Preferiti dei bambini

Genitorialità: visione personale e visione sociale

20 ottobre 2023
10 risposte
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Primo post

Tutto inizia con l'invito ad un pigiama party. Decliniamo l'invito e cerchiamo un compromesso con le nostre figlie di 9 anni. 

Potrei precisare dei dettagli sulla location (non una casa privata) e sulla compagnia della festa (i cui genitori conosciamo superficialmente) ma non è il focus della mia riflessione. Ovviamente, il diniego (parziale: ok festa no sleep over) ha generato "disperazione" e offese manifestate in vario modo: noi potevamo reagire meglio, sicuramente molto meglio e cercheremo di recuperare, non sono bastate le spiegazioni e le motivazioni (abbiamo usato modo e tono sbagliato durante l'escalation del confronto). Ne sono dispiaciuta e so di dover recuperare e di poter fare molto meglio. 

Ma il punto che mi ha messo ko è: "Gli altri fanno sempre diverso! Anche la mamma di X dice che non vede il problema", "Siete troppo severi", "Tutti fanno cose che noi non possiamo fare", "Voi fate/vi preoccupate di cose che agli altri non importano". Dallo Smartphone, ai vestiti, capelli colorati, orecchini vari, feste. 

Come si regge il confronto? Le parole sembrano inefficaci ed inutili, il peso del paragone è tanto: come facciamo a capire se non siamo noi fuori tempo?

Tutto il resto delle cose che facciamo con e per loro sembrano valere zero in questi momenti. Non vogliamo privarle di opportunità ma vorrei avere la forza di rivendicare il diritto ad avere priorità diverse e di dare dei tempi diversi. Mi è capitato quando erano più piccole ricevere osservazioni (sull'allattamento prolungato, il co-sleeping, il look sempre troppo easy, l'auto svezzamento, ecc.) ma eravamo noi l'interlocutore diretto. Ora sono loro che filtrano ed amplificano i messaggi…

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Elena A    7 gen 2025

Carissima,
Accettare e gestire queste bufere è molto faticoso parlo da mamma di un quasi diciassettenne.
Parlare parlare parlare anche se sembra che non ascoltino anche se si "litiga"alla fine.
Non voglio demoralizzati ma solo dirti che saranno anni duri perché con l'adolescenza vera e propria vorranno/dovranno recidere tanti fili che ci uniscono per diventare loro stessi.
Doloroso, faticoso e destabilizzante. Lo so bene.
Durante la pre adolescenza ed adolescenza da genitore  mi sento  una barca in tempesta e non so nemmeno dov'è il porto perché in realtà la ricerca del porto non la devo fare io ma mio figlio. Io sono solo la barca di supporto che controlla .....
Sono con te.
Con affetto,
Elena

Carlotta    6 nov 2023

Team La Tela

Carissima  Francesca mi arriva forte questo post, sia da figlia sia da mamma.

Il discorso è davvero molto ampio, ma vorrei lasciarti una riflessione breve e spontanea.

Quando ci siamo ritrovati in situazioni simili di recente (poche volte finora, anche per via del nostro stile di vita) abbiamo parlato con i bambini di quanto sia bello non fare ciò che fanno gli altri, ma pensare e scegliere con la propria testa seguendo quelli che sono i nostri valori. Esempio un po' banale: se sappiamo che Halloween è una festa consumistica e che lo zucchero non fa bene al nostro corpo, perché dovremmo scegliere di partecipare? E se vogliamo partecipare, che compromesso possiamo trovare per mantenere il nostro sguardo critico e rispettare i nostri valori?

A lungo termine, questo ci permetterà di seguire i nostri valori e imparare a non deludere noi stessi nella vita (anche quando non deludere noi stessi significa deludere chi amiamo, genitori compresi). 

Partendo da questa premesse, poi certamente

  1. Le coinvolgerei nelle motivazioni dietro alle decisioni (altro esempio banale: articoli sui danni dello smartphone e sui pericoli dei social media, in modo da farle sentire, poco a poco, soddisfatte di essere tra quelle poche persone che non lo scelgono).
  2. Ricorderei loro che non so come si fa il genitore e spesso seguo ciò che hanno fatto i miei genitori, ma voglio provare a dare loro più voce in capitolo: «Come posso fare?». Nella mia esperienza, questo apre belle conversazioni e ci mette in una prospettiva di squadra.  
  3. Cercherei il compromesso, facendo brainstorming con loro: «Il mio lavoro è tenervi al sicuro e quel pigiama party non mi sembra sicuro: possiamo organizzare un pigiama party qui a casa nostra?» oppure «Che cosa è importante per te dello smartphone? Se è Instagram, possiamo creare un account per te sul mio telefono e vorrei che potessimo parlare di ciò che vedi e fai lì con trasparenza».

Ci sarebbe molto di più, ma che ne dici di tutto questo?

Marina T.    24 ott 2023

Ciao,
mia figlia ha 9 anni, a breve 10 per cui capisco bene le discussioni in cui incappate. Anche lei ci fa notare che per i suoi compagni alcune cose sono diverse... Nel caso di nostra figlia, passata la fase rabbia-buffera in cui spesso perdiamo anche noi il controllo, di solito funziona spiegarle quali sono i valori dietro ai nostri no e pensare ad una situazione in cui avremmo detto sí. Ora sta testando molto il discorso cellulare e social, per cui mi sa che tra i suoi compagni stanno arrivando... Proprio ieri sera ci ha chiesto a che età le prenderemo il cellulare 🙈...
Grazie della condivisione 

Francesca    24 ott 2023

Grazie a te! Devo dire che la comunicazione funziona ma la loro reazione è comunque spesso dura proprio a causa degli esempi diversi (non migliori o peggiori) ma diversi. Come scrivevo, un conto è affrontare su di me un confronto/critica, un conto è affrontarla attraverso il filtro di “altri” che per loro sono più congeniali. Cresceremo tutti. Grazie 

Rosalba    23 ott 2023

Team La Tela

Ciao Francesca,
grazie davvero, questa è un condivisione importante.
È difficile anche per me rispondere, il mio primo bimbo ha 9 anni e sento che manca davvero poco al momento in cui si apriranno scenari come quello che descrivi. Al momento è ancora un super cucciolone e noi siamo ancora punti di riferimento più importanti rispetto al pensiero del gruppo... ma so che il passaggio di solito è breve e improvviso 🙈
A volte penso che vorrei trovare un modo per "arrivare preparata", ma naturalmente non è realistico 😅

Io la vedrei così: questa volta è andata malino, ci sta, credo che la fase della pre-adolescenza sia un po' come dover imparare una lingua nuova insieme ai nostri figli, e quindi gli errori sono parte del gioco.
L'importante credo sia soprattutto continuare a dialogare, anche quando diventa complicato e faticoso farlo.
Mostrarsi disponibili ad ascoltarli, dando importanza a quello che gli succede e ai loro desideri, anche quando ci chiedono cose che ci sembrano assurde e totalmente fuori dalla realtà. Naturalmente questo non significa consentire quello che riteniamo di non consentire, ma fargli sentire che capiamo la loro difficoltà ad accettare i limiti potrebbe essere un primo passo.

Ho ricordi molto nitidi della me adolescente che si chiudeva a riccio, perché sentivo che mia madre non mi poneva le giuste domande, che si interessava solo “per controllarmi“ e non per un sincero interesse a cercare di capirmi.

Ti abbraccio 💜

Francesca    23 ott 2023

Grazie per i pensieri

Valeria    23 ott 2023

Team esteso

Ciao Francesca,
io invece devo dire che leggere il tuo messaggio mi ha catapultata alla mia pre adolescenza: le parole delle tue figlie potrebbero essere state le mie 🙈

Nell'immediato non ho consigli efficaci (per quanto mi sia sforzata di produrne, perché come Chiara questa è una tematica ancora lontana, ma che mi interessa molto). La mia risposta è più "da figlia".

So che sembra semplicistico, e probabilmente sono tutte cose che già stai facendo, ma io ti consiglierei di puntare sulla comunicazione. Ricordo ad esempio che da ragazzina, quando i miei genitori mi dicevano "no" non è che mi dedicassero del tempo a spiegarmi i motivi di quel "no", al di là delle spiegazioni superficiali. Credo mi avrebbe aiutata avere un dialogo più aperto, parlare in maniera onesta di come loro avrebbero voluto crescere me e mia sorella, dei valori che ci avrebbero voluto trasmettere e di come i loro limiti fossero solo un modo di mettere in pratica quei valori. Mi avrebbe fatto piacere anche se loro avessero condiviso le loro emozioni, la loro rabbia, le loro paure. Ecco, parlare delle paure alla base dei "no" probabilmente mi avrebbe aiutata a sentirli più vicini e magari ad accogliere meglio i limiti che mi venivano posti. 

Certo, aprire un dialogo di questo tipo implica anche che i nostri figli possano contestarci. A questo proposito ti consiglio di dare un'occhiata alla categoria Disciplina, in particolare alla sottocategoria Quando non ti ascoltano: secondo me ci sono un bel po' di spunti interessanti.

Spero di non essere stata troppo scontata e ti mando anche io un forte abbraccio 💕

Chiara Franzoni    20 ott 2023

Ambassador

Ciao Francesca,
forse non sono la persona giusta a risponderti perchè Samuele ha 6 anni e non si sono presentate ancora tante di queste situazioni che descrivi, ma io, da brava persona che soffre di ansie anticipatorie 😅 mi sono chiesta spessissimo come ci comporteremo quando succederà....per cui grazissime per la tua condivisione...ti stracapisco...
Premettendo che la sensazione di diversità dal nostro intorno la proviamo spessissimo, che siamo fieri di essere una famiglia che testimonia valori di essenzialità, rispetto, inclusione ecc.. che nell'ambiente in cui viviamo spesso generano stupore nel migliore dei casi....premesso questo...per ora ho capito che l'educazione a questi valori è una strada di saliscendi che esige, per me, frequenti pause e riflessioni.
Con Samu mi è successo una volta in cui voleva comprare una pistola giocattolo perchè "tutti ce l'hanno"...in quel momento ho pensato che potevo fare e allora abbiamo guardato su internet a cosa servono le pistole, come sono fatte, come funzionano....quando ha realizzato che servono per uccidere o ferire è stato lui che ha scelto di non prenderla e ha optato per una pistoletta ad acqua che usa per innaffiare i vasi in giardino...io non avrei comprato un giocattolo di cui non aveva bisogno ma era passato un concetto più importante per cui abbiamo detto...ok va bene così...
Non so se ho agito bene o male ma è stato "facile" in quel momento...chissà in futuro...
Per ora ho deciso che partirò dall'ascolto di Samuele, per capire perchè mi sta chiedendo quella cosa e perchè per lui è importante e cercherò di riflettere se quella cosa davvero non collima con i nostri valori familiari o se posso "cedere" per alzaro lo sguardo più all'orizzonte...
Le ipotesi che faccio è che non sempre quello che farà sarà in superlinea col nostro sentire, ma confido nel dialogo per aiutarlo a trovare connessione tra il "dentro" e il "fuori" famiglia...
Capisco benissimo il senso di schiacciamento che senti imposto dall'esterno...giusto l'altro giorno, con alcune mamme della classe si discuteva se insegnare o meno ai figli a difendersi se vengono attaccati (usando il corpo intendevano). Io fui l'unica che disse che come famiglia non usiamo la violenza contro la violenza e che si possono offrire ai bambini altri strumenti per affrontare queste situazioni. Samu ha ben chiaro il concetto di rispetto dei confini e ha sempre risposto "basta smettila stai lontano" ed è bastato per ora. Ma mi guardavano come per dire "povero bambino"...e io mi sono onestamente interrogata se non lo stessi mettendo in pericolo...
Grazie per gli spunti di riflessione e se ti va tienici aggiornati!
Ti abbraccio forte

Francesca    20 ott 2023

Grazie, mi hai offerto molto su cui riflettere