Preferiti dei bambini

Quando uno dei due genitori è spesso via per lavoro

15 aprile 2024
10 risposte
Elisa cerca un consiglio:

Primo post

Ciao a tutti
Vi scrivo perchè vorrei qualche consiglio.
Mio figlio di 3 anni, Nicolò, ultimamente risente del fatto che il papà è spesso via per lavoro e in quei giorni (nonostante gli venga detto e spiegato con anticipo) ogni sua reazione diventa una crisi, ha un comportamento sfidante e testardo e diventa più manesco.
Anche io ne risento, essendo sola in quei giorni e uso tutte le mie energie per avere reazioni con lui allineate al tipo di educazione che abbiamo scelto, ma sono stanca e frustrata.
Anche quando il papà torna a casa, Nicoló ha  un comportamento poco gentile e con poco ascolto.
Se avete consigli vi ascolto 🙏🏻 perchè anche questa settimana sono sola e non vorrei arrivare a venerdi come la scorsa settimana 
Grazie in anticipo

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Zaira    4 lug 2024

Team esteso

Cara Elisa , inannzitutto mi dispiace per la tua fatica. come ha scritto Carlotta , anche io viaggio spesso per lavoro ma credo che oggettivamente sia poco rispetto a quello che vivono le altre famiglie (ad esempio leggendo commenti come quelli di Milena Florez qui sotto) io magari viaggio 1-2 volte al mese per 2-3 gg.

Il quanto sia tanto/troppo lo sente ogni famiglia. Per noi questa frequenza funziona. Magari mi verrebbe comodo stare via di più ma poi sentirei di lasciare tutto sulle spalle del mio compagno troppo a lungo.

Poi bisogna considerare che questi viaggi spesso non sono una scelta, non tutti hanno il privilegio di cambiare lavoro se le condizioni non si addicono alla situazione famigliare. Tra l'altro mi viene in mente ora mentre scrivo che proprio il mio compagno aveva cambiato lavoro attorno all'anno del bimbo perché non ci funzionavano i suoi viaggi frequenti e "lunghi" (in quel caso assenze fino a 5 gg più settimane al mese).

Una cosa che io ho notato con il mio bimbo (ma che non è detto che valga per voi) è che anticipare di troppo la mia partenza non serve, anzi ha un effetto controproducente. Si agita e continua a chiedermi quando parto. Alla fine dunque glielo accenno forse un paio di gg prima, poi gliene parlo il gg prima e poi parto.

Ti lascio qui anche le riflessioni che avevo fatto in un post su IG:
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“Il mio compagno lavora molto più di me, è impossibile ripartire il carico mentale familiare in maniera equa”
“Sono fuori casa tutto il giorno per lavoro non vedo come potrei aiutare il mio partner più di così”
Hai già avuto pensieri simili?
Io sono quella che nella coppia lavora di più in maniera retribuita (io al 70% lui al 50%).
Io viaggio anche di più per lavoro (in media circa 2-3 giorni al mese).
Non è uno sbilanciamento gigantesco ma siamo comunque sbilanciati: io passo un giorno in più al lavoro ogni settimana e Valerio uno in più con il figlio e la casa. Valerio sta 2-3 sere e mattine in più al mese solo con il bimbo mentre io viaggio per lavoro.
Credo ci siano tanti piccoli gesti che chi lavora di più in maniera retribuita può fare per sgravare chi invece sta di più con la prole.
Per esempio stasera prima di partire per lavoro mi sono presa 5 minuti per preparare il tavolo di sala con 3 attività in bella vista per il bimbo.
La mia speranza è che mentre sono via mio figlio si incuriosisca delle nuove attività e si occupi un attimo per conto suo.
Così magari Valerio potrà avere anche solo 10-15 minuti di agio, che in certe situazioni puó fare la differenza.
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Infine, qui sotto ti lascio qualche link ad articoli che ho scritto e che potrebbero tornarti utili, se vuoi:

https://www.zairacconta.com/post/gestire-il-carico-mentale
https://www.zairacconta.com/post/carico-mentale-nella-coppia
https://www.zairacconta.com/post/gestione-del-tempo-e-produttivita

PS: Vedo che il post è di aprile, mi accodo alla domanda di Carlotta e ti chiedo se hai voglia di dirci come sta anfanando e se hai trovato delle strategie che funzionano per voi :)

Elisa    5 lug 2024

Grazie Zaira   per tutti i tuoi consigli ❤️ abbiamo provato a seguire i consigli ricevuti e a volte va meglio altre peggio.
Io e Andrea facciamo lo stesso lavoro (lui ad un livello piu alto e per un’azienda che ha la sede a roma ed è per questo che spesso è via).
Lui quando è a casa ha voglia di stare con Nicolò e prova in tutti i modi ad andare lui quando Nicolò chiama (spesso chiama me), ma come dicevo a Carlotta , se va lui Nicolò ha una reazione negativa e spesso grida e lo caccia. 
Questo fine settimana mi prendo del tempo per leggere i tuoi articoli. Ti ringrazio e ringrazio Carlotta per i vostri messaggi perche nei giorni in cui mi sento frustrata sono sucuramente d’aiuto. Grazie davvero di cuore ♥️ 

Zaira    5 lug 2024

Team esteso

Anche il nostro bimbo quando sta tanto con il papà poi lo preferisce a me☺️ ci va un po’ di abitudine e poi ci ribilanciamo. Per tua info il nostro bimbo ad esempio i primi 2.5 anni è dipeso da me la notte. Da quel momento in poi, decisa a smettere di allattare, ho fatto di tutto per cambiare abitudini e ora dipende da mio marito (o comunque siamo perfettamente intercambiabili). In quel periodo pensavo anche di andare a dormire in un albergo vicino o simile😅senza arrivare a tanto… poi mi è bastato mettermi a distanza (in veranda) a dormire per qualche mese. Oppure ancora adesso (quasi 5 anni) visto che il mattino il bimbo cerca piuttosto me invece che stare a casa nelle giornate in cui il figlio è responsabilità di mio marito, ultimamente  sono uscita a farmi una passeggiata per non venire “invischiata” nei preparativi per uscire di casa. 

Giulia    27 giu 2024

Ciao Elisa!
Ti mando un grande abbraccio e ti dico che anche io ti capisco bene!  Io lavoro tutti i giorni a mezz’ora da casa e mio marito tutte le settimane parte per l’estero e sta via 1-2-3 notti. Ogni settimana in giorni random, quindi non c’è nemmeno regolarità. Questo ovviamente si ripercuote negativamente sull’equilibrio familiare, i bambini lo cercano, il piccolino si sveglia di notte continuamente ed è tutto sulle mie spalle. Tutta questa stanchezza fa sì che riesca a gestire i bambini con più difficoltà e si crea un circolo vizioso da cui anche io fatico ad uscire. Quello che io cerco di fare è sfruttare tutto l’aiuto possibile di nonna/babysitter/ragazza che ci aiuta con le pulizie , ma ti confesso che sento anche io  che non sia sufficiente e mi accodo volentieri alla ricerca di consigli. 
In particolare,  voi come ritagliate tempo per voi stesse, se in 24 ore bisogna lavorare, dedicare tempo ai bambini, magari esclusivo per ognuno, e soddisfare un minimo di bisogni primari, tipo mangiare e lavarsi?

Carlotta    26 giu 2024

Team La Tela

Ciao Elisa! Sono incappata su questa conversazione e, se ti va, volevo sapere come sta andando. Inoltre, mi chiedevo se avessi aiuto (o potessi trovarlo, con babysitter o nonni) durante questi viaggi di tuo marito. E infine, taggo  Zaira  perché so che anche lei è spesso via per lavoro e magari può condividere la sua esperienza (al contrario). 

Elisa    5 lug 2024

Ciao carlotta, grazie della tua risposta. Ho un grande aiuto da parte dei nonni, mio figlio esce dall’asilo alle 4 del pomeriggio e sta con i nonni fino alle 18/19 fino a quando torno dal lavoro. La grossa fatica con Nicolò è che ormai chiama solo me per qualsiasi cosa (la notte se ha bisogno, di giorno per banalmente aiutarlo ad andare in bagno o vestirsi…), anche quando c’è il mio compagno (Andrea), e anche quando Andrea ci prova ad andare lui, Nicolò urla e lo tratta male (tanto che Andrea ci rimane malissimo). 
Io capisco che lui sia abituato maggiormente a stare con me ma non vorrei alimentare ulteriormente questa cosa. 
Inoltre è anche un periodo che Nicolò è davvero oppositivo (se noi diciamo bianco lui risponde nero…) e questo ci sta davvero sfidando parecchio. Grazie mille ❤️

Milena Florez    24 apr 2024

Team La Tela

Ciao Elisa, ti capisco bene, anch'io vivo una situazione molto simile alla tua: mio marito viaggia ogni 2/3 mesi all'estero e rimane fuori per 10/12 giorni e una volta ogni 15 giorni sta fuori una notte sempre per lavoro. 
Nel nostro caso dopo tanta osservazione e ascolto delle mie emozioni (perché in realtà ho capito che parte del disagio di Amelia era il riflesso del mio disaggio) ho capito che dovevamo organizzarci diversamente e così abbiamo creato una routine pre-partenza e durante la partenza per i viaggi lunghi di 10 giorni. 
Abbiamo cercato di fare la preparazione con il calendario delle palline segnalando i giorni pre-partenza (5), i giorni che starà fuori e il giorno del rientro. Ho spiegato a mia figlia le mie emozioni in riferimento alla partenza del papà e ho chiesto a lei di farmi un segnale (prendermi la mano) quando sto perdendo la calma. 
In questi giorni cerco di farmi aiutare con i nonni e anche chiamando più volte Lily per darmi una mano (la persona che ci da una mano con le pulizie di casa) perché ho capito che avere tutto sulle mie spalle mi fa perdere la serenità e in quelli giorni faticosi cerco di trovare più aiuti e di pianificare le cose che posso controllare come le pulizie, lavatrici e il menu per tutti i giorni che sarà fuori. Mio marito di solito parte un lunedì mattina e durante il weekend ci organizziamo e lui fa una spesa grande e mi da una mano in organizzare la logistica per i giorni che sarà fuori. Durante i giorni che sta al estero cerchiamo di fare una video call durante la cena e se è possibile (fuso orario) cerca di leggerle una storia prima di andare al letto. Adesso che Amelia ha quasi sei anni riesce a capire meglio il lavoro del padre (commerciale estero) ma con l'arrivo del fratello 7 mesi fa ammetto che è più impegnativo e stiamo cercando di trovare una nuova routine più funzionale 😅
Ti abbraccio forte 🤗

Martina    16 apr 2024

Insegnante

Cara Elisa, prima di tutto ti voglio mandare un abbraccio grande.  Io vivo una situazione simile alla tua ( non uguale, ma poi capirai perché).  Il mio compagno alterna periodi in cui va via per lavoro, a giorni  in cui lavora vicino casa. Talvolta si assenta per un paio di giorni, qualche volta una o due settimane. Io ho due figlie, una di 10 anni e una di 4. Le bambine non reagiscono sempre alla stessa maniera. Ci sono volte in cui sono nervose e intrattabili, altre in cui non hanno interesse e nemmeno si accorgono che il padre è assente. Ci sono dei giorni in cui mi mettono a dura prova, altre in cui sono collaborative. Noi adottiamo numerose strategie, che a volte funzionano, altre no. Te le elenco: 
- facciamo un calendario con dei soli disegnati; ogni mattina la bambina piccola cancella un sole e comprende quanti ne mancano fino all'arrivo del padre
- se le bambine lo desiderano, facciamo videochiamate,  che a volte aiutano e fanno sentire meno la lontananza, altre volte peggiorano la situazione. Nelle videochiamate, il padre mostra loro la camera dell'hotel, un luogo particolare dove si trova... Siccome non sempre la videochiamata capita in un buon momento, il mio compagno mi manda un messaggio prima e chiede se è il caso di farla. In alternativa, aiutano tanto dei brevi video, che lui manda dalla nave, dall'hotel, in sosta con l'auto: le bambine li guardano quando sentono la mancanza.
- il mio compagno cerca di andare via meno giorni di fila, ma più spesso. Ti faccio un esempio: di recente è andato a Parigi per 3 giorni, poi è tornato per un giorno, poi è ripartito per un altro giorno, poi è tornato e ha trascorso tutto il weekend con noi. 
- viaggiare di notte ottimizza i tempi: partire di domenica sera, viaggiare la notte ed essere il lunedì mattina già sul luogo richiesto. Idem per il ritorno. Sembra strano, ma si acquistano ore che possiamo dedicare alla famiglia al ritorno. Ad esempio, se è stato via molti giorni, al ritorno passa a prendere le bambine a scuola, oppure, se torna alle 18.00, ceniamo molto presto e dedichiamo il dopo cena al racconto di cosa ha fatto. Non occorrono grandi avventure, basta condividere cose. 
- portare sempre un regalino-gadget. Non occorrono cose costose, ma anche una penna presa in hotel, un portabadge preso ad una conferenza, dei biscottini acquistati in una pasticceria. 
- preparare insieme la valigia e mettere un bel disegno per il padre nella valigia. un biglietto con scritto buon viaggio. Siccome il tuo bambino è piccolo, potrebbe mettere in valigia un oggetto che il padre può portare con sé e farsi la fotografia con quell'oggetto. Ad esempio: il dinosauro Lino piccolo e tascabile, insieme al papà va davanti al Colosseo e si fa la foto, va in aereo e si sdraia sul portavivande, fa scenette strane, mangia un hot dog... Inventare qualcosa al momento. 
- non mancare mai agli eventi importanti: partite, recite, gite, compleanni. 

Al momento mi vengono in mente questi suggerimenti. 

Riguardo a come vivere la vita quotidiana: io al momento non lavoro, quindi sopperisco all' assenza del padre, con la mia totale presenza. Tu, da quanto vedo, lavori full time, quindi non so come ti organizzi. Posso suggerirti di trovare delle cose "speciali" da fare con Nicolò quando siete solo voi due: la prima che viene in mente è la  serata pizza e cinema ( ossia cartone in tv e pizza seduti a terra come un picnic). Inoltre, quando dicono " mi manca babbo, quando torna babbo, dove è babbo" io rispondo con calma e faccio vedere i soli nel calendario, mostro i video e le foto di dove si trova. Se il padre tornerà la sera, propongo di preparare qualcosa di buono per festeggiare, anche solo un creme caramel di quelli in polvere con aggiunta di latte. 

Infine, andrà meglio, sempre meglio. I bambini si abituano, capiscono e si creano routine diverse per quando c'è il padre o quando è via. 

In bocca al lupo Elisa. Un abbraccio. 

Elisa    16 apr 2024

Grazie Martina mi hai dato degli ottimi consigli, ti ringrazio davvero molto! 
Li metto in pratica subito e vediamo se migliora la situazione ☺️
Bellissima idea sia il calendario sia le cose speciali da fare insieme
Grazie davvero ❤️

Zaira    4 lug 2024

Team esteso

Che bello Martina che ti sei presa del tempo a rispondere a Elisa , è proprio bella questa comunità creata dal team di Carlotta :) Io arrivo sotto (anzi, probabilmente sopra vedendo il layout della pagina) con una mia risposta, ma ci tenevo a dire che il "non mancare mai agli eventi importanti: partite, recite, gite compleanni" dipende pure da famiglia e famiglia. Per me e per noi non è valido. 1) magari non riesco proprio a esserci quei giorni 2) siamo sicuri che quei gg sono importanti anche dal punto di vista della prole? O siamo noi che li investiamo di quell'importanza? Per me ad esempio è più importante passare un giorno (qualsiasi) a tu-per-tu con mio figlio rispetto ad esserci alla recita di fine anno.