Sfide e urla
Insegnante
Buongiorno a tutti, vi scrivo per necessità di sfogare la mia frustrazione e magari ricevere qualche consiglio.
Mia figlia di 3 anni è in una fase di grandi proteste e atteggiamenti sfidanti.
Ci sono giorni in cui letteralmente NON VA BENE NIENTE: qualsiasi cosa le si proponga o qualsiasi risposta si dia alle sue richieste scatena una crisi di rabbia, urla e rifiuto che dura a lungo ed è sempre pronta a riaccendersi.
La mia frustrazione in questi momenti va alle stelle e si associa a rabbia per la sua ingratitudine; le provo veramente tutte ma lei si arrabbia per tutto e per il contrario di tutto (ad esempio: non vuole mangiare, le propongo le 2-3 alternative presenti ma ottengo solo rifiuti e urla, le dico allora che se non ha fame può aspettare e mangiare dopo ma lei inizia a piangere e a dire che "ha fame ma io non le do niente da mangiare").
Spesso inoltre sembra DELIBERATAMENTE prendermi in giro: si volta dall'altra parte quando le chiedo di ascoltarmi, se le spiego di non fare una cosa (ad esempio pizzicare le orecchie della sorellina, grande passione del momento...) mi chiede di voltarmi per farlo quando io non vedo o va in un'altra stanza a farlo di nascosto.
In queste situazioni, ultimamente, spesso perdo anche io il controllo e arrivo ad urlare, minacciare punizioni e negarle la mia vicinanza fisica ed emotiva.
So che serve a poco, vedo la sua sofferenza e la sua paura in quei momenti, capisco che non è quello di cui ha bisogno, so che "non è lei a farmi arrabbiare, sono io che mi arrabbio" ma penso anche che "se lei fosse un po' più ragionevole, io non mi arrabbierei....".
Ogni volta poi, in momenti di calma, le chiedo scusa e mi riprometto (e le prometto) di sforzarmi di evitare queste reazioni, ma immancabilmente ricapita.
E' una bambina molto intelligente e precoce, parla e si esprime perfettamente, sa capire quando sbaglia, spesso anche lei chiede scusa per essersi comportata in maniera non gentile. Questo da una parte mi rincuora ma dall'altra mi fa venire ancora di più il nervoso perchè penso che sarebbe capace di ascoltarmi.
Rileggendo penso che ad un altro genitore nella mia situazione direi che è tutto normale e di tenere duro, che passerà e di concentrarsi sui momenti sereni, che ci sono e sono tanti. Ma che fatica.
Ciao, inizialmente non avevo fatto caso a chi avesse scritto il messaggio. L’ho letto tutto d’un fiato pensando di essere stata io a scriverlo. Stasera è una di quelle sere dove niente sembra andare bene, litigi continui, “non sei più la mia mamma!!!!”, mio marito che punta il dito su altre questioni… insomma mi sento colpita da tutti i lati. LASCIATEMI STARE vorrei gridare… ti capisco bene e mia figlia ha 4 anni ed è dall’inizio della scuola dell’infanzia che ha assunto questo atteggiamento rabbiesco. Se non capisco qualcosa, esplode. Se se se… ho letto praticamente tutto sulla rabbia, ma in certi momenti vorrei solo rannicchiarmi e piangere per l’estrema fatica e la densa sensazione di incomprensione che mi accompagna. Quando poi i giorni si susseguono con crisi continue, divento disregolata pure io. Poi un bagliore di lucidità mi fa dire “Nora non ce la faccio più, stammi vicina” e, almeno in quell’istante, tutto cambia e lei mi abbraccia. Scusate, più che un conforto, è stato uno sfogo ma ne avevo bisogno!
Team esteso
Ciao Stefano!
Leggendoti ho sorriso un sacco, più che altro per i vari dejavù che ho avuto: come raccontavo anche a Rosalba, mi sono rivista soprattutto nelle situazioni "a tavola". Ti dico solo che una volta mia figlia ha detto ai nonni: "Mi date qualcosa di buono, a casa non c'è mai niente"... il giorno dopo, mia madre è arrivata a casa ad ispezionare frigo e dispensa. 😂
Situazioni tragicomiche a parte, capisco tantissimo la tua fatica, e volevo rimandarti che, per quanto la teoria possiamo averla assorbita e assimilata, metterla in pratica è sempre un'altra cosa, e dopo anni per me passare da "lei mi fa arrabbiare" a quel "sono io che provo rabbia e posso esplorare questa emozione e i suoi trigger" è ancora uno dei punti più difficili nel mio percorso. Una cosa che mi aiuta a fare questo passaggio mentale è chiedere aiuto a mio marito (soprattutto quando sono lì per chiudermi e negare di proposito la mia vicinanza emotiva). Avere quel sostegno non risolve tutto ciò che c'è dietro, che è il mio pezzo di lavoro, ma certi giorni fa la differenza.
Comunque chissà che la diretta di journaling del 20 marzo non possa essere un piccolo aiuto in questo senso: se ci sei spero di vedere anche te, e magari possiamo scoprire se la scrittura può essere uno strumento che può aiutarti a esplorare i trigger dietro questa rabbia. 💜
Insegnante
Grazie, cercherò di esserci settimana prossima.
Con mia moglie condivido certamente l'approccio, anche se ognuno ha i suoi modi, e cerchiamo anche di dividerci più o meno equamente la gestione pratica.
"Purtroppo" però nell'ultimo anno mia moglie è stata quasi totalmente monopolizzata dalla sorellina (nata appunto 1 anno fa) e tende a fare più fatica di me nella gestione delle crisi della primogenita, è meno "allenata".
Questo, insieme alla mia tendenza a non chiedere aiuto e a volercela fare per principio, spesso rappresenta un limite.
Quando sento la frustrazione che sale faccio fatica a fare un passo indietro e dirle "vai tu", anche questa è una cosa che vorrei cambiare.
Team La Tela
Stefano, 💜 quanta meravigliosa onestà e vulnerabilità in questa condivisione. Grazie, davvero, dal profondo del cuore (la chiusa mi ha commossa particolarmente, la tua grande consapevolezza mista alla grande fatica esce proprio dallo schermo). 🫂
So che non c'entra molto con la tua richiesta di aiuto, ma sentivo il bisogno di soffermarmi su quanto è preziosa la presenza di genitori come te (e non solo in questa comunità... è preziosa proprio la vostra presenza nel mondo, la nostra presenza nel mondo!).
Il cuore è: faremo fatica, sbagliamo, sbaglieremo, avremo voglia di arrenderci tante volte. MA sentiamo anche che ogni piccolo passo che riusciamo a fare nella direzione che abbiamo scelto sarà sempre e comunque un regalo, prima di tutto per noi stessi, e anche per i nostri figli. Tua figlia lo vede il lavoro che stai facendo, i tuoi tentativi di essere una persona che apprezzi rimarranno nel suo bagaglio per la vita, anche se oggi lo so che spesso sembra quasi il contrario.
Non so se hai già avuto modo di vedere/ascoltare le lezioni della nuova categoria «Rabbia». Te ne lascio qui qualcuna da esplorare perché penso che in questi momenti sfidanti possano davvero aiutare a trovare quella spinta che ci serve per evitare di iniziare a «vedere tutto nero», e ti invito a esplorarla tutta perché trovi davvero tanti altri strumenti ed esercizi utili (ad esempio nella sottocategoria «La rabbia dei bambini e delle bambine»)
Ti ricordo anche che il 20 marzo ci sarà una bellissima diretta con la nostra
Valeria
per esplorare insieme la nostra rabbia e trasformarla attraverso il journaling, e infine ti lascio anche la live di lunedì scorso sulla rabbia (non so se tu hai partecipato in diretta, se no a breve trovi qui la registrazione):
Un mega abbraccio, faccio tanto tanto il tifo per te! 💜