Il mio bimbo di 3 fatica a relazionarsi con persone estranee
Ciao Teliste e Telisti,
Sono in cerca di un consiglio perché il mio bimbo Leonardo di quasi 3 anni incontra delle difficoltà ad aprirsi e lasciarsi andare quando ci sono degli ospiti esterni al nido.
Quest'anno infatti la programmazione riguarda i mestieri, e ogni mese si esplorano dei lavori diversi e vengono alcuni ospiti a trovare i bambini per mostrare come si svolge il loro mestiere e coinvolgerli nella loro attività.
L'ultima volta è venuto un maestro di musica che suonava e faceva vedere tutti gli strumenti e poi ha coinvolto i bimbi in un trenino. Le maestre ci mandano foto e video per fare vedere l'attività che si è svolta e condividerla con i genitori, ma Leonardo sta sempre in disparte e non partecipa alle attività, quasi come se avesse paura dell'estraneo. Io solitamente quando esce dall'asilo parlo della mia giornata e poi domando come è andata la sua. A volte mi dice che è venuto un ospite e che però non ha voluto partecipare all'attività. Io gli dico non importa, e che quando si sentirà pronto potrà partecipare anche lui. Anche le maestre sanno che forzare è controproducente e ne abbiamo parlato insieme. L'unica attività a cui ha partecipato e si è sentito a suo agio è stata con lo chef che ha fatto preparare la focaccia. Ma con estetista, parrucchiera, sarta, falegname e tutto il resto resta in disparte ad osservare.
A volte però mi domando se potrei fare o dire qualcosa di più per aiutarlo a superare questa che io interpreto come una sua paura verso le figure estranee?
Grazie mille per il vostro aiuto!
Team La Tela
Ciao Noemi,
Rosalba ti ha già risposto benissimo e mi incuriosirebbe sentire anche il punto di vista di
Viola Koyuncuoglu
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Ci tengo a raccontarti un nostro aneddoto: Oliver (mio figlio di 10 anni) per anni arrivava al parco giochi, si sedeva in un angolo e guardava finché non era quasi ora di andare (2 ore dopo!). Oggi approccia genitori e famiglie sconosciute al parco per fare domande e chiacchierare. In questo ha anche aiutato:
- Che l'abbiamo accolto e accettato nei suoi tempi senza forzarlo, ma esponendolo a situazioni simili (spesso una situazione diversa fa la differenza: per esempio, se partecipaste a una lezione di gruppo con quell'insegnante di musica in una struttura dove siete presenti anche voi genitori, il suo punto di riferimento e porto sicuro, potrebbe impiegare meno tempo a interagire);
- Che abbiamo praticato spesso, nel nostro quotidiano, a uscire dalla nostra zona di confort in modi diversi: non sederci sempre nello stesso posto a tavola, prendere il bus per andare a scuola invece di andare in macchina, parlare noi stessi con persone sconosciute (al supermercato, al parco, sul bus, al ristorante…).
Sul podcast puoi trovare alcuni episodi con Viola in cui parliamo di alta sensibilità, ma in realtà parliamo di tutti i bambini (anche quelli interiori). 🙂
Ciao Carlotta, grazie mille per la tua risposta. Effettivamente anche a Leonardo capita molte volte di arrivare al parco e stare fermo a guardare gli altri bimbi che giocano, e magari proprio quando è quasi ora di andare si lancia e inizia a giocare!
Effettivamente riallacciandomi al tuo primo punto era capitato che all’open day della scuola dell’infanzia non volesse interagire con nessuno e nemmeno con l’ambiente, voleva solo stare in braccio e teneva addirittura gli occhi chiusi. A un certo punto l’insegnante ha proposto di lasciarci soli nell’aula e appena è uscita ha iniziato subito a giocare e interagire con l’ambiente, e quando è rientrata ha continuato a farlo come se niente fosse ed abbiamo visitato tutta la scuola con gli altri bimbi e insegnanti. Probabilmente l’idea di stare solo con mamma e papà nell’ambiente nuovo ha aiutato poi a sbloccare la situazione.
Grazie infinite per il tuo feedback!
Team La Tela
Ciao Arianna,
all'età del tuo bimbo la diffidenza verso gli estranei è assolutamente normale (e sana, aggiungerei) e molti bambini la provano. Io non mi preoccuperei, dipende naturalmente dalla personalità di ognuno, ma di solito serve solo tempo perché si attenui. E il tuo mostrare comprensione e accoglienza è già un primo passo in questa direzione 💜
Mi viene in mente anche un'altra riflessione: può anche darsi che quella che viene percepita come diffidenza verso la persona estranea possa invece essere (faccio un'ipotesi guardando da altra angolazione, non è detto che sia così) difficoltà a lanciarsi in nuove esperienze (anche questa da normalizzare, e caratteristica davvero di tanti bambini).
Ti lascio una lezione del Percorso che parla di questo, e se senti il bisogno di approfondire,
Viola Koyuncuoglu
, la nostra persona di riferimento per l'alta sensibilità, ha esplorato il tema e offerto strumenti utili nel suo Focus:
Ciao Rosalba, arrivo con i miei tempi 🐌 a risponderti. Grazie per i consigli e per il punto di vista diverso a cui effettivamente non avevo pensato, ovvero la paura della novità. Sicuramente guardarderò il focus di Viola perché ho dato un’occhiata ed effettivamente ci sono dinamiche che mi sembra di vivere con Leonardo e mi sarà di aiuto, anche solo come promemoria per ricordarmi che non devo forzarlo anche se a volte si è tentati di farlo anche per via di commenti / pressioni esterne. Nel frattempo nell’ultima “visita” al nido di due dentisti lui ha partecipato, seppur per poco ma è intervenuto, e già è un primo passo. Non so come sarà la prossima volta, ma in ogni caso grazie sarò ancora più sicura di essere sulla giusta strada!