Preferiti dei bambini

Riflessione su come il mondo assiste e ci assiste in una ordinaria crisi.

30 gennaio 2025
3 risposte
teacher copy
Francesca Nieri ha solo bisogno di sfogarsi:

Primo post

Ciao genitori Squadra...
condivido con voi la rabbia e la tristezza di un momento di ordinaria quotidianità. È un periodo di grande stanchezza, ma anche grande soddisfazione del genitore che, con sana fatica, sto cercando di diventare.

Oggi sono andata a prendere le mie bimbe di 2 e 4 anni a scuola.
Scrivo a una mamma di scuola da poco conosciuta con cui mi sento affine: «Ti va se facciamo merenda assieme all’uscita? Una cosa semplice, ho bisogno di due chiacchiere tra adulti e una cosa di confort. Magari evitiamo i giardini che ci mandano in crisi... ci fermiamo al bar?».

E così è fatta.

Prometteva bene, anche le 3 bimbe entusiaste della proposta.
Ma nel breve tragitto verso il bar: 100 crisi. Le bimbe da portare in braccio, cariche tra zainetti e borse.

Crisi per la scelta della merenda, crisi per il pasticcino che cade, crisi perché «la mia tazza è diversa»... Insomma, tutto rientra nelle ordinarie possibilità di crisi... Noi mamme, con calma, le affrontiamo una a una e ci sorridiamo nella fatica.

Scegliamo di andare nella terrazza, deserta, così da avere più spazio e lasciare la quiete agli ospiti del bar.

A un certo punto, nel varcare per la decima volta la soglia tra dentro e fuori per andare a prendere qualcosa (e mentre mi chiedo: «Ma... nessuno si propone di portarci il vassoio fuori?»), mentre la grande è fuori in lacrime e urla, la più piccolina mi si pianta in mezzo alla porta.

Ho le mani impegnate, due figlie in crisi... Appoggio in terrazza le cose, raccolgo la piccola e mi dedico in un abbraccio alle bimbe.

Ecco che finalmente, da dentro il bar, si alza un signore e... esce il suo commento:
«Oh!!! E chiudi la porta, no??»
Esce la mia risposta:
«Scusi... sono in difficoltà con le bambine!»
Segue, con tono arrabbiato:
«A me che hai le bambine mi fa piacere... ma che cavolo! È inverno e la porta deve stare chiusa! L’educazione è un’altra cosa!».
Rispondo che mi sarei aspettata solidarietà e un aiuto...

Lascio correre e continua la gestione del pomeriggio.
Il caffè resta non bevuto e, dopo una mezz’ora, torniamo ancora in crisi alla macchina... dove finalmente ci sintonizziamo con le bimbe e ci accogliamo in un abbraccio.

Ma ecco, nel viaggio di ritorno verso casa, che mi assale un nodo alla gola e iniziano a liberarsi le lacrime. Lacrime di cosa?

Mi è arrivato tutto il senso di fatica del percorso, e per quanto mi senta forte della nostra evoluzione... è bastata una frase sputata da non si sa chi per farmi sentire profondamente inadeguata, incapace, misera. E sebbene razionalmente riesca a tenere... il cuore, in quel momento, è rotto.
Rifletto sul fatto che è ancora spesso il mio giudice interno che si manifesta nelle voci delle persone...

«L’educazione è un’altra cosa»... è vero. È proprio un’altra cosa. E quella buona non è quella con cui io e il signore siamo cresciuti.

Mal di cuore per me stessa, e per tutte le persone che, nelle fatiche di ordinaria quotidianità, incontrano il «chiudi la porta» di turno.

Quanto siamo lontani da avere un mondo che ci sostiene...

Grazie dell’ascolto, mi abbraccio, vi abbraccio, mi godo il vostro abbraccio. Facciamo il tifo per noi!

Vuoi partecipare alla conversazione?
Accedi o iscriviti per rispondere e interagire con la comunità.
Carlotta    22 mar 2025

Team La Tela

Grazie Francesca, per aver ricavato il tempo, nella tua giornata, di scrivere e condividere con noi questa fatica e bellezza ordinaria.

Tu hai già scritto tutto. Ci tengo solo a rispondere a quella tua domanda che hai messo lì, tra le righe: lacrime di cosa? Le lacrime, come spiego spesso ai miei bambini, spesso hanno proprio solo la funzione di regolare il nostro sistema nervoso. Sono efficaci, efficienti, compassionevoli, vulnerabili e… meravigliose! Il nostro corpo produce «acqua» per supportarci! A me piace vedere le mie lacrime così e ringraziarle (e ringraziarmi… perché imparare a lasciarle fluire senza giudicarmi e giudicarle è il risultato di tanto lavoro).

Stai facendo un bellissimo viaggio di consapevolezza. 💜   

Rosalba    3 feb 2025

Team La Tela

Francesca cara, ti abbraccio fortissimo 💜
Quella frase (da mal di cuore) è arrivata proprio nel momento sbagliato. Non che ce ne sia uno buono, quando si tratta di mancanza di gentilezza, ma certamente capisco che è stata la goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo.

Per fortuna non tutte le persone fuori sono così, e (cosa ancora più importante) il fatto che invece tu abbia scelto di rimanere nella gentilezza nonostante la fatica (e nonostante la mancanza di supporto di cui avresti avuto tanto bisogno) è una cosa preziosa, che va sottolineata e applaudita. E penso anche al fatto, non meno importante né scontato, che hai dato un esempio meraviglioso alle tue bimbe.

Faccio tanto il tifo per te e spero che durante il weekend il mal di cuore si sia attenuato 🫂

Anna Pifferi    31 gen 2025

Cara Francesca,

ti abbraccio forte! Deve essere stato un pomeriggio davvero faticoso, soprattutto se ti aspettavi di poter fare due chiacchiere con l'altra mamma. 
La frase poco gentile che ti ha rivolto quel signore immagino abbia solo peggiorato il tutto. La cosa bella del percorso che seguiamo qui su La Tela è che ci rende consapevoli di certe dinamiche e ci aiuta a distanziarcene, come hai fatto tu.

Ti auguro un weekend sereno con le tue bimbe ♥️