Preferiti dei bambini

Collaborare in casa

9 luglio 2024
11 risposte
Erica R. cerca un consiglio:

Primo post

Ciao a tutte/i!
E' la prima volta che scrivo :-) 

Ho 2 figli di 9 e 6 anni... e un marito anche :-D
Siamo in generale piuttosto disordinati come persone e come famiglia, e ultimamente, intendo negli ultimi 2 anni circa, complice sicuramente un aumento del volume di oggetti in casa (scuola, nuovi giochi e i vecchi non si vogliono eliminare, cose successe che mi portano via del tempo che non posso destinare al menage familiare), vivo male questa cosa, mi crea molto nervoso e però non la gestisco nella maniera giusta... cioè una volta ogni tot sbrocco (a parole) e non ce n'è per nessuno.
Mi rendo perfettamente conto che non è la maniera giusta di affrontare il problema, devo lavorare su me stessa per evitare di arrivare a questo punto... ma nel contempo rifletto, e penso a quali soluzioni pratiche potrei mettere in atto per avviare e invogliare a una collaborazione effettiva in casa.
Avete qualche suggerimento pratico per coinvolgere i bambini nella collaborazione in casa? Io stavo pensando di fare un cartellone con un semplice elenco di lavoretti per loro fattibili, tipo "preparo la tavola", "passo l'aspirapolvere in soggiorno", "piego i miei vestiti"... questo perchè loro possano più facilmente individuare quali sono i lavori che potrebbero fare. Non vorrei però che questo elenco poi venisse vissuto come una sorta di obbligo, oppure come una competizione... insomma, non so bene se è uno strumento che potrebbe funzionare, e nel caso come proporlo. Avete esperienze/idee per aiutarmi a capire meglio?

Sulla gestione invece degli oggetti da eliminare, ho letto qualcosa ma siamo in difficoltà perchè qui non si butterebbe nemmeno un moncone di matita (parlo dei piccoli di casa).

Ad ogni modo, sono pronta ad accogliere qualsiasi consiglio sul tema lavori domestici! Vorrei davvero che questo aspetto della nostra famiglia e casa funzionasse meglio, perciò eccomi qua!

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Miriam    21 ott 2024

Team La Tela

Ciao a tutte, leggo oggi questo post e i commenti e diverse cose potrei averle scritte io. Anche qui la pulizia e l'ordine in casa sono un gran problema che vivo con stress e senso di inadeguatezza. Non ho grandi strategie da suggerire se non un ragionamento che ho fatto ieri osservando le mie figlie.
Mi sono abituata a chiedere loro collaborazione immaginando delle azioni collegate alla loro età o capacità. Ragionavo così: chiedo loro una piccola collaborazione, magari mettere via i loro panni già piegati da me, o riordinare i giochi usati. Piano piano gli chiederò cose sempre più impegnative, lunghe o difficili. In realtà questo non funziona praticamente mai, anche l'aiuto più piccolo è vissuto come un peso e una fatica estrema. 
A un certo punto ieri mi sono chiesta, ma se al posto di chiedere loro cose facili e veloci, visto che sono piccole, chiedessi loro di far cose difficili, puntando sulla loro voglia di indipendenza, sentirsi grandi e capaci? Per le mie figlie ieri è stato mettere via i piatti e le stoviglie da sole, anche quelli in alto per cui c'era bisogno di una sedia. Per bambini più grandi potrebbe essere cucinare in totale autonomia? Magari partendo proprio dal: cosa vuoi cucinare? Fai una lista della spesa o fai proprio tu la spesa in autonomia. Poi ci fidiamo un po di quello che fanno, a modo loro. 
Lo spunto è soltanto questo e so bene che non è risolutivo, ma magari partendo da questo ragionamento ne vengono fuori altri utili. 
Intanto vi abbraccio tutte, faccio il tifo per voi (che mi piace quando me lo dice Carlotta) ma faccio il tifo anche per me che ne ho bisogno in questo ambito 🙈

Martina    19 ott 2024

Insegnante

Carissimi telisti, tiro fuori di nuovo questo post per aggiornarvi su una prosecuzione del disagio che vivevo. Eravamo rimasti che, nonostante ogni strategia e tentativo, le mie figlie non collaboravano in casa. Funzionava solo, per un paio di ore, se urlavo e uscivo dai gangheri. Siccome non sapevo più come fare, ho mollato la presa e ho smesso di fare qualsiasi richiesta. Ho imparato ad ammazzarmi e fare tutto da sola.  Di recente però sono stata operata. La ripresa è difficile, non ho energie e trascorro l’80 per cento delle mie giornate a letto. Il mio compagno e la nonna fanno l’impossibile, ma in due non riescono a sopperire a tutto quello che prima ero in grado di fare da sola. Credo che la colpa sia anche mia, dato che ero quella che faceva tutto per le bambine e gestiva tutto in casa. Rapidamente la mia mancanza si è fatta notare. Ad esempio la bambina grande si è presentata a scuola impreparata nello studio, in palestra con abbigliamento non idoneo…. Per non parlare della cura dell’igiene personale. Alle bambine ho chiesto collaborazione, un minimo di attenzione. Ad esempio lasciare meno cose in giro, riporre i propri vestiti negli armadi dopo che nonna li ha lavati, riempirsi da sole le borracce per la scuola, togliere il bucato dalla lavatrice e metterlo nell’ asciugatrice ( che è facilissima da usare e ho pre impostato affinché debbano solo premere accensione e start). Ecco il problema: le bambine non fanno assolutamente nulla. Anzi, mi pare siano peggiorate. La piccola pensa solo a giocare e buttare in giro giochi, colori, libri e chiede costantemente la tv. La grande mi risponde male e mi tratta come se io avessi pretese assurde, asserendo che lei è stanca e non sopporta tutte queste richieste da parte mia.  Dopo scenate e parole molto forti, ero esausta. Una signora in ospedale mi ha detto “ io con mio figlio di 9 anni ho fatto così: ho finto di avere assunto una signora delle pulizie. Ogni volta che mio figlio non collaborava in casa, fingevo di aver dato 10-20-30€ alla signora per fare le cose al posto suo. Ogni volta che mio figlio mi chiedeva un gioco, un pranzo fuori, gli dicevo che avevo finito i soldi perché avevo pagato la signora. Questa estate gli ho detto che non avevo i soldi per mandarlo ai centri estivi perché avevo speso quel budget per la signora che metteva in ordine. Gli ho spiegato che far venire una signora a casa per 4 ore, per fare cose che poteva tranquillamente fare lui, a 9 anni, una domenica mattina, costava quanto un anno di abbonamento al suo giornale preferito”. Insomma, avete capito. Io sono perplessa, non so cosa fare. Chiedo a voi consiglio. Mi vergogno anche a raccontare di avere due figlie così menefreghiste, dato che ci sforziamo tanto per crescerle con sani valori. 

Erica R.    22 ott 2024

Ciao Martina, ho letto il tuo post e ti vorrei abbracciare forte. Coraggio, non abbatterti! Mi spiace per la tua situazione di salute, spero tu possa riprenderti al meglio.
Forse le bambine risentono anche, emotivamente, della tua situazione, e in qualche modo reagiscono così... magari è un modo per manifestare la loro preoccupazione di non avere più una mamma forte e solida come fino a prima eri stata.
Sul consiglio della signora in ospedale sono scettica, non mi piace ingannare o manipolare i bambini... tornassi indietro non racconterei nemmeno più la storia di Babbo Natale o della fatina dei dentini, per dire... credo che la sincerità alla fine sia sempre la miglior scelta, anche se può sembrare la più difficile. Magari il consiglio della signora funzionerebbe (magari anche no) ma aprirebbe la strada a meccanismi ben più subdoli e sbagliati nella relazione con i figli, che io eviterei.
Non ho grandi consigli da darti sulla questione pulizie, figurati, ho aperto io il post! :-D forse ti sentiresti meglio a fare semplicemente un gran sospiro e "lasciare andare"... hai la tua salute a cui pensare ora, il resto (le pulizie e l'ordine intendo) vada come vada...
perdonami se non ho consigli migliori da darti!
Ti abbraccio forte e ti auguro con tutto il cuore di riprenderti!

Valentina    1 set 2024

Insegnante

Ciao Erica ti capisco la gestione della casa è complicata! 
Anche a me mette ansia quando c'è molto disordine e noto che anche mio figlio va in crisi quando chiedo di mettere ordine e c'è troppa roba in giro. 
Per noi funziona avere meno roba, aiutare i bambini nello scegliere quello che è necessario, e controllando il flusso della roba che entra in casa . Credo fermamente che l'esempio sia il miglior insegnamento sempre inizia a fare declittering nelle tue cose, se vuoi puoi acquistare il libro " solo cose belle" ti può aiutare nel farlo 
Altra cosa utile è che ogni oggetto abbia un suo posto che tutta la famiglia conosce , per esempio nei giochi a casa nostra la regola è che non si tira fuori un gioco nuovo se non si mette a posto quello che non si usa più, altrimenti la psicomotricista ci aveva anche consigliato una cesta del " dopo " dove mettere i giochi usati e riordinarli alla fine ma lo trovo più caotico 
Altra cosa è comunicare alla famiglia come ti senti in modo oggettivo " vedo che ci sono molte cose in giro in disordine in questa casa , mi sento nervosa e sopraffatta non mi piace ,una casa così disordinata , chiedo che ognuno lasci i luoghi comuni in ordine " o qualcosa di simile( c'era un copione nel libro le parole sono finestre oppure muri ) 
Ricordo di aver letto che le tappe del riordino sono 
Quando sono molto piccoli ti riordini e loro guardano 
Poi tu riordini e loro ti aiutano 
Loro riordinano e tu li aiuti 
Riordinano in autonomia 

Spero che qualcosa possa esserti utile 
Buon lavoro 

Erica R.    2 set 2024

Grazie, sono consigli preziosi!
Sul decluttering sono assolutamente d'accordo, io provengo da una famiglia accumulatrice e io stessa lo sono stata per molti anni, ora negli ultimi anni per una serie di cose sono molto cambiata e ho imparato/sto imparando a non tenere tutto, e a buttare molte cose. Leggerò il libro sicuramente!
"Purtroppo" mi sono nati dei figli che invece terrebbero anche l'ultimo dei foglietti di carta scarabocchiati 😅, e perciò anche su questo lato si fa faticaaaaaa....

Martina    22 lug 2024

Insegnante

Cara Erica, con la tua questione hai toccato un mio tasto dolente. Dolentissimo direi… Posso raccontarti la mia esperienza? Non ho consigli o soluzioni, quindi non so se posso solo sfogarmi sulla questione anche io.

Erica R.    4 ago 2024

Ciao Martina, certo ci mancherebbe! 
Anzi, condividere aiuta sempre, chi racconta e chi ascolta :-)

Martina    5 ago 2024

Insegnante

Voglio condividere con te e la comunità la mia esperienza, personale, con errori e tratti di educazione tradizionale che riemergono. mi piacciono ordine e pulizia, ma non mi piace trascorrere le mie giornate a pulire. Vedo account sui social di persone che trovano soddisfazione e gioia nel rigirare la casa e strusciare ogni angolo. Ecco, io non sono così. Quindi la soluzione,per me, è quella di mantenere in ordine via via, pulire via via, eliminare il superfluo ( ossia non accumulare). Ci sono tre cose sulle quali non transigo: non mi piace la montagna di vestiti puzzolenti da lavare nel cestone, i sanitari del bagno li pulisco almeno a giorni alterni, non lasciare stoviglie sporche prima di andare a dormire. Nota personale: non ho mai sopportato le case sporche o tenute male. Andare a casa di amici e parenti e vedere il lavandino del bagno o il water decisamente sporco, la polvere sulle mensole, la cucina schizzata di sugo, faceva scattare in me il giudizio. Un tempo ero così, giudicante e schizzinosa. Finché non hai figli, è fattibile, riesci a gestire tutto, poi la cosa si complica. E mi sono dovuta ricredere. Finché sono figli piccoli trovi giustificazioni, motivazioni, attenuanti. Poi, con due bambine ( 4 e 10 anni) decisamente disordinate di natura, sono andata in confusione. “Sono abbastanza grandi per fare qualcosa, per collaborare a modo loro” mi ripeto spesso. Trascorrere le giornate con loro che invadono la casa di giochi, pennarelli, oggetti, che non si prendono minimamente la responsabilità di riordinare la sera, frasi come “ a noi non dà fastidio tutto in giro così, perciò se vuoi le cose in ordine, mettitele da sola”, un compagno poco collaborativo, sempre stanco dal lavoro o in viaggio, mi hanno fatto diventare una “ cameriera” che riordina da mattina a sera. La mia nota dolente, collegata a quello che dicevo in precedenza, è che io mi vergogno a far venire la gente a casa mia, a meno che non sia perfettamente pulita e degna di apprezzamenti e complimenti. So che è un retaggio della mia infanzia, che dovrei smetterla. Tanto sta che ho smesso di invitare chiunque a casa mia, anche amici stretti e parenti. Solo i nonni e un paio di amiche  delle mie bambine. Ho fatto tutto quello che era umanamente possibile, come tutti i consigli che ha scritto Rosalba in precedenza. Mi sono trasformata in una Mary Poppins. Ho lodato ogni minimo aiutino, anche minuscolo per incentivare. Non ho ottenuto nulla. Lo schema “vecchio stile” si è riacceso e ho urlato, fatto i sacchi neri di giochi , minacciato. Poi ho fatto finta di nulla per una settimana, durante la quale non ho fatto nulla, tranne cucinare: nessuno ha capito o si è accorto di nulla. Sono arrivata al punto di non potere più camminare in casa mia, tanto il pavimento era ricolmo di cose, giochi, disegni e carte; gli armadi si sono svuotati e nessuno ha chiesto dove fossero i vestiti. Con una psicoterapeuta ad indirizzo sistemico relazionale, due pedagogiste e una esperta di educazione gentile, ho lavorato molto sull’accettare il caos, i giochi in giro continuamente, il comprendere le ragioni profonde. Siamo giunti alla conclusione che devo mollare, lasciar vivere la fanciullezza alle bambine, che i figli non li fai per avere un aiuto in casa come 100 anni fa si facevano per mandarli nei campi a lavorare, che il caos di oggi mi mancherà tra 15 anni, che devo lavorare sul rapporto con le bambine.  Non faceva per me. Tante parole, ma zero risultati reali. Due psicoterapeute ad indirizzo cognitivo comportamentale, mi hanno consigliato la token economy, anche se io sapevo che non era indicata per bambini normodotati, ma usata per bambini con problemi cognitivi e di comportamento. Con le bambine abbiamo costruito una griglia con i doveri: mettere nell’armadio i propri abiti puliti, passare aspirapolvere in cucina, apparecchiare, rimettere nelle loro case i giocattoli. La prima settimana ha funzionato alla grande e le bambine facevano a gara per guadagnarsi la stellina. Il problema di questo sistema è che all’inizio il premio era una cosa piccola, poi volevano sempre di più, tanto che dopo nemmeno un mese, l’unico scopo del collaborare era un premio finale improponile. Le psicoterapeute mi hanno confermato che si, anche i loro figli erano arrivati a chiedere premi come play station, videogiochi, scarpe di marca, ecc…  Ho smesso la griglia dei premi, perché l’aiutare in casa deve venire da un senso di collaborazione in famiglia, dal voler fare ognuno la propria parte, ecc. Non voglio che, ogni volta che rimettono a posto pensino “ che rottura, lo faccio solo per guadagnarmi un iPad”. Inutile dire che il premio inteso come una gita tutti insieme, una visita ad un museo, ecc… non gliene fregava nulla. Infine, ogni volta che io sono a sgobbare e raccattare cose da terra, loro se ne stanno beate davanti ai cartoni, a leggere, a giocare. E mi sale il nervoso. Ho spiegato che in inverno comprendo che tornate da scuola e sport siamo stanche, ma in estate non ci sono scuse. Ho spiegato che se collaboriamo, poi anche io ho tempo per uscire con loro, giardinetti, cinema, ecc… Nulla. Disinteresse cosmico. Una mia amica, qualche giorno fa mi ha detto “ sei andata a parlare con esperti, a farti consigliare, hai provato tutto quello che è possibile. Secondo me le tue figlie sono semplicemente sfaticate, nullafacenti, viziate e irrispettose”.  Sono giunta ad una conclusione? No. Faccio così: lavoro su me stessa per accettare ciò che non posso cambiare e non ricadere nei vecchi schemi; costringo me stessa a vivere in un modo che non mi piace, perché l’alternativa non la trovo.  Al momento sto così. 

Erica R.    31 ago 2024

Ciao Martina,
grazie per la tua condivisione!! Mi ritrovo in molte parti del tuo racconto... mi viene da abbraacciarti, in questi momenti ci vorrebbe il classico caffè (o forse meglio un bel mojito) al bar "piangendo" insieme sulle rispettive situazioni... eheheh... spesso è un gran conforto! 🙃
Anche io in realtà ho provato un po' di tutto, e ho sempre concluso che in realtà questo problema è fondamentalmente mio... cioè il resto della mia famiglia non lo coglie e non lo vive, se non di riflesso del malessere che io esterno.
Su una cosa sono d'accordissimo, i "giochi a premi" sono sbagliati e deleteri, infatti è un metodo che non ho mai utilizzato e mai utilizzerò.
E niente... mi sa che dovrò scegliere quali battaglie combattere, e forse questa non è troppo troppo in alto sulla lista 😅)
Devo ancora farlo, ma credo che tenterò comunque di appendere un cartello con la lista delle cose che si possono fare per collaborare in casa... così, per conoscenza... e vada come vada, al limite dovrò, come al solito, lavorare su me stessa 🤷‍♀️

Rosalba    10 lug 2024

Team La Tela

Ciao Erica, io non ho molti consigli ma un grande abbraccio di comprensione, perché in verità per molti versi mi trovo in una situazione simile alla tua, e la gestione degli ambienti domestici qui è un bel tallone d'Achille. 😅🙈

Sul fronte collaborazione ti dico quello che funziona per noi (ammetto che ambisco a una suddivisione di compiti efficiente e organizzata che comprenda tutti e 4 i membri, e la tua idea del tabellone è anche nei miei pensieri da un po', ma fino ad oggi non ho avuto modo/tempo/energia per implementare tutto). Quindi, quello che faccio è coinvolgere quando possibile i bambini nel momento i cui anche io sto svolgendo lavori per la casa. 

Ad esempio, quando piego la biancheria, loro spesso la ripongono nei cassetti/armadi che gli indico. Loro stessi hanno inventato questo gioco, per cui io sono il loro «datore di lavoro» (😅): quando ho pronta la roba da riporre li chiamo a un telefono finto (con una suoneria personalizzata, ognuno dei due ha la propria 🤣), e il «lavoratore» di turno risponde e arriva da me a prendere quello che bisogna sistemare (di solito sul monopattino, che è il loro mezzo di trasporto sul lavoro 🤪).

Insomma, non ho un piano, ma faccio richieste random tipo apparecchiare o sparecchiare la tavola, aiutare a svuotare la lavastoviglie, e simili (che a volte vengono accolte, e a volte no, e se rispondono di no in genere non insisto). Spesso, quando vedono me impegnata, sono loro stessi a proporsi di aiutarmi, ad esempio quando spolvero (quelle rare volte che questo miracolo riesce ad avvenire 😂) quasi sempre si mettono anche loro a farlo senza che io glielo chieda, per cui anche in questo caso torna il gioco del «mi hanno chiamato per un lavoro», e indico loro quali superfici possono occuparsi di spolverare (ovviamente finché non si stancano e danno le dimissioni senza preavviso 😂).

Attendo anche io insieme a te buoni consigli! 💜🤗

Arianna    6 ago 2024

Carissime, sento molto la vostra difficoltà e vi racconto la mia esperienza. Io ho bisogno di avere la casa riordinata e pulita (nei miei standard che non sono altissimi) altrimenti non riesco al lavorare (ho l’ufficio in casa) e mi sento sopraffatta. I miei figli hanno 4 e 2 anni e credo che anche loro per lavorare abbiano la necessità di ordine. Lo noto perché li vedo spaesati se per terra ci sono troppi giochi e non riescono a decidere cosa fare. Alcune regole che ho sempre messo riguardavano quelle di posare un gioco prima di farne un altro, e poi ho lasciato anche alle esperienze dettate gli insegnamenti: i pennarelli si seccano se li lasciate aperti e non vengono subito ripristinati e i giochi si spezzano se pestati o non si trovano più se messi nei posti sbagliati. Ho sempre tolto e tolgo le cose inutili chiedendo a loro di farlo con me, cerchiamo di avere pochi vestiti e se arriva un gioco sappiamo che qualcos’altro dovrà “partire” perché non possiamo essere sommersi dai giochi. Nonostante ciò momenti sbrocco c’è ne sono stati e ce ne saranno ancora. Da gennaio però finalmente abbiamo trovato una signora che viene a fare le pulizie una volta a settimana e i bimbi sanno che la sera prima tutto deve essere raccolto per facilitare il lavoro di Roberta, devo dire che ciò ha contribuito ancora di più al loro mettere in ordine e lo fanno più spesso, non solo la sera prima dell’arrivo di Roberta. Mai mi sarei sognata di poter scrivere un post così qualche tempo fa visto il caos mentale e fisico che avevamo!