Preferiti dei bambini

I bambini dei «medi» non piangono (quando a scuola non c'è l'educazione emotiva)

6 ottobre 2023
8 risposte
Francesca cerca un consiglio:

Primo post

Ciao a tutt*
Sono Francesca mamma di Elia (quasi 4 anni)e elide (11 mesi). 
Vi scrivo per avere un consiglio.
Elia va alla scuola dell’infanzia e oggi in un momento di tristezza, nel quale avrebbe voluto piangere,  mi dice che non può piangere perché la maestra gli ha detto che i medi non piangono più. Ovviamente io gli ho detto che non è vero e che se ha bisogno di piangere può farlo perché non c’è nulla di male. 
Ora come dovrei comportarmi con la maestra secondo voi? Affrontare l’argomento? Con quali parole?
Grazie a tutt*
È bello avere un posto dove potersi confrontare 

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Chiara Franzoni    6 ott 2023

Ambassador

Ciao Francesca!
Prima di tutto volevo ringraziarti...ho letto ora il tuo messaggio e sono scoppiata a piangere (già..oltre ai medi anche a 48 anni fa bene)...proprio in questi giorni ho realizzato quanto la situazione scolastica dello scorso anno mi fosse pesata sul cuore e leggerti ha sciolto tutta questa emozione...grazie!

Samuele lo scorso anno era nei "grandi" all'infanzia ed è stato un anno di confronti faticosissimi con le maestre.

Uno dei motivi di confronto fu proprio il pianto...Samuele è un bambino altamente sensibile, molto consapevole di cosa sia  accettabile o meno per lui e quando le situazioni lo mettevano in forte difficoltà e non trovava nessuno, in quel luogo, che "abbracciasse" la sua emozione, piangeva.

Per le maestre lui piangeva troppo per la sua età... e ci dicevano che se non avessimo lavorato su questo e sulla sicurezza in se stesso,  l'anno successivo, ovvero questo, Samuele poteva avere grandi difficoltà nel passaggio alle elementari.

Nei loro discorsi c'era spessissimo questo riferimento di connessione tra il pianto e l'insicurezza...(in realtà lui piangeva perchè non gli veniva permesso di rispettarsi).

Ti ho raccontato questo per dirti che, sebbene sapessimo perfettamente cosa scattasse in lui in quei momenti e cosa generasse il pianto, sebbene Samuele ci descrivesse perfettamente l'emozione che provava in quei momenti e le sue difficoltà, abbiamo deciso, sin da Ottobre scorso, di confrontarci il più possibile con le maestre perchè credevamo fondamentale trovare punti d'incontro con loro di cui Samu beneficiasse. 

Per cui sì, cercherei sempre un confronto.

I dialoghi con le maestre sono stati fondamentali per noi perchè poco a poco ci siamo resi sempre più conto della realtà educativa che stava vivendo Samuele...che era molto distante dalle nostre scelte. Ci sono stati moltissimi momenti di dolore in questa scoperta, ma parlare con loro, sebbene nella difficoltà, ci ha permesso:
- di piantare qualche semino...forse...lo spero...
- di lavorare in modo mirato con Samuele a casa
- di supportarlo emotivamente al meglio
- di non tenerci tutto dentro e implodere emotivamente noi
- di partecipare...che per me e Fabio è la forma più alta del concetto di libertà

Per cui chiederei, nel modo che ti sembra più efficace, un colloquio con le maestre.
Io partivo da aneddoti concreti, cercando di essere davvero accogliente e neutra nell'esporli, sono sincera...mi preparavo prima...cercando di arrivare il più rilassata possibile, con una camminata o respirazione...
Poi chiedevo quale fosse la scelta educativa di quella frase o quello strumento e ascoltavo...finito di parlare loro dicevo quale fosse la nostra visione sulla stessa cosa e chiedevo alla fine come potevamo aiutarci a vicenda. 

Anche su questo sono onesta...soluzioni comuni ad un certo punto ho smesso di cercarle perchè il dialogo era per noi davvero frustrante e anche solo testimoniare e ribadire la nostra "diversità" mi sembrava già tantissimo...

Su una di queste divergenze di veduta abbiamo scelto di parlarne durante una riunione di classe, quando eravamo  presenti tutti i genitori, convinti che potesse essere un'occasione utile di confronto per tutti e ne sono stata felice perchè con alcuni (sebbene pochi) siamo riusciti poi a instaurare dialoghi belli e produttivi.

Carlotta mi è stata di aiuto fondamentale in alcuni momenti di questi dialoghi, dandomi, nell' 1-a-1 del corso, un supporto pazzesco e non finirò mai di esserle grata....
In un momento di sconforto mi disse che nulla è inutile, riferendosi al confronto...e aveva ragione...perchè, sebbene il nostro confronto con le maestre non abbia portato i risultati che speravamo, sebbene stessi malissimo nel provare questo senso fortissimo di impotenza e incomunicabilità....lo rifarei altre mille volte per i motivi che ti ho scritto sopra in cui credo fortemente...

Samuele quest'anno ha iniziato le elementari...il primo giorno di scuola ha pianto... 
La maestra si è avvicinata a lui e gli ha detto "hai ragione, io sono qui accanto a te...che posso fare?" e lui le ha detto "ho voglia di ridere" e lei "ti va se ci facciamo aiutare dai nuovi compagni?" e lui ha annuito...così la maestra ha chiesto a tutti di dire qualcosa che potesse far tornare il sorriso a Samu...Quando ce l'ha raccontato ci ha detto "mamma è stato bellissimo e divertentissimo!"
Da quel giorno è sereno come non l'avevo mai visto e super felice di andare a scuola...e continuo a pensare che basta davvero "poco"...

Scusami se mi sono dilungata e se ho intrecciato le tue esigenze ai miei racconti...
Ti auguro di avere un confronto super produttivo con le maestre di Elia e se ti va, tienici aggiornati!
Intanto ti abbraccio forte e sono con te! ❤

Francesca    7 ott 2023

Grazie Chiara per la tua risposta! Mi trovo molto nelle tue parole e nel tuo racconto. 
Anche l’anno scorso abbiamo avuto un confronto con le maestre per visioni differenti, in particolare sul lavoretto della festa del papà. Elia ha due mamme e quindi speravo ( come era successo al nido) che fosse proposto ai bambini qualcosa di inclusivo. In quell’occasione si sono scusate perché a loro dire la proposta era inclusiva( stampa di unfoglio con su disegnata una cravatta, un pallone e una poesia dove veniva ripetuto più volte “papà “). 
Comunque grazie, cercherò un confronto anche in questo caso con la speranza di avere un riscontro positivo. 
È bello potersi confrontare e trovare persone che la pensano come te. C’è del bello nel mondo. ❤️

Paola    14 nov 2023

Chiara Franzoni leggendo la vostra esperienza ho pianto. La sensibilità della maestra il primo giorno di scuola mi ha scaldato il cuore. 
Vi stimo tantissimo per la vostra perseveranza e forza d'animo.

Francesca ti sono vicina! Vorrei poterti dare dei consigli utili ma mi trovo sulla stessa barca e sento di non avere gli strumenti per gestire la "tempesta". 
Sicuramente vale la pena parlare con la maestra; una volta la psicologa di mia figlia mi ha consigliato di parlarne chiedendo di sapere come sono andate le cose e spostando poi l'attenzione su come facciamo noi a casa e su come è abituata Grace per offrire uno spunto diverso e/o trovare un compromesso.

Carlotta    6 ott 2023

Team La Tela

Ciao Francesca! Sai che ricevo tantissimi messaggi così? 😢 Voglio iniziare a lavorare a contenuti del Percorso mirati proprio a parlare con insegnanti: credo che potrebbe essere utile?

Sto andando a nanna perché qui è tardissimo e non riuscirei a formulare una risposta valida, ma domani ti rispondo con più calma 💜 

Francesca    6 ott 2023

Sarebbe utilissimo avere dei contenuti nel percorso. Ti ringrazio . Anche qui adesso si va a nanna, le 20 è tardissimo 😅

Chiara Franzoni    6 ott 2023

Ambassador

Sarebbe bellissimo e utilissimo Carlotta! ❤

Paola    14 nov 2023

Che splendida idea  Carlotta , sarebbe una risorsa preziosissima. 
Arrivo giusto stamattina da un colloquio fin troppo deludente con la maestra d'infanzia di mia figlia (5 anni).
Probabilmente avrei potuto arrivare più preparata, purtroppo l'ansia ha avuto il sopravvento ma nonostante i miei tentativi sono tornata a casa più sconsolata e preoccupata di prima.