" un libro lungo della buona notte per un'altra partita al gioco, e questo è stato motivo di una breve ma molto intensa crisi, nonostante gli accordi);
- cercare di chiarire le alternative possibili alle arrabbiature (tipo un angolo della rabbia)
...nei momenti di calma sono molto motivata, ma poi la sera crollo inerme sotto i colpi di questo carattere fortissimo. Ohi!
Grazie ancora!
Team La Tela
Ciao Martina, lo sfogo va super bene e spero anche sia servito a lasciare un pochino andare la fatica... ti abbraccio forte! 💜
L'oppositività è davvero una faticaccia, soprattutto se ripetuta, e se arriva magari in momenti in cui la nostra personale «brocca» di benessere e calma è quasi agli sgoccioli.
Il comportamento della tua bambina sembra una fase tipica che attraversano molti bambini, anche se ovviamente ognuno in modo diverso, più o meno accentuato. Leggendoti, mi è subito venuta in mente questa lezione del Percorso, non so se l'hai già letta/vista:
E questa (anche se Carlotta fa riferimento qui più specificamente ai 2 anni, è una fase che arriva per alcuni aspetti anche ben dopo, cioè quella di esplorazione dei limiti):
So che è davvero, davvero difficile, sfidante e faticoso: quello dei limiti è un tema tanto ampio e su cui abbiamo bisogno (sia noi che loro) di esercitarci tantissimo fino a trovare un equilibrio. Ne abbiamo parlato in questa bellissima newsletter passata e in un post sul Forum che ha scritto
Carlotta
e da cui sono nati confronti nutrienti:
Ciao Rosalba!
Sei sempre così gentile e puntuale... grazie!
Mi ero persa la NEwsletter, che recupero subito per cercare di riprendere il baricentro.
Sì, è stancante perchè come dici tu ogni bimbo è diverso, e spesso in questi momenti di down noi genitori cerchiamo risposte semplici a chiare a comportamenti complessi e variegati. Un controsenso, ma ci si aggrapperebbe a qualsiasi cosa...
Ultima crisi ieri sera...
Oggi mi bombo dei tuoi suggerimenti così vedo di rimanere sul pezzo in serata: vi aggiorno ;-)
Marti
Insegnante
Ciao Martina, come ti capisco...con mia figlia di 3 anni vivo spesso queste situazioni e conosco perfettamente il misto di nervosismo, stanchezza, frustrazione e preoccupazione che senti.
So anche che vorresti un bel consiglio da "guru" della genitorialità: "come far smettere di piangere tua figlia in 5 mosse". Io però non l'ho ancora trovato e non sono capace di dartelo.
Da noi capita che per giorni/settimane si sia dentro un vortice di crisi, rabbia e nervosismo che si autoalimenta. Io reagisco male alle sue richieste, lei sente la mia frustrazione e si innervosisce ancora di più, eccetera.
Come uscire dal vortice? Non ci riusciamo sempre nello stesso modo...
A volte sembra esaurirsi da solo (cambiano comportamento i bambini? Magari c'era qualche fattore esterno che li infastidiva e che si risolve?).
A volte il reset arriva dopo una sfuriata particolarmente violenta: io capisco di aver raggiunto il limite e prometto di impegnarmi di più, lei (forse) capisce di aver esagerato.
A volte riesco a ricalibrarmi, decido e riesco ad affrontare queste situazioni con più calma e ad accogliere la sua emozione e pian piano in qualche giorno ripartiamo con maggiore serenità.
Mi piacerebbe avere tutto sotto controllo e poter modificare i SUOI comportamenti, ma mi rendo conto che sono pretese irrealistiche.
Quando sono sereno riesco ad accettare il fatto che non posso sempre prevedere e correggere le sue sfuriate (nè in anticipo nè durante) e che l'unica cosa su cui posso agire concretamente è la mia reazione.
E' difficile ma funziona.
Ciao Stefano, e grazie per il tuo punto di vista.
Mi ritrovo molto nelle tue parole, e in quella necessità da una parte di avere delle risposte univoche, chiare e precise, e dall'altra del rendersi conto che tutto fa brodo, sia nell'alimentare le loro crisi che nel placarle. Affasciante e frustrante allo stesso tempo.
E' vero: modificare i suoi comportamenti sarebbe la soluzione, ma non si può. Possiamo solo scegliere come reagire e cercare di essere meglio. E' una fatica incredibile davanti ad atteggiamenti così esplosivi.
Ieri sera, dopo una bellissima serata assieme, decidiamo di fare una partita a tombola prima di andare a letto. Gasati, decidiamo di farne un'altra, decidendo assieme di sacrificare la "storia lunga" della buona notte (e concedendocene una piccola), e fare una seconda partita. Alla fine del gioco, parte la crisi. Pianti, urla e ringhia, sdraiata di peso per terra, senza soluzione.
Io lì mi sento in balia delle sue emozioni, e mi chiedo perchè buttare all'aria una bella serata. So che non lo fa con coscienza, ma cribbio... E lì a volte perdo il lume, e mi scoccio anch'io!
Ti chiedi mai che persone saranno, se saranno atteggiamenti e modi che si porteranno dietro come adulti o se non riusciremo a farli mediare?
Insegnante
Me lo chiedo spesso!
Tante volte penso che "preferisco" una bambina intelligente, sveglia, con un carattere forte, sfidante e che sa quello che vuole... ma son racconti che mi faccio da solo per trovare una consolazione e un lato positivo nei momenti più faticosi.
In realtà poi ritorno a quello che scrivevo prima: non ho modo di scegliere, quindi tanto vale non pensarci troppo.
Mi rendo conto che lei è così, con alcune sue caratteristiche intrinseche che non dipendono da me e che non posso controllare e mi concentro sul mio comportamento, sul mio modello e sul mio esempio.
Penso ci sarà tempo in futuro per fare insieme ragionamenti più profondi e razionali sulle reazioni, sul modo di essere e di comportarsi.
Adesso che è piccola cerco di parlare poco e dimostrare tanto.
Mi pare di aver letto che hai un/a altro/a figlio/a di simile età, lui/lei com'è? Ha un carattere e comportamento simile? Io ho un'altra bambina ma ha solo 1 anno, per cui è ancora impossibile confrontare i loro comportamenti.
Ho 2 gemelli. L'altro è spesso "l'opposto": linguaggio articolato e preciso, manifestazione del disagio, grande sensibilità e un forte senso della giustizia e del compromesso.
Poi anche lì, se inizia a scavare, non finisci: mi chiedo se questo grande senso di giustizia e di mediazione non sia portato dalla virulenza che ha la sorella di manifestare il suo dissenso e che, mettendolo a disagio, lui non cerchi di sedare. Mah...
Se apri il vaso, escono tutti i venti!
Mi piace questo approccio del "non poter scegliere", e anche del fatto che ci sarà un tempo più maturo per affrontare questi aspetti: mi dà l'idea di qualcosa che scorre, ineluttabile, ma che passa.
E mi toglie anche un po' di ansia: alla fine quello che possiamo fare lo stiamo facendo, e a volte dovremo solo darci una cavolo di pacca sulla spalla :-)
Penso che per il futuro, per me, mi farebbe bene abbandonare la dicotomia in cui spesso cado nella descrizione delle persone, tipo "è gentile MA A VOLTE ha un carattere davvero spigoloso". Ecco, quel MA deve essere sostituito da un E. Le nostre figlie potranno essere empatiche E forti; spigolose E sensibili, intelligenti E scostanti.
E andrà bene così.
Una volta una cara amica mi ha detto che i bambini sono come gli impasti: non sai quale hai tra le mani, ma gli devi trovare la forma giusta in cui farlo cuocere, e se non ce la fai rischi di rimanere deluso dal risultato. Forse la chiave è quella...
Scusa il testo, forse un po' confusionario.
Questo confronto mi piace molto, e mi sento un fiume in piena :-D
Marti