Momento di stallo + dubbi esistenziali 🤣
Primo post
Buonasera a tutti!!! Sono Elena ho 37 anni e ho due bimbi una di 4 e uno di 1 🤩🤩🤩 . Non riesco a ricordare bene come ma penso da subito di aver incontrato il respectful parenting tramite una mamma islandese che segue principalmente il metodo RIE e poi ho iniziato a seguire altri professionisti statunitensi e italiani letto libri ecc... E ora sono atterrata magicamente qui da pochissimo .... Vado al punto, non so se a qualcun altro è capitato ma dopo questi anni di impegno e passione oggi mi sono ritrovata quasi a voler mollare perché sento la complessità di questo metodo e per la prima volta ho pensato che forse non ho le capacità. Nel senso che forse alcune cose sono troppo radicate in me e per quanto mi metta ogni giorno di impegno i miei figli vedranno delle cose di me che io non mi rendo nemmeno conto di fare. Anche la gestione della rabbia lascia veramente a desiderare in questi ultimi giorni. La cosa che ha scatenato questo mio stato d'animo è che Ultimamente la.mia quattrenne vuole essere aiutata per tutto e mi sono ritrovata a pensare che se continuo ad aiutarla così sarà una viziata e non saprà fare le cose da sola ( si ancora ... ) In realtà lei vuole fare da sola viene da un periodo in cui era veramente tutto "faccio da sola". Però il dubbio mi attanaglia, è giusto aiutarli a vestirsi o farsi la doccia anche se sappiamo che lo sanno fare da soli? Ho provato a lasciarla vivere il momento di frustrazione e validarlo ma piange come una disperata e mi dice : tu tu tu fallo tu! Lo so che si tratta di nutrimento ha un fratello di un anno, immagino che necessiti semplicemente di accudimento e nutrimento ma questa voce mi tormenta 🙈😂 e alla fine mi impunto su questa cosa, scatta il gioco di potere e taaaac il senso di colpa successivo è servito!!! E vaiiiiii !!! Sapendo perfettamente che non è il modo ma mi trovo in questo trigger incredibile...
Se qualcuno ha voglia di leggere tutto 🤣 mi può consigliare? Succede anche a voi?
Team La Tela
Ciao Elena, ti sono stati offerti bellissimi spunti e condivisioni (ma quanto mi commuove questa comunità?! 😍).
Mi sento di dirti anche io qualcosa sul versante "gestione della rabbia", che è sempre stato un vero tallone d'Achille: non per nulla...mia madre urlava ogni due per tre, e io sento spesso fortissimo quell'istinto lì, quando le cose non vanno come le avrei volute. Ancora oggi, dopo 9 anni di lavoro incessante su me stessa, a volte alzo la voce coi bambini, e naturalmente me ne pento e via di sensi di colpa e i vari loop che queste situazioni si portano dietro.
Però ho notato due cose: 1. che il senso di colpa dura ormai pochissimo, è giusto un lampo nella mia testa, perché ho acquisito piano piano la capacità di spegnerlo e sostituirlo con l'accettazione di me stessa e dei miei errori; e 2. che, oggettivamente, negli anni è diminuito drasticamente il numero delle volte in cui queste esplosioni avvengono.
Insomma, a volte (soprattutto nei momenti difficili) è normale che tendiamo a vedere solo i lati negativi della situazione in cui siamo. Ma vorrei dirti: pensa a tutte le volte in cui sei riuscita ad accogliere e gestire le tue (e le sue) emozioni con empatia. Sono certa siano molte di più rispetto a quelle in cui hai perso le staffe. Se su 10 volte tu perdi la pazienza 3 volte (o anche di più, il numero non è importante), datti una pacca sulla spalla, perché te la meriti: stai facendo un buon lavoro, faticoso ma importantissimo, sia per te che per i tuoi bimbi.
Ps. Come ti ha detto Carlotta, nel Percorso troverai davvero tante risorse utili su questi argomenti. Ti consiglio anche, se non lo hai già fatto, di ascoltare questi due episodi del podcast: Come ho imparato a gestire la mia rabbia e Dove si compra la pazienza?
Ps2. Giusto ieri ho perso la pazienza con mio figlio di 9 anni per i compiti...per dirne una! 🤪
Ti abbraccio 💜
Team La Tela
Carissima Elena, certo che esistiamo! La comunità è proprio questo 💜 Educare come hai scelto non è facile, ti capisco perfettamente: nel Percorso troverai tantissimi miei aneddoti in cui non ho usato gli strumenti che insegno a voi perché in quel momento non ho saputo gestire le mie emozioni. Ognuno di quei momenti ho imparato a fare queste cose in ordine:
- Prendo atto dell'errore
- Mi perdono
- Chiedo scusa ai miei figli e dico che quel mio comportamento non va bene
- Ricordo loro la frase che possono dirmi quando mi comporto male (la nostra è «Mi stai trattando/parlando male»
- Visualizzo come poter reagire diversamente la prossima volta
- Riparto da lì
Lo so, sembra tanto lavoro, ma in realtà spesso mi ci volevano sì e no 15 minuti per fare tutto questo. E quei 15 minuti moltiplicati per ogni volta che ho sbagliato (tante!), mi hanno portata oggi a sapere quasi sempre come gestire le mie emozioni o a capire quando ho tirato troppo la corda e devo ripartire dal tempo che mi dedico.
Nella Base troverai tutto questo, ma ci tengo a condividere con te due lezioni specifiche che mi sono venute in mente mentre leggevo:
- Questa è una delle mie mentalità preferite: Una cosa non esclude l'altra
- E questo è un aneddoto di un genitore in cui magari ti ritroverai un pochino: Non vuole fare nulla da solo!
Siamo qui per te!
Ragazzi vi leggo e mi vengono i brividi e anche mi pizzicano gli occhi ... Grazie mille!!! ma allora esistete 🤣🤣🤣🤣 Bello sentirsi rispondere e sentirsi ascoltati. Grazie mille stamattina veramente mi sono sentita supportata e sono contenta di vedere che esista uno spazio dove poter esprimere i propri dubbi. Grazie per gli spunti e l' incoraggiamento vi rileggerò nel corso della.giornata 🤩
Vi abbraccio forte e riparto un po' più forte e con nuova energia. Grazie davvero 😘
Ambassador
Ciao Elena! Penso che anche solo il fatto che a posteriori ti fai così tante domande e sai analizzare così bene cosa vi accade in quei momenti sia lo specchio del grande lavoro che stai facendo. Penso che sia naturale e sano avere dei momenti di dubbio, di difficoltà, di domande, di stanchezza anche di rifiuto...io li sto accettando come parte del percorso, che è tanto meraviglioso quanto impegnativo. Capire che la crescita di Samuele non è una linea retta ma sono onde del mare, un albero che cresce e ha le sue stagioni mi ha aiutata molto. Questo mi ha fatto accogliere le sue apparenti involuzioni come momenti necessari per la sua crescita...spesso quando li osservo mi dico...ecco...sta crescendo qualcosa in lui e poi infatti lo noto. Questo non elimina la stanchezza di quei momenti in cui penso...ma come? questa cosa era raggiunta e siamo di nuovo a questo punto? Sono momenti in cui mi obbligo di fare un passo indietro (spesso la sera quando sono tutti a letto ci penso) respirare e chiedermi "cosa mi sta dicendo?". La maggior parte delle volte la risposta è "mamma ho bisogno di te".
La mia storia personale mi ha portato a credere che a quella domanda io voglio, per quanto sia possibile, nel rispetto di me stessa, rispondere "sì amore, sono qui".
Io ero una bimba con genitori molto impegnati, apparentemente ero molto autonoma, ma il non ascolto delle mie emozioni ed esigenze mi ha portato invece una profonda dipendenza emotiva.
Mi ricordo che a 6 anni andavo e tornavo da scuola da sola, mi ricordo che un giorno non mi andava, sentivo che non lo volevo fare da sola, desideravo essere presa per mano e accompagnata. Mia madre non poteva e mi ricordo che mi disse "forza l'hai sempre fatto che succede oggi?" Ma non era una vera domanda e non gliene faccio una colpa, però quel non ascoltarmi...lo ricordo ancora oggi...quella è una cicatrice.
Questo per dirti che di cicatrici forse ne creerò anche io più o meno inconsapevolmente , ma credo davvero col cuore che questa sia la strada giusta.
Credo che le capacità crescano con la volontà e l'esercizio, ma anche spesso facendo errori e perdonandosi.
Non so se ti ho risposto o aiutato, desidero solo dirti che non sei sola, che sono con te e ti abbraccio forte forte!
Ambassador
Ciao Elena! Penso che anche solo il fatto che a posteriori ti fai così tante domande e sai analizzare così bene cosa vi accade in quei momenti sia lo specchio del grande lavoro che stai facendo. Penso che sia naturale e sano avere dei momenti di dubbio, di difficoltà, di domande, di stanchezza anche di rifiuto...io li sto accettando come parte del percorso, che è tanto meraviglioso quanto impegnativo. Capire che la crescita di Samuele non è una linea retta ma sono onde del mare, un albero che cresce e ha le sue stagioni mi ha aiutata molto. Questo mi ha fatto accogliere le sue apparenti involuzioni come momenti necessari per la sua crescita...spesso quando li osservo mi dico...ecco...sta crescendo qualcosa in lui e poi infatti lo noto. Questo non elimina la stanchezza di quei momenti in cui penso...ma come? questa cosa era raggiunta e siamo di nuovo a questo punto? Sono momenti in cui mi obbligo di fare un passo indietro (spesso la sera quando sono tutti a letto ci penso) respirare e chiedermi "cosa mi sta dicendo?". La maggior parte delle volte la risposta è "mamma ho bisogno di te".
La mia storia personale mi ha portato a credere che a quella domanda io voglio, per quanto sia possibile, nel rispetto di me stessa, rispondere "sì amore, sono qui".
Io ero una bimba con genitori molto impegnati, apparentemente ero molto autonoma, ma il non ascolto delle mie emozioni ed esigenze mi ha portato invece una profonda dipendenza emotiva.
Mi ricordo che a 6 anni andavo e tornavo da scuola da sola, mi ricordo che un giorno non mi andava, sentivo che non lo volevo fare da sola, desideravo essere presa per mano e accompagnata. Mia madre non poteva e mi ricordo che mi disse "forza l'hai sempre fatto che succede oggi?" Ma non era una vera domanda e non gliene faccio una colpa, però quel non ascoltarmi...lo ricordo ancora oggi...quella è una cicatrice.
Questo per dirti che di cicatrici forse ne creerò anche io più o meno inconsapevolmente , ma credo davvero col cuore che questa sia la strada giusta.
Credo che le capacità crescano con la volontà e l'esercizio, ma anche spesso facendo errori e perdonandosi.
Non so se ti ho risposto o aiutato, desidero solo dirti che non sei sola, che sono con te e ti abbraccio forte forte!
Ciao Elena!
Io sono una "nuova leva" e le domande che tu ti poni me le faccio quotidianamente.
Penso che sia un mare di informazioni, di cambiamenti, di sforzo ed esercizio e che è impossibile che io riesca a fare tutto (ogni giorno pronuncio almeno dieci "brava" e altrettanti "mannaggia!!" subito dopo! 😂)
Così come mi chiedo se la mia smania di "rivalsa" per la me bambina e l'educazione che ho ricevuto non mi stia portando a scegliere un percorso sbagliato. Che tutto il concetto dietro all'educazione gentile a lungo termine, alla fine invece siano "fandonie" e come dicono tanti altri cresceremo dei figli viziati, mammoni, incapaci e senza rispetto.
Be', ti dirò. Ciò che a me fa riflettere molto è il costante paragone con gli adulti. Mi spiego: quando un bambino piange perché qualcosa non è andata per come si aspettava, noi dobbiamo accogliere le sue emozioni perché vorremmo che noi venissimo accolti nelle nostre emozioni se qualcosa ci intristisce o ci fa arrabbiare perché non è andata come volevamo. E via dicendo con tutti gli esempi che si possono leggere abbondamentemente ovunque.
Insomma, trovo che questo tipo di educazione sia quella corretta perché la più "naturale". Se ci si riflette, tutto ciò che questa educazione richiede sono degli atteggiamenti che dovrebbero venirci naturali. Se il tuo bimbo ha bisogno di conforto, è naturale darglielo. Non è naturale dire "cavatela da solo!". Se la tua bimba ha bisogno di aiuto nello svolgere un compito, è naturale aiutarla anziché lasciarla a se stessa. Riesco a spiegarmi? Ancora sono davvero acerba anche con le parole. 😅
Stai facendo un ottimo lavoro, Elena. Sbagliare, tornare indietro, avere dubbi, è semplicemente *umano*. Ed essere umani non significa essere sbagliati o cattivi.
Come ti ha scritto Emma, noi siamo i semi di un cambiamento che non avverrà sicuramente adesso, ma almeno siamo la generazione che ha spezzato finalmente quella maledetta catena che ci ha legati fino ad ora!
Ti mando un grande abbraccio! ❤️
Insegnante
Ciao Elena! Prima di tutto, un abbraccio virtuale enorme! A me capita a volte arrivare al punto di farmi queste domane e di solito è perché sono stanca: non ho dormito bene, non ho avuto tempo per me oppure ho saltato l'esercizio fisico... Dopo mi ricordo che mio figlio sta imparando e che è solo un bambino e riprendo la voglia di essere più paziente.
Rispetto al "tornare indietro" di tua figlia, ricordo ciò che spiega Carlotta in uno dei suoi corsi: nella strada del crescere i bambini ogni tanto guardano indietro cercando noi e avendo bisogno del nostro rassicurarli (questa è l'idea che mi è rimasrata), e quindi è possibile che tua figlia stia avendo questo bisogno.
Un pensiero riguardo la prima parte del tuo post: è vero che non siamo capaci di, in una sola generazione, cambiare noi genitori al 100%, e alla stessa volta stiamo provando a cambiare tanto per lasciare loro un entorno più sano, sicuro, bello... loro potranno fare lo stesso e piano piano cambierà il modo di educare e così il mondo!! Siamo semi ❤
(Scusate gli errori nella scrittura, non sono italiana).
Un saluto!!