Famiglia di origine: come comunicare efficacemente i limiti?
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Ciao a tuttə Telistə, sono qui per chiedere aiuto su un argomento a cui non riesco a trovare soluzione: mettere limiti nei rapporti interpersonali come genitore (oggi) ma non solo.
Mi spiego meglio e faccio un preambolo.
Noi come famiglia viviamo vicini ai miei cognati e i miei suoceri, condividiamo assieme lo spazio del cortine, giardini e orto, quindi quasi ogni giorni siamo a contatto con qualcuno di loro e mio figlio 3 giorni a settimana sta con i miei suoceri fino a metà pomeriggio quando mia mamma non è disponibile.
Ieri mio figlio di 2 anni era fuori in giardino con mia suocera a giocare ed io sono uscita per portare lì delle cose e per prenderlo per poi andare via.
Lui voleva giocare con l'acqua delle cisterne e con gli attrezzi da giardinaggio del nonno.
Mia suocera, come di suo consueto e per l'educazione ricevuta in passato, ha cominciato con il suo filone di frasi: non andare lì che ti sporchi, non toccare l'acqua, devo dire a mio marito di mettere un cancelletto per non farlo andare più di là, non fare quello, questo, ecc. Tutto ciò a 2/3 metri di distanza da mio figlio seduta su una sedia.
Io che ero lì a pochi passi da mio figlio mi sono avvicinata, ho cercato di spiegargli che l'acqua è preziosa e che non va sprecata, che servirà al nonno quando farà l'orto più avanti, che gli attrezzi dell'orto del nonno sono pericolosi, ecc, con tutta calma e guardandolo negli occhi, ma all'ennesima volta che cercavo di spiegargli perché quella cosa non poteva farla o usarla è scoppiata una crisi, ha pianto e si è buttato per terra. Mi sono avvicinata per terra a fianco a lui, lui mi ha mandato via, io sono rimasta lì vicino, ho provato ad accarezzarlo e a rimetterlo in piedi, ma lui non voleva, sono rimasta lì senza più fare nulla in attesa che la crisi scemasse un pochino.
Mia suocera ad un certo punto, tra un pianto ed un lamento di mio figlio, mi dice con non curanza e con tono superficiale: "Alessia lascialo lì!" Come a dire prima o poi gli passerà, lascialo perdere e da solo (lei spesso in questi casi di crisi dice frasi tipo: beh allora se fai così vado via oppure su dai che non è niente).
Io l'ho prettamente ignorata, come succede spesso in queste occasioni, altrimenti rischierei di sbottare e di dirgli che io sono il genitore e di stare al suo posto, ma non è questo l'esempio di comunicazione (e di limite) che voglio dare a mio figlio.
La crisi è passata, mia suocera si è intromessa nuovamente cercando di distrarre mio figlio con qualcos altro e poi siamo andati via.
Capita spesso che io ed mio compagno ci confrontiamo su come comunicare con mia suocera (sua madre) perché da quando siamo venuti ad abitare qui vicino, parecchi anni prima che nascesse nostro figlio, abbiamo fin da subito riscontrato che lei non sa comunicare, non sa parlare ed esprimere quello che realmente vuole dire o chiedere e questo ha causato moltissime litigate, musi lunghi, rancori, malcontenti e anche quando abbiamo cercato di mettere dei limiti, anche attraverso minacce e ricatti (che sappiamo benissimo che non funzionano) per mia suocera la "ramanzina" vale per 1 o 2 settimana e poi scavalla di nuovo il limite messo in termini di privacy, educazione e cose altrui.
Un esempio molto chiaro e lampante del fatto che lei non sappia proprio esprimersi e comunicare è stato quando 3 mesi fa mi ha chiesto se mio figlio adesso mangiava bene, a quella domanda, per me molto strana e senza senso, ho chiesto: in che senso? E lei mi ha risposto che voleva sapere se avesse ancora il sederino arrossato (fatto che era legato solo in minimissima parte al cibo a composizione più acida che aveva assunto di recente - pomodori secchi, passata di pomodo e arance).
Sono veramente stanca, stremata da questa cosa, sto e stiamo facendo veramente molta fatica (io un pochino di più perché essendo la nuora cerco di mantenere un rapporto senza litigi, il mio compagno, dal canto suo, non si fa problemi a litigare e ad alzare la voce con lei ma anche questo è estremamente snervante per lui).
Abbiamo imparato, grazie a questo percorso, che nella "lotta" nessuno vince!
Sto "cercando" un modo, un metodo, un copione per poter mettere dei limiti che vadano rispettati o fargli capire che alcune cose non sono argomenti/situazioni di sua competenza, che non la riguardano, senza dover per forza andare in scontro.
Grazie mille
Un abbraccio
Alessia
Ciao Alessia, non posso che offrirti la mia solidarietà per ciò che racconti. Nella mia esperienza trovo molto difficile esprimere con chiarezza ai miei suoceri e ai miei cognati quello che penso, che sento, che ritengo costruttivo ed adeguato per la relazione tra noi e per la loro relazione con mio figlio e mia figlia. Vorrei avere il coraggio di essere maggiormente trasparente ma mi riesce difficile perché sento che manchi la giusta "confidenza" per aprire un dialogo profondo (abitiamo lontani e ci vediamo poco). Quindi mi sento di dirti che sei già molto in gamba a riuscire a "stare dentro" a questa situazione e a non avere timore di raccontare a tua suocera il tuo/vostro modo di educare. Sei coraggiosa e forte!