Preferiti dei bambini

La panca delle punizioni ed altre storie..

12 ottobre 2023
4 risposte
Francesca Etzi cerca un consiglio:

Primo post

Ciao a tutti, sono Francesca mamma di Gioele (4 anni). Prima di tutto voglio dire a tutto il team La Tela grazie per questo spazio perchè penso sia prezioso potersi confrontare su temi comuni. Gioele frequenta il secondo anno della scuola dell'infanzia, qualche mese fa ci siamo trasferiti e abbiamo deciso di cambiare scuola. Decisione sofferta in cui ho seguito la mia parte razionale e non il mio istinto che mi diceva di non cambiare. Mi sono approcciata però alla nuova scuola con fiducia e curiosità, ma nell'ultima settimana sono successi due episodi che vorrei raccontare per confrontarmi con voi. 
1) Pipi time: vanno in bagno a gruppi prima della merenda e Gioele si rifiuta di fare la pipì, io leggo due segnali, uno relativo al fatto che lui ci mette tanto a fidarsi e a inserirsi nel gruppo, va a piccoli passi e alla sua velocità e quindi questa cosa di andare in gruppo probabilmente lo mette a disagio. Il secondo relativo al fatto che io non lo obbligo mai a fare pipì anche quando so che ne avrebbe bisogno perchè voglio che impari ad ascoltare il suo corpo, a costo di cambiare decine di pantaloni al giorno. Tornando a noi, si rifiuta di farla in quel momento, dopo poco sente lo stimolo ma la maestra non lo accompagna considerato che erano andati poco prima. Quindi lui per timore (penso io) non chiede più nulla e si bagna quando non riesce più a trattenersi. La maestra si è scusata, ha chiesto un confronto con me per capire quali erano i modi per approcciarsi a lui, che mi è sembrato un approccio positivo. 
2) Il secondo episodio riguarda invece un episodio che lui mi ha raccontato in cui è stato messo nella "panca delle Punizioni" perchè giocando con il compagno si lanciavano una macchinina. Trascurando "la motivazione", lui mi è sembrato profondamente turbato e io gli ho spiegato che noi in casa non usiamo le punizioni ma che preferisco parlare e spiegare le conseguenze delle azioni, ma che ci sono degli adulti che invece usano altri metodi. Gli ho chiesto di raccontarmi se ci fossero stati altri episodi simili. Oggi all'entrata c'era quella maestra e lui ha avuto tanta tanta resistenza ad entrare e io l'ho lasciato li in lacrime, dopo averlo rassicurato e calmato, con il cuore che mi esplodeva. 
Il primo istinto è quello di parlare con la maestra e spiegare il metodo educativo che seguiamo e soprattutto spiegare il carattere di Gioele. Ma mi chiedo se sia la scelta giusta o possa essere interpretato come un mettere in discussione il loro operato. Spero che possiate darmi il vostro punto di vista. Grazie a chi vorrà leggere il romanzo che ho scritto. 

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Carlotta    30 ott 2023

Team La Tela

Ciao  Francesca Etzi ! Grazie per questa condivisione e sono d'accordo in tutto e per tutto con Chiara Franzoni : credo abbia riassunto benissimo quello che avrei voluto dirti io.

Approfondisco solo una parte per me importante: è possibile che non potrete cambiare le cose a scuola (ma sicuramente continuerei a provarci), ma il lavoro a casa per me è ciò che fa davvero la differenza.

Continuerei a parlare con Gioele del fatto che la sedia del pensiero non è un modo valido per insegnare, che il cervello non impara quando si è disregolati (se hai letto con lui «È il tuo coccodrillo», puoi dire «quando è in modalità coccodrillo), che quando fanno qualcosa di sbagliato i bambini hanno bisogno di essere accompagnati per capire come fare (risolvere il conflitto o rimediare all'errore) e non di rimanere seduti da soli a pensare (a qualcosa che da soli non sanno nemmeno razionalizzare). Ripeterei spesso che quella si chiama punizione e che le punizioni non insegnano. In questo modo vi assicurate che lui sappia quando un comportamento è sbagliato e anche se a scuola deve seguire le regole della scuola, è importante che sappia che è possibile che alcune siano sbagliate e che anche le insegnanti sbaglino.

Questo, a lungo termine, aiuta Gioele a riconoscere le ingiustizie e, prima o poi, contestarle, fa sentire la sua voce in maniera gentile (che è la vostra voce). 💜 

Chiara Franzoni    13 ott 2023

Ambassador

Ciao Francesca!
Grazie per la tua condivisione! Mi ci sono rivista molto e mi ha fatto sentire meno sola!
Mi piace molto la tua attenzione verso le esigenze di Gioele e mi sembra di capire che almeno una maestra sia accogliente rispetto alle tue osservazioni.
Lo scorso anno ebbi delle difficoltà simili all'ultimo anno di infanzia. Samu aspettava sempre ad entrare in bagno se il bagno della classe era pieno (c'erano 3 water divisi da un muretto e se 2 erano pieni e uno vuoto aspettava) e le maestre ci fecero presente questa cosa riferendola ad una poca sicurezza di Samuele. Noi sapevamo che stava sviluppando il senso della sua intimità per cui l'aspettare era un rispettarsi. 
Samuele ci fece presente anche della presenza in classe di un angolo con un banchetto e una sedia dove venivi invitato a stare finchè le maestre non ti dicevano di poter tornare alle attività.
Sulla questione attesa del bagno ne parlammo durante un colloquio ascoltandole e poi presentando la nostra visione della cosa...non so quanto le avessimo convinte...
Sulla sedia all'angolo tirammo fuori il quesito durante una riunione di classe con anche tutti i genitori, convinti che il confronto in merito potesse essere di arricchimento per tutti...
Questa volta la sensazione fu ancora più di chiusura, ma qualche semino in qualche altra famiglia forse è arrivato...lo spero...
Tutto questo per dirti che sì, cercherei un confronto sempre, anche se faticoso...
Proverei a partire dall'aneddoto raccontato da Gioele e chiedere che scelte educative ci sono alle spalle di questa scelta...ascolterei...e poi spiegherei il tuo punto di vista e proverei a capire se ci sono vie che potete percorrere insieme.
Magari provando con la maestra che ti sembra più ricettiva...
E poi c'è tutto il lavoro a casa che per noi con Samu fu enorme per aiutarlo a rielaborare questa esperienza così diversa dal suo vissuto, ma Carlotta nell' 1-a-1 del corso ci aiutò in modo pazzesco....per me fu una salvezza...
Ti auguro davvero di trovare una via produttiva di dialogo!
Tienici aggiornati se ti va, intanto ti abbraccio forte!

Francesca Etzi    29 ott 2023

Ambassador

Arrivo con la lentezza di un bradipo, ma grazie Chiara per la tua condivisione. Ho intenzione di parlare con la maestra ma sto aspettando di avere il tempo di metabolizzare la cosa, perché è un attimo su questi temi che loro si sentano giudicate e quindi messe in discussione. Ti aggiornerò. 

Chiara Franzoni    30 ott 2023

Ambassador

Ciao Francesca, lo comprendo tantissimo. Arrivare emotivamente preparati a questi confronti è importantissimo perchè ti permette di avere la giusta serenità per arrivare al meglio e accogliere il meglio. Sono certa che riuscirai a parlare loro con efficacia, che non vorrà dire produrre necessariamente un cambiamento o un'apertura perchè non possiamo controllare le emozioni altrui, ma vorrà dire testimoniare quello in cui credi che per me è già tantissimo.
Mi sono interrogata moltissimo sul timore che avevo che le mie parole potessero "stranirle", poi mi sono detta che se si fossero sentite messe in discussione era positivo...è sempre positivo...lo è per me...lo è per loro...lo è per tutti...questo mi ha dato forza. Se ti va certo aggiornami ne sarei felicissima! Ti abbraccio!