Preferiti dei bambini

Come agiamo in situazioni difficili e come nella quotidianità

8 luglio 2024
8 risposte
Elisa cerca un consiglio:

Una riflessione, magari per discutere con voi e comprendere meglio quali meccanismi ci fanno agire in determinate situazioni. Oggi viaggio di ritorno da un week end a Roma per visita a sorella. Sciopero dei treni, 4 ore di attesa per poi sentirci dire che il treno è stato soppresso (era l'ultimo treno che faceva la nostra tratta), corsa disperata per prendere uno dei pochi treni con la fermata più vicina possibile a dove dovevamo arrivare (da lì altre 2 ore di macchina😅). Litigi, discussioni, crisi, lamentele?ZERO. 
Nonostante lo stress (non avevamo la possibilità di fermarci un giorno in piú perché domani abbiamo una visita importante in ospedale), tutti hanno collaborato, ovviamente a proprio modo (i nostri bimbi hanno 2 anni e mezzo e 1), senza mai lamentarsi, arrabbiarsi, risponderai male, litigare.
Mi ha stupito come i bimbi siano stati collaborativi (senza device che per noi al momento non sono un'alternativa), hanno passato 4 ore in una stazione dei treni trovando interessante tutto quello che gli abbiamo proposto di fare, senza nessuna crisi, nonostante il più grande in questo periodo sia molto predisposto alle crisi, e la piccola sia in piena fase di esplorazione del movimento e vuole camminare sempre e ovunque. Abbiamo camminato per tutta la stazione scoprendone ogni angolo, abbiamo fatto le scale mobili un milione di volte, suonato il pianoforte, guardato i libri della libreria (senza comprarne nemmeno uno), cenato seduti sulle valigie, descritto tutti i treni che abbiamo visto, scoperto tutti i ruoli delle persone che lavorano in una stazione ferroviaria, cantato e ballato, fatto salite e discese di corsa, fatto amicizia con più di qualche persona, fatto delle pause di riposo (per noi genitori 😉) su una panchina, cercato di spiegare cos'è uno sciopero, fatto la lista di tutte le cose che avevamo fatto in questi giorni...
Ma mi sono stupita anche di me e mio marito, non siamo due persone litigiose, ma nei momenti di stanchezza e sconforto, spesso qualche fraintendimento c'è (spesso parte da me lo ammetto). Oggi invece non c'è stata nemmeno una parola o un atteggiamento "sbagliato" da parte di entrambi. Siamo stati davvero una bella squadra. 
Allora ora che finalmente siamo in macchina e fra poco arriviamo a casa, mi sto chiedendo, ma perché in situazione più semplici e meno stressanti, spesso non riusciamo a essere la stessa bella squadra?

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Valeria    17 lug 2024

Team esteso

Ciao Elisa,

innanzitutto ci tengo tantissimo a ringraziarti per questa condivisione. Condividere i momenti in cui ce l'abbiamo fatta ispira e arricchisce tanto quanto la vulnerabilità avvicina e fa sentire meno soli/e. 💜

Mi ha fatto riflettere tantissimo la tua domanda finale, che è la stessa che mi faccio sempre anche io, in situazioni come questa. Ho ascoltato anche l'audio di Carlotta ed è nata ancora un'altra riflessione. Mi rendo conto che fare squadra è meno difficile quando siamo tutti noi membri della famiglia contro (o attraverso) il problema. Quando l'imprevisto è, come diceva Carlotta, fuori dal nostro controllo, quando quella responsabilità non è imputabile a nessuno se non al di fuori dal nostro nucleo. Anche se queste sono situazioni più sfidanti rispetto alla quotidianità alla fine diamo il meglio di noi - forse anche perché le vediamo così rare queste occasioni, così lontane da ciò che viviamo quotidianamente, da ciò che ci è familiare. 

Non so se è successo anche a te, ma in un momento simile in noi si è attivato proprio un senso di "avventura", una sensazione costante che ci animava anche nello sconforto e ci faceva dire: «Dai che tutti insieme ce la facciamo», un po' come un livello difficile di un gioco da superare. Nella quotidianità invece a me spesso sembra di essere bloccata allo stesso livello. Che magari è anche infinitamente più semplice ma su cui sono rimasta per così tanto tempo che è diventato frustrante e demotivante.

Io penso che tanta difficoltà sia proprio qui in quel ripetersi delle sfide di ogni giorno che sono forse più piccole, ma più ricorrenti. Sono le sfide che si ripetono ogni volta e portano con sé un bagaglio emotivo pregresso, e forse è quello a renderle più pesanti, nella nostra percezione. Non so quanto questa riflessione risuonerà con te o con chi leggerà (non so neanche quanto sia sensata perché vengo da una notte insonne 😂) ma la lascio comunque qui. 💕

Elisa    17 lug 2024

Ciao Valeria, per prima cosa grazie mille per avermi dedicato del tempo e aver condiviso con me il tuo pensiero. Ti rispondo anch'io con un livello di stanchezza elevato, quindi perdonami se il mio pensiero non sarà lineare 😂 Sicuramente le sfide della quotidianità sono più difficili perché, come dici tu, si ripresentano spesso e sembrano sempre irrisolte, quindi la frustrazione è inevitabilmente maggiore. E sono d'accordo anche sul fatto che quando il problema non nasce da un membro, forse è più facile fare squadra. Nel nostro caso però, è stato davvero bello e importante esserci riusciti questa volta, perché sono davvero due anni che ci capitano delle cose poco piacevoli a cui ci si domanda "ancora?ma perché a noi?" e anche se questa in confronto al resto era un "non problema", essere riusciti tutti quanti (ma forse soprattutto io) a reagire in modo positivo è stata davvero una conquista.
Tornando alla mia domanda e ricollegandomi al tuo bellissimo esempio dei livelli vorrei aggiungere una riflessione...Forse dovremmo davvero imparare a considerare ogni giornata un livello, che può avere difficoltà simili al livello precedente, ma in cui ci si ricorda che abbiamo imparato e stiamo affinando le mosse e i trucchi per superarlo più agevolmente. E forse se anche solo una persona della famiglia riuscisse a fermarsi e a ricordare agli altri che possiedono gli strumenti per superare il livello, probabilmente si agirebbe in modo diverso...

Valeria    18 lug 2024

Team esteso

Che bella questa tua riflessione Elisa, me la sono scritta nel mio diario per non dimenticarla. 😊

Mi piace molto questa immagine perché è anche un promemoria ad allentare il peso di quel bagaglio emotivo e a stare nel presente con più fiducia (di sé e degli strumenti che stiamo acquisendo insieme come famiglia). Grazie per questo scambio 💜

Elisa    18 lug 2024

Grazie mille a te Valeria 🤗

Carlotta    10 lug 2024

Team La Tela

Un pensiero a ragnatela sulla tua domanda. E anche io ho pensato ciò che ha scritto Anna e anche: ora che ci siete riusciti una volta, avete sbloccato un’altra abilità. 💜

Elisa    10 lug 2024

Ciao Carlotta, che bello ricevere una risposta con la tua voce, ascoltarti è sempre un piacere. 

Inizio a risponderti divagando un po'... una volta nella stessa situazione mi sarei detta "va bhe è stato un caso", ma negli anni sto cercando di migliorare questo aspetto di me e nel farlo ho capito che celebrare le proprie vittorie, ma anche quelle altrui, è davvero una cosa bella e arricchente. Se posso dirlo, questo aspetto mi piacerebbe vederlo anche qui su La Tela da parte di tutti. A volte infatti ci focalizziamo sulle cose che non vanno, perché giustamente vogliamo trovare un modo per migliorarle, però nel contempo ci scordiamo di darci una pacca sulla spalla per le piccole grandi evoluzioni che facciamo come individui e famiglia. Credo che a volte leggere che qualcuno c'è l'ha fatta sia d'aiuto per crederci ancora un po' di più in quello per cui si lavora faticando ogni giorno, e perché no, magari per fermarsi e riflettere su quale passetto in avanti abbiamo fatto nell'ultimo periodo.

Inoltre ti ringrazio, l'aneddoto di Emily è illuminante, "perché l'ho scelto io", quanta verità. A volte c'è lo dimentichiamo, ma è vero nella quotidianità ci scordiamo letteralmente di darci la possibilità di scegliere, perché spesso ai nostri occhi sembra quasi tutto scandito e prestabilito. E spero che da oggi grazie a questo tuo pensiero inizierò a fermarmi e a farci caso che posso scegliere. 

Grazie!

PS: io spesso quando racconti i tuoi aneddoti sorrido e penso caspita sembro io 😂🫣 per ora però ho ancora un po' meno strumenti e un po' più di strada da fare 😉

Anna Pifferi    8 lug 2024

Che bella testimonianza Elisa!
 Avete gestito la situazione stupendamente! Non ho una risposta alla tua domanda, ma leggerti mi ha fatto riflettere su come la serenità dei figli spesso si basi sulla nostra stessa serenità.  Dovremmo ricordarcene più spesso! 😊

Elisa    8 lug 2024

Ciao Anna!Hai proprio ragione, ho elaborato lo stesso pensiero anch'io...è talmente ovvio che spesso c'è ne dimentichiamo purtroppo, però credo che quest'esperienza, ci sarà molto d'aiuto per gestire e ricalibrare altre situazioni in cui solitamente non riusciamo a collaborare con la stessa serenità. Grazie per aver condiviso con me il tuo pensiero!