Sto facendo tutto male?
Primo post
Ciao! Sono nuova qui su La Tela e vorrei una carezza virtuale e consigli per una situazione che si è verificata ieri con mia figlia di tre anni e mezzo. Stava giocando in cameretta con un amico mentre io parlavo con sua mamma (nella stessa stanza in cui giocavano) e mi assicuravo che mio figlio di nove mesi non cadesse mentre si arrampicava.
A un certo punto mia figlia ha avuto una crisi: ha iniziato a urlare "No" a tutto, anche se non le stessi chiedendo nulla, a dare calci, a togliere di mano qualsiasi cosa al suo amico e a spingere suo fratello.
In quel momento le ho detto "capisco che sei arrabbiata, ma non puoi dare calci", "hai bisogno di stare da sola per calmarti? Così non riusciamo a giocare con te", "cosa mi vuoi dire? Puoi usare la tua voce normale, vorrei capire bene". Niente ha funzionato.
Questa crisi ha scosso corde profonde per me perché mi ha messo davanti al fatto che il mio "no" non sembra sia abbastanza, mentre quello del padre sì. Infatti tende ad avere queste crisi solo con me e ad essere ambivalente "ora vai via, non ti voglio", e a dirmi cose del genere.
Quando si è calmata le ho chiesto cosa sentisse e mi ha detto che voleva giocare e ridere con me ma io ero occupata. Le ho fatto vedere come chiedermelo e le ho spiegato cosa fosse accettabile e cosa no (dare calci, spingere il fratello, ecc) e abbiamo fatto delle prove, ovvero io immaginavo un contesto e lei doveva spiegarmi come fosse appropriato comunicare la sua rabbia (es: posso chiederti di fermarti e parlare con me, posso chiederti di ridere con me, ecc).
Sto facendo tutto male? Perché ha queste crisi solo con me? E perché questa ambivalenza? Mi sembra di fallire di continuo :( E ammetto che il commento della mamma del suo amichetto non mi ha aiutata ("Sei molto calma e "nordica", sta prendendo piede questo suo atteggiamento con te, io l'avrei fermata subito, sembra un adolescente, il mio non ha mai reagito così") e continuo a sentirmi molto insicura.
Grazie per aver letto fino a qui.
Angela
Team La Tela
Cara Angela, ti mando un abbraccio gigante 💜
Non stai facendo tutto male, niente affatto, te lo dico davvero di cuore: è solo che credere in noi stessi è un processo che richiede tempo, e richiede anche farsi domande continuamente, come tu stai facendo.
La fiducia nelle nostre capacità (di individui, prima ancora che di genitori) spesso a suo tempo non ci è stata «insegnata» (generalizzo perché non conosco la vostra specifica situazione, ma la paura di sbagliare, di non essere all'altezza delle sfide ecc. è un tasto dolente per molti di noi).
Detto questo, io in verità la vedrei così: proprio queste sensazioni sono la base che ti stanno portando a fare il lavoro, a evolvere, a cercare soluzioni. Ad esempio, hai capito che provare a parlare con la tua bimba durante la crisi è inefficace – perché in quei momenti il suo cervello è in modalità «coccodrillo» – e avete avuto uno scambio efficace dopo, a mente serena. Questo non significa che non ci saranno in futuro altre crisi, anche simili a questa appena vissuta, ma parlandone con lei in un momento di calma hai piantato un semino che piano piano vedrai germoglierà. 🤗
Ti lascio qui sotto alcuni contenuti del Percorso che spero possano aiutarti in questa fase, e se non lo avete già ti consiglio anche di dare un occhio a «È il tuo coccodrillo!»: la guida per l'adulto ti offre davvero tantissimi strumenti e mentalità per gestire situazioni come quella che ci hai raccontato, e il libro stampabile per l'infanzia è di supporto per il confronto con i bambini e le bambine.
Ps. Per quanto riguarda il tuo dubbio derivante dalla diversa reazione di tua figlia ai tuoi no, rispetto a quelli del papà, è un comportamento che spesso dipende proprio dal fatto che lo stile educativo di un genitore magari è più rigido rispetto all'altro. Chiaramente è un'ipotesi perché non è detto che sia il vostro caso, ma spesso quando un genitore educa a lungo termine e l'altro no, le piccole persone sembrano «ascoltare» di più il genitore che usa minacce, punizioni ecc. (ma lo fanno chiaramente per il timore generato da quello stile educativo, e non imparano a gestire nel profondo le proprie crisi).
Quando questo dubbio ti assale, prova a pensare che il tuo obiettivo non è essere ascoltata, ma dare a tua figlia gli strumenti per autoregolarsi (e ricorda che è un processo fatto di alti e bassi 💜). Ne abbiamo parlato, ad esempio, qui:
Ciao Angela. Ti abbraccio, capisco tutta la tua fatica, la tua frustrazione e le tue paure, infatti qualche giorno fa ho scritto un post molto simile al tuo.
A me le parole della persona che mi ha risposto mi hanno alleggerito almeno un po' i pensieri, perciò ti invito ad andare a leggerle se hai voglia. Quello che ti dico io è che l'educazione che stiamo cercando di mettere in pratica, con i nostri errori e a volte cedendo alle nostre debolezze come è normale che sia, è un'educazione a lungo termine. Forse dobbiamo ricordare che le fatiche di oggi, la nostra continua evoluzione, le nostre paure superate, saranno la serenità di domani, nostra e dei nostri figli.