Preferiti dei bambini

Aiuto per comprendere un comportamento

27 agosto 2024
6 risposte
Carolina cerca un consiglio:

Credo che questo sia allo stesso tempo un messaggio di sfogo e di richiesta di aiuto/consigli.

Tante volte mi è venuto in mente di scriverne, ma ho talmente tanta confusione in testa che non saprei neanche da dove partire.

Semplificando quindi all’estremo, altrimenti mi ritroverei a scrivere qui della mia vita intera, provo ad andare al dunque.

Mio figlio di 4 anni continua ad alzare le mani e a usare comportamenti di sfida.  Comportamento “normale” per la sue età? Forse. Ma il fatto è che accade senza una ragione apparente immediata. Ad esempio: stiamo giocando insieme e preso dal gioco comincia a picchiarmi. Oppure mentre mangiamo tutti tranquillamente ci guarda con una smorfia tra il soddisfatto e il turbato  e inizia a tirare il cibo a terra.

 Dal poco che riesco ad “autodiagnosticare” mi viene da pensare che non si senta visto, che qualcosa lo faccia contrariare e che non riesce a gestire questi impulsi.  Il problema è che lo fa in continuazione. Come se fosse diventato un comportamento automatico, o come se non riuscisse a farne a meno. E non so se è una mia lettura sbagliata o se sia veramente così, ma io ci vedo quasi un desiderio di ripicca. È un bambino estremamente sensibile e intelligente, e credo che questo suo usare le mani sia un atteggiamento difensivo. Credo di aver urtato terribilmente la sua sensibilità gestendo male situazioni in passato, in aggiunta al fatto che sembra viversi malissimo qualsiasi situazione in cui l’attenzione non è completamente su di lui e che ora, per farci capire quanto ha sofferto/soffre mette in campo tutti questi comportamenti.

Il problema è che io non ne posso più, mi sento completamente svuotata e incapace di dare, trovare le risorse per accogliere queste richieste continue di attenzioni mi sembra impossibile, perché è davvero un continuo!

Aggiungo che tutti i concetti dell’educazione a lungo termine mi erano già familiari, anche prima di rimanere incinta. Mi sono scontrata, e continuo a scontrarmi, con l’enorme differenza che c’è tra il credere in qualcosa e metterlo in pratica. Credo nel non urlare, ma sono cresciuta in una famiglia di urlatori, e l’urlo mi parte molto più spesso di quanto vorrei… credo profondamente nel non usare la violenza (in cui includo le urla) ma mi sono vista, come in un incubo, arrivare a dargli uno schiaffo… questo per dire che tanti concetti di come si può fare a fare diversamente li conosco, anche se ovviamente non riesco a metterli in pratica sempre come vorrei.  
Adesso mi sento in un abisso da cui non riesco ad uscire, non importa quante piccole vittorie e collaborazioni riusciamo ad avere ogni giorno, ogni volta che lo vedo cambiare faccia e cominciare ad alzare le mani, tirare oggetti, picchiare il cane  per qualcosa che gli frulla dentro e non per qualcosa che è successo in quel momento, mi vedo persa e non so come continuare

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Valentina    1 set 2024

Insegnante

Ciao Carolina 
Chiara ha risposto in modo eccellente analizzando molto bene la situazione a mio parere 
Vorrei contribuire ricordando che un bambino di 4 anni è in piena fase egocentrica, il suo cervello è immaturo, esprime com'è capace,anche il mal comportamento è una ricerca di attenzione 
Si capisce che sei stanca, è normale sentirsi ko quando sei la prima che ti punti il dito e ti giudichi non all'altezza delle tue aspettative 
Stai facendo quello che puoi con gli strumenti che hai nel luogo in cui sei 
Buon cammino sei una mamma in evoluzione , sei molto meglio di quello che pensi 

Giorgia    28 ago 2024

Ciao Carolina,
penso che Chiara sia stata davvero esauriente e che io possa dirti molto poco in più. Però volevo comunque risponderti intanto per dirti che sento tantissimo la tua fatica e ti mando un forte abbraccio nel tentativo di sollevarti un po' da tutto il peso che porti addosso. Stai facendo del tuo meglio ed è sicuramente difficilissimo riuscire a crescere queste creature mentre si tenta di crescere noi stessi per scrollarci di dosso tutto il bagaglio errato che ci è stato trasmesso dalle nostre famiglie di origine.

Nel tuo messaggio leggo tanta, tanta stanchezza e in primis anche io mi sento di dirti di tentare di ritagliarti del tempo solo per te e per ricaricarti... A me spesso basta questo per riuscire a gestire meglio Giada e le sue crisi!
Lei ad esempio per ora è in una fase in cui aaaaaama a cena rovesciare il bicchiere d'acqua sul tavolo/per terra e dopo aver avuto una reazione un po' più "accesa" da parte nostra, questo gioco è diventato il più divertente del mondo ed è anche divertente asciugare dopo aver bagnato tutto!!! 😅🫠🤯 Questo perché ho capito che i bimbi amano avere la nostra attenzione su di loro e anche il rimprovero o la nostra reazione frustrata per loro è un "WOOOW mamma e papà sono straconcentrati su di meeeee". Io mi rendo conto che ultimamente a sera arrivo molto stanca e a tavola sono distratta: o si parla di lavoro oppure ammetto alle volte di ritrovarmi a scrollare la home di instagram in attesa che Giada magari finisca di mangiare. Ecco, questo accende sicuramente in lei un campanello, vede che non ci sono "mentalmente" e ha scoperto che rovesciando l'acqua mi riesce a riacchiappare nella realtà!
Per questo come dice Chiara alle volte "ignorarli" è la soluzione (e non intendo lasciarli distruggere casa e noi continuare a farci i fatti nostri al telefono 😂), ma semplicemente non dare troppa attenzione ai loro comportamenti "negativi" ma piuttosto celebrare i comportamenti positivi.
È durissima, come dici tu un conto è la teoria ma la pratica è tutt'altra cosa! Ma sono sicura che riuscirai a trovare la tua strategia vincente. E se hai bisogno scrivimi/ci pure. Questa chiacchierata ha aiutato anche me, ad esempio! ❤️

Carolina    29 ago 2024

Ciao Giorgia,

grazie del tuo messaggio, leggere del vostro bicchiere d’acqua mi ha rincuorato. Mi sono resa conto che avevo cominciato a ingigantire cose che forse alla fine giganti non sono e che devo avere più pazienza e rispetto per le esigenze di un quattrenne che sono molto diverse dalle mie!

Come dicevo anche a Chiara questi due mesi estivi fill time a casa con me hanno avuto il loro peso e conto molto sul ritorno a scuola per ritrovare un po’ di equilibrio e serenità 

teacher copy
Chiara    27 ago 2024

Insegnante

Ciao Carolina,

Ti sono vicina: che momento difficile!  Quando non si sentono in se le forze per reagire e sperimentare delle soluzioni tutto diventa più pesante. Ho proprio ben presente questa sensazione e ti mando un abbraccio di supporto.

Tu riesci a prenderti del tempo di ricarica per te? È un tempo sufficiente? So che come genitori non sempre è possibile, ma appena puoi approfittane e pensa a fare qualcosa che sia una coccola o uno sfogo solo per te: così avrai più risorse interiori per affrontare le crisi... E anche per cambiare prospettiva sulle cose. Io da poco, ad esempio, ho iniziato a mettere le cuffie con musica tribale e ballo, in salotto, con Nora appena addormentata. Estremamente liberante! Ognuno trova le proprie attività rigeneranti.

Detto questo, mi sento di dirti che difficilmente il comportamento di tuo figlio può essere una specie di "ripicca" per comportamenti passati. I bambini di questa età vivono immersi nel presente. 

Più probabilmente si tratta di un suo bisogno attuale che non viene compensato e quindi gli crea frustrazione. 

Per scoprire qualcosa in più, ti consiglierei soprattutto di cominciare dall'osservare: provare ad annotare molto oggettivamente, per una settimana, il comportamento "difficile" e cosa succede subito prima e subito dopo. Poi cercare di capire se c'è uno schema (orario, parole tue o di altri, cacche, pipì, piccole frustrazioni, giochi agitati...). Magari trovi la chiave del problema!

Altrimenti o parallelamente, pensando ai bisogni di questa età, io sperimenterei qualcuna di queste cose:

* Farlo stare più tempo all'aperto, in un luogo dove possa esplorare liberamente 
* Com'è il suo linguaggio? Parla bene o potrebbe trattarsi di una frustrazione nell'essere capito?
* Sa dare un nome alle sue emozioni? Si potrebbe puntare sul tradurre le sue emozioni. Anche quelle positive come l'entusiasmo di giocare insieme. Spesso quando i bambini si sbloccano nel parlare delle emozioni, non hanno più bisogno di esprimerle fisicamente.
* Non stufarti di dirgli il tuo limite con molta chiarezza "non ti lascio darmi le sberle, non mi piace, mi fa male". Bloccalo pure fisicamente (con mano gentile). Poi togli i riflettori dalla cosa, per non dargli troppo peso. Invece, quando puoi, ringrazialo per comportamenti positivi e celebra insieme a lui i suoi successi.
* Proverei a mantenere il più possibile un clima di calma, ordine e routine in casa, per evitare di "caricarlo". Voci basse giochi tranquilli.
* Puntare ad avere un tempo di qualità insieme... Tipo di mezz'ora o un'ora, non per forza tutti i giorni..., con un'attività che lui ama e durante la quale gli dedichi totale attenzione e ascolto.
* Allenarlo ad non essere al centro dell'attenzione, un po' alla volta. Una cosa che funziona spesso è che tu ti metta a fare un lavoro attivo e discreto, magari in piedi, nella stessa stanza. Ad esempio puoi metterti a scrivere qualcosa, a spolverare, a rammendare... Cerca qualcosa che non attiri troppo la sua attenzione. Se richiede la tua in quel momento, chiarisci che stai facendo altro e che lui deve trovarsi un altro gioco e che lo ascolterai più tardi (poi fallo, ovviamente). Diminuisci anche tutte quelle situazioni che possano alimentare il suo essere al centro (fotografie in posa, chiederli di "fare vedere quello che sa fare"...).

Ecco, sono delle idee... Forse troppe! Ma probabilmente alcune o tutte le pratichi già 🤗. Spero che qualcosa possa tornarti utile.

Tienici aggiornati!! 🙏

Chiara

Carolina    29 ago 2024

Ciao Chiara,

Grazie del tuo messaggio super esaustivo!!! Non potevo chiedere di meglio!

Alcune delle strategie che suggerisci, in effetti, le conosco e le uso con regolarità, ma mi hai aiutato tanto a riflettere su quanto il problema sta forse nella mia aspettativa che certi comportamenti non ci siano/si risolvano rapidamente usando un approccio diverso da quello tradizionale. Per questo forse ero entrata nella spirale del senso di colpa e del “ho sbagliato tutto finora, la situazione è irrimediabile”. Mi riprometto di stare di più nel qui e ora e di osservare e comprendere prima di intervenire.

Sicuramente l’inizio della scuola mi aiuterà a ritrovare del tempo per me ed essere più serena. Ho visto che sei un’insegnante di asilo nel bosco, anche mio figlio ne frequenta uno, non vedo l’ora che riprenda!!!

teacher copy
Chiara    2 set 2024

Insegnante

Eh sì, benedetta scuola! 😅🤣

Comunque non so te, ma per me prendermi il tempo per osservare senza agire un po' mi stanca, ma riduce lo stress e soprattutto migliora l'umore di mia figlia e anche la nostra relazione.

Ci tengo a precisare che per me è difficilissimo fermarmi e osservare e basta! Ci sto ancora lavorando 😅

In bocca al lupo, Carolina! 
E buon inizio della scuola 🤗