Preferiti dei bambini

Facciamo un gioco insieme? (Gestione della crisi andata male)

10 luglio 2024
24 risposte
Carlotta vuole partecipare alla comunità:

Team La Tela

Ciao telisti e teliste!

Ho appena pubblicato un nuovo aneddoto sul Percorso.

Percorso / Crisi
Quella volta che ho preso Oliver di peso e l'ho portato a casa
Storia di una crisi imprevedibile gestita malissimo (da me) e di come riparare dopo un errore ci dia la possibilità di trasformare l'errore in apprendimento.

L'ho ritrovato nelle mie note e ho pensato che potesse essere perfetto non solo per mostrare una gestione (in questo caso non buonissima) della crisi, ma anche per fare un gioco/esercizio insieme.

Vorrei che leggeste l'aneddoto e rispondeste a questa domanda:

Qual è stato il mio primo errore?   

Osservare le situazioni con oggettività e analizzare gli errori è uno dei miei strumenti preferiti del mio percorso della genitorialità (e dell'evoluzione): mi permette di creare copioni e visualizzare la mia reazione per la prossima volta che una situazione simile si presenterà.

La parola a voi. Lunedì tornerò qui e vi dirò la mia risposta. 💜  

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Stefania    14 ago 2024

Grazie Carlotta per il "gioco" e per la tua risposta. Credo che quando si inizia questo percorso sia fondamentale avere supporto su come fissare i limiti. Io, per esempio, voglio davvero seguire l'educazione a lungo termine, ma a volte non so conciliare l'accoglienza della crisi all'"imposizione" del limite. Dici che va cambiato il capolinea ma fatico a trovare quello che funziona per noi. 

Carlotta    17 lug 2024

Team La Tela

Eccomi! La connessione, il tempo e l'umore non hanno collaborato negli ultimi 2 giorni, quindi arrivo da voi solo oggi: grazie per la vostra pazienza!

Ho registrato la risposta in formato audio così, per chi arriva dopo e vuole, può comunque leggere tutti i commenti e magari anche partecipare prima di ascoltarmi: sì, ti invito a partecipare al gioco e scrivere quale pensi sia stato il mio errore anche se puoi già andare ad ascoltare la mia risposta, perché pensarci, analizzare e prendersi il tempo di metterlo nero su bianco è un esercizio in sé. Grazie a chi ha scelto di farlo insieme a me.

Ecco la mia risposta:

Se hai domande o dubbi, inoltre, non esitare a dirmelo: se vedo che è necessario e utile, possiamo fare una diretta per i chiarimenti. 

Elisa    17 lug 2024

Ciao Carlotta, intanto grazie. Devo ammettere che questo è uno degli aspetti su cui più faccio difficoltà a migliorare, perché spesso non riesco a non far notare ai miei figli che la loro crisi in qualche modo mi ha infastidita. Non tanto nelle parole, ma più che altro nei movimenti, che mi accorgo diventano più rigidi e meno fluidi. 
Per ora non ho nessun'altra riflessione da fare a riguardo. Vorrei però dire che ho trovato molto interessante questo tipo di esercizio, in cui ognuno è libero di condividere la propria analisi e confrontarla con quella delle altre persone. Secondo me sarebbe davvero una bella opportunità fare diventare questo tipo di esercizio un appuntamento fisso (uno al mese?), perché credo che in questo modo si possano acquisire dei buoni strumenti per analizzare anche le proprie situazioni. Lo so, lo so, che siete già pieni di cose da fare, ma credo sarebbe davvero una cosa interessante 😉 in ogni caso grazie! 

Carlotta    18 lug 2024

Team La Tela

Mi sembra davvero una bella idea renderlo un appuntamento (più) fisso! 

maria c.    24 lug 2024

Grazie Carlotta come sempre per la tua visione,
ascoltandoti mi sono ritrovata a pensare ai tanti momenti di gestione della crescita di Emma nei quali non ho fatto il capitano della barca ma ho continuato a cercare un compromesso esaurendo totalmente le mie energie e la mia possibilità di accompagnare le crisi con la calma necessaria.
Farò tesoro di questo prezioso esercizio che ci hai regalato perchè mi ha permesso di apprendere un processo e farlo mio. 
Penso sia una risorsa preziosa nella tela questo appuntamento...davvero grazie 

Giulia B.    16 lug 2024

La situazione che descrivi è veramente comune a tutti quindi intanto grazie per questo "gioco" perché è un bel modo di confrontarsi nei commenti sulla gestione o meglio prevenzione della crisi! 
Penso che il primo errore potrebbe essere stato l'essere andata tu a prendere Oliver a scuola se eri così esausta, però se non avevi altre persone che potevano farlo per te quella volta può anche capitare di mettersi in situazioni che sappiamo già essere potenzialmente "rischiose" per noi e per la nostra capacità di mantenere la calma. Quindi se non vogliamo considerare questo un errore, nella descrizione della situazione che hai fatto mi sembra che manchi un'attenzione a Oliver e a quello di cui aveva bisogno in quel momento, avendo intuito che la sua reazione era stata insolitamente molto "esagerata" da subito avresti potuto chiedere come si sentisse, se fosse successo qualcosa che lo aveva turbato quel giorno. Ma dici anche che non accettava parole, quindi semplicemente forse questo non potevi farlo. In questi casi con mia figlia non resta che intuire da sola che c'è qualcosa che non va (come un'eccessiva stanchezza) e una volta passato l'uragano della non lucidità del coccodrillo, posso anche cambiare quello che le avevo detto inizialmente se la reputo una strada migliore. Intendo che vedendo quanto era turbato e mettendo sulla bilancia la sua agitazione e la tua stanchezza, forse si poteva valutare di cambiare idea e andare al parco se fare dell'attività lì lo avrebbe fatto stare meglio? Anche perché una cosa che mi viene da pensare è che ad esempio quando mia figlia è così agitata stare in casa è quasi sempre la cosa peggiore, quindi anche in casa non avresti potuto prenderti quei 15/20 minuti di riposo che avevi immaginato. Ecco scrivendo scorgo l'errore più evidente secondo me: aver fatto dei piani nella propria mente da adulto e volerli rispettare senza fare i conti con il bambino che abbiamo di fronte e soprattutto con il suo stato in quel momento. Quel giorno se Oliver era già disregolato (o comunque molto vicino a esserlo) sarebbe esploso comunque, che fosse a causa del parco o della merenda "sbagliata" proposta a casa. Il tuo piano di riposo non era attuabile, l'unico modo per essere certa di avere quel riposo sarebbe stato delegare altri al posto tuo per andare a prenderlo, ma se questo non era fattibile quel giorno l'unica soluzione era fare i conti tra quello che tu e Oliver eravate capaci di offrire l'un l'altra in quel momento. E è quello che avete fatto, anche sbagliando. Ma poi riparando.

Insomma non lo so se ho risposto o ho solo vagato coi pensieri, ci tengo solo a far notare che è la seconda volta che rispondo qui nel forum. Mi fa sorridere come l'idea di un gioco in cui si scorge una "gara" a trovare la risposta giusta mi abbia subito catturato. Siamo cresciuti in tanti con l'idea del "gioco" come "chi è il più bravo?". Ma sono sicura che qui di risposte giuste non ce ne erano, o meglio ognuno ha trovato la sua perché, come ho detto all'inizio, in questo aneddoto c'è ognuno e ognuna di noi!

Carlotta    17 lug 2024

Team La Tela

Esatto Giulia! Non c’è davvero una risposta giusta o sbagliata: c’è l’osservazione della persona e delle emozioni, ogni situazione è diversa. C’è però un errore comune che secondo me facciamo spesso, senza accorgercene e perché a volte confondiamo i principi dell’educazione a lungo termine: lo trovi nel vocale. 💜 

Sara    15 lug 2024

Non vedo l'ora di leggere la risposta perché è una situazione che mi si ripropone spesso (ho due bambine di 4 anni, una delle quali credo sia ad alta sensibilità). Non so di preciso quale sia stato il primo errore ma è un periodo in cui sto ragionando sulla percezione del tempo, che non è come quella dell' adulto..penso che c'entri questo. Forse quando chiedono di fare qualcosa che non può essere accolto nell' immediato bisognerebbe rispondere con l'evento che avviene prima. Per intenderci "andiamo al parco?" Risposta: "adesso passiamo da casa"..non so. Grazie.

Giulia    13 lug 2024

Ciao Carlotta e ciao telisti,grazie per aver condiviso questo avvenimento perchè succede molto spesso anche qui. Secondo me l errore e stato Dar troppo peso a quella signora in una situazione gia stressante.Io penso che mio figlio sia stanco all uscita da scuola e cerchi un qualsiasi pretesto dove sa che dirò di no per sfogarsi..o continua a dire una cosa dietro l altra finché a qualcosa cedo..partendo dall edicola al cioccolatino al parco e chi più ne ha più ne metta.con mio figlio non serve a nulla spiegargli (ho già provato più volte),più parlo più continua a dire urlando la stessa cosa anche se gli ho detto che stiamo andando al parco (come e successo a te). Qui funziona sedersi in quel disagio (che in quel momento è il mio) e aspettare..la crisi non esplode perchè non ha fuoco,e lo vedo stare meglio dopo poco. Ditemi anche voi se qualcuno ha trovato la mia stessa soluzione. Scusate se mi sono lasciata prendere la mano scrivendo

Lucia    12 lug 2024

Ciao Carlotta, e grazie mille di queste condivisioni così dettagliate che mi fanno sentire meno sola. 
Penso che il tuo primo errore sia stato quello di accogliere apparentemente una richiesta che non volevi/potevi accogliere in quel momento. Una volta a casa avresti potuto, dopo esserti riposata, proporre di uscire e andare al parco. Non si può versare da una caraffa vuota (cit.)! 
Ciao ciao 

Gabriella Ricciardelli    11 lug 2024

Ciao Carlotta e ciao telist*,
che grande condivisione...a me ultimamente sta capitando spesso di sentirmi vicina al mio limite e so  esattamente perché: non mi sto prendendo cura di me! Ecco quindi che credo che forse il primo errore sia stato cara carlotta non riconoscere quel bisogno e non esserti dedicata, prima di andare a prendere i bambini, quel "me time" che spesso fa sentire noi mamme scomode ed "egoiste" ma che in realtà è l'unica opzione che abbiamo per ricaricare le batterie e riuscire a gestire i coccodrilli (nostri e altrui 😉)...
Impaziente di leggerti lunedì
Sempre grazie

Monica    11 lug 2024

Ciao a tutti/i e grazie Carlotta per questa condivisione. Forse mi viene in mente che avresti potuto rispondere alla sua richiesta dicendogli che ci sareste andati più tardi, magari aggiungendo che se ti aiuta ( anche portando una delle tue borse perché hai bisogno della sua forza!....in modo simbolico) riuscite ad arrivare prima a casa e ad aver piu tempo per il parco. Io a volte lo distraggo (senza raccontare bugie) magari gli racconto di qualcosa che ho visto poco fa o che mi è successo a lavoro o in macchina, cercando così di farlo incuriosire e proseguire sulla strada di casa. Con il mio bambino di 3 anni funziona. Chiaramente sono suggerimenti fatti a mente fredda e scritti come mi sono venuti! 🤗

maria c.    11 lug 2024

Ciao a tutte/i grazie per le vostre condivisioni che sono sempre così nutrienti, e grazie a Carlotta. 
Per rispondere alla tua domanda forse il primo errore che mi viene in mente è stato rispondere ai consigli della signora che penso abbia ulteriormente alimentato il tuo coccodrillo, prosciugato le tue energie, tolto concentrazione sulla crisi da risolvere. Troppo aggressivo rispondere al primo consiglio: “signora la ringrazio del consiglio ma so cosa fare con mio figlio” 
??

Camilla    11 lug 2024

Salve a tutti e grazie per la condivisione. è la prima volta che partecipo ad una conversazione così (sono entrata da poco nella tela), quindi spero di non sbagliare.
Ho una bimba di due anni e purtroppo mi è capitato un paio di volte di doverla prendere di peso perché non riuscivo a convincerla in alcun modo, una situazione simile a quella che descrive Carlotta. In quei momenti io mi sono sentita malissimo, già mentre lo facevo perché mi rendevo conto di sbagliare, ma dovevamo andare, non avevo altro tempo causa impegni di lavoro e non trovavo strumenti diversi. In casi come quello,  provo a parlarle, abbassandomi e a proporle delle alternative che magari la invoglino a lasciare la cosa che deve interrompere. Spesso funziona (e le prime volte mi stupivo anche di come, situazioni poche settimane prima ingestibili, diventavano così molto più lisce semplicemente proponendo alternative senza fissarmi sul dobbiamo andare, ma invogliandola con qualcosa che l'aspettava facendo ciò che le chiedevo) ma ci sono casi in cui proprio non c'è verso. In quei casi non so come comportarmi: prenderla di peso non è un'opzione che vorrei, ma se devo proprio andare cosa fare? Un po' come quando siamo a passeggio e non c'è modo di farle dare la mano. Prendergliela di forza è una cosa che trovo una forzatura e pure inutile, tanto poi cerca di divincolarsi tutto il tempo. A volte funziona dirle di spingere il passeggino, ma non è sempre così efficace. Ma certe volte, a due anni, lasciarla camminare in mezzo al una piazza dove passano le auto non è possibile. Non so se qui si possono chiedere consigli, ma se ne avete sono ben accetti. 
Scusate il lungo messaggio e grazie per avermi letta

maria c.    11 lug 2024

Cara Camilla, 
un piccolo consiglio per attraversare la strada e’ proporle una alternativa alla tua mano, tipo attaccarsi a un laccio della tua borsa o del tuo zaino proponendolo magari come un gioco tipo ora ti va di fare il trenino e di attaccarti qui?
Un abbraccio 

Alessandra    11 lug 2024

Noi se siamo in zona pedonale lasciamo passeggiare senza mano. Se c’è da attraversare urliamo (nel senso delle fine della marcia non per rimrpverare) “STOOOOOP. E lui si ferma. Ci siamo meravigliati ed eravamo orgogliosi. Si ferma alle strisce e poi procediamo insieme. Prova a fare delle prove dicendo (o urlando 😅😅) STOOP 

Carlotta    12 lug 2024

Team La Tela

Camilla, sentiti libera di rispondere come ti senti: è uno spazio sicuro. Se scrivi qualcosa che non rientra nelle linee guida noi ti aiutiamo a notarlo e rettificarlo 💜 Concordo con chi ti ha risposto (ma che bella comunità è questa? 😍): anche io lascerei passeggiare senza mano e mi concentrerei a insegnare a fermarsi alle strisce (1 regola), poi si può anche attraversare senza mano. Al resto risponderò quando vi svelerò il mio primo errore. Se ti va di partecipare al gioco (non è obbligatorio), scrivimi quale è stato secondo te il mio primo errore nell’aneddoto che ho raccontato 😊 

Camilla    12 lug 2024

Grazie a tutte per le risposte. Proverò a mettere in pratica i consigli. Ovviamente, avendo neanche 2 anni, la paura è che non mi ascolti e attraversi. Le abbiamo insegnato a mettersi a bordo quando sente un'auto e in maniera quasi immediata lo ha assimilato, dice bordo e si mette al lato della strada. Il punto è che a volte va da quello opposto, rischiando quindi di finire sotto l'auto🫣. Mentre quando corre è difficile far valere il fermati, ma proverò con l'idea dello stop tipo marcia, magari mettendola sul gioco capisce meglio. Grazie ancora

Valentina Lamonaca    11 lug 2024

Ambassador

Grazie Carlotta per la tua condivisione.
Purtroppo succede spesso di non fare del proprio meglio nonostante tutta la teoria che anch'io sto apprendendo grazie a te.
Troppo spesso quel calice è pieno ed i momenti per non arrivare al limite non sempre sono possibili ma ce la si può fare.
L' errore del "prendere di peso" mi è capitato tante volte quando i miei figli di otto e quattro anni erano più piccoli.
Oggi, riesco a gestire meglio le situazioni della genitorialità e condivido con gli altri telisti/e che descrivere e spiegare in maniera preventiva ciò che accadrà dopo, aiuta e mi ha aiutata molto.
Purtroppo riconosco che con mio figlio più piccolo forse sto dando il meglio della mio essere genitore.
Non possedevo gli strumenti che possiedo oggi, ma non è mai troppo tardi, come tu ci insegni.
Un caro saluto 💜

Ilaria    11 lug 2024

Grazie per la condivisione..! Tanta accoglienza e tanta empatia per la situazione raccontata.
Mi piace condividere un mio pensiero sul ‘prendere di peso’ : so che è una modalità da evitare e poco rispettosa per i bambini ma in alcuni casi limite (ad es. in metro, sul ciglio della strada, in chiesa, etc) non c’è il modo o il tempo di sederci per terra e stare con loro ‘sulla panchina del disagio’. Per me sta funzionando tanto l’indicazione di avvisare prima di farlo: “ora ti prenderò in braccio perché dobbiamo proprio spostarci di qui” e anche il farlo con gentilezza e con un tocco delicato , anziché con stizza come mi capitava di fare in modalità automatica. La reazione che hanno i miei bimbi è completamente diversa e probabilmente si sentono molto più rispettati e compresi nonostante sia un momento critico. Un caro saluto 🫂 

Alessandra    10 lug 2024

Praticamente è questa la mia fase! 
A leggerlo sento proprio quell’aggrovigliarsi delle budella quando pur dicendo loro “si ti accontento” ancora non basta! E lì davvero ti cadono le braccia. 
Comunque, anche io penso che se si fosse spiegato ad Oliver occhi negli occhi che era necessario passare per casa per un’esigenza della mamma, oppure spiegargli che sì era possibile andare al parco ma dopo aver fatto merenda a casa (riempendo il loro tempo e creando spazio x noi) probabilmente sarebbe andata diversamente.

Ma.. come ho detto all’inizio: questa è la fase che sto vivendo ADESSO quindi la mia risposta reale è che i bimbi sono stanchi all’uscita di scuola.. e chissà se Oliver avesse davvero voglia del parco o solo di “provocare” mamma per scaricare tensione accumulata a scuola!? 
Grazie di tutto Carlotta 🍀

Milena    10 lug 2024

Ciao Carlotta,grazie. Ho ancora la pelle d' oca perchè il mio 2023 è stato tutto così,mi viene solo da piangere.
La teoria grazie a te la conosco bene anche io e non vedo l'ora di leggerti lunedì e condivido anche il pensiero di Elisa ma... siamo umani,no? Siamo umani e NON tutti i bambini reagiscono così. Tutte le case sono in fiamme ma NON tutti i bambini riescono a " sfidarci" così ( che poi lo so che non ci sfidano ma ci siamo capite 🙃),non tutti sono cosi determinati ed intransigenti ( non li etichetto non " sono" ma " si comportano") , il mio primo per esempio. Ed è difficile, tremendamente più difficile ed in queste situazioni sembra che tutta la teoria non aiuti, non nel breve termine per lo meno ( ed infatti ha un altro nome quello che facciamo qui ).
Il mio commento è confuso ma al di là dei nostri erorri vorrei mandare un abbraccio a te e a tutti quei genitori che devono affrontare queste difficoltà.

Elisa    10 lug 2024

Ciao Carlotta e ciao Telisti, per prima cosa grazie come al solito per la condivisione. Credo che chiunque si sia immedesimato in questo racconto e abbia anche sorriso a mente fredda a pensare al fatto che è proprio vero che "quando piove diluvia" 😂 
Io credo che l'errore sia stato nel non dedicarti del tempo esclusivo prima di andare a prendere i bimbi a scuola, sapendo per altro che la tua fatica e frustrazione era già ad un livello elevato. Io questa cosa l'ho imparata grazie a mio marito, ovvero finito il lavoro non andare subito a prendere i bimbi (a meno che non sia proprio proprio necessario), ma prendersi quei 10 minuti di "riposo" per se stessi, anche una canzone in macchina o una passeggiata più lunga attorno al nido prima di entrare. 

Sara    10 lug 2024

Ciao! Secondo me lo scoppio di crisi iniziale potrebbe essere un segnale che Oliver non era stato preparato prima al fatto che tu avevi bisogno di andare a casa a riposare. Se glielo avessi comunicato appena l’hai visto a scuola forse avrebbe avuto il tempo per elaborare anche il tuo bisogno. 

Volevo aggiungere che questo racconto mi ha colpito tanto, avevo le lacrime quando leggevo di come hai deciso di riparare. Faccio ancora tanta fatica a riparare, devo esercitarmi con questo ottimo copione!