Preferiti dei bambini

Delegare a nonni e perdita di controllo/tempo non passato assieme

2 aprile 2024
6 risposte
A. cerca un consiglio:

ciao a tutte,
io da sempre faccio fatica a delegare ai nonni quelle poche ore di gestione quotidiana, post scuola. Per evitare il loro (per me eccessivo) coinvolgimento nella giornata e anche per fare del bene a lui (spero), ha iniziato il nido a 10 mesi con un full time, lavorando io full time. I nonni hanno fino al nido avuto la gestione in casa nostra dopo le 16, con mio marito in smart working. non sono mai riuscita a concedergli di andare loro a prenderlo (perchè pensavo a mio figlio pesasse non ritrovare almeno uno dei due genitori), non sono mai riuscita a concedergli di portarlo nella loro casa, a portarlo al parchetto o dove sia.

Da quando ha iniziato la materna, per motivi logistici, vanno i nonni a prenderlo a scuola 4 gg su 5 e poi tendenzialmente tornano a casa nostra dove c'è il papà in sw. Di recente mio marito sta andando più spesso in ufficio e quindi per lui è un problema tornare entro le 18 a casa, ora in cui torna con i nonni da scuola. Di fatto dovrei "mollare" ancora di più e accettare che possa succedere che lo portano a casa loro, o in cascina, o che tornino a casa e non ci siano mamma o papà. A chi è mai successo di non riuscire a delegare ai nonni (suoceri)? Il mio ha quasi 4y e questo è chiaramente un problema da sempre, anche in coppia perchè inevitabilmente deleghiamo sempre pochissimo e c'è poco spazio al di fuori di mio figlio.

Perchè succede che non riesco a delegare? direi motivi vari.. il primo in assoluto il delegare e perdere il controllo. per quanto si "adattino" a tante cose, i nonni sono sempre figli delle loro generazioni. non sanno cosa dicono, a volte a fin di bene, e nessuno di noi due sarebbe lì "a sorvegliare". il secondo motivo è il tempo.. si delega un bel pò di tempo.. quelle due orette che sono le stesse che dedico io al giorno dopo il lavoro.. hanno tanto spazio nella vita del nipote e io vorrei forse che fossero meno coinvolti e avessero più una vita per conto loro da vivere... spesso bisogna delegare non solo per necessità ma anche perchè i nonni si aspettano di dover includere i nipoti nelle loro giornate, come se non avessero altro da fare.. certo poi l'alternativa sarebbe o rinunciare al full time (ma non mi sentirei io realizzata abbastanza nel lavoro) o rinunciare a loro nel quotidiano ma dovendo poi cedere in altro perchè appunto non si accontenterebbero del tempo col nipote.. e questo vorrebbe dire lasciarlo a scuola ancor più di 8 ore che già fa. commenti? suggerimenti? consigli?

Grazie

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Carlotta    22 mar 2025

Team La Tela

Ciao A.!

Sono ricapitata su questa conversazione e l'ho trovata interessante… ti va di raccontarci a distanza di tempo, come è evoluta la situazione? State delegando di più ai nonni? Se sì, ti sei abituata con la pratica (anche delegare è un'abitudine che va praticata) o fai ancora fatica? 💜 

A.    7 apr 2025

Ciao Carlotta, ti ringrazio tanto per la risposta e l'interesse. Come spesso accade, quando mi rileggo dopo tempo, non mi ritrovo in ogni punto.. spesso scrivo quando sono in preda alla confusione, all'ansia, al malessere. In effetti potrebbe anche essere questo il fine di questo forum.. provare a vedere punti di vista diversi per "stemperare" il proprio. 
La situazione ad oggi è che io faccio il mio full time 4 gg su 5. Torno a casa e vedo mio figlio 1h/1h e 30 ma in quel tempo gioco con lui o faccio qualcosa con lui almeno 30 min (il resto sono preparativi alla nanna). Il weekend me ne occupo, non deleghiamo ai nonni niente. Mio marito fa i suoi 2 gg di sw e quindi di solito 3 gg su 5 torna in casa e trovo o me o papà. Gli altri 2 gg torna con i nonni e aspetta con loro 2 orette che torniamo io o mio marito. Dire che mi fido totalmente del fatto che non propongano tv, cell, vecchio linguaggio, sarebbe non vero. Ho imparato a lasciar andare.. ritornando sul punto ogni tanto con mio marito per essere sicura che almeno su qualche punto fossimo tutti d'accordo. (mio marito è molto meno affiliato a questo tipo di educazione che io cerco di seguire. siamo poi nella sostanza concordi, ma giudica me molto prof e molto esagerata talvolta). 
E' un grande lavoro su me stessa... quello di non occuparmi e non controllare cosa faccia mio figlio in mia assenza. Grazie alla terapia anche, capisco che non posso controllare mio figlio e non è sano che conosca un unico modo di stare al mondo. Posso solo dargli gli strumenti per stare al mondo con gentilezza, con senso critico e io con grandi orecchie tese a cogliere ogni segnale di disagio o di dissonanza.
Grazie :)

Rosalba    10 apr 2024

Team La Tela

Ciao cara,
innanzitutto ti abbraccio, esserti aperta a condividere questa tua difficoltà è un primo passo importante e prezioso 💜

Mi viene da chiedere se si tratta dei nonni materni o paterni, perché a volte nei due casi cambiano anche le domande da fare a te stessa per capire quale sia il nodo da sciogliere in questa difficoltà, da dove proviene realmente (se ad esempio si tratta di una difficoltà di relazione che viene fuori da tensioni con i tuoi genitori, che magari risalgono anche a un passato lontano, questa potrebbe essere indagata in maniera diversa rispetto al caso in cui si tratti rapporto coi suoceri).

In generale, mi chiederei cosa davvero (nel profondo) ti fa stare male al pensiero del tempo che loro passano con il tuo bimbo. E mi chiedo: come mai quel tempo in casa vostra, seppur con fatica, lo accetti, mentre al parco o a casa loro no?

In alternativa, avete valutato eventualmente di diminuire i giorni in cui il bambino passa il tempo dopo scuola con i nonni, pensando magari al supporto di una baby sitter?

Vado alle riflessioni sui due motivi a cui fai riferimento:

  • Perdita di controllo. Ecco, ti capisco, in passato succedeva anche a me di sentirmi così'. Mi «autoflagellavo» per tutte le cose che io avrei fatto diversamente nel tempo che i miei bimbi passavano con i nonni e mi incaponivo a tentare di cambiare il loro approccio. Questo ovviamente in parte va bene, nel senso che cercare di instaurare un dialogo costruttivo per arrivare a un equilibrio di approccio è molto sano, anzi è proprio quello che Carlotta consiglia nel Percorso alla categoria Relazioni Adulte - I familiari (hai già avuto modo di soffermarti su questi contenuti?). Però, una cosa importante che (col tempo) ho capito è che intestardirsi a cercare di cambiare loro a tutti i costi non è altrettanto sano. La verità (scomoda) è che possiamo cambiare solo noi stessi, e questo nella relazione con la famiglia di origine si traduce inevitabilmente nell'accettare entro certi limiti la loro diversità di vedute e di approccio (se decidiamo di mantenere la relazione), scegliendo comunque di mostrare l'alternativa ai nostri figli. A questo proposito, ti lascio qui il link a un recente post della comunità in cui si parla di questo argomento, magari leggerlo e leggere i commenti degli altri genitori potrebbe esserti utile.
  • Tempo. Anche a me non è molto chiaro cosa intendi quando dici «si delega un bel pò di tempo.. quelle due orette che sono le stesse che dedico io al giorno dopo il lavoro»: cioè forse che dopo le 2 ore con i nonni il bimbo passa 2 ore con te? 
A.    11 apr 2024

Ciao Rosalba, intanto grazie infinite per il tempo che mi hai dedicato scrivendo questa riflessione.
Tutto molto vero e giusto quello che dici.. credo che quando si diventa genitori si possano generare anche dei pensieri anche irrazionali.. tipo cosa cambia tra a casa o al parco.
Su tutto quello che hai detto ho riflettuto e continuo a rifletterci, credo sia un viaggio lungo una vita.. nella mia esperienza il primo figlio può essere davvero un evento disruptive che all'inizio genera molto rigidità, insicurezza, perdita di controllo, oltre che estrema fatica e perdita di tempo anche per sè. Man mano che passano gli anni mi sono "ammorbidita" e quello che prima pensavo di dover seguire in modo estremamente rigido, "alla lettera", cerco di valutarlo più nella visione d'insieme e ammetto che si vive meglio. Sicuramente ci sono varie cose che mi danno "noia" e credo che quelle non scompariranno mai del tutto ma posso trovare sempre più il modo per farle pesare meno nella mia vita. 
 Sulla questione tempo intendevo dire proprio questo, che i nonni passano circa 2 ore al giorno, quasi tutti i gg, io alla fine con il lavoro ci passo circa 2 ore prima di andare a nanna.. 

GRAZIE

Martina    3 apr 2024

Insegnante

Cara mamma, ho pensato molto a cosa risponderti, ma non trovo una soluzione da proporti. Vado di getto, con il cuore aperto. Quindi ti dico: prenditi del tempo per pensare ai motivi che hai dentro e che ti conducono a comportarti così. Esaminarli bene. Cosa ti spinge ad esigere il totale controllo?  Di cosa hai paura? Cosa ti porta a non fidarti dei nonni? Esamina in cuor tuo la convinzione che tu e il padre del bambino siate il meglio per vostro figlio e che i nonni non abbiano risorse particolari e speciali che solo i nonni hanno.  Tuo marito come vive questa tua diffidenza nei confronti dei suoi genitori? Perché non dimentichiamoci che i nonni in questione, sono tuoi suoceri, ma soprattutto sono i genitori di tuo marito. Sottolineo che non ti giudico, al contrario, ti capisco, perché sono stata come te per molto tempo e un po’ lo sono ancora. Le mie figlie non stanno mai da sole con la nonna paterna, perché è una persona negativa, che non ha lati positivi, non apporta nessun tipo di beneficio nella loro vita. Il mio compagno lo sa, lo comprende e le bambine non stanno mai senza di me, se c’è lei. I nonni materni ( ossia i miei genitori ) non sono perfetti, anzi, sono pieni di difetti, ma mi rendo conto che hanno delle qualità e fanno fare delle cose alle bambine che con me non fanno ( cucinare torte, piantare fiori, prendersi cura del cane, raccontare storie del dopo guerra su come era la vita un tempo..). Certo, mi imbestialisco quando piazzano le bambine alla tv spazzatura per ore e ore. Oppure quando fanno commenti fuori luogo e “ antichi”.  Ho imparato a limitare il tempo con loro, affinché ci sia qualità e non quantità ( stare insieme 1 ora per la merenda e giocare va bene, 5 ore di cui 4 alla tv non va bene).  Ti chiedo un chiarimento, perché non ho capito: dici che hai solo un paio di ore al giorno per stare con il bambino, due orette che non vorresti “cedere” ai nonni ma tenere per te e tuo figlio.  Allo stesso tempo i nonni si aspettano che tu lasci loro, ulteriormente, il bambino anche se tu sei tornata da lavoro. Poi, se il bambino fa tempo pieno a scuola e alle 18 torna il padre, quante ore reali stanno i nonni con il bambino? Due? Tre?  Non ho compreso, puoi chiarirlo?  Infine: il bambino ha 4 anni, perciò potrebbe iniziare uno sport, non stare solo dai nonni. Oppure potresti farlo stare a casa  degli amichetti.  Hai detto che per 4 pomeriggi sono presenti i nonni: bene, un pomeriggio c’è lo sport, uno il parco giochi, uno va a casa dell’amico e uno a casa con i nonni. In questo modo i nonni ci sono, ma sono di supporto, non totale presenza.  Concludo con una domanda alla quale devi rispondere nel tuo cuore: hai lasciato spazio per la coppia? Spesso, la vita è una corsa e un dimenarsi costante,  e i figli prendono la priorità ( come è giusto che sia) ma il compagno o la moglie, passano in secondo piano per troppo tempo.  In bocca al lupo per tutto. 

A.    11 apr 2024

Ciao Martina,
ringrazio anche te moltissimo per le tue riflessioni. Le apprezzo moltissimo, ci sono suggerimenti concreti e uno dei motivi per cui ho scritto è proprio per trovare spunti pratici, riflessioni alle quali non ho ancora pensato.. per alleggerire il peso e so che confrontarmi con voi è utile perchè so che anche voi ci tenete a seguire una certa impostazione.

GRAZIE