Preferiti dei bambini

Rientro al lavoro e depressione post partum

16 ottobre 2023
5 risposte
Giorgia ha solo bisogno di sfogarsi:

Primo post

Ciao a tutti!
Apro questo post in questo momento in cui ho la mia piccola Giada tra le braccia per il suo power nap ed io sto piangendo.
Oggi sono rientrata al lavoro dopo sedici mesi di stop e ora che lei ha otto mesi e mezzo.
I primi sei mesi di vita (e tutta la gravidanza) sono stati per me molto difficili: ho affrontato una depressione che mi ha fatto sprofondare in un buco profondo dal quale ho avuto molte difficoltà ad uscire.
Sono riuscita a rimettermi in piedi (ma ancora barcollo) grazie al mio compagno che si è sostituito a me in tutto e per tutto. Ha preso tre mesi di congedo per stare a casa con noi perché io non riuscivo più a gestire né la mia vita né quella di Giada.
Per farla breve, sono riuscita piano piano a risalire in superficie, a trovare la forza dentro di me di capire cosa mi stesse succedendo e finalmente ho cominciato a voler conoscere e ho cominciato ad amare Giada.

Oggi sono tornata al lavoro e l'ho sentita come un'immensa ingiustizia: ora che finalmente sto godendo della presenza di Giada, dell'amore che mi dà e che io le do, di tutte le scoperte giornaliere che ci sono, io devo separarmene.
C'è da dire che il mio ambiente di lavoro (sono infermiera di Pronto Soccorso) non mi stimola affatto, anzi mi procura molto stress perché non lo sento minimamente mio. Purtroppo però l'iter per poter cambiare reparto è lungo, cavilloso e alle volte utopistico.

Oggi mi sono sentita alienata e straniata, sentivo di non capire affatto perché fossi lì, non sentivo di condividere alcuna cosa con i colleghi. Riuscivo solo a pensare che avrei voluto essere a casa a riprendere in mano le fila della mia vita come individuo e come mamma. Sento che il lavoro mi è da ostacolo in questo percorso, ma purtroppo l'opzione di lasciarlo non è praticabile.

Avere Giada completamente abbandonata tra le mie braccia, con la bocca semiaperta, nel silenzio e il buio della stanza mi ha fatto piangere, in contrasto con il rumore, la frenesia e l'ansia del Pronto Soccorso.

Ho bisogno di conforto, di qualche carezza, di forza per andare avanti. So che posso farcela, ma ho paura di perdermi di nuovo, di perdere lei, il nostro rapporto, di perdere la persona che sono diventata. Ho paura di quel buco che mi sembra sempre lì, insidioso, ad aspettare che cada.

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Carlotta    1 lug 2024

Team La Tela

Cara  Giorgia 💜 Ho riletto il tuo post mettendo in ordine le categorie e ci tenevo solo a dirti grazie per aver condiviso la tua vulnerabilità. Come stai/state a distanza di tutti questi mesi? 

Chiara Franzoni    18 ott 2023

Ambassador

Ciao Giorgia,
vorrei essere lì per abbracciarti forte, farti sentire protetta...la consapevolezza delle tue emozioni e la capacità che hai di trasmetterle sono la tua forza, il tuo super potere...anche quando ti sembra che la vita ti obblighi a tradirle....continua a esprimerle...io ci sono, noi ci siamo...non sei sola e ti abbraccio fortissimo! 

Anna Pifferi    17 ott 2023

Cara Giorgia, ti abbraccio forte. Ho passato anche io un momento molto difficile in gravidanza e nei primi mesi di vita di Sara. Mi sono rivolta a una professionista e ora va molto meglio, anche se ho ancora parecchio su cui lavorare. Se dovessi avere bisogno di sfogarti, non esitare a scrivermi in privato ♥️

Rosalba    17 ott 2023

Team La Tela

Ciao Giorgia,
leggendoti ho sentito nitidissimo il tuo comprensibile dolore, le tue sensazioni: quella parte di noi che non vorrebbe essere costretta a separarsi dal proprio cucciolo, che sente questo distacco come una profonda ingiustizia, si chiede perché, e a volte capita che tutto si oscuri. 💜

Anche se sono passati anni, ricordo perfettamente queste sensazioni, che per diverso tempo dopo il rientro al lavoro (ai 4 mesi dei miei bimbi) mi hanno fatta sentire schiacciata.
Soprattutto con il primo figlio, ai tempi dovevo fare ogni giorno più di 2 ore di macchina tra andata e ritorno da lavoro, quindi oltre al tempo a lavoro (che non amavo affatto), sentivo di perdere altro tempo importante in cui volevo stare con mio figlio.

Ricordo che mi mettevo in macchina al mattino e piangevo perché pensavo a tutto quello che di lui mi sarei persa in quella giornata, mi facevo proprio le tue stesse domande.
Poi però è successa una magia, bisogna certo concentrarsi nella fatica di non lasciarsi travolgere, ma... piano piano, giorno dopo giorno, il sorriso di mio figlio quando rientravo a casa mi ha aiutata a trovare la forza per osservare e dare valore sempre di più alla parte bella delle mie giornate.

Non perdiamo i nostri figli, anche quando il tempo passato con loro è meno di quanto vorremmo, i bambini hanno la meravigliosa e sorprendente capacità di generare bellezza e trasmetterla anche a noi, anche nelle giornate che sembrano più nere.
La fatica che senti non dico che si annullerà, ma piano piano potrai trovare un nuovo vostro equilibrio, e, anche se difficile, magari col tempo provare anche a cambiare qualcosa nel tuo lavoro in modo da farti sentire meno questo peso. So che adesso sembra una missione impossibile, ma fai un passo alla volta e il peso piano piano si alleggerirà. Chiedi aiuto se necessario (quello è fondamentale, e da quello che hai scritto il tuo compagno è super!)

Ps. I miei bimbi adesso hanno 9 e 6 anni, ho continuato a fare quel lavoro che non amavo fino a pochissimo tempo fa, ma questo non ha impedito che il nostro rapporto crescesse rigoglioso. Puoi farcela 💜

Ti abbraccio fortissimo!

Giusy F.    16 ott 2023

Ciao Giorgia, cavolo non ti conosco e ti abbraccerei.

Sento tantissima forza nella tua fragilità. 

Ora non ho modo di dilungarmi, ma ti capisco! Anch’io faccio un lavoro che non amo. 

Ci tengo a scriverti subito per un po’ di conforto. Ti sono vicina. 

Magari avremo modo di conoscerci meglio in questa bellissima comunità ❤️