Preferiti dei bambini

Comportamento sregolato, scherzi e noia (5 anni)

16 aprile 2024
4 risposte
LAURA cerca un consiglio:

Primo post

Buongiorno,sono la mamma di due bambini di 5 e 3 anni. Vi chiedo un consiglio su una questione che sto cercando di affrontare da tempo ma che non so bene come gestire: mio figlio grande è da sempre un bambino molto energico e fisico, giochiamo spesso al parco fuori scuola e vedo che fare molto movimento lo fa stare bene tuttavia le volte che decidiamo di incontrarci a casa di amici o a casa nostra mio figlio dopo un po' di tempo inizia ad avere un comportamento sregolato, va in stanze in cui non è consentito entrare ( se  iamo a casa di ospiti non è carino intrufolarsi nella camera da letto dei genitori e saltare sul loro letto) ,sale le scale per andare in stanze diverse, fa scherzi agli altri bambini etc... Mio figlio è molto scherzoso e spesso fa scherzi agli altri ma non sempre questi gesti sono apprezzati ( esempio fare saltare o  rubare il cappello di un bambino 5-10 volte di fila crea un po' di dis gio negli altri bambini), lo stesso atteggiamento lo ha avuto fin da piccolo quando era in casa e si divertiva a fare altri scherzi quando ( mi pare di avere capito) si annoiava. Dall' osservazione mi sembra di avere capito quindi che ha questi atteggiamenti sia quando è stanco o annoiato sia per attrarre l attenzione tuttavia alle volte mi ritrovo a vederlo scappare di stanza in stanza mentre ride e io che in imbarazzo non so come mi devo comportare. Potrei fare delle prove di cortesia prima ma quali? È giusto che i bambini alle volte si annoino ma lui forse ha trovato nello scherzo un modo per divertirsi cosa che però non è sempre apprezzabile ( soprattutto dal fratellino che alle volte non vorrebbe vedersi togliere di mano oggetti o altre cose solo per fare uno scherzo). Insomma chiedo aiuto per come possibile gestire questi momenti nel migliore dei modi senza impazzire. Grazie in anticipo a chi mi vorrà aiutare.

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Valeria    30 apr 2024

Team esteso

Ciao Laura!
La nostra Rosi ti ha dato un sacco di spunti validissimi, io mi sento solo di aggiungere un consiglio nato dalla mia esperienza con la mia bimba (5 anni) che è molto energica, proprio come il tuo. Hai provato a lasciar "sfogare" il suo bisogno di movimento prima di andare a casa di altre persone? Io non sempre riesco a farlo, ma quando posso provo ad uscire di casa 30, 20 o anche 15 minuti prima e facciamo una sosta al parco o, se il tempo è poco, nel cortile sotto casa. Lì può correre e muoversi e noto che poi dopo è più rilassata ed è molto più semplice la permanenza a casa di amici e parenti. Ovviamente non va sempre tutto liscio (devo lavorare tanto di preparazione e comunque a volte nascono piccole crisi per lasciare il parco, ad esempio), però quando si creano le condizioni giuste magari può essere qualcosa che puoi sperimentare. 😊

LAURA    3 mag 2024

Ciao grazie mille per il tuo consiglio, effettivamente leggendolo mi sono resa conto che tutte le volte che capitano questi episodi è sempre quando non possiamo stare a giocare al parco e quindi probabilmente ha bisogno di avere un po' di libertà prima di rinchiudersi in uno spazio chiuso... cercherò di ritagliare qualche momento di movimento prima di recarci a casa di qualcuno, grazie ancora per il supporto 

Rosalba    25 apr 2024

Team La Tela

Ciao Laura,
hai già provato a parlare al tuo bimbo nei momenti in cui è calmo (quindi non proprio nell'immediato di quando accade, in cui magari è disregolato) per provare a capire insieme a lui come mai si comporta in questo modo?

La tua supposizione può essere giusta, ma a volte parlando direttamente con loro si scoprono sfumature a cui magari noi genitori non pensiamo, e che possono essere utili ad aiutarli a gestire i momenti di difficoltà.

Innanzitutto ti consiglio di leggere (se non lo hai già fatto) la newsletter che abbiamo inviato a marzo, dal titolo Il mindset dei limiti a lungo termine. Puoi leggerla qui.

Penso inoltre che sarebbe utile un lavoro preventivo di comunicazione, parlandogli prima di andare a casa di amici, e comunicando in maniera chiara i limiti (ad esempio: «Tra poco andremo a casa di X, tu puoi giocare nella stanza in cui ci troviamo o nelle stanze in cui X ci dirà che possiamo stare.  Ci sono invece altre stanze in cui X preferisce che non entriamo, e noi rispettiamo la sua decisione»).

Ovviamente non è detto che poi le cose andranno così, e che tuo figlio rispetterà il limite che gli hai dato, però più gli ripeti il limite (cioè la regola) preventivamente (ad esempio ogni volta che programmate di andare in posti in cui potenzialmente potrebbe manifestarsi il comportamento disregolato), più è probabile che a un certo punto il bambino lo interiorizzi.

La stessa cosa vale per gli «scherzi»: parlarne a mente serena trasmettendogli (senza giudizio) il messaggio che rubare il cappello non è uno scherzo (spiegandogli ad esempio che gli scherzi fanno ridere entrambe le parti) aiuterà pian piano a far rispettare il limite. Chiaramente ci vuole tempo, è un processo!

Per quanto riguarda invece cosa fare sul momento, quando accade la situazione «scomoda», vale quello che Carlotta scrive nella newsletter che ti ho indicato sopra (lì si fa l'esempio dei bambini che picchiano, ma vale per qualunque atteggiamento che vorremmo evitare): "Poi c'è il «dopo», perché, nonostante la nostra presenza e consapevolezza, a volte succederà che nostro figlio picchierà comunque. A quel punto, posso fare un altro tipo di lavoro che, diversamente da quanto spesso si immagina quando si pensa all'educazione a lungo termine, non è fatto solo di accoglienza: per esempio, vado dalla «vittima», dico «mi dispiace», chiedo come posso aiutare (ovvero modello con il mio comportamento quello che vorrei facesse mio figlio quando vede qualcuno che soffre); poi mi rivolgo a mio figlio senza giudizio e con più calma possibile, magari ci allontaniamo insieme un momento e aspetto che anche il suo cervello sia calmo. Solo a questo punto parlo di come avrebbe potuto comunicare in altri modi, per esempio «Quando non ti piace un comportamento puoi dire STOP! con il braccio teso e la mano ben aperta». Quello che forse vedono i genitori che educano dalla gerarchia è che non so controllare mio figlio perché non lo sgrido e non lo punisco: noi invece sappiamo che il lavoro che ho descritto sopra, a lungo termine, è efficace e, anzi, è proprio quello che insegna ai bambini non solo a gestire le emozioni, ma anche a prendere decisioni valide in autonomia e scegliere loro stessi di rispettare le regole."

Un abbraccio 💜

LAURA    26 apr 2024

Grazie mille, leggo subito la newsletter che mi hai segnalato e proverò a mettere in pratica tutti questi accorgimenti che mi hai suggerito.. grazie ancora avevo proprio bisogno di un sostegno