Preferiti dei bambini

Dire di sì mi ha aiutato a lavorare sui miei «no».

8 aprile 2024
8 risposte
Valeria aveva voglia di condividere:

Team esteso

Ciao a tutti e tutte! 💕

Oggi volevo condividere una piccola esperienza nata anche in seguito al recente post di  Claudia Petrone (questo qui: ve lo linko direttamente così non vi tedio con lunghi preamboli).

Faccio solo una premessa: io per un lungo periodo di vita sono stata quasi ossessionata dal modo in cui venivo percepita all'esterno. Per assicurarmi di piacere a tutti (o almeno di non dare fastidio a nessuno 😅) ho molto spesso detto di sì quando avrei preferito dire di no. Vi lascio immaginare quanto sia stato difficile negli ultimi anni lavorare sui miei confini. Riconoscere i miei bisogni autentici e comunicarli alle altre persone, capire fin dove fossi disposta a lasciar entrare gli altri (con le dovute differenze per i singoli rapporti). Proprio perché dire di no per me è sempre stato difficile, ci ho lavorato così duramente che però ad un certo punto credo di aver perso di vista il senso dei confini stessi. I confini dovrebbero essere ciò che ci permette di trovare un equilibrio tra noi e gli altri e di nutrire tanto la relazione col proprio mondo interiore quanto quella col mondo "fuori". Ma io questa percezione ad un certo punto credo di averla persa del tutto, ho eretto muri altissimi e mi sono trincerata dentro: per paura di ricadere in vecchi schemi ho reso davvero difficile entrare, a chi mi sta intorno. Questo ripiegamento cronico ha avuto tanti effetti negativi, molti di questi si acuiscono in periodi di stress in cui mi avvicino al burnout. Mi sento sovraccarica, non ne parlo, non mi apro, rimugino ancora di più, ogni singola fatica mi sembra enorme e rischio l'implosione.

Dopo le ultime settimane così, mi sono decisa ad affrontare di nuovo il lavoro sui confini, ma al contrario. Mi sto allenando di nuovo, piano piano, a dire di sì. Un sì al giorno, (più o meno) tutti i giorni e finché ne ho bisogno.
Sì a quell'aperitivo con l'amica al posto di quel documento da preparare. Sì al pomeriggio al mare con mia figlia al posto della cena più ricca da cucinare. Sì alla chiamata a mia madre al posto dei miei 20 minuti di yoga. Sì allo yoga anche quando di minuti non ne ho 20, ma 7. Sì al bicchiere di vino + serie tv sul divano con mio marito al posto della perfetta routine del sonno. Sì al sonno in più al mattino (+ extra dose di coccole con mia figlia) e a 10 pagine in meno del mio libro.
Lo scopo non è quello di eliminare le buone abitudini, ma di allenare un mindset più flessibile, e di ricordarmi che a volte dire di sì agli altri (o dire di sì anche se le condizioni non sono perfette) mi permette di dire sì anche a me. Perché è bellissima la relazione che ho costruito con me stessa, ma mi rendo conto che funziona meglio quando smetto di sentirmi isola, e mi vedo più come parte di un bellissimo arcipelago.

Non so se questo flusso di pensieri ha senso o può esservi utile, ma noto che questo inizio di primavera si sta rivelando sfidante per molti e molte, e magari questo pezzettino di riflessione può aiutare. Tra l'altro, voi cosa ne pensate? Com'è il vostro rapporto con i confini? 😄

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Giada    19 set 2024

Ho letto adesso questo post e ti ringrazio perché è esattamente come mi sento in questi periodo.. E questo mi consola perché non mi sento sola.. Sto iniziando anch'io piano piano a dire quei si che avevo messo da parte anche se ha volte il senso di colpa e di inadeguatezza si fa un po sentire ma cerco di metterlo da parte.. 💗

Yadira    11 apr 2024

Grazie di questa condivisione e riflessione Valeria, anch'io sto lavorando in entrambi le parti "si" e "no". Sia a livello personale che professionale. Anche sul fatto di chiedere aiuti senza farmi problemi (questo forse nn c'entra con il discorso 😅) ma siccome ho visto che ha migliorato molto la mia situazione a casa con mia figlia e la gestione della mia rabbia per nn prendermi cura a sufficienza , dire più si a me in questo periodo che sono in gravidanza è un po' terapia e quindi affronto un giorno alla volta. 
Poi si ad essere più flessibile ed elastica un po' su tutto, sempre con dei limiti ma libera di poter cambiare idea 
Ecco questa è la mia esperienza al momento, espero che dopo con gli sbalzi ormonali nn cambi , ad ogni modo un quest' momento della mia vita mi va bene così 💕

Claudia Petrone    9 apr 2024

Ciao Valeria,
anch'io come te avevo silenziato me stessa per ascoltare e accontentare solo glia altri.  La consapevolezza che hai di te stessa e che si percepisce nelle tue parole è davvero di ispirazione. Dalla situazione che sto vivendo ho capito che la consapevolezza è un punto di forza e allora usiamola per ricalibrare la nostra bussola, per aggiustare il tiro, magari tornando un pochino indietro sui nostri passi, ma sapendo che ci porteranno solo avanti nel nostro meraviglioso cammino alla scoperta di noi stesse.

Grazie per la tua condivisione.
Un abbraccio  

Martina Righetti    9 apr 2024

Ciao Vale, anche io sto cercando di preservare i "no" per ciò che veramente voglio resti fuori dallo scenario attuale: "no" a quel lavoro che mi porterebbe fuori più di quanto vorrei o che semplicemente non sento in linea con quello che voglio fare adesso, "no" a quell'attività con i miei figli che seppur educativissima...non mi piace e non mi va di fare! "No" a compiacere le persone, affinché io possa sempre risultare loro gradevole e rassicurante. Un "no" a volte fermo, ma possibilista per quanto riguarda un futuro sì (un "non ora", insomma...!). Un "no" altre volte irremovibile e davvero utile per tracciare distanze ed autonomie preziose, affinché rimangano anche nei giorni, mesi e anni a seguire (fin quando saranno necessarie).

Grazie per il tuo spunto, che mi ha consentito di agganciare il mio <3

Un abbraccio,
Martina

Stefania    9 apr 2024

Grazie per la tua riflessione.. questo genere di pensieri "ad alta voce" mi fa capire che non sono sola 😊.
Personalmente, ho trovato molte più ricchezze di quanto potessi immaginare aprendomi al "perché no?!" piuttosto che rinchiudermi per paura di sbagliare (magari di nuovo).. basta solo cercare di fare esperienza dai nostri errori, questo non preclude di aprire le porte ad altre cose.

Valeria    9 apr 2024

Team esteso

Grazie Stefania!
Anche io avevo bisogno di sentirmi meno sola: ero sicura che condividendo si sarebbe stretto un piccolo cerchio intorno a me. Grazie per esserti "palesata" 😊💕

Gabriella Ricciardelli    8 apr 2024

Cara Valeria, 
Che riflessioni stupende... sono state una vera coccola... anche io mi sto allenando ad abbandonare un po' di rigidità ripetendo a volte un po' tipo mantra i vari "una cosa non esclude l'altra" e "meglio fatto che perfetto"...e soprattutto ho scelto di non combattere battaglie inutili (se non addirittura controproducenti) neppure con me stessa! Tutto ciò solo per dire che in questo meraviglioso viaggio che è la genitorialità forse sto scoprendo più cose su me stessa che sui miei figli...e sapete di non essere la sola aiuta. 
Un abbraccio

Valeria    9 apr 2024

Team esteso

Concordo, probabilmente perché avere a che fare con i nostri bimbi ci spinge inevitabilmente a vedere e ad ascoltare anche i bambini e le bambine che siamo stati. Che viaggio pazzesco!