Inserimento scuola d'infanzia: devono piangere per forza?
Primo post
Salve, sono mamma di una bambina di 3 anni e mezzo iscritta in una scuola d'infanzia pubblica. Ha iniziato a frequentarea Novembre. Ha posto subito resistenza e dopo 2, 3 giorni di entusiasmo ha iniziato a piangere.
Con fatica siamo riusciti a concordare con le maestre un inserimento con noi presenti a scuola (non in classe) fino a che la bimba si sarebbe tranquillizzata.
Tra festività, influenza ecc. siamo giunti a marzo, erano 15 giorni quasi che la bambina andava regolarmente e con gioia. Iniziava a dire "puoi vai prendere il pane e poi torni..". Purtroppo questa settimana una maestra ha detto che dovevamo accelerare e lasciare la bimba e andar via. Per le insegnanti la bimba va lasciata, salutata e se piange andar via lo stesso, tanto poi smette.
Io e mio marito non siamo d'accordo.
È possibile fare inserimento senza farli piangere ?
Team La Tela
Ciao Elisa, ti abbraccio forte, ho vissuto questa fatica con il mio primo bimbo (ho raccontato la mia esperienza in un episodio del podcast, se vuoi ascoltarlo lo trovi qui, e tra l'altro sotto all'episodio trovi anche tanti commenti interessanti di altri genitori che hanno vissuto questa fatica).
Non so se hai già avuto modo di approfondire questo argomento con i contenuti del Percorso, te ne lascio qui qualcuno da cui partire, e ti consiglio in generale di esplorare la categoria «Ritorno a scuola» perché ci sono davvero molti spunti 💜
Grazie mille delle indicazioni. Avevo già iniziato ad ascoltare qualcosa. Grazie
Ciao Elisa!
Intanto ti abbraccio: non è facile e a me sembrava a volte il cuore mi si frantumasse.
Abbiamo vissuto distacchi nel complesso buoni e mi rendo conto di aver avuto una situazione previlegiata, ma anche qui ci sono state crisi e lunghi periodi di saluti faticosi.
Mi accodo al discorso di
stefano r.
, con il quale mi sento di condividere anche il consiglio che ti ha dato: una buona routine, fatta di gesti e momenti, che vi porti più o meno serenamente al momento del distacco.
Bellissimo anche il consiglio di confrontarti apertamente con le maestre sulla durata della crisi, sull'entità del pianto. Questo è un punto rilevante.
Aggiungerei solo un paio di cose.
Partendo dal presupposto che un buon distacco non è sempre sinonimo di "apparente" serenità, quello che secondo me è fondamentale è che la tua bimba sappia che è in un posto sicuro, con persone fidate di cui TU ti fidi (e di conseguenza lei).
Con le maestre aiutala magati a visualizzare il tempo del distacco (un cerchio tagliato a spicchi, dove colorare ogni 2h?), e a monitorare il suo senso di nostalgia ("quando ti manco, perchè non fai un disegno per me? Così poi lo vediamo insieme!").
Facci sapere :-)
Marti
Ti ringrazio della risposta e dei consigli. Con le maestre abbiamo fatto un accordo ma una maestra ha messo fretta e d'improvviso ha detto (tutto davanti alla bambina) che dovevamo affrettare il distacco, che non potevamo più star lì ( cosa concordata con loro se la bambina non vuol entrare, mentre a volte va tranquilla e noi siamo andati via..), e minaccia la.bambina dicendo "mando via papà/mamma se esci dalla classe...". .
Noi è questo che non accettiamo. Siamo tornati indietro. Tutti i progressi fatti, con le minacce sono svaniti. E nostra figlia nn vuol più andarvi.
E piange. Cosa che non faceva più.
Non abbiamo necessità che vada all'asilo. Ci piace perché così può sperimentare lo star in una comunità e in un contesto diverso. Ma mi chiedo è così necessario? Se non fosse pronta? Per he deve piangere e star così male?
Le scuole d'infanzia sono ormai una necessità per i genitori per poter lavorare. Hanno forse perso il senso profondo del loro agire? Il benessere dei bambini. Si pretende che bimbi piccoli siano capaci di star 8 ore lontani dagli adulti di riferimento, seguendo regole di contenimento delle emozioni, di prescolarizzazione... .ma sono pronti a 3 anni per questo? Sono i reali bisogni dei bambini?...
Io ho molti dubbi.
Cmq parlerò di nuovo con le maestre e parlerò con mia figlia. Grazie a chi mi ha scritto.
Insegnante
Ciao Elisa, ti capisco, anche io sto vivendo una situazione simile con mia figlia di 3 anni.
Fino all'anno scorso all'asilo nido non c'erano problemi, arrivava a prenderla la maestra dopo aver cambiato i vestiti e ci salutava tranquilla e senza pianti; quest'anno alla sezione primavera invece i saluti sono praticamente sempre difficili e con lacrime.
Ho pensato a lungo a come fare nei mesi scorsi, ma di fatto non sono mai arrivato ad una separazione "tranquilla".
Mi sono però accorto che rispettare le sue richieste non portava a un rasserenamento, ma solo ad altre richieste (aspettiamo che entri Tizio, aspettiamo che esca la mamma di Caio, mi canti una canzone, ecc...). Ci sono state mattine in cui sono stato con lei in corridoio per 40 minuti, niente funzionava.
Quello che ho fatto prima di tutto è stato verificare con le maestre che fosse un pianto passeggero e che poi fosse serena durante la giornata, ho parlato tanto con lei e non ho mai percepito problemi di fondo, nei racconti è sempre felice di quello che fa all'asilo e di vedere maestre e compagni.
Per il momento del saluto sono arrivato alla conclusione che non potevo farmi trascinare dalle sue infinite richieste, dovevo prendere in mano la situazione con ferma gentilezza.
Abbiamo concordato insieme una brevissima routine dopo esserci vestiti: 3 minuti in cui le canto l'inno d'Italia (non chiedermi perchè ma vuole sempre questo....) e le racconto una storia, poi la saluto, la rassicuro che torneremo a prenderla dopo il pisolino del pomeriggio e la accompagno in braccio alla maestra.
Ci sono ancora giorni in cui mi si aggrappa al collo dicendo che vuole stare con me, per me resta un velo di dolore e di invidia nel vedere altri bambini che battono il cinque alla mamma e corrono via, ma nel complesso direi che questo schema ci ha aiutato.
Ora lei sa che funziona così e lo accetta, anche se con un po' di tristezza, e lo accetto anche io.
Se per voi è importante avere più tempo per salutarvi lo farei presente alle maestre, ma penso anche che un inserimento senza pianti, per alcuni bambini o per lo meno in alcuni periodi, non si riesce ad ottenere.
Si può però trovare un compromesso e sono sicuro che per i nostri figli sia importante capire che si può essere gentili e amorevoli anche nei momenti di separazione dolorosa.