Preferiti dei bambini

Si oppone alla logopedia

24 luglio 2024
4 risposte
Martina cerca un consiglio:

Primo post

Ciao. È la prima volta che scrivo per chiedere aiuto e mai avrei pensato di chiederlo per quello che leggerete. Per farla breve mia figlia maggiore, tra i 6 e i 9 anni ha portato l’apparecchio ortodontico. Il nostro dentista, nel percorso, prevedeva due visite con un osteopata, il quale ci aveva suggerito di far vedere la bambina da un logopedista. 

Per qualche mese l'ho ritenuto inutile ed esagerato, non ne comprendevo la necessità: mia figlia parlava perfettamente e non aveva manifestato problemi del linguaggio, nemmeno quando aveva due apparecchi in contemporanea. Soltanto faceva rumore a mangiare, ma davo la colpa ai tre anni di apparecchio, al doversi abituare alla nuova bocca larga e libera.  Un anno fa anche la nonna mi ha fatto notare che la bambina “ biascicava” eccessivamente. 

Ho cercato su internet e ho capito perché era necessario un logopedista. A settembre 2023 abbiamo iniziato delle sedute settimanali con una logopedista favolosa. Ogni settimana mia figlia imparava un nuovo esercizio da ripetere 3 volte al giorno. All’inizio seguivo mia figlia ogni volta che faceva gli esercizi, poi ho dovuto smettere perché anche la sorella minore li voleva fare ed erano pericolosi per lei ( ad es tenere vicino al palato un mini elastico, che se andava in gola, la bambina piccola avrebbe rischiato il soffocamento). Ho parlato con la bambina maggiore, le ho dato fiducia, le ho spiegato che poteva farli da sola. Inoltre mia figlia era felice di fare da sola, in cameretta sua, con il suo specchio nuovo e la griglia dei giorni tutta decorata. Ogni settimana migliorava e la logopedista era entusiasta. 

Addirittura una compagna di classe di mia figlia aveva avuto la stessa problematica, si era rivolta alla stessa logopedista e aveva manifestato miglioramenti notevoli. Erano “ compagne di logo”. La logopedista ci aveva assicurato che in 6 mesi il problema sarebbe scomparso e sarebbero serviti dei semplici controlli un paio di volte all’anno. 

Dopo un paio di mesi mia figlia ha iniziato a mentire, a dirmi che gli esercizi li aveva fatti, mentre non era vero, a trovare scuse per saltare uno-due o tutti e tre gli esercizi giornalieri. Io ho iniziato a mettere il materiale per gli esercizi in una posizione particolare nella scatolina, così mi sarei accorta se li avesse usati o no. Anche la logopedista si è presto accorta della carenza di progressi. 

Ho parlato con la mamma della compagna di classe per chiedere un parere e lei mia ha risposto più o meno così: la logopedista costa 45€ a seduta, mica abbiamo i soldi da buttare; se mia figlia non fa gli esercizi sempre e per bene, se non presenta miglioramenti di settimana in settimana, io la meno. Le do degli scapaccioni che non ti dico.  Inutile dire che non era la soluzione per me. 

Il dialogo, le spiegazioni, la comprensione, non hanno portato a nulla. Semplicemente mia figlia non aveva più voglia di fare gli esercizi a casa. Ok andare mezz’ora alla settimana dalla logopedista, ma non potevo chiedere di più. Da lì, sono partite le solite paranoie mie, la ricerca di motivazioni a me sconosciute, osservazioni sulla possibile stanchezza per la scuola… Ne ho parlato con la logopedista, la quale ha proposto una pausa di qualche settimana. Alla ripresa delle sedute, non era cambiato nulla, anzi era peggiorato. A quel punto, stanca di buttare via denaro e scontrarmi con mia figlia, ho mollato. Le ho detto: affari tuoi, quando sarai grande sentirai le conseguenze in mal di collo, tensione alla mascella ecc..  

Il problema è che, a distanza di 3 mesi dal temine delle sedute, mia figlia non solo è tornata come prima, ma è peggiorata. Adesso tiene spesso la bocca semiaperta, con la lingua che spinge e batte nei denti inferiori, la lingua non ha la punta ma ha preso una forma tozza e arrotondata. Se è stanca e distratta le cade il cibo dalla bocca ( cosa che non faceva nemmeno a un anno).  Inoltre quando mangia fa un rumore davvero fastidioso, tanto che a volta accendo la tv per non sentirlo.  Le ho parlato, spiegato, l’ho pregata di tornare dalla logopedista, ho minacciato, urlato, usato la gentilezza e sono arrivata al punto di dirle che presto sarà oggetto di scherno degli amici se mangerà in questo modo. Lo so, ho sbagliato, ma non sapevo che fare. 

Da un paio di settimane ha anche iniziato a parlare male, a scandire in maniera errata alcune lettere, a causa di questa lingua sempre più molle e appoggiata in basso. La nonna mi ha detto proprio oggi che era a pranzo con noi, che occorreva intervenire perché talvolta non si capiscono alcune parole che la bambina dice. La cosa fa molto effetto perché ha 10 anni e mai, mai, mai, nemmeno da piccolissima, aveva pronunciato male le parole. Mia figlia nega, si offende, urla che non vuole rivedere la logopedista, ne lei, ne altri. 

Cosa posso fare? Mica posso portarla di peso o prenderla a schiaffi. Mica posso staccarle la lingua e portarla a farla curare. La logopedista collabora con una psicologa, quindi mi sono rivolta pure a lei. Per farla breve non ho ottenuto nulla. Chiedo a voi aiuto, esperienze o almeno un conforto per sentirmi meno una mamma incapace. Grazie. 

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Sara Mariottini    13 ago 2024

Team esteso

Ciao Martina,
Sono una logopedista che si occupa di una fascia di età diversa da quella da te menzionata ma in passato ho lavorato anche con i più grandi e in casi come quello della tua bambina. Confermo che il percorso Logopedico a volte sia davvero faticoso sia per i genitori che per i bambini. Noi logopediste cerchiamo di renderlo quanto possibile giocoso ma non sempre basta e le dinamiche in gioco possono essere tante e diverse da bambino a bambino.
Non conosco in profondità la vostra situazione per cui non mi sento di dare un consiglio preciso in merito ma solo offrirti la mia comprensione e un punto di vista esterno.
A volte, confrontandomi con altre colleghe e ai vari corsi di formazione, si è parlato di episodi in cui con alcuni bambini è capitato di interrompere il percorso e riproporlo più avanti (anche dopo 6 mesi/1 anno).
In quel tempo (lungo) la bambina potrebbe ricalibrare ciò che sta provando rispetto a questa situazione e magari anche aprirsi rispetto a ciò che è successo e al come mai non abbia voluto proseguire.
Potrebbero esserci passi indietro come raccontavi ma come avrai potuto constatare sono per la maggior parte dei casi situazioni che col giusto “allenamento Logopedico” si vanno a risolvere, ora o più avanti, quando possibile.
Continuare se la piccola non collabora e/o si oppone sarebbe a mio avviso controproducente.
Crescendo potreste procedere con un nuovo percorso ripartendo da zero con un animo e un’energia diversa.
Ipotizzerei anche la possibilità di cambiare professionista non perché quella attuale non sia o sia stata in grado di aiutarvi ma perché potrebbe essersi creato un circolo vizioso negativo in quell’ambiente per la bambina che non aiuta.
Staccare e resettare a volte aiuta.

Detto ciò sono sicura che tu stia già facendo il possibile per capire cosa sia giusto e capisco possa essere davvero molto difficile quindi ti abbraccio virtualmente🫂

Se vuoi aggiornarci mi farà piacere leggerti.

Sara 

Rosalba    31 lug 2024

Team La Tela

Martina cara, che fatica e frustrazione, ti abbraccio forte, fortissimo! 💜
No che non sei una mamma incapace, affatto. Come saggiamente dice in questi casi  Carlotta , sei una mamma che sta facendo (tanta) fatica in una situazione in cui chiaramente l'istinto ti chiede di aiutare la tua bimba per evitarle problemi di salute.

Però è pur vero che «non possiamo cambiare gli altri, ma (solo) noi stessi» vale anche con i nostri figli. Con questo non sto dicendo che devi «arrenderti» e non cercare una soluzione, ma solo spronarti a rifiatare un attimo, alleggerirti dicendo a te stessa che non stai sbagliando, stai facendo tanti tentativi, per adesso infruttuosi è vero, ma magari anche questa è solo una fase e tra qualche mese (o giorno, o settimana) troverai una soluzione.

Se hai provato (come immagino) a parlarle in un momento di calma (so che è difficile, soprattutto quando ci mentono, però prova a comunicare con lei senza giudizio): cosa ti ha dato come spiegazione della sua decisione di abbandonare la terapia? La trova noiosa/difficile o altro? Magari partendo da domande semplici, con cui le mostri solo la tua curiosità verso le sue emozioni e non la pressione del doverlo fare perché è necessario, potrebbero emergere degli spunti che ti aiuteranno a trovare una nuova soluzione.

E se le proponessi di starle accanto mentre fa gli esercizi, come facevi all'inizio? Non so quanto duri la sessione giornaliera di esercizi, ma potresti avere modo di farlo quando non sei da sola a casa così da far stare la sorella minore con tuo marito (o con qualcun altro)? O magari potresti spiegare all'altra tua bimba che questi esercizi è necessario che li faccia solo la sorella e che mentre li fate può starvi accanto ma senza «imitarla».

Martina    31 lug 2024

Insegnante

Rosalba grazie della tua risposta. Leggerla mi ha sollevata di morale. Proverò a mettere in atto i tuoi consigli. Con calma e comprensione , riprenderò l’argomento con la bambina. 

Rosalba    31 lug 2024

Team La Tela

Ne sono felice Martina, coraggio! 🤗
Ne approfitto anche per ricordarti che tra le meravigliose professioniste aiutanti su La Tela abbiamo anche la nostra logopedista del 💜:  Sara Mariottini