In fissa totale con il papà!
Primo post
Ciao a tutti!
Il mio bimbo ha appena compiuto due anni. Da diversi mesi (direi almeno 4), il bimbo è sempre più "ossessionato" dalla presenza o meno del suo papà.
Premetto che il papà è stato super presente nel suo primo anno di vita, lavorando da casa gli ha giustamente dedicato tante attenzioni. Da un anno ha iniziato un nuovo lavoro ed è quindi molto meno presente durante la settimana, ma estremamente partecipe le sere e nei weekend. Hanno un bellissimo rapporto e il bimbo ha un bellissimo rapporto anche con me.
Aggiungo che sempre negli ultimi mesi il mio compagno lo porta a dormire e molte volte dormono insieme, e se provo a "sostituirmi" al papà anche li partono delle crisi che non riusciamo a gestire (poi essendo sera è anche stanco e non ne usciamo).
Il punto è che quando il papà è a lavoro il piccolo ha delle crisi di pianto importanti in cui piange, urla e chiede insistentemente del papà. Sto cercando di usare tutte le tecniche imparate qui per sostenerlo nella crisi e aiutarlo ma comunque fa molta fatica. Molte volte quando lo vado a prendere all asilo gli anticipo che papà è a lavoro e che non sarà a casa, ma comunque non funziona.
Ci sono molte giornate in cui è super tranquillo e sereno, ma anche svariate in cui ha queste crisi. Qualcuno ha delle esperienze simili? Avete dei consigli?
Team La Tela
Ciao Erika, deve proprio essere faticoso, ma posso dirti che tu stai già facendo davvero un ottimo lavoro, concentrandoti sulla crisi e sugli strumenti per poterlo accompagnare nel navigarla.
Non so se hai già avuto modo di ascoltarlo, ma Carlotta ha parlato di questo tema ad esempio in un episodio del podcast:
Probabilmente se fossi in te proverei solo a «slegare» mentalmente la crisi dalla sua richiesta del papà, quando avvengono in quei casi in cui lui non è presente e il bimbo chiede di lui. Nel senso che magari la richiesta del papà non è il fulcro della crisi in sé, ma una sorta di richiesta (quando qualcosa per lui non va, o perché è stanco, o frustrato, o arrabbiato...) di rientrare nella sua comfort zone (essendo appunto stato abituato per tanto tempo a stare molto insieme al papà)?
Accogliere e accettare il suo disagio, che è quello che stai facendo, è sicuramente un punto di partenza validissimo. E forse, spostando un po' l'attenzione e osservando in modo più ampio il contesto di queste crisi, potresti magari aiutarlo a capire meglio di cosa ha bisogno (e imparerà piano piano che quel bisogno può essere soddisfatto anche senza la presenza del papà).
Un'altra cosa che mi è venuta in mente è: avete provato a offrire a vostro figlio un po' di tempo in esclusiva con il papà? Magari quando rientra da lavoro, oppure anche un uscita insieme da soli nel weekend (anche solo 1 oretta magari potrebbe riempire il calice emotivo e il suo bisogno). Questa era una cosa che cercavo di fare con i miei figli quando erano più piccoli, il mio orario lavorativo al tempo era parecchio rigido e soffrivamo la distanza, con grandi crisi che si scatenavano (nel nostro caso) ogni sera al mio rientro.
Ti lascio anche alcuni contenuti del percorso che mi sono venuti in mente, e che potrebbero aiutarti in questo lavoro di osservazione 💜
Grazie mille per questa risposta!
Sono già andata a guardami i contenuti e mi saranno sicuramente d aiuto!!!
E mannaggia quanto è difficile anche per noi adulti alzare e abbassare i volumi delle nostre emozioni!
Ciao Erika, la nostra storia è molto simile. La nostra bimba (2,5y) è attaccatissima al papà, e quando è con me ha delle vere e proprie crisi perché lui non c’è. Ad esempio, vorrebbe sempre svegliarsi e addormentarsi con lui, e se vado io si arrabbia così tanto che piange e urla quasi fino a non respirare e le viene da tossire fino a diventare tutta rossa. Abbiamo provato in vari modi, ad esempio se il mio compagno è a casa a provare ad “assecondarla”, con lui si calma subito ma abbiamo anche valutato che a lungo termine per noi non sia sostenibile - mamma e papà devono essere sostituibili, per quanto possibile. Per cui ormai ci alterniamo, sera e mattina, e quando tocca a me e lei ha queste crisi io sto lì con lei, le do tutto il supporto emotivo possibile ma le spiego anche che papà deve riposare e quindi in quel momento dobbiamo farcela io e lei insieme! Insomma, cerco di non prenderla sul personale, e semplicemente stare con lei, accettando quest’emozione così forte e dolorosa. Ora sto iniziando, quando è calma, magari dopo ore, a iniziare a provare a ripercorrere quei momenti, cercando di chiederle come potremmo fare, insieme, per superarli e farli diventare meno difficili. Temo ci vorrà ancora un bel po’!
Qualcosa che mi aiuta sempre in quei momenti (oltre respirare a fondo) è ricordarmi che le emozioni che provano non devono essere “aggiustate” o “aiutate” ma semplicemente “viste” e “accettate”.
Grazie mille per la tua risposta!!
Mi sento meno sola 🥰
Io diciamo che più che prenderlo sul personale mi dispiaccio molto e mi fa male vederlo così disregolato (anche lui arriva a tossire fino a perdere il fiato).
Per il momento se c è il papà si occupa lui di metterlo a letto e siamo tutti più sereni, le volte in cui non c è la sera è pazzesco perché riesco quasi serenamente a metterlo a letto perché sa che non c è! Magari piange un pochino ma niente di che!