Preferiti dei bambini

Il distacco è proprio necessario?

7 febbraio 2025
12 risposte
Elena L. cerca un consiglio:

Primo post

Buona sera telisti e teliste, è la prima volta che scrivo.
Ho una perplessità... ma il distacco madre e figlio è proprio necessario?
Cerco di spiegare la mia situazione:
Sono mamma di Noah 3 anni emmezzo, lavoro da casa.
Ho affrontato un anno difficile perchè a causa di un tumore ho dovuto sottopormi a operazioni, chemioterapia etc.. chiaramente anche mio figlio ha subito lo stress, e se già prima era molto attaccato a me, ora lo è ancora di più.
Ora io e il mio compagno stiamo valutando se a settembre è il caso di mandarlo alla scuola materna o no, ma io sinceramente non mi sento pronta e non sento pronto nemmeno lui. (non sta neanche a casa dei nonni senza di me).
Giusto oggi parlavo con una conoscente maestra di asilo che diceva: "quando andrai via piangerà, ma tu devi lasciarlo piangere poi se ne farà una ragione, non decide lui" ecco io non sono così, come faccio a non accogliere la disperazione di mio figlio?
Noah è un bambino molto socievole sia con gli adulti che con i bambini, gli piace condividere e imparare dalla vita di tutti i giorni.
Vi scrivo una conversazione tra me e mio figlio l'altro giorno al parco:
Noah: Mamma ma quando andiamo a scuola?
Io: quando vuoi amore, però la mamma non può stare a scuola con te, devi stare con gli altri bimbi, così giocate tutti insieme.
Noah: allora non ci andiamo neanche un giorno se te non puoi stare li con me.

Ecco dove ho sbagliato in questa conversazione?
Dentro di me, proprio nella pancia sento che lui così sta bene, non gli manca niente. 
Ma la mia domanda è: va bene così o forse non gli sto dando gli strumenti per l'autonomia e la sicurezza come persona? 
E' sano crescerlo in famiglia?
Queste domande mi sorgono perchè nella mia cerchia di conoscenze sono l'unica che non manda il suo bambino a scuola e ascoltando alcune mamme mi parlano di routine, regole e socializzazione. Poi a volte sono io stessa a mettermi in discussione pensando di essere troppo apprensiva. 
Non so chiedo un'aiuto perchè sto facendo fatica a capire se sto facendo la cosa giusta o no. Mi sto riprendendo riprendendo da questo anno impegnativo e a volte non capisco se sono abbastanza centrata da prendere le decisioni corrette.
Scusate lo sfogo e grazie a chi mi vorrà dare un consiglio.

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Giorgia M.    4 mag 2025

Ciao Elena,
mi dispiace per il tuo accaduto!
Non ho la presunzione di aiutarti a 360 gradi ma ti do la mia piccola esperienza personale. 
Ho iscritto mio figlio all'asilo nido l'anno scorso solo quando ne sono stata veramente convinta (anche se intimorita!!) per non trasmettergli la mia insicurezza. È nato molto prematuro e rimasto broncodisplasico per cui l'ho sempre protetto moltissimo. 
Gliene ho parlato tantissimo prima, gli ho descritto quale sarebbe stata la nuova routine, siamo andati a vedere insieme più volte la struttura e gli ho fatto vedere gli armadietti i giochi i giardini... Gli ho dimostrato di fidarmi delle maestre e ho cercato poi di non farmi dire ogni volta quanto fosse stato bella la giornata ma l'ho sempre lasciato libero di raccontare la sua esperienza anche quando negativa. 
Questo risponde in piccola parte al tuo dubbio, per il quale penso sia importante trovare il giusto mix fra intuito personale ed esplorazione di nuovi orizzonti / risorse potenziali.
Penso sia importante anche prepararsi a crisi e pianti, qualora deciderai di iscriverlo, per poterli gestire al meglio con accoglienza. Niente paura. 
Io all'inizio mi sentivo in colpa, volevo che stesse con me e con la sua famiglia (i nonni) poi ho visto tanti cambiamenti belli, forse anche altri meno belli...ma ha fatto di quella esperienza un suo pezzo di vita, tutto suo, e oggi ne sono contenta se pur convinta che un bimbo così piccolo stia benissimo con la sua mamma a casa. Nel mio caso, con un altro figlio più piccolo, non riuscivo ad essere serena e autentica con lui per cui qualche ora "distanti" mi ha permesso di essere migliore con lui nella restante parte del tempo. 
Spero troverai la tua strada.
Un abbraccio 

Valentina    28 apr 2025

Ciao Elena, vivo una situazione analoga fatta di paranoie e pensieri per la maggior parte dovuti ai condizionamenti socio culturali. Mi sento solo di dirti: apriamo meglio gli occhi, guardiamo più lontano della punta del nostro naso (e della punta nostro stivale italiano o del nostro continente!) e potremo vedere come questi nostri pensieri (intesi come “preoccupazioni”) potrebbero non essere neanche compresi laddove si cresce senza troppi schemi e si cresce bene lo stesso. La cosa che più conta è il bene che trasmette il nucleo al cucciolo e l’armonia che vi regna all’interno. Non temere nulla di quello che senti - un abbraccio

Sara Ghirelli    27 feb 2025

Team esteso

Ciao Elena! La tua esperienza è davvero preziosa, grazie per averla portata qui con tanta trasparenza e onestà!
Da professionista mi sento di dirti che ci sono due elementi grossi da considerare:
- la tua sicurezza nel lasciare il tuo bambino con altri adulti, in un contesto nuovo.
- lo stile educativo e l'approccio alla relazione degli insegnanti che troverai.

questi due importanti fattori si alimentano vicendevolmente ma è importante che trovino in te un approdo:
- partire con una buona dose di sicurezza verso il "distacco" ("è il nostro momento", "ne ho un grande bisogno", "possiamo farcela", "anche se sarà difficile sento che è la cosa giusta") permetterà anche al tuo bambino di processare con maggior serenità nuove relazioni di fiducia.
- Avere accanto insegnanti capaci, amorevoli e accoglienti, permetterà a questa fiducia di costruirsi e svilupparsi superando le difficoltà naturali che un percorso di questo tipo affronta.

Il tuo "sesto senso" è importantissimo. Quello che percepisci ora come madre, i tuoi bisogni e i bisogni del tuo bambino non sono giudicabili e nemmeno comprensibili al 100% per chi non li vive in prima persona. 
Non c'è nulla di grave ad aspettare a iniziare, non c'è nulla che perderete in modo irrimediabile. 
Se l'ostacolo del distacco è "troppo alto" per voi si può scegliere di:
- continuare ad allenarsi per affrontarlo quando sarete più pronti
- scegliere un compromesso che non lo renda così "alto".

Non state sbagliando, state scegliendo il vostro equilibrio❤️

vi abbraccio!
Sara

Martina    18 feb 2025

Insegnante

Carissima Elena, mi unisco alle parole di supporto, comprensione e affetto che ti hanno scritto in precedenza. Devo però fare un discorso pratico, proprio terra terra.  Proprio perché arrivi da un momento di sofferenza e tensione per tutti voi, tu hai bisogno di respirare e riprendere una vita serena, in cui tale serenità viene da qualcosa che non è prenderti cura del bambino. La sua presenza è stata e sarà sempre una ragione di vita e forza, ma potrebbe farti bene anche non averlo sempre intorno ed essere la caregiver principale. Se tu avessi qualche ora libera potresti ritrovare la gioia di fare tante cose per te. Yoga, palestra, passeggiare, guardare una serie tv in pace da sola. Al bambino può fare bene stare con altri bambini, vivere una realtà strutturata intorno ai bambini, attività e occasioni che a casa non puoi fornire. A parere mio non basta portarlo ai giardini, in una ludoteca una volta alla settimana, in biblioteca o altro. Mi dispiace andare contro molti pensieri, ma secondo me l’asilo fa bene ai bambini. Basta trovare quello adatto. Non dico che debba stare 8 ore al giorno alla scuola dell’infanzia, ma credo che qualche ora sia necessaria per una crescita del bambino. Proprio perché non hai bisogno di lavorare e puoi essere flessibile, puoi mandarlo meno ore. Ad esempio dalle 9 alle 12. Poi se il bambino si integra e ti chiede di restare a pranzo puoi allungare di un’oretta. Inoltre, i bambini si ammalano spesso all’asilo quindi non preoccuparti che almeno una settimana ogni 4-5 resta a casa. Scherzi a parte, ti faccio una domanda forte: forse, in cuor tuo, sei contraria al tenere a casa il bambino perché ne hai bisogno tu che non riesci a staccarti da lui perché la tua giornata gira perlopiù intorno a lui? A me è successo. A tante mamme che conosco è successo. 

Elena L.    3 mag 2025

Ciao Martina, grazie per il tuo punto di vista è molto utile. Rispondo alla tua domanda, in realtà il fatto di non frequentare l’asilo è un idea che ho da sempre, purtroppo dove vivo non ci sono strutture che rispecchiano il mio modo di pensare e quindi dovrei adattarmi a varie cose che non condivido. Se la scuola fosse un po’ più aperta ad ascoltare le necessità di ogni singolo bambino sarei in prima fila ma purtroppo per ora non è così. 

Rosalba    14 feb 2025

Team La Tela

Ciao Elena, ti mando un grandissimo abbraccio, capisco questa fatica, questo sentirsi quasi come «tirati» in due direzioni diverse.

Questa è una scelta molto personale, e dipende da così tanti fattori, sia oggettivi che soggettivi, che l'unico consiglio valido è probabilmente quello di provare a «silenziare» i giudizi e commenti altrui, anche se so che a volte è davvero difficile. 💜

Spero che tu possa fare le tue valutazioni con calma (tra l'altro, ricorda che vale anche cambiare idea, per cui nulla vieta ad esempio iniziare un po' di tempo dopo questa esperienza, se vorrete).

Ti lascio qui alcuni contenuti che magari potranno aiutare a darti spunti o sbloccare riflessioni. Un grande abbraccio.

Elena L.    14 feb 2025

Grazie mille Rosalba, sei stata davvero gentile a mettere i contenuti, sono nuova e non sono ancora molto pratica, li guardo subito e spero di fare un po più di chiarezza nella mia testa, nella mia pancia e nel cuore. Un abbraccio 

Elena    11 feb 2025

Ciao Elena. Sono Elena e sono mamma di Lev che ha quasi 2 anni e mezzo. Mi dispiace molto per il tuo e vostro vissuto. Ti sono vicina.
Capisco i tuoi sentimenti. Lev andrà a scuola a settembre 2025 e da quando è nato é sempre stato con me. Mi sono presa qualche ora qua e là di self care Ma non Sono mai stata pronta a lasciarlo. Ascolta la tua pancia e se non sei pronta e hai la possibilità economica di stare con lui non mandarlo contro la vostra volontà questo è il mio consiglio. Un'altra cosa fondamentale è scegliere il posto giusto: noi siamo montessoriani e abbiamo trovato casa dei bambini (3/6) e primaria quando Lev aveva sei mesi. Ci siamo innamorati degli spazi e di tutte le cose che può imparare lì. Inizialmente abbiamo fatto iscrizione solo per la primaria perché io mi sono licenziata prima del suo anno di vita e ho aperto un nido famiglia in casa mia. Perciò lui sta con me e con altri 4 bimbi da quando aveva 3 mesi. Sarò onesta nel dire che abbiamo poi deciso di iscriverlo anche alla casa dei bambini perché l'orario ci sembra adeguato (fino alle 15.40) e perché ne vale la pena secondo noi che faccia le proprie esperienze fuori dal nucleo familiare. Ma solo perché di base anche io sono pronta. Lo allatto e abbiamo un attaccamento molto forte ma siamo pronti a questo primo distacco che permetterà a lui di vivere una nuova avventura solo sua e a me di lavorare mentre lui è a scuola e poi dedicarmi solo a lui una volta che torna a casa. Cosa che ora faccio solo sabato e domenica perché fino alle 18 ho gli altri bimbi e lui alle 19 va a dormire. Perciò abbiamo ricalibrato gli equilibri e io ridurrò l'orario di apertura del mio nido e avremo tempo esclusivo per noi. Questo mi piace molto. 
Ascoltati e fai questo passo solo quando siete pronti. Come dice Carlotta fino ai 6 anni non hanno bisogno di stare con altri bambini e possono socializzare in altri contesti. E lo dico io che per passione ho 5 bimbi tutti i giorni. Certo imparano uno dall'altro e per loro è importante avere una loro esperienza di vita e prime relazioni sociali. Ma non c'è fretta e soprattutto se non siete pronti rischiate di soffrirne con un risultato non ottimale. 
Un abbraccio forte e buona ripresa 
Elena🤗

Elena L.    14 feb 2025

Grazie Elena mi hai dato uno spunto prezioso, sto proprio cercando di ascoltarmi e di osservare soprattutto Noah per cercare di cogliere al meglio i suoi bisogni. Prima o poi spero di sentirmi pronta anche io a lasciarlo "camminare da solo".
Complimenti per quello che fai è bello sentire che fai il tuo lavoro con passione!
Grazie ancora per il tuo tempo, un abbraccio.

Anna Pifferi    8 feb 2025

Ciao Elena,

innanzitutto ti abbraccio, tu e la tua famiglia dovete aver passato un periodo davvero difficile! Spero le cose continuino a migliorare ♥️

Per quanto riguarda i tuoi dubbi, non ho un consiglio, ma posso dirti che sono gli stessi dubbi che sto avendo io (Mia figlia ha quasi 3 anni). Sono circondata da persone che mandano i figli al nido e alla primavera, ed è davvero difficile farsi scivolare di dosso i giudizi e le occhiate perplesse che mi rivolgono quando dico che mia figlia è ancora a casa con me. 

Quello che ti posso consigliare è di affrontare i tuoi dubbi parlandone con qualcuno che ti sappia consigliare; per esempio qui su la Tela c'è la possibilità di un 1 a 1 con vari professionisti.  Io stessa sono intenzionata a rivolgermi a loro a breve, proprio per lo stesso tuo dubbio.

Ti abbraccio forte ♥️

Elena L.    8 feb 2025

Grazie Anna ❤️ mi hai fatto sentire meno sola. Sì ci stavo pensando anch’io per l’ 1 a 1 sono nuova qua sulla tela e sto ancora capendo bene come funziona. Grazie per il consiglio 😊

Anna Pifferi    11 feb 2025

Sono sicura che l'1a1 potrà davvero aiutarti 🙂 

Se hai dubbi o perplessità non esitare a chiedere ♥️

Un abbraccio!