Preferiti dei bambini

Un vostro parere su un aneddoto.

14 ottobre 2023
7 risposte
Martina G. aveva voglia di condividere:

Buongiornoseranotte a tutti,
ho praticamente ascoltato tutto l'ascoltabile del corso "educare a lungo termine" e anche molti episodi del podcast. Il tipo di educazione non mi era completamente nuovo, e finché avevo un solo bambino lo applicavo, ma da quando è arrivato il secondo la stanchezza ha avuto il sopravvento e ho perso la bussola. Eccomi dunque qui tra di voi!
Premesso che io, nonostante le apparenze (sono svampita, vulcanica, disordinata, estrosa, ecc), sotto sotto sono un tipo piuttosto rigido, ecco cosa mi è accaduto e che vorrei sottoporvi:
un giorno una mia cara amica è venuta a passare il pomeriggio da me con le sue bimbe (4 e 2 anni). Anche lei segue un'educazione "alternativa", di stampo montessoriano, e in più è caratterialmente molto pacata e GIURO di non averla mai sentita alzare la voce! Per un po' mi è anche stata d'ispirazione! Nonostante ciò le sue bimbe, specie la grande, risultano piuttosto "antipatiche"... passatemi il termine. La sensazione (non solo mia) è che siano dispotiche e molto "appiccicose", e che la mia amica sia una specie di "succube",  incapace di imporre dei limiti (al massimo se ne esce con un tiepido "uff..."). Quel pomeriggio i bambini giocavano, e io ne ho approfittato per mostrare alla mia amica gli ultimi lavori che avevamo fatto in giardino. Erano tipo le 15 del pomeriggio, caldo infernale, inoltre il prato non era calpestabile: si trattava perciò di una cosa brevissima. Appena fuori, la sua bimba più grande si è affacciata sulla porta-finestra "ringhiando" e "grugnendo" di voler uscire anche lei (io naturalmente ho pensato "mamma che barba, non ci si può allontanare un momento!"). La mia amica le risponde che, se voleva uscire, avrebbe dovuto mettere le scarpe. Al che la bambina, sbattendo i piedi, ha risposto (in realtà io non capivo molto bene, perché continuava a ruggire), che le scarpe gliele doveva mettere lei. La mia amica ha replicato (sempre con gentilezza) che le scarpe non gliele avrebbe messe. La cosa si è protratta ancora con qualche altro scambio ("dobbiamo solo vedere una cosa veloce, se vuoi venire metti le scarpe, le sai mettere, ecc). Per la cronaca, si trattava di un paio di espadrillas, quindi niente di complicato.
La bambina si butta a terra in "sit in" di protesta, incrocia le braccia e sbatte i piedi, urlando che la mamma doveva metterle le scarpe. Nel frattempo io ho comunque finito di esporre i lavori alla mia amica, e voilà, eccoci andare verso casa. Mi stupivo del fatto che la mia amica continuava a rispondere alla bambina (cose del tipo "lo sai che ho mal di schiena, non mi abbasserò a metterti le scarpe"), quando io, dopo averle risposto le prime volte, l'avrei ignorata e fine. Rientrando e sorpassando la bambina, che ancora lagnava "mamma mettimi le scarpe!" a me è uscito spontaneo dirle una cosa del tipo "ormai quello che dovevamo fare l'abbiamo fatto, pazienza, per stavolta hai perso la tua occasione. La prossima volta forse metterai le scarpe" e ho ritenuto il discorso chiuso. Invece, voltandomi, con gran stupore vedo la mia amica china a metterle le scarpe, accompagnarla fuori, mostrarle le novità in giardino.  
Ecco, alla luce dei precetti dell'educazione a lungo termine, adesso mi chiedo chi, tra me e la mia amica, abbia adottato la strategia educativa migliore. Adesso mi accorgo che la bambina aveva sicuramente ragione a voler uscire in giardino con noi, anche se a me scoccia molto l'idea di non poter muovere un passo senza che un figlio mi corra dietro. D'altra parte, il suo atteggiamento tirannico (ha cominciato immediatamente col ringhiare e pretendere) non è frutto di un'educazione troppo "morbida"? Per quello che mi riguarda, le scarpe avrebbe anche potuto non metterle (perciò si sarebbe evitata la lotta di potere), ma arrivati a quel punto (scarpe si, scarpe no), accettare alla fine di mettergliele e di accontentarla è stato un bene o un male? Cosa ne pensate?

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Carlotta    21 ott 2023

Team La Tela

Ciao Martina, premetto che non è mia abitudine parlare di altre persone senza che siano presenti: è un'abitudine che ho preso molti anni fa e mi piace onorarla (il mio modo di farlo è parlare di me e non paragonarmi agli altri).

Ci tengo però a risponderti (anche se un po' a passo di bradipo) e quindi ti dico che cosa avrei fatto io sulla base di esperienze simili che mi sono capitate con i miei figli (a grandi linee, perché ovviamente dipende da molti fattori e dovrei trovarmi nella situazione). Ci tengo a precisare che sicuramente non è l'unica soluzione.

Prima di tutto io mi sarei aspettata che se esco con la mia amica a vedere novità in giardino (novità = emozionante) mia figlia voglia seguirmi. Se mia figlia avesse grugnito per farsi mettere le scarpe, avrei immediatamente capito che è disregolata e devo entrare in modalità «crisi»: avrei chiesto alla mia amica di aspettare un momento, e avrei dato attenzione a mia figlia (perché lei è quella con il cervello non maturo, tra le due). Le avrei detto che non apprezzo il modo in cui me l'ha chiesto e le avrei suggerito un modo alternativo di parlarmi (ovviamente, consapevole che la sua risposta sarebbe dipesa da vari fattori: per esempio, come si sentiva prima di quel momento? Si era già sentita esclusa in casa?…).

Le avrei poi suggerito con un sorriso di venire tranquillamente senza scarpe, se le andava, perché (e questa è una cosa personale) io non trovo necessario mettersi le scarpe in un giardino privato (a dirla tutta forse sarei stata scalza anche io 😅).

Se mi avesse detto che voleva le scarpe comunque, mi sarei avvicinata, avrei aspettato un momento che si sentisse meno disregolata, poi le avrei detto gentilmente «Non ho apprezzato come me l'hai chiesto, ma io sono gentile e ti aiuto. Per favore la prossima volta prova a usare la tua voce gentile» e l'avrei aiutata a mettersele.

In questo modo avrei evitato una lotta di potere perché entrare in una lotta di potere avrebbe solo peggiorato le cose. E anche perché tutto questo sarebbe durato pochi secondi invece di potenziali minuti che avrebbero poi rovinato l'esperienza con la mia amica. E poi saremmo andate insieme a vedere le novità.

Detto tutto questo, io ho sempre cercato di passare tempo con le amiche senza i rispettivi figli (per esempio, uscendo la sera o un pranzo nel fine settimana quando Alex era a casa); invece, quando sapevamo che c'erano anche loro, prima di tutto spesso ci trovavamo in un luogo neutro, come un parco giochi o un bar per famiglie (perché lì era anche più probabile che le novità intrattenessero di più i bambini)e  adattavamo le nostre aspettative all'occasione: sapevamo che saremmo riuscite a parlare di meno e che non potevamo ancora pretendere che i nostri figli rispettassero il nostro tempo.

Però ci lavoravamo a piccoli passi: per esempio, quando io e la mia amica stavamo parlando comodamente sedute sul divano, se i nostri figli volevano interromperci insegnavamo loro a metterci una mano sul ginocchio e aspettare che noi fossimo pronte. Ci è voluto un po', ma poi a poco a poco lo hanno capito e anche i nostri incontri tutti insieme sono diventati più piacevoli.

Ecco, più o meno credo che io mi sarei comportata così. Che ne pensi? 💜

Martina G.    23 ott 2023

Ciao Carlotta, 
premesso che anche per me (come ho già detto) le scarpe poteva anche non metterle, e premesso che non è mia intenzione parlare degli assenti ma, semplicemente, avendo vissuto questo momento di inevitabile confronto tra i due approcci e che, inizialmente, quello della mia amica mi era sembrato il più corretto, ho voluto rifletterci sopra "ad alta voce" con voi della Tela, ecco, premesso tutto questo, confermo che ADESSO, più o meno mi sarei comportata come te. Infatti ho capito che non "mantenere la calma" ma bisogna accompagnarla da una buona dose di empatia e comprensione! 
Riguardo al tempo passato con le amiche: certo, sono naturalmente d'accordo, ma in quell'occasione la mia amica mi aveva chiesto improvvisa ospitalità con le sue bimbe per un'emergenza e le condizioni climatiche non ci consentivano di stare all'aperto. Grazie del vostro tempo :)

Rosalba    15 ott 2023

Team La Tela

Ciao Martina,

con l'arrivo del secondo figlio capita praticamente a tutti di perdere la bussola: piano piano occorre costruire un equilibrio tutto nuovo, un bel lavoro insomma! 💜

Ho provato ad immedesimarmi nella situazione del tuo racconto, chiedendomi cosa avrei fatto se quella bambina in crisi fosse stata mia figlia.

Magari quella mamma ci ha ripensato perché si è resa conto che la lotta di potere per le scarpe non era necessaria, e per questo è tornata sui suoi passi, accontentando la bambina?

Come dice Carlotta, vale cambiare idea, quando ci rendiamo conto che avremmo potuto gestire la cosa diversamente (trovi questa lezione nella Base).

Secondo me una cosa importante in questo contesto non era solo decidere se "accontentare" o meno la bambina, quanto invece, una volta passata la crisi e la tempesta, parlare con lei in un momento di calma per passare il messaggio che quando ha bisogno di aiuto con le scarpe, o con altro, è bene chiederlo in modo gentile (anche se immagino che probabilmente il tono della bambina sia stato aggressivo perché era già entrata in fase di disregolazione nel momento in cui le era stato negato di partecipare alla visita al giardino).

Cosa ne pensi?

Martina G.    20 ott 2023

Ciao Rosalba, trovo finalmente il tempo di risponderti!
Conosco bene la lezione che citi, però il "cambiare idea" dovrebbe essere contestualizzato e spiegato, altrimenti si crea solo confusione (proprio come racconta Carlotta parlando dei cuscini del divano, che ogni tanto era un no e ogni tanto per sfinimento era un si), cosa che qui non è avvenuta. Penso che in questo caso il cambiare idea sia stato solo dannoso per la bambina, che secondo me si vede spesso "accontentare" in situazioni simili, e questo spiega la sua disregolazione immediata. Che cosa avrà appreso, alla fine della crisi? "La mamma alla fine fa quello che dico io". Ci tengo a precisare che la mia amica è rimasta calma e gentile per tutto il tempo, è nel suo carattere, ma questo evidentemente non basta. 
D'altra parte il mio atteggiamento duro (ma calmo), non teneva conto della bambina in quanto tale (mi aveva già infastidito il ritrovarcela subito dietro, poi la pretesa delle scarpe, il modo immediatamente tirannico di porsi, il battibecco eccessivo, mentre avrei dovuto capire che aveva tutte le ragioni di voler venire con noi), e probabilmente avrebbe dato vita a una seconda crisi dentro casa, perché a quel punto la bambina si sarebbe sentita "punita". Di questo adesso me ne avvedo bene. 
Se dovessi ritrovarmi in una situazione identica con mio figlio, l'unica cosa che cambierei (ammettendo l'imprescindibilità delle scarpe) sarebbe che alla sua prima richiesta di mettergli le scarpe mi avvicinerei, correggerei il suo modo di chiedermelo, per poi magari aiutarlo con una sola (e, se poi richiesto, anche con la seconda). 
Quando ho raccontato l'aneddoto, ero davvero in crisi perché pensavo che la mia amica si fosse comportata "bene" e io "male", perché lei aveva tenuto conto del legittimo desiderio della bambina e aveva mantenuto la calma; adesso però, riflettendoci sopra, trovo che il suo approccio abbia fatto più danni di quanto avrebbe fatto il mio. Sbagliati entrambi, per carità, ma io, a seguito di una seconda crisi, avrei riparato ("scusami, ci sei rimasto male perché bla bla, ti capisco"); alla fine avremmo fatto pace, avremo ritrovato il sorriso e avremmo imparato entrambi qualcosa.

Carlotta    21 ott 2023

Team La Tela

Ah Martina, ti ho appena risposto e non mi ero accorta di questa tua risposta a Rosi. Ancora una volta, preferisco non commentare l'operato della tua amica, penso ci siano alcune dinamiche in cui avrei fatto come lei (magari per evitare un pomeriggio di malumori) e altre in cui avrei fatto diversamente (per esempio, sarei rimasta seduta più a lungo sulla panchina delle emozioni con la bambina e poi le avrei messo le scarpe). 🙂  

Sopra ti ho raccontato quello che avrei fatto io (direi tratto da storie vere 😅). E noto che il tuo scenario del «se dovessi ritrovarmi in una situazione simile» è molto simile a quello che ho scritto 💜

Martina G.    23 ott 2023

Ecco mi sono accorta anch'io solo adesso dell'altro commento... ^_^'''