Preferiti dei bambini

Difficoltà di comunicazione e conflitti in famiglia e a scuola sulle nostre scelte educative?

12 ottobre 2023
11 risposte
Martina Righetti aveva voglia di condividere:

Primo post

Ciao Telisti da tutto il mondo!
E' capitato anche a voi di sperimentare difficoltà di comunicazione con partner, nonni, babysitter o colleghi, specialmente in merito allo stile educativo che state scegliendo per i vostri bambini o studenti? 
Nella mia personale esperienza, a volte comunicare diventa così difficile da generare conflitti e divergenze di opinioni apparentemente impossibili da superare. 
In molti casi, capire quali sono gli interessi e i bisogni reciproci, spesso inespressi, ed apprendere alcune semplici tecniche comunicative e di gestione dei conflitti può essere davvero un passo importante per ripristinare un confronto pacifico e trovare soluzioni efficaci e soddisfacenti per tutti. 

Se vi trovate in una situazione simile e avete piacere di approfondire, rispondetemi a questo post e sarò disponibile a fornire qualche strumento utile!
Sono una mediatrice di conflitti e questo è quello che faccio con amore e passione praticamente ogni giorno...perché non metterlo a disposizione di questa meravigliosa community?
Aspetto con curiosità ed interesse i vostri feedback!
Martina

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Alessandra    12 mag 2025

Ciao Martina, spero che questo forum sia ancora “attivo”. Io ho una baby sitter straordinaria, molto dolce e paziente con i bimbi. Ormai è con noi da due anni. Ahimè non riesco a spiegarle che ho scelto un’educazione non tradizionale. 

Mi spiego meglio: lei dice le classiche frasi “non piangere perchè sei grande” , “non fate arrabbiare mamma”, “mangia tutto”. Ecco io qualche volta ho provato a rivolgermi ai bimbi e a dire per esempio “ma non siete voi che mi fate arrabbiare. È una mia “decisione”. oppure se lei dice “mangiate tutto” io mi rivolgo sempre ai bimbi dicendo che mangiano finchè sono sazi.. ma capirai che in questo modo non mando segnali chiari. 

Ma io proprio, che in genere sono molto assertiva, in questo caso non so cosa dirle. A volte ho pensato di stilare un elenco/vademecum.. tipo i primi passi dell’educazione a lungo termine, ma onestamente temo un po’ il giudizio.. con questo approccio…
Dentro di me ho due vocine: 1) non ho le idee molto chiare e quindi non so da dove cominciare 2) forse mi sento incoerente (perchè ahimè qualche scemenza la dico anche io) e giudicata … 
Help

Martina Righetti    15 mag 2025

Ciao Alessandra! Da ciò che mi dici, penso che tu abbia le idee chiarissime, ma che non sappia come comunicare questo tuo bisogno alla babysitter, per paura della sua reazione, del tuo/suo giudizio o anche della preoccupazione di ciò che potrebbe accadere. La comunicazione non violenta può davvero aiutarti a rimanere centrata sul bisogno e in ascolto di ciò che arriva dall'altra parte. E pensa che sia tu che lei avete bisogno di un confronto: altrimenti tu resterai nel fastidio e lei nell'inconsapevolezza di ciò di cui hai bisogno nella vostra collaborazione! Prenditi un momento per conversare con calma con lei. Parti dal fatto, come in questo esempio: "Nadia hai cucinato un buonissimo minestrone l'altro giorno; ho notato che a volte parlando con Riccardo a tavola lo inviti a finire tutto ciò che c'è nel piatto; noi sappiamo che funziona meglio quando lui trova la sua motivazione a mangiare nel piacere, e non nell'obbligo, perciò non lo forziamo invitandolo a finire; per noi va benissimo anche se lascia qualcosa nel piatto!". Come ti suona? Ha potuto aiutarti? Ti abbraccio! 

Silvia N.    18 nov 2023

Ciao Martina!
Vorrei chiederti una cosa: e se io non volessi cercare di risolvere il conflitto? Mi spiego meglio!
Qualche giorno fa ho litigato di brutto con mia madre. Stiamo sistemando casa e da qualche mese siamo venuti in 4 (io, marito e 2 bimbe) a vivere con i miei, in una casa molto grande dove riusciamo ad avere abbastanza i nostri spazi. Da quando sono tornata a vivere qui (me ne sono andata a 19 anni) continuo a chiedermi se sono figlia dei miei genitori, perché mi sento completamente diversa. Dallo stile di vita, alle abitudini, all’ educazione delle mie figlie (e qui si apre una voragine che mi allontana da mia mamma), insomma su tutto o quasi. Io ci ho provato a parlarle di un’educazione dolce, rispettosa, di coinvolgerla nel “mondo” di Montessori, ma niente, non ci sente. Nonostante siano evidenti i buoni risultati di questa educazione sulle mie figlie, ancora mi sento dire che sono troppo “easy” (=troppo poco severa), che mi occupo troppo poco della casa, che se lasciassi le bimbe al nido un po’ più ore avrei la casa più pulita…etc etc. 
Non so più come dirglielo che preferisco spendere il pomeriggio a fare attività con le miei figlie invece di pulire,lavare,stirare oltre lo stretto necessario. Per fortuna mancano solo un paio di mesi prima che ce ne andiamo, ma davvero non ho la forza ne la voglia di risolvere questo conflitto. Forse riusciremmo ad andare d’accordo se usassi un’educazione tradizionale, ma non fa proprio parte di me!
Scusa la lunghezza, avevo bisogno di sfogarmi 😉 
Grazie 

Martina Righetti    19 nov 2023

Ciao cara Silvia, innanzitutto permettimi di esclamare probabilmente all'unisono con te: che fatica questa situazione! Peraltro, non ti nego di averla vissuta e viverla spesso anche in prima persona nella relazione con la mia famiglia di provenienza. Ti do ragione su tutta la linea, ci sono alcuni tipi di conflitti (fra cui quelli cosiddetti intergenerazionali) che sono più necessari di tanti altri, se non addirittura inevitabili. Mi sembra che ci sia stata da parte vostra la disponibilità al dialogo e all'ascolto delle reciproche posizioni, ma probabilmente l'insieme di valori e credenze sul tema dell'educazione dei bambini vi vede talmente distanti da rendere difficile trovare un punto di incontro. Ma cosa più complicata probabilmente è condividere in questo periodo spazi e tempi in modalità così prossimale da rendere, forse, difficile per i tuoi genitori ricordare che le scelte educative dei genitori sono sempre da sostenere e rispettare, anche quando si hanno posizioni diverse. Questa diversità farà anche bene alla relazione fra nonni e bambini, ma sicuramente crea frizione con voi genitori se agíta sotto forma di giudizio e biasimo. In questo caso, ripristinare la giusta distanza mi sembra il presupposto imprescindibile per aiutare tutti a far decantare le emozioni più intense, per poi riprovare magari, in futuro e quando sembrerà il momento giusto, a riparlarne con onestà, fermezza e gentilezza. Un abbraccio forte di comprensione e supporto! 

Silvia N.    19 nov 2023

Grazie della comprensione! A volte, anche solo sentirsi capiti, far stare meglio! Stringiamo i denti ancora per poco e poi inizierà un lungo processo di decantazione. 
Grazie Martina

Paola    15 nov 2023

Ciao  Martina Righetti , la comunicazione ultimamente è proprio uno degli aspetti che mi mette più ansia in generale. 
Mi sento insicura, inadeguata, stanca di dover parlare, spiegare, motivare costantemente le mie scelte e i miei pensieri; talmente stanca che spesso non mi va nemmeno di provarci. 

È una novità per me perché in passato era l'esatto opposto, ero un'ottima ascoltatrice e oratrice; non è facile far pace con me stessa e accettare questa nuova me. 

Mi piacerebbe moltissimo approfondire; l'anno scorso per lavoro mi sono ritrovata a fare un mini corso di 4 ore sulle gestione del conflitto e mi ha molto appassionata. 
Inoltre sono mesi che cerco di convincere il papà di mia figlia a intraprendere un percorso di mediazione per gestire meglio la separazione, purtroppo senza successo. 

Mi sento spesso sola contro il mondo e migliorare le mie capacità comunicative penso mi aiuterebbe ad alleggerire un bel po' il peso. 

Grazie per il tuo contributo 💜

Martina Righetti    15 nov 2023

Ciao Paola e grazie davvero moltissimo per aver riportato la tua esperienza e le emozioni che legittimamente la accompagnano. 

Continuare a comunicare durante (ma anche prima e dopo...) una separazione è una delle sfide più difficili che ci si può trovare a vivere, per l'intensità dei sentimenti, delle aspettative, dei bisogni e per la molteplicità di piani, argomenti e persone direttamente o indirettamente coinvolti nella vicenda separativa.

Quando ci si separa, entrano in crisi spesso, oltre all'identità di coppia e genitoriale, anche l'identità personale, professionale, sociale, culturale...perciò sentirsi affaticati, destabilizzati e scollegati dall'altro è una naturale e normalissima conseguenza dell'enorme cambiamento che si attraversa in questa fase della vita.

Con il giusto impegno reciproco e, se necessario, con l'aiuto di un mediatore familiare competente e adeguatamente formato, si possono fare moltissimi passi in avanti nel ripristino di un dialogo rispettoso ed efficace fra i genitori. La conseguenza principale è che i genitori tornano a sentirsi IN GRADO di essere tali, competenti, nuovamente connessi fra loro (anche se in una forma nuova e con una intensità a volte molto diversa da prima) e soprattutto potenziati nel riassumere pienamente quel ruolo genitoriale che, insieme al resto, attraversa una comprensibile fase di fatica durante la separazione.

Questo per dirti che quello che stai attraversando è NORMALE, legittimo, sano...ma soprattutto TEMPORANEO e transitorio. Fai benissimo a suggerire di ricevere supporto, perché è un tuo e un vostro diritto, oltre che un'occasione di crescita e valorizzazione di quello che un conflitto (ben gestito) porta sempre sempre SEMPRE con sé, come occasione di crescita e miglioramento personale.

In bocca al lupo, sono qui per qualsiasi cosa!

Rosalba    12 ott 2023

Team La Tela

Ciao Martina,
super affascinante quello di cui ti occupi, la comunicazione è un ventaglio di possibilità, ma a volte diventa facilmente un labirinto in cui ci si perde.
Grazie anche da parte mia per esserti resa disponibile: a proposito, hai visto che ci sono già qui sul forum diversi post di genitori che hanno condiviso proprio difficoltà di questo tipo? (Con i nonni ad esempio, o con gli insegnanti...)
Se ti va, potresti andare in quelle conversazioni e dare il tuo punto di vista, sarebbe un arricchimento! 💜

Carlotta    12 ott 2023

Team La Tela

Grazie mille,  Martina Righetti , per la tua disponibilità. Credo che questo post farà tanto bene a tante famiglie! Che bello che sei qui!

Martina Righetti    12 ott 2023

Grazie cara Carlotta, credo anche io nell'esigenza di comprendere la natura e le ragioni di un conflitto ed imparare a gestirlo in modo rispettoso, efficace e pacifico. Fra l'altro, nella nostra società siamo abituati ad associare la situazioni di litigio, crisi e divergenza a qualcosa di negativo e quasi catastrofico. In realtà, le situazioni conflittuali sono assolutamente necessarie ed umane, anzi spesso si traducono in immense possibilità di evoluzione relazionale e crescita personale, se gestite in modo costruttivo!