Preferiti dei bambini

Un errore di Emily (e come l'abbiamo gestito)

3 ottobre 2023
14 risposte
Carlotta aveva voglia di condividere:

Team La Tela

Oggi pomeriggio io e Alex eravamo su in camera a lavorare e Oliver ci chiama, perché Emily sta piangendo. Arriviamo giù e Emily piange così intensamente che non riesce nemmeno a parlare. Oliver ci spiega che è perché ha aperto troppo forte il tubetto della nuova colla ed è spruzzata ovunque. Era davvero un po' ovunque: sul letto, sul pavimento, sui Lego, nei capelli di Emily.

Le ricordo che effettivamente avevamo parlato del fatto che questa colla fosse liquida, non come quelle che conosciamo e che usiamo di solito: non ce n'era un'altra nel negozio di questa piccola cittadina a Bali e avevamo deciso di comprarla comunque. Mi dice che se l'era dimenticato ed è triste.

Mentre fa la doccia, ancora piagnucolando, mi fermo un momento e le ricordo che anche se si fosse ricordata la nostra conversazione, probabilmente senza il mio aiuto questo sarebbe successo comunque, perché lei non aveva mai visto una colla liquida e anche se sa che cosa significa «liquido» non sa davvero come funzioni una colla liquida. Come può saperlo, se non l'ha mai usata prima?

Questo l'ha aiutata a tranquillizzarsi. Ora che il cervello era più calmo, ho aggiunto qualcosa che per me è molto importante:

«Sai Emily, non devi per forza aspettare il mio aiuto per provare a fare qualcosa di nuovo. Tutti facciamo errori: non lasciare che questi errori ti impediscano di continuare a provare a fare le cose da sola. Tu provaci se pensi di essere capace, anche senza di me, perché ogni volta che ci provi impari qualcosa di nuovo, sia che tu riesca sia che tu non riesca».

Abbiamo poi parlato del fatto che se pensa che qualcosa possa essere pericoloso, è meglio se viene a chiedere conferma prima di provare, perché, per esempio, se fosse stato Super Attack probabilmente ora saremmo all'ospedale.

Lei mi ha detto: «Ma tu di solito me lo dici se è pericoloso e non me l'avevi detto di questa colla». Vero anche questo. Le ho risposto: «Ma tu chiedimi comunque conferma se hai anche solo un piccolo dubbio che possa essere pericoloso e prometto che poi ti lascio fare comunque da sola».

Voi come reagite agli errori dei vostri figli? Che relazione avete con l'errore?

Ps. Ci tengo a ricordarvi che la capacità di non esplodere per un errore del genere l'ho sviluppata negli anni, perché a me non veniva affatto naturale: è stato tanto lavoro di gestione delle mie emozioni e reazioni più spontanee e tanta pratica a mettere in atto in un nano secondo la mentalità dell'interpretazione più accogliente di cui vi parlo nella sezione Fratelli e Sorelle. 💜

Ps. Tutto questo è appena successo e quasi non posso ancora crederci di avere un posto dove condividerlo con voi in tempo reale! 🥰 

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Paola    4 ott 2023

Insegnante

Ciao, sono un’insegnante di scuola superiore. Che bellezza! Pensa che proprio ieri ricordavo ai miei alunni di una classe che non devono avere paura di sbagliare, perché l’errore è nostro amico, ed è sempre positivo e mai motivo di mortificazione. Significa che hanno il coraggio di tentare da soli, senza il mio aiuto, anche se sono lì con loro quando lo desiderano. I miei ragazzi sono grandi, ma il processo di scoperta e apprendimento è sempre lo stesso.Emily  Ha imparato davvero com’è la colla liquida (e a come aprirla nel modo giusto) non perché gliel’hai detto tu, ma perché ha provato giustamente in autonomia. Ha sbagliato ma non fa niente, non sbaglierà più. Come dici sempre tu, Carlotta, accogliamo l’errore. Certo, dobbiamo allenare la nostra pazienza, ma per fortuna può davvero essere allenata. Grazie mille come sempre per questi spunti di riflessione 

Silvia R.    4 ott 2023

Ciao Carlotta grazie per questa condivisione in tempo reale! Che bello avere una community con cui confrontarsi.

É difficile, ma quello che cerco di fare io è mettermi nei loro panni. Anche io faccio casini con le cose che non so usare o non ho mai usato. I bambini hanno solo più cose che non sanno usare e meno strumenti per gestire la frustrazione rispetto a noi adulti (che poi anche quanti adulti esplodono per frustrazione!). 
Aggiungere a questo sentimento negativo anche la mia rabbia non solo non serve (perché tanto ha già capito che ha sbagliato) ma sposta l'attenzione sulla mia reazione piuttosto che sull'esperienza da cui imparare.
  Un abbraccio a voi!
Silvia 

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Chiara    4 ott 2023

Insegnante

Grazie di queste preziose condivisioni!
Io sto cercando di lavorare sull’ accettare i miei errori: è lì l’inghippo! Verso quelli di mia figlia ho molta più comprensione. Sono cresciuta col terrore di sbagliare, per paura di non essere apprezzata. Ora mi devo dire ogni volta “ok, è semplicemente un errore: cosa mi fa imparare di utile per la prossima volta?”.

Mi è utilissimo il tuo consiglio Zaira : raccontare a mia figlia i miei errori per abituarla che è normale farli! Proverò ad applicarlo anche coi miei bambini dell’asilo.  Grazie!

Ps.  Carlotta  approfitto di questa chat per ringraziarti: una delle risposte su Instagram di ieri è capitata a fagiolo, dandomi la risposta per una questione che io e le mie colleghe ci eravamo poste su come reagire al comportamento di un bambino. Questa community è eccezionale! Qualcosa di cui avevamo tanto bisogno in molti.

Zaira    3 ott 2023

Team esteso

Io da perfezionista sono diventata una fan sfegatata della “cultura dell’errore”.  Da ingegnera ho proprio una visione del “try & error” (= prova e sbaglia) consapevole che davvero sbagliando si impara (ma perché i detti intelligenti non li seguiamo?). Proprio stasera raccontavo a mio figlio di un errore che ho scoperto oggi di aver fatto al lavoro: mi ero persa un’importante email (e i richiami) per conto del direttore dell’ufficio federale per cui lavoro… perché ho impostato un filtro troppo “aggressivo” nella casella di posta che le cestinava direttamente. Oltretutto ho anche impostato che le email cestinate si cancellano ogni volta che chiudo il programma. Apposto😂🤦‍♀️ gli racconto dei miei errori per mostrare che anche io sbaglio e non fa nulla… c’è sempre una soluzione! PS: ovviamente mi lancio per cercare evoluzione ma cerco di evitare sbagli irreversibili e/o pericolosi 😉

Gaia S.    3 ott 2023

La nuova tela è straordinaria e colgo l’occasione per ringraziarvi.

Questo argomento è assolutamente un’area di miglioramento per me. 😅

Mi sento di aver fatto tanta strada ma su di me grava ancora il peso di tutti “gli errori” che in tenera età mi sono stati fatti notare. 
Non importavano gli sforzi o i tentativi, mi veniva sempre ricordato che avrei potuto fare meglio o di più.

Con le mie bambine riesco ad agire in modo empatico e gentile ma in occasioni di pericolo ecco che esce la mia parte critica. 

Grazie 🙏 per questa condivisione.

fabia pellizzoni    3 ott 2023

Nei miei confronti ho un rapporto pessimo con l’errore e per questo sono molto sensibile invece nei confronti di mi figlia . Assorbo ogni tuo consiglio e prendo esempio dal tuo comportamento. Grazie per aver condiviso quanto è successo perché gli esempi di vita reale a volte parlano molto di più di lunghe teorie !! Ascolto - assorbo - imparo 🙏🏾❤️ 

Chiara Franzoni    3 ott 2023

Ambassador

Ciao! 
Grazie per questa condivisione importantissima per me.

La prima cosa che ho pensato leggendoti è stata....come ha fatto a mantenere la calma....io sarei morta...e non per la colla che era ovunque, ma perchè avrei in un nano secondo immaginato il peggio tipo colla in bocca o negli occhi...
Questa tipologia di errori sono quelli a me più ostici, quelli legati ad un pericolo per la salute. In quel momento non mi focalizzo sull'errore perchè lo ritengo una risorsa, ma sulle conseguenze se coinvolgono la salute...per cui mi agito e produco lo stesso risultato per Samuele che giustamente non sa scindere tra il "mamma non è arrabbiata perchè ho fatto un disastro ma è in ansia perchè pensa che mi sia fatto male"...
Questa è una delle top five delle cose su cui devo lavorare e meno male che c'è Fabio che in questo è all'opposto di me e mitiga...

Con lui eravamo abbastanza sereni che fosse chiaro che per noi l'errore fosse un'opportunità...
Tutto questo fino a che, inverno scorso, Samuele non ha cominciato ad esternare rabbia e disappunto verso se stesso quando sbagliava. Diceva proprio che il suo obiettivo era non fare più errori perchè se li faceva si arrabbiava, così se non li avesse fatti non si sarebbe più arrabbiato con se stesso...

Per me e Fabio è stato un colpo ed è stato difficilissimo accettare che nostro figlio provasse questo dopo quanto ci avevamo lavorato ancor prima che fosse con noi...poi sei arrivata tu che, riempiendoci di spunti e riflessioni ci hai aiutato a trovare la strada....come sempre....

Abbiamo capito che il vivere l'ambiente scolastico dove l'errore era processato diversamente che a casa l'aveva disregolato. Da quel momento ci abbiamo lavorato come matti...in cucina provando ricette, guardando pittori come Picasso, notando le stranezze della natura, sbagliando sentiero in montagna, provando a fare cose che non avevamo mai fatto....questa estate ogni occasione era buona per provare, notare il bello nelle apparenti imperfezioni, sperimentare e dirsi ok c'ho provato...ho sbagliato ma che ne è uscito? ok sembra venuto male ma? 
Ora Samu mi dice...ci provo e vediamo che ne esce...
e io felice penso...speriamo non si faccia male...😅

Marika    3 ott 2023

Oddio che bello che arrivano queste notifiche quando c’è qualcosa di nuovo 😭 comunque in una situazione del genere se mi capitasse adesso perderei le staffe, anche se so che è sbagliato ma sono sicura che tra stanchezza e altro lo rifarei, ma sono qui proprio per cercare di imparare a non farlo perché non voglio fare gli errori che facevano i miei genitori. …e penso che le mie reazioni che ho saranno causate dal mio passato..quindi una motivazione in più per imparare a no farle.
Grazie per questo angolo amichevole per poter parlare liberamente con alte mamme dove possono capirti 

Valeria    3 ott 2023

Team esteso

Sai Carlotta, leggere questo aneddoto mi ha lasciato un forte senso di tristezza. 

Ho provato ad esplorare e a navigare dentro questa emozione e ci ho trovato tutto il dispiacere di quelle volte che, da bambina, rovesciavo l'acqua sul tavolo, prendevo un brutto voto a scuola, inciampavo con la bici e ogni minimo errore mi veniva fatto notare. Per tanti anni ho provato rabbia verso i miei genitori ogni volta che ripensavo a quanto questo atteggiamento abbia contribuito a rendermi così ostile ogni mio fallimento. Credo di averci fatto pace davvero qualche settimana fa.

Ero a pranzo da mia madre e ho rovesciato un calice di vino mezzo pieno sulla tovaglia immacolata. Mi stavo già preparando alla solita etichetta (imbranata, stralunata, goffa), invece mia madre si è messa a ridere e mi ha detto: «Forse è segno che non devi berne un secondo!». Ho riso anch'io, mi aveva presa proprio alla sprovvista! Le ho detto: «E pensare che se fosse successo anni fa mi avresti fatta filare nella mia stanza!». La sua risposta mi ha spiazzata. Mi ha detto: «Lo so e mi dispiace. Avrei voluto che mi importasse meno della pulizia della casa e più di come ti sentivi tu».

Non so se mia madre legge i nostri contenuti (ma conoscendola, penso lo faccia senza dirmi nulla 😅) o se ci sia arrivata da sola, con un suo percorso interiore. Ma mi ha restituito la consapevolezza che non è mai troppo tardi per cambiare approccio e che a volte basta avere la giusta chiave per aprire la porta su un nuovo tipo di educazione. 💕

Carlotta    3 ott 2023

Team La Tela

Valeria sapevo che avresti commentato qui, perché l’errore è un tema che ti sta a cuore. Ma non mi sarei aspettata lacrime (mie).

Quel «lo so e mi dispiace» è proprio quella telefonata da tua madre di cui parlavo oggi nel reel. Non è troppo tardi. 🥹

Ma sai un’altra cosa, Vale? Secondo me, tu ci avevi fatto pace davvero molto prima, tua madre te lo ha solo ricordato. Prenditi il merito di ciò che è tuo, perché quella pace è solo frutto del TUO bellissimo lavoro. 💜

Iliana    3 ott 2023

È bellissimo questo potervi leggere "quasi" in diretta, ma avere il tempo di leggere con calma, ascoltarsi e poi rispondersi. Grazie Carlotta per questo strumento che ci tiene vicini anche se lontani, ma senza la velocità che spesso contraddistingue questi strumenti.

Valeria grazie, per averci "aperto" questa emozione. Anche a me lascia un senso di amarezza, ma anche di possibilità. 
Esco appena dall'ennesima bellissima lezione di pedagogia, penso a quanta teoria so, e a quanto ancora cado rovinosamente. E mi sento proprio come tua madre. Nell'immagine della brocca che si rovescia rivedo me stessa, ma adulta. Ogni volta che realmente mi cade qualcosa, che sporco qualcosa, o magari qualche adulto a me vicino a cui accade, puntualmente la mia mente si ferma a pensare: "ero attenta, ed è stato un incidente, perché dovrei meritare un rimprovero? Stai più attenta, Iliana, quando al posto tuo ci saranno le tue figlie" e in questi momenti provo a mettermi davvero faccia a faccia, non solo con la mia fallibilità, ma anche con il potere che abbiamo di "come ti faccio sentire". L’emozione è più potente del sistema cognitivo. È IL GRANDE DECISORE…che però ha solo due risposte: mi fa bene / mi fa male. D'altronde, cos’è più importante: l’errore che abbiamo fatto o il dolore che questo errore ci ha provocato? E mentre lo scrivo, continuo a ripetermelo proprio perché, come dice Carlotta, riusciremo ad accogliere nel modo giusto e con la giusta importanza l'errore, solo quando noi adulti avremo imparato a gestire al meglio le nostre emozioni.
Grazie a tutte. 

Emma S.    4 ott 2023

Insegnante

Che bello questo che racconti. Mi sono emozionata ❤

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Sara    3 ott 2023

Insegnante

Ma che meraviglia è questa nuova La Tela che mi manda le notifiche quando c’è qualcosa di nuovo, e così, quasi in tempo reale possiamo condividere??? L’adoro 🤩🤩

Comunque tornando a noi, io al contrario tuo Carlotta ( come si taggano le persone? 🤔 ) ho il “problema” inverso, nel senso che faccio fatica a riconoscere le situazioni di pericolo e la lascio sperimentare sempre ma quel SEMPRE che forse a volte dovrebbe essere più ponderato. 

L’educazione che ho ricevuto è stata tradizionale per alcune cose e per altre senza limiti, quei limiti che ad oggi fatico a riconoscere e poi a dare a mia figlia.
Ci sto lavorando e per farlo mi appoggio al mio compagno, che a differenza mia, riconosce i pericoli e me li esplicita.
Di solito funziona così, io la lascio fare e le sto vicino nel caso avesse bisogno, ma poi chiedo conferma al papà: “Cesare pensi che questa cosa sia troppo pericolosa? Mi aiuti a valutarne i pericoli?” Ne parliamo e poi se capisco che ci sono dei pericoli, ne parlo con Diana e le spiego cosa si può e non si può fare e che se dovesse avere bisogno di aiuto noi siamo qui per lei.
Devo ammettere che in questi anni sono migliorata molto, mi fermo, osservi, valuto e decido ( anche se in certi casi cerco la conferma del mio compagno ) 
Avere avuto un’educazione così ambivalente penso mi abbia permesso di decidere da zero che esempio vorrei essere per mia figlia, e ogni giorno lavoro per diventarlo.

Grazie Carlotta per la tua preziosa condivisione 

Sara 

Federica    3 ott 2023

Ciao Carlotta, è bellissimo poter entrare nella Tela quando si ha un minuto e trovare sempre qualcosa di interessante e nuovo!
Detto ciò il tuo aneddoto mi ha colpita tanto perché credo sia un mio grande punto debole: mi piace lasciar sperimentare le mie bimbe ma non sono brava a capire i limiti né a controllarmi in caso di errore e credo di aver creato delle insicurezze soprattutto nella mia grande, che ha 4 anni. Questo episodio mi.sta aiutando a riflettere, grazie.