Preferiti dei bambini

In cerca di aiuto…

22 gennaio 2025
4 risposte
Antonella P. cerca un consiglio:

Primo post

Salve a tutt@ telist@, siamo due genitori di due bimbe di 3 anni e mezzo e 14 mesi, entrambi lavoratori. Io mamma finisco di lavorare intorno alle 18.30 e rientro a casa che è già ora di cena per le bimbe. Ovviamente lavorando entrambi contiamo sull'aiuto dei nonni.

Io mamma, una volta terminato il mio periodo di maternità sono dovuta tornare a lavoro; con la piccola Elisa abbiamo da subito notato che ha un attività di sonno poco regolare: durante il giorno da sempre ha dormito (e dorme) pochissimo, circa un'oretta la mattina e un'oretta il pomeriggio; di notte la situazione non è delle migliori in quanto il suo sonno non è di qualità e di quantità e spesso si interrompe per la sua richiesta di seno (in orbita sonno cerchiamo di seguire i consigli di Chiara Baiguini e dobbiamo dire che qualche passo in avanti lo abbiamo notato, come ad esempio il papà prima si sentiva abbastanza inutile in quanto la piccola si addormentava solo al seno, adesso invece si addormenta anche e molto più facilmente con lui).
 
Da che ne abbiamo memoria notiamo che in assenza della mamma Elisa è abbastanza tranquilla e con papà riesce a fare tutto, ma non appena la mamma torna a casa cambia atteggiamento, diventa irrequieta piange e richiede in maniera nervosa la mamma, che riesce a calmarla soltanto o prendendola in braccio o allattandola.

Ora, sappiamo che sono atteggiamenti del tutto normali per una bimba di 14 mesi che durante il giorno non vede la mamma, ma la cosa è "frustrante" perché lei (la mamma) in sua presenza non riesce a fare nulla se non tenerla in braccio o allattarla.  Vorrebbe poterci giocare, fare il bagnetto, leggere un libro, ma non ci riesce. Elisa richiede solo il seno e la sua totale presenza e non si calma finché non li ottiene (tira fuori le sue emozioni in maniera anche ‘violenta’ buttandosi per terra e con la tesa all’indietro o peggio ancora dando testate sul pavimento…a volte diventa anche difficile contenerla).

 I weekend quando la mamma non lavora e resta a casa con entrambe sono distruttivi per lei e per Elisa che passa gran parte del tempo a piangere e agitarsi perché richiede la mamma e il seno; la mamma cerca in tutti i modi di accogliere le sue emozioni ma si sente abbastanza inutile non riuscendo a far altro che allattarla.
 
Io papà cerco in tutti i modi di "alleggerire" ma a volte anch'io mi sento abbastanza inutile, come quando di notte la piccola si sveglia e non c'è verso di farla calmare se non con il seno, e questo è oltremodo stancante.
Io papà non vedo una luce in fondo a questo tunnel e vorrei poter fare passi in avanti sia per il benessere della piccola riuscendo a migliorarle la qualità e la quantità di sonno e la “gestione” delle sue emozioni, e sia per il benessere fisico e anche e soprattutto mentale della mamma.

Siamo sicuri che qualcuno di voi si rivedrà in queste righe e siamo ovviamente aperti ad ascoltarvi tutti!

Mamma Antonella e Papà Daniele

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Rosalba    29 gen 2025

Team La Tela

Ciao Antonella e Daniele, vi mando un grandissimo abbraccio 💜

In questo periodo di grande fatica, vedo tante belle premesse che possiate pian piano trovare un modo per navigare questa fase (dall'esterno è certamente più facile che non quando si è dentro): siete insieme nel percorso, e il supporto che state provando costantemente a darvi a vicenda (pur non riuscendo sempre, per le difficoltà oggettive del periodo di forte richiesta da parte della bimba) è prezioso; e (come ha detto Chiara Baiguini ) , il fatto che quando Antonella non c'è Elisa sia serena, è sinonimo del benessere che prova.

Viceversa, da un altro punto di vista, la richiesta di contatto costante con la mamma è un segnale positivo: sta costruendo il suo attaccamento sicuro.

Come ci ricorda Carlotta nel Percorso (ti lascio la lezione qui sotto): l'indipendenza deve passare attraverso la «dipendenza». Quando i bambini hanno un attaccamento sano a noi genitori e si sentono sicuri della nostra presenza, imparano a stare bene da soli e si allontanano da noi (che è ciò che devono fare per evolvere). Più li «spingiamo via» prima che siano pronti, più hanno bisogno di noi e della continua conferma che ci siamo per loro: se proviamo ad accelerare il processo in realtà lo rallentiamo (questo succede spesso nella genitorialità: pensiamo, per esempio, a lasciare il pannolino, salutare il ciuccio, smettere di allattare…).
D'altra parte, focalizzarsi su questo nel concreto spesso non basta, ed è ottimo che vi interroghiate su quali strumenti usare per gestire la situazione in un modo che possa essere per voi almeno un po' meno faticoso.

La prima cosa a cui ho pensato (anche attingendo a un'esperienza personale davvero molto simile con la mia seconda bimba, sia in fatto di richiesta di contatto che di allattamento, che di mia assenza per lavoro e sua grande richiesta al ritorno) è: avete provato ad «anticipare la richiesta»? Per me funzionava bene essere mentalmente preparata prima di tornare a casa alla sua richiesta: ero io che appena arrivata mi dedicavo totalmente a lei per un tot di tempo che decidevo in base alla possibilità, e spesso lei (se sentiva che non avevo «fretta» di fare altro) poi era più ben disposta ad accettare altre attività, o che mi allontanassi e dedicassi al fratello più grande (per brevi periodi di tempo, naturalmente 😅).

Non c'è una bacchetta magica, a volte bisogna andare per tentativi e aggiustare pian piano il tiro, provando a ricordare spesso a noi stessi che è una fase (faticosa, faticosissima a volte, soprattutto quando di mezzo c'è anche la privazione del sonno, però passerà 🫂).

Vi lascio qui la lezione di cui vi parlavo sopra, più altri contenuti che potrebbero darvi spunti utili nel concreto, e vi anticipo anche che molto presto (a febbraio) sul Percorso pubblicheremo 5 nuove lezioni sul sonno dei bambini, a cura di Chiara Baiguini 😊:

Antonella P.    8 mar 2025

Buongiorno Rosalba ,
ti scrivo in super ritardo (da gran maleducata!) per ringraziarti a nome mio e di mio marito per tutti i preziosi consigli che ci hai dato. Abbiamo letto e riletto il tuo intervento più volte, consultando anche tutto il materiale che ci hai indicato nella tua risposta.
Sono stati consigli davvero utili, come utili e preziosi sono state anche le guide di Chiara Baiguini e i suoi preziosissimi consigli. 

Scrivo a distanza di tempo anche per lasciare qui la nostra testimonianza! 
Non cantiamo ancora del tutto vittoria :) però possiamo testimoniare che un modo diverso di approcciarsi anche alle fatiche legate al sonno dei bambini c'è...ci vuole tanto impegno e tanta pazienza, ma alla fine i risultati arrivano.
Non abbiamo mai creduto che lasciar piangere la nostra bambina tutta la notte avrebbe risolto i nostri problemi; mi sono fidata del mio istinto di mamma (molto spesso mi sottovaluto come mamma, dovrei lavorarci un po' su) e ci siamo fidate di voi e sì, possiamo testimoniare che dopo un paio di mesi di "duro lavoro" da qualche giorno siamo più sereni e riposati ;P
Grazie!

Rosalba    8 mar 2025

Team La Tela

Ciao cari, non scusatevi affatto, siamo tutti qui per supportarci a vicenda, e (un po' come i bambini 😁) ogni genitore ha diritto ad avere i propri tempi per essere presente sul forum.

E poi ci va lavoro anche per ritagliarsi questo tempo, per scrivere e condividere, soprattutto quando ci sono bimbi piccoli, come nel vostro caso.

Quindi grazie di cuore per aver condiviso i vostri progressi, sono davvero tanto tanto felice che piano piano si stiano creando le premesse per un equilibrio migliore.

Vi abbraccio fortissimo! 💜

Chiara Baiguini    23 gen 2025

Team esteso

Ciao Antonella e Daniele,
grazie per aver condiviso la vostra esperienza. Quello che state vivendo è assolutamente normale e comprensibile, soprattutto con una bimba così piccola che sta attraversando una fase di forte bisogno di contatto e sicurezza, specialmente con la mamma.

So quanto possa essere faticoso gestire tutto questo, soprattutto lavorando e cercando di bilanciare i bisogni di tutta la famiglia. È positivo che Elisa si senta tranquilla con il papà quando tu non ci sei, Antonella: significa che entrambi siete già un grande punto di riferimento per lei.

A volte, piccoli cambiamenti nella routine o nell’approccio possono fare una grande differenza, ma ogni situazione è unica. Se vi va di approfondire con un supporto mirato e personalizzato, sono qui per voi: possiamo valutare insieme come lavorare per rendere questa fase più gestibile per tutti.

Vi mando un abbraccio e tanta forza! Un altro modo è possibile, scopriamolo insieme!