Preferiti dei bambini

E se a scuola utilizzano le ricompense?

9 novembre 2024
11 risposte
Giulia B. cerca un consiglio:

Ciao a tutti e tutte, mia figlia ha iniziato a settembre la scuola dell'infanzia, sta per compiere 3 anni e frequenta una classe mista, nelle scuole del nostro comune è per tutti così. Si esprime bene e ama molto osservare quindi spesso i suoi racconti sono ricchi di particolari e ho avuto la conferma spesso che racconti il vero. Preciso che l'impressione che abbiamo delle sue insegnanti è davvero ottima e c'è stato un bel feeling reciproco anche al colloquio conoscitivo di inizio anno.

C'è però una cosa che ho notato e che mi è stata sia raccontata direttamente che riportata da mia figlia. Ovvero l'importanza del "riordino" viene tutta demandata a una questione di punti, premio a fine anno con caramelle, e (novità appena appresa da lei) semaforo rosso/verde. Mi ha raccontato che una delle compagne aveva avuto il semaforo rosso, ho chiesto perché e mi ha spiegato che era perché non voleva mettere a posto.

Alla mia richiesta del cosa ne pensasse lei, mi ha detto che lei aveva semaforo verde perché è brava e mette a posto. Ho anche cercato di capire come funzionasse la questione "semaforo" e sono solo riuscita a capire che era su una parete ma non ho ben capito come funzioni questa attribuzione diciamo. Ho provato a fare domande su cosa ne pensasse o provasse al riguardo ma probabilmente è ancora piccola per esprimersi in questo senso su una cosa così complessa perché o non risponde o dice "nulla".
Questo per spiegarvi la situazione.

Dal mio punto di vista quello che ho sempre fatto è dire a mia figlia che comunque anche se a scuola ci sono i punti ecc.. si mette a posto per fare ordine, non per i punti, chiedendole se era d'accordo e ovviamente dice di sì.
Ma il mio dubbio è: com'è meglio comportarsi in questi casi? Qualcuno che ci è passato e vuole raccontare come ha gestito?

Perché sinceramente appena sento "punti", "semafori" il mio primo impulso è dire COOOOSA??? perché mi sembra così ovvio che in questo modo si rischia di fare le cose per la ricompensa e non perché è giusto di per sé. Ma a parte la mia orticaria immediata, com'è meglio comportarsi per spiegarlo a lei ad esempio? 

Devo dire che a casa non ho notato cambiamenti al riguardo, probabilmente la questione "ricompensa" lei l'ha comunque associata solo all'ambiente scuola non avendo mai usato noi questo approccio nemmeno lontanamente. Quindi sono io che vedo problemi dove non esistono? Che ne pensate?

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Valentina Lamonaca    25 mag 2025

Ambassador

Ciao Giulia, arrivo per caso alla lettura di questa conversazione, a distanza di un anno da quanto leggo.
Sono un'insegnante di scuola dell' infanzia ormai al mio decimo anno.
Sono cresciuta tanto in questi dieci anni ed è cresciuta tanto la mia esperienza, anche dopo il lavoro fatto su di me come persona e come professionista.
Da un anno faccio parte della comunità della Tela e ne vado molto fiera. Molto l' ho imparato anche facendo parte di questa comunità, leggendo e studiando: bagaglio che mi sono portata dietro anche nel mio contesto lavorativo, di cui ho fatto tesoro e che mi ha aiutato molto.
Condivido assolutamente il pensiero di @Sara Ghirelli in merito.
Bisogna decidere a cosa dare la priorità.
Questa del riordino è davvero una questione importante per te, su cui è necessario confrontarsi con le insegnanti e che credi possa davvero incidere sulla crescita di tua figlia? 
A seconda della tua risposta,deciderai se intervenire o meno.
Personalmente e nella mia sezione, non uso intervenire con ricompense.
Dò molta importanza al riordino ed i bambini della sezione che seguo, rispondono al riordino con un semplice timer di dieci minuti impostati su una sveglia di uso comune.
Al mio via ed al mio "vediamo chi è il più veloce" ,i bambini scattano in un riordino velocissimo a cui partecipano tutti, nessuno escluso, compresa me.
Funziona benissimo, qualche oggetto (pochissimi) può restare per terra alla fine, ma ti assicuro che funziona.
Qualche volta associo la canzone del riordino che i bambini intonano con me, qualche volta no.
Questo è il mio metodo, ma ognuna ma il suo e ritengo che possa essere condivisibile o meno a seconda della scuola di pensiero personale.
Valuta tu quale possa essere il male minore.
Un caro abbraccio ❤️ 

Giulia B.    5 giu 2025

Grazie  Valentina Lamonaca , è sempre interessante conoscere il punto di vista di chi lavora nella scuola. Ti ringrazio per la tua condivisione. 
Osservando le insegnanti di mia figlia sono sempre più convinta che c'è davvero tanto amore e passione e tante volte quelli che a me sembrano errori così gravi per l'educazione emotiva e relazionale di mia figlia sono per loro dei piccoli strumenti di sopravvivenza all'interno di una giornata lavorativa che costringe un'insegnante a un rapporto educatore/bambini veramente inaccettabile secondo me. Detto questo, vorrei che avessero tutti gli strumenti possibili, anche quelli di cui non conoscono l'esistenza, quindi sto riflettendo se suggerire La Tela. Vediamo se troverò il modo e il coraggio 😅

Martina    22 mag 2025

Ciao Giulia!
Ohi, non è per nulla facile gestire questo genere di conversazioni, soprattutto perchè sono poche gli insegnanti che si aprono al dialogo e non si sentono piccati o provocati da questo. In bocca al lupo. 

Proverei (nella completa inesperienza) a far spostare il focus alle maestre, mantenendo il metodo. 
Cioè: teniamo la cosa delle faccine (e ne mettiamo altre), e le usiamo per dire come ci sentiamo a inizio giornata. 
Oppure, bello il metodo del riordino, perchè non facciamo una sorta di mappa a zone della classe, che dividiamo in gruppetti, e ogni gruppo a turno si occupa di uno spazio?
E ancora, una lista dei bimbi che, giorno per giorno, scelgono di cosa occuparsi a sistemare quel giorno lì (es. Marta i pennarelli, Gioele le costruzioni di legno, Mirko i chiodini ecc)?

NOn so, mi sono venute così, ma forse la formula del dialogo propositivo in questi casi aiuta un po' l'apertura... 😝

Martina

Silvia S.    21 mag 2025

Proprio oggi sono finita in questa conversazione .....oggi che avremo i colloqui individuali all'infanzia e che mio figlio qualche giorno fa mi ha parlato di faccine sorridenti ed arrabbiate.
Io sono anche rappresentante di classe e ho già dovuto affrontare il tema seggiolina ad inizio anno, preparandomi al confronto con un bel 1ad 1 con Sara Ghirelli e direi per fortuna.
Questa volta.....ho deciso di andare ai colloqui con 4 libri "Cosa sarò d grande" e regalarli alle maestre.
vediamo cosa succederà.
Grazie per la tua condivisione <3

Carlotta    22 mar 2025

Team La Tela

TI capisco, Giulia! Che faticaaaaa! Fortunatamente, qui su La Tela abbiamo tanti/e insegnanti che possono confermarti che l'alternativa esiste: esistono persone che provano a cambiare le cose a scuola e io mi «consolo» pensando che stanno diventando sempre di più (e inviando La Tela Teachers quando possibile). Abbiamo anche Sara Ghirelli che si sta impegnando per aiutarci a portare un cambiamento proprio a scuola e che offrirà sempre più contenuti per insegnanti 😍

Grazie per la tua condivisone e sono d'accordo con te: il messaggio «a scuola fanno così e nella nostra famiglia scegliamo di fare diversamente» a lungo termine è molto potente (e non giudicante).

Ti lascio anche questo episodio del podcast, se non l'avessi ascoltato.

 

Giulia B.    23 mar 2025

Grazie per la risposta tua e di  Rosalba (anzi Rosalba mi spiace non averti dato un feedback quando scrivesti tu la risposta alla mia richiesta), colgo l'occasione per darvi un aggiornamento della situazione 😊
La questione "punti" o "semaforo" si è molto affievolita e pian piano spenta.. riflettendoci ora potrebbe essere stato un modo per abituare i bambini a riordinare? Chissà. 
In ogni caso al momento quello su cui più avrei voglia (ma non coraggio lo ammetto) di confrontarmi con le insegnanti sono le etichette del "bravo o non bravo". Noto tante volte elogi a mia figlia fatti in contrapposizione a altri e il confronto non mi piace per niente. Ma devo ammettere che è difficile commentare queste situazioni anche se le vivo in prima persona quando vado a riprenderla. Mi trovo a rendermi conto che in parte mi sono arresa al fatto che loro facciano così. Se prima mi scatenavano l'orticaria certe scene, adesso un po' me le faccio scivolare addosso. Non so è se è un bene o no, ma vedo anche che non ci sono grandi effetti negativi sul comportamento di mia figlia (per ora). Dentro di me effettivamente lo so che anche se non ci sono effetti ora la sua mente sta comunque elaborando certi concetti e facendosi sicuramente delle idee di "come va il mondo", quindi no, non mi va bene questo approccio. 
Ma è veramente difficile aprire un dialogo di questo tipo, soprattutto con insegnanti con cui c'è davvero fiducia e anche confidenza reciproca devo dire. 
Grazie in ogni caso per tutte le risorse che mi avete consigliato, penso di aver già letto e ascoltato tutto ma verificherò 😅

Sara Ghirelli    24 mar 2025

Team esteso

Ciao Giulia!
capisco benissimo quello che dici e credo sia importante anche riconoscere che la scuola perfetta o l'insegnante perfettə non esiste! Questo non per accomodare o giustificare scelte e comportamenti degli adulti di riferimento dei nostri figli che non condividiamo ma per sapere di investire al meglio le nostre energie (mentali e fisiche).

Nella relazione con la scuola, io genitore devo chiedermi cosa ritengo importante e imprescindibile. Quali sono gli aspetti educativi su cui non sono disposto/a a scendere a compromessi e quali invece ritengo meno influenti sul piano della crescita di mia figlia. 
Laddove riconosco esserci meno punti in comune con il mio modo di educare, dovrò chiedermi quanto senso abbia per me intraprendere quel confronto, richiesta o altro perché, di fronte a un dialogo difficile da aprire, devo sapere che non posso non aprirlo: è troppo importante per me.
Questo smuoverà la motivazione e la (dolce) determinazione con cui potrò affrontare quella fatica: dietro c'è un valore grande per me ed è proprio quel valore che potrà emergere dal mio modo di comunicare diventando, forse, occasione di "beneficio del dubbio" per gli/le insegnanti.

Ti abbraccio e condivido con te il mare, a volte in tempesta, delle cose che non gestiremmo così ma che scegliamo di accogliere comunque.

Sara

Giulia B.    5 giu 2025

Grazie  Sara Ghirelli per la risposta e il tuo punto di vista così accogliente, hai proprio compreso come mi sentivo. 
Come vedrete ho lasciato decantare di nuovo la situazione prima di sentire che era arrivato il momento di riprendere il discorso. Si avvicinano i colloqui di fine anno e penso che sarà un'occasione per lasciare qualche feedback alle insegnanti per capire anche come possiamo noi aiutare a migliorare la scuola. Dico questo perché col passare del tempo ho capito (sia da sola, sia l'insegnante ne ha parlato con me più o meno esplicitamente) che si fa tanta fatica per mancanza di risorse da parte dell'istituto (l'aula ad esempio era quasi vuota e le insegnanti piano piano sono riuscite a creare i tipici angoli come zona cucina, costruzioni, disegno ecc...) e difficoltà gestionali che ad esempio impediscono di stare più tempo all'aperto. Non so se in questa fatica le insegnanti abbiano una "colpa", o se è da ricercare nelle colleghe, le abitudini del plesso, l'indirizzo dato dall'istituto, non posso saperlo quindi ho pensato che forse la cosa migliore sia chiedere apertamente se noi come genitori possiamo aiutare in qualche modo. Già quest'anno abbiamo contribuito a creare una zona scavo all'esterno che è stata molto apprezzata, ma mi piacerebbe anche aiutare a far arrivare loro un nuovo punto di vista, il massimo sarebbe consigliare La Tela stessa. Ma sono veramente indecisa sul come farlo e se farlo. 
Accetto qualsiasi suggerimento in merito e anzi  Silvia S. facci sapere com'è andata al colloquio poi! Sarebbe interessante sapere sia come hai offerto i libri di Carlotta, sia come hanno reagito le insegnanti, se vuoi condividerlo.

Silvia S.    6 giu 2025

il primo colloquio non è andato come mi aspettavo....e ho richiesto un colloquio perchè non ho potuto fare altro che ascoltare durante il primo incontro.
Avrò quindi l'altro colloquio l'11 e sarà mia cura informarvi assolutamente!

Rosalba    17 nov 2024

Team La Tela

Ciao Giulia, uff che fatica... purtroppo questa è una modalità ancora diffusa in parecchie scuole. 😔

Ma per fortuna ci sono anche tanti insegnanti e tante insegnanti che stanno invece provando a portare un cambiamento a scuola, e molti lo stanno facendo anche con l'aiuto del progetto La Tela Teachers, che offre risorse gratuite per insegnanti (contenuti del Percorso che possono aiutarli/e concretamente e dare supporto nel loro lavoro, e risorse da poter utilizzare a scuola con i bambini e le bambine 😍).

Io credo che tu stia già facendo la scelta più saggia che noi genitori possiamo fare tutte le volte che i nostri figli fanno «i conti» con modalità educative o relazionali lontane dall'educazione a lungo termine (a scuola o in qualsiasi altra relazione esterna alla famiglia), ovvero mostrare l'alternativa a casa e parlare, parlare, parlare.

Per il resto, un passo importante potrebbe essere anche provare ad avviare un dialogo costruttivo con le insegnanti, portando il tuo punto di vista (e questa potrebbe magari anche essere l'occasione per parlare loro del progetto La Tela Teachers!). So che a volte avviare questo tipo di dialogo può sembrare non facile, per cui ti lascio qui alcuni contenuti che potrebbero esserti utili in questo senso:

Blog
Come avere colloqui costruttivi con insegnanti
Coglila come un'occasione per nutrire la fiducia reciproca e fare squadra.
Blog
Come dare un feedback negativo a insegnanti
Si può comunicare perplessità con gentilezza.
Newsletter
La Tela di settembre: promemoria scomodi prima di tornare a scuola

Un abbraccio, e se ti va, facci poi sapere come andrà. 💜