Preferiti dei bambini

Paura di perdere

9 gennaio 2025
1 risposta
Elisa cerca un consiglio:

Buongiorno Telisti!
Passo di qui per condividere con voi questa nuova fase che stiamo attraversando, così da ricevere magari qualche consiglio. Il mio bimbo di poco più di 3 anni da qualche tempo ha paura di perdere. Abbiamo qualche gioco in scatola (es. memory, domino e qualche gioco Haba più strutturato in cui comunque solitamente si "vince" o si "perde" in gruppo e non il singolo giocatore) e lui a un certo punto del gioco, si blocca e ci dice "io vi guardo e basta, ho paura di perdere", oppure "scegli tu la carta, io ho paura di perdere". Stiamo cercando di spiegagli che facendo così il gioco termina, che capiamo possa essere frustrante sbagliare e perdere, ma che è normale, che per migliorare bisogna proprio passare dall'errore (abbiamo fatto anche l'esempio della sorellina che per
imparare a camminare bene, ha avuto bisogno di tempo e di cadere e rialzarsi molte volte, ma ora corre). Gli abbiamo detto che la vittoria o la sconfitta non lo definiscono, lui alla fine del gioco sarà sempre Ettore. Inoltre, abbiamo provato a chiedergli di spiegarci cosa ha paura che succeda, ma ovviamente non ha ancora la capacità di esporci un pensiero cosí profondo. Mi trovo perciò un po' in difficoltà nell'usare le parole corrette e nell'accompagnarlo in questa fase, che anche se al momento è banale, penso sia fondamentale che venga gestita correttamente, in modo tale da fornirgli gli strumenti per gestire le emozioni nei momenti di sconfitta e frustrazione, perché magari oggi è un gioco, ma fra qualche anno potrebbe essere la scuola o una relazione. 
Vi ringrazio e buona giornata. 

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Rosalba    24 mar 2025

Team La Tela

Ciao Elisa,
la tua domanda mi ha fatto tornare in mente sia alcune nostre situazioni quotidiane (mia figlia più piccola, quando gioca col fratello a giochi in scatola o di carte, a volte se ne esce con «non voglio più continuare perché tanto a questo gioco vinci sempre tu»), sia alcuni contenuti del Percorso nella categoria «Le cose difficili», focalizzati proprio su questo tema.

Te li lascio qui:

Ps. Quello che faccio io con mia figlia è nutrire queste conversazioni (in altri momenti, quando è calma e non è nell'immediatezza della frustrazione per la sconfitta), e lasciare che decida liberamente se continuare o meno il gioco (ormai anche il fratello ha interiorizzato che a volte lei sceglie di interrompere il gioco, e non se la prende più di tanto... quasi mai 😅).