Preferiti dei bambini

Vorrei proteggerlo sempre, ma non si può

16 gennaio 2025
4 risposte
Elisabetta aveva voglia di condividere:

Primo post

Ciao, 
Sono nuova qua sulla tela, ho un disperato bisogno di non sentirmi sola in questo percorso di crescità . Stasera mentre mettevo a letto mio figlio di 7 anni , mi confida sotto voce : “mamma sono molto triste , ma perché nessuno vuole mettersi vicino a me sul pulmino? Cosa ho che non va ? “ e poi scoppia in un pianto tenendomi a distanza e impedendomi qualsiasi contatto o abbraccio .
Io rimango in silenzio impotente, perché cosa potrei mai dire che gli dia conforto ? Cosa potrei fare per poterlo proteggere dalle delusioni della vita ? Nulla … quindi rimango lì accanto a lui dicendogli che se avesse avuto bisogno di un abbraccio io ci sarei stata. Lui l’abbraccio o le mie parole non le voleva , voleva solo stessi lì seduta con lui nel suo disagio per non sentirsi solo.
Betty 

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Carlotta    22 mar 2025

Team La Tela

Cara Elisabetta, proprio oggi rispondevo a Noemi in questa conversazione del forum  e chissà che leggere la mia risposta lì non possa aiutarti. 💜

Faccio il tifo per te!

Ps. Anche qui vale lo stesso principio che scrivevo là: quando i nostri bambini ci raccontano un'emozione o una vulnerabilità spesso tutto ciò che cercano è sentirsi visti e ascoltati – comprensione, presenza e connessione, non consigli e soluzioni o parole sagge. «Ti credo, grazie per avermelo raccontato, capisco bene la tua tristezza» a volte è la frase più efficace. Anzi, questo spesso vale anche per gli adulti, perché in fondo nella vulnerabilità sono sempre i bambini interiori a parlare.   

Luca Gandini    19 gen 2025

Ciao Betty,
credo di capirti e ti abbraccio.
Il fatto che tuo figlio sia stato in grado di esporti il suo disagio e l'emozione associata è un grande risultato frutto del lavoro che hai svolto in questi anni, quindi devi essere fiera di te.
In questo momento, non riesci a vedere questo tuo traguardo perché stai empatizzando l'emozione di tuo figlio e, giustamente, ti senti triste e impotente per lui. Sono sicuro che, il solo fatto che tu fossi presente lì in quel momento, gli abbia dato un supporto utile da sfruttare nei prossimi giorni per trovare una via per approcciare il suo stato d'animo e, magari, fare un passo verso i suoi compagni di viaggio sul pulmino.

Un altro abbraccio (che serve sempre).
Luca

Chiara Franzoni    17 gen 2025

Ambassador

Cara Betty!!! Ti sento!!...in questi momenti fa male il cuore...
Anche io ho un bimbo di 7 anni e l'inizio della scuola ha avuto alcuni di questi momenti che ci racconti...non sei sola...anzi...
Hai fatto tutto quello che era necessario...esserci...accogliere con la tua presenza e il tuo ascolto la sua emozione...condividerla...
Quando Samuele me lo permetteva, in questi frangenti, passato il momento di sfogo, ho visto che con lui funzionava molto raccontargli aneddoti concreti di situazioni simili che avevo vissuto io in passato...di solito aiutava a normalizzare e ad accendere bei dialoghi che poi lo aiutavano...
sono con te!
Ti abbraccio forte forte!!