Qual è il primo passo concreto per smettere di urlare? (gioco di comunità)
Team La Tela
Ciao telisti e teliste!
L'urlo è un comportamento con il quale molti genitori fanno tanta fatica: se sei uno di quelli, ti capisco! Ormai saprai che l'urlo è stata la mia più grande ruota, ma oggi posso dire di esserci davvero scesa.
Ho creato due lezioni sull'urlo e vorrei che facessimo un gioco di comunità insieme.
Questa è la prima lezione, una riflessione su come avviare il lavoro sull'urlo:
Dopo averla vista e PRIMA di guardare la seconda, ti invito a unirti a questo gioco e a rispondere a questa domanda nei commenti qui sotto:
Qual è, secondo te, il primissimo passo per smettere di urlare?
La mia risposta la trovi, poi, in questa seconda lezione:
Sto adorando le vostre risposte!
ciao sono Anna mamma di Emily, il primo passo è respirare e relativizzare, ma è estremamente difficile. Quando sale quel calore che ti fa dire che quella è la cosa da fare e va fatta in quei tempi.
Poi, pensare che le stesse cose si possono fare in un altro modo e che alla fine si ottiene di più con la dolcezza.A volte per me è lasciare andare mollare le regole, è arrivare in ritardo all’asilo piuttosto che non lavare i denti
Il primo passo per smettere di urlare è guardare i miei figli negli occhi ogni volta che lo faccio. Quegli sguardi mi perseguitano. E soprattutto noto che urlano tanto anche loro fra di loro e verso di me e non mi piace.
Il primo passo è decidere di non volerlo più fare perché non mi piaccio quando lo faccio e non voglio insegnare questo comportamento ai miei figli
Il primo passo è decidere che non vogliamo urlare, perché non funziona nell’immediato né a lungo termine.
Il secondo è respirare e mettere tempo in mezzo tra la loro azione e la nostra reazione.
La prima cosa per smettere di urlare è prendere atto che con l’urlo non si ottiene ciò che si vorrebbe, anzi probabilmente si crea solo più tensione tra sé e il proprio figlio. Il secondo passo è capire qual’è la condizione o situazione che ci porta ad alzare la voce e poi cercare una modalità che ci permetta di essere efficaci senza dover urlare.
Prendere consapevolezza che quando urlo oltre a non sopportare la mia voce non mi sento bene, come se sapessi che non aiuta nessuno, me in primis. Mi immagino anche di vedermi da esterna e di ricevere io stessa quell' urlo e l' immagine mi dà i brividi. Mi sento piccola e impotente di fronte a me stessa, figuriamoci come potrebbe sentirsi mio/a figlio/a!
imparare a gestire le mie emozioni , solo allora sapro' gestire quelle dei miei figli o del mio partner
La consapevolezza che con le urla si ottiene soltanto paura, non ascolto e non collaborazione. Le urla dividono
Io a volte lo trovo difficilissimo...non ascolta..ripeti,provi a dire gentilmente e con altre parole..a volte però quella cosa magari va proprio fatta..e niente..non ascolta..non fa..
Credo che il primo passo per smettere di urlare sia il non reagire immediatamente, fare un passo indietro e cercare di capire perché mio figlio non mi ascolta. Mettermi nei suoi panni in quella specifica situazione mi aiuterebbe ad essere più in connessione con lui emotivamente, e quindi probabilmente non mi farebbe esplodere urlando
Insegnante
Respirare e pensare: “ne vale veramente la pena?”
Non so se abbracci la filosofia del pensiero stoico, ma a me salva in molte circostanze 😊
Insegnante
Ciao! Sì sicuramente 😅🥰
Dunque per me il primo passo è provare a respirare, magari anche provare a canticchiare qualcosa sotto in modo da allontanare la tensione ed il nervosismo!!! Purtroppo a me capita quando sono stanca o alla mattina quando dobbiamo uscire e arrivo sempre in ritardo al lavoro!!
Il primo passo per me è riuscire a respirare e calmarsi..
Non sono sopraffatta e capita la sera quando sono stanca..capita la mattina all'alba,quando da sola devo preparare due gemelle di due anni e un bimbo di 5 anni, nello stesso momento preparare colazione e pranzo per la scuola..
per me è proprio difficile respirare in quel momento. Non so come fermarmi
Urlare è l'ultimo step che adotto nei confronti dei miei figli per cercare di farmi ascoltare. Però sempre di più mi ritorna come feedback che non serve proprio a nulla 😂, e poi subito dopo io mi sento anche peggio! Quindi credo che il primissimo step per fermare questa catena è quello di prendersi del tempo per se stessi , se io sto bene mio/a figlio/a sta bene! Questo è il mio motto! Solo che al giorno d'oggi con la società di oggi è sempre più difficile attuarlo...ma ce la faremo! Perché siamo migliori! 💪
Urlare per me significa cercare di interrompere qualcosa di ricorrente che deve assolutamente essere evitato. Allora per smettere inizio a pensare innanzitutto se è veramente importante intervenire o se posso lasciare correre e portare pazienza. Se è importante e non posso fare a meno di interrompere in qualche modo quel comportamento, provo a prevenirlo oppure cerco le cause a seconda della natura dell'episodio, consapevole che ci vuole tempo. Esempio: mio figlio sputa di continuo in risposta alle sfide, cerco le cause. Mio figlio bagna tutto il bagno per lavarsi le mani, vado ad aiutarlo. Difficilissimo tutto ciò. Ma questo è l'ordine mentale che mi sono data.
l'urlo è davvero un tallone d'achille per me. Mi è successo a volte di urlare in faccia ai miei bimbi (urlo proprio), osservarne l'espressione spaventata e sentirmi mortificata e allo stesso tempo soddisfatta: qualcuno mi stava vedendo. sono io nella mia fragilità di adulto e la rabbia della me bambina.
Quindi rispondo che per me è una necessità di essere vista, riconosciuta. e che quanto sto maturando grazie al percorso è che la risposta sono sempre io. Sono io che devo vedermi, acquisire consapevolezza, prendermi cura.
Quanto ti capisco Giulia! Anche per me è così, mi rendo conto che urlo soprattutto quando mio figlio non mi ascolta e "innesca" il mio bisogno di essere vista e ascoltata. Non voglio un soldatino che obbedisca ciecamente, ma alcune interazioni con i piccoli sono per forza di cose frustranti e purtroppo il modello che abbiamo interiorizzato è quello. E' vero che, anche se duole ammetterlo, c'è una parte di me che è "soddisfatta" perché ha ottenuto quello che voleva, però vedere la sua faccina spaventata, lo sguardo che cambia, l'energia nella stanza che si fa pesante... mi smuove un senso di colpa enorme. Credo di aver sempre riparato bene, ma quanto vorrei che non succedesse più! Grazie alla notifica del tuo commento, sono ritornata a questo post dell'anno scorso che forse non avevo visto, mi è (ahimé, ancora!) molto utile. Buon lavoro di crescita personale a noi! Grazie!
Smettere di urlare dopo che lo si è sempre fatto, che non si conosce l'alternativa, o bianco o nero, è davvero una sfida ardua per me. Sto capendo che nell'urlo, nel mio urlo, ci stanno dentro davvero un misto di emozioni, traumi della mia infanzia o adolescenza, i miei bisogni sempre più insoddisfatti.
Dunque smettere vorrebbe dire tornare a me stessa! Cercare di curare quelle ferite, perdonarmi per gli errori commessi, accogliere le mie emozioni (prima di riuscire ad accogliere quelle delle mie figlie); più in generale direi che per abbandonare l'urlo la
risposta sia la cura di sé!
Ambassador
Per me il primo passo è stato accorgermi di quando mi stava per succedere: tempo fa si innescava tutto in automatico e solo a cose fatte mi accorgevo di cosa era accaduto; gradualmente ho iniziato a esserne consapevole mentre lo stavo facendo; ultimamente sento l'urlo che sta scoppiettando dentro di me e, spesso, riesco a fare un respiro e scegliere di non urlare.
Sarò banale forse..accorgersi che si sta per urlare,farci caso e riuscire a fermarsi! Respirare,aspettare un attimo finché non si trova L alternativa
Accettare l'emozione della rabbia e della frustrazione, accettarla come parte di sé, ma non voglio ricadere nei momenti dell'infanzia, voglio essere diversa
Chiudo gli occhi 1 secondo,sospiro e mi ricordo che non sarà il volume della mia voce a risolvere la crisi in questione, anche se molto spesso non trovo un alternativa efficace.
Anche io chiudo gli occhi e sto provando a dire “sono l’adulto e posso controllarlo”
Il mio tallone di achille sono le continue sollecitazioni e i pianti come delle onde che vanno e vengono a volumi sempre diversi!
Sentirsi centrati
Imparare a non tenermi tutto dentro e continuare invece ad imparare ad esprimere volta per volta, con calma (respirando), ciò che innesca quello stato di disregolatezza in me…ammettere che è qualcosa che va a toccare delle ferite; capire che sono sovraccaricata e quindi imparare a chiedere aiuto; imparare a concedermi, perché me lo merito e non devo sempre e solo dare, del tempo per me!
Pensare che è inutile e dannoso.
Ma che fatica trattenersi
Ed allora respiro respiro.....
Sicuramente avere più tempo per se se stessi e anche per i figli nella gestione del tempo.. io mi ritrovo sempre a correre e urlo quasi sempre durante la preparazione nonostante cerco di ritagliarmi più tempo ancora non ci sono riuscita
Ascoltarci. Mi capita dopo aver urlato di riflettere sul perché l’ho fatto…il 99% delle volte l’ho fatto perché ero sovraccarica di stanchezza, emozioni, compiti, ecc.
Imparare a Respirare. Respirare dentro quella sensazione di bisogno di esplodere come una pentola a pressione. Perché sembra che nessuno mi ascolti, mi veda, mi aiuta.
Per me il primo passo per non urlare è respirare. Ci sono momenti in cui ci riesco e mi aiuta ad evitare di comunicare con le urla e a trovare un’altra via. Altri, ahimè, in cui sono meno attenta o più stanca, che mi portano ad urlare.
Insegnante
Ciao a tutti,
Per me è guardare mio figlio e vedere nei suoi occhi un'espressione che mi comunica sfiducia, delusione, paura.
Ciao a tutti! Il primo passo per non urlare, per me, è essere consapevoli che l'urlo non porta da nessuna parte! Anzi mi figlia sembra voler urlare più di me...
Ma è difficilissimo!! Una volta che parte è dura fermarlo!
Per me e per la fase di crescita di mio figlio (2 anni e un mese) penso che il primo passo stia nel ricordare a me stessa che sta vivendo i magnifici due e che ogni momento difficile per noi è in realtà un momento preziosissimo di sviluppo per lui, ma soprattutto ricordare che quando si innesca qualche crisi e tutto (anche l'uscire di casa) diventa estremamente difficile, quello che è davvero in un momento di difficoltà e che non ha gli strumenti per uscirne da solo senza essere accompagnato per mano, è proprio lui, il nostro bimbo. Guardarlo negli occhi e ricordarmi questo mi aiuta tantissimo! Ora sono davvero "curiosa" di leggere le due risposte di Carlotta!
Insegnante
Ciao a tutte e a tutti! Ormai hanno già detto tutto, ma mi piacciono le sfide🤣quindi vado anch'io prima di leggere le risposte. Io mi ripeto come un mantra "la mia calma è la sua/loro calma" (chissà chi lo dice🙃).Ma me lo devo ripetere molto prima di esplodere, se no ciaone. In realtà per non urlare dovremmo lavorare a priori, prendendoci del tempo per noi. Quando torno da un momento free, sono molto più rilassata e gestisco meglio le tensioni. Il problema è che è davvero complicato trovarsi questi momenti, soprattutto ora che è riniziata la "giostra" della scuola. Ce la possiamo fare, ce la faremo!
Team La Tela
Francesca, hai colto proprio l'idea del gioco: anche se è tutto svelato, è bello partecipare lo stesso! 💜