Crisi e non rispetto delle regole
Buongiorno,
Sono affranta per come stanno andando questi ultimi giorni con mio figlio di 3 anni e mezzo e ho pensato che qua forse potrò trovare qualche consiglio o soltanto conforto... È un periodo in cui fatico a mantenere la calma, mi mette a dura prova e a volte cado nelle solite frasi: "sei lento, non collabori, non ascolti, etc". Cerco poi di calmarmi e affrontare la questione con lui , spesso finisce con un abbraccio ma poco dopo "torna all'attacco" . Ho proprio la sensazione che davvero non ascolti ...e non capisco dove io sbagli. Abbiamo il calendario delle attività fatto insieme che non usa praticamente mai se non sollecitato più volte da me.
Stamattina all'uscita di casa (dopo ripetute richieste di indossare scarpe e giubbotto ) partiti di casa mi chiede di portare un diario da colorare all'asilo, ma in quel caso era un no (per più motivi, volevo chiedere prima il permesso alle maestre e anche per il ritardo già accumulato). Li è scoppiato in una vera e propria crisi, a cui non avevo ancora assistito, urla disperate pianti, calci, si è sganciato dal seggiolino (mai fatto) e chiedendo disperato questo diario. Io consapevole del ritardo che ormai avrei fatto ma anche del fatto che per me era no oggi perché volevo sentire prima le maestre se erano d'accordo ho proseguito con la mia decisione mantenendo comunque la calma, non ho urlato, ho accolto il disagio, l'ho abbracciato, ho proposto alternative, ho passeggiato vicino a dei posti che piacciono a lui...niente da fare. Lui voleva il diario! Lasciato all'asilo tra urla e pianti disperati e la maestra incredula che non lo riconosceva..
Ho chiamato più tardi per sapere come stava, e tra le altre cose la maestra di riferimento mi ha detto che nell'ultimo periodo ascolta poco, non rispetta alcune regole (a mensa si alza continuamente) ...tanto da dovergli cambiare posto e metterlo più vicino a loro... Lui la mattina aveva raccontato che le maestre lo avevano messo "sotto controllo" perché non volevano che stesse accanto al suo amico....quindi avrà percepito questa cosa come una punizione...che forse lo era...
Altra batosta che adesso non so come affrontare...non mi sembra grave quello che fa ma mi rendo conto che in alcuni contesti è importante che rispetti le regole...
Chiedo scusa per il lungo messaggio forse nemmeno troppo chiaro ma sono in un vortice di pensieri e dubbi. Sto facendo bene? Gli ho permesso troppe cose? Sono troppo permissiva?
Team La Tela
Ciao Monica, ti stringo in un fortissimo abbraccio 💜, questi sono momenti in cui ci mettiamo in dubbio, e va bene (metterci in dubbio fa parte del nostro lavoro di genitori), ma magari a volte siamo allarmati da «bandierine rosse» che poi finiscono per sembrare sempre più rosse.
Non so se anche tu noti questa cosa, ma spesso in questi casi si innesca un circolo vizioso quando ci focalizziamo tanto su una fatica, e il problema si ingigantisce sempre di più ai nostri occhi (ad esempio, forse il colloquio con le maestre avrebbe potuto provocarti meno ansia se non fosse avvenuto subito dopo la crisi che hai raccontato?).
In questi casi, a me aiuta molto ripartire dalla «base», da concetti chiave che magari ho già interiorizzato, ma che nei momenti di fatica fa tanto bene riascoltare o rileggere, per riportare me stessa a uno stato di calma (che poi è la cosa che serve di più per aiutare anche i nostri figli a ritrovare la calma) o anche per far nascere nuovi spunti a cui prima non avevo pensato.
Ti lascio qui alcuni contenuti che possono supportarti in questo lavoro, tra cui una diretta passata molto nutriente di Carlotta sui limiti, e un suo post sulla differenza tra permissivismo, autoritarismo ed educazione a lungo termine (e ricorda che stai facendo un ottimo lavoro: essere accoglienti non è il problema, e, – come ci ricorda spesso
Carlotta
– «l'obiettivo della genitorialità non è l'obbedienza»):