Nonni "all'antica" e figlia molto piccola!
Ciao a tutti!
Vi scrivo oggi dopo diversi episodi che mi hanno messa a dura prova perché avrei bisogno di consigli ma - lo ammetto - anche solo di conforto!
Io sono figlia di due genitori "all'antica" che mi hanno cresciuta secondo quel retaggio culturale che conosciamo bene in molti e porto questi traumi con me ancora adesso. Li sto affrontando pian piano con la psicoterapia (e con l'aiuto per me fondamentale di
Carlotta
), soprattutto perché mi hanno ostacolato molto nella mia crescita personale da quando sono mamma e nel mio rapporto con la mia bimba Giada di 13 mesi.
Da quando conosco la Tela ho provato a mettere in atto con i miei genitori i vari stratagemmi che Carlotta suggerisce per una comunicazione efficace e un dialogo non giudicante e non conflittuale, specialmente nella gestione di Giada (io lavoro e loro tengono Giada 5 giorni su 7 per almeno 5/6 ore al giorno). Il problema è però che ogni mio tentativo finisce sempre per essere un buco nell'acqua perché o loro si mettono subito sulla difensiva pensando che io stia attaccando il loro modo di educare oppure ignorano completamente i miei suggerimenti.
Faccio alcuni esempi tra quelli che mi infastidiscono di più, il cui protagonista è soprattutto mio padre (colui con cui ho un rapporto molto complesso):
- basta che Giada respiri e lui si spertica di "brava bravissima" in c-o-n-t-i-n-u-a-z-i-o-n-e.
- i miei hanno un cagnolino, Birillo, che spesso abbaia o fa "cose da cani" e mio padre si rivolge spesso a Giada, in seguito a queste azioni, dicendole "come ti dice il nonno? Com'è Birillo? SCEEEMO! SCEEEMO!" 😡😡😡
- quando Giada piange per un qualsiasi motivo entrambi i miei genitori impazziscono completamente e cercano tutti i modi possibili e immaginabili per distrarla oppure le dicono "ma perché piangi? Non piangere, non c'è motivo, non è successo niente!"
- quando mio padre deve andare via, spesso dice a mia madre di portare Giada in un'altra stanza perché lei non si accorga che lui sta uscendo e rincara la dose dicendole pure cose come "dai, vai a cambiare il pannolino che il nonno ti aspetta!" 🤯
Questi, credetemi, sono solo alcuni degli esempi di ciò che succede e io alle volte sono veramente stanca perché mi sembra di combattere una battaglia inutile e troppo estenuante, dovrei passare tutto il tempo a dire cosa c'è che non funziona ed è impensabile!
Per concludere, poi, anche quando io provo a "correggere" alcune di queste cose la volta dopo succedono uguale, come se io non avessi mai parlato... A volte mi sembra quasi che me lo facciano apposta! 😓
Mi sono dilungata tanto per sfogarmi, ma arrivo al punto.
Ho capito che, vista la situazione, la cosa su cui e più importante concentrarmi è il lavoro con mia figlia, affinché capisca che ciò che pensiamo nella nostra famiglia e il modo in cui ci comportiamo nella nostra famiglia è diverso da quello dei nonni. Ad esempio, quando mio padre insulta il cagnolino dicendo che è scemo, io dico a voce alta guardando Giada dritto negli occhi "noi non insultiamo nessuno e rispettiamo tutti, anche gli animali". Oppure quando fa qualcosa che merita le "lodi" mentre i miei le dicono "brava" io cerco di catalizzare la sua attenzione su di me descrivendo ciò che ha fatto, sorridendo e al massimo commentando l'azione in sé (tipo "ottimo, hai messo la formina nel buchino giusto, è perfetto così!")
Le mie preoccupazioni però riguardano la sua età. Nel senso che spesso si parla di bambini più grandi con cui poter avere già una conversazione e un confronto, mentre io con Giada sento di non poter comunicare ancora fino in fondo. Mi preoccupa quando, nonostante i miei sforzi, vedo lei eccitarsi e battere le manine tutta contenta se i nonni le dicono "brava" dopo che ha bevuto o mangiato 🤦🏽♀️ ho paura che lei interiorizzi quel "brava" perché è molto più immediato di ogni mio altro gesto o spiegazione. Non so se riesco a spiegarmi.
Viene fuori la me bambina che è stata cresciuta secondo questo metodo e ora è succube delle opinioni e dei giudizi altrui, incapace di essere indipendente e di non cercare l'approvazione degli altri. Ho paura che Giada, stando così tanto tempo coi nonni, interiorizzi di più i loro metodi che non i miei.
Dunque concludo 😅😂 anche se lei ha 13 mesi è comunque in grado di comprendere le mie spiegazioni? La nostra triade sarà comunque più importante per lei, nonostante l'età?
Da settembre vogliamo mandarla al nido per darle nuovi stimoli e anche per farla stare meno tempo coi nonni (lo ammetto 😓), ma mi chiedo sempre se sia giusto che io faccia o se anche lei finirà per subire l'influenza di un'educazione "a breve termine" (lasciatemi passare questa definizione!)
Scusatemi se mi sono dilungata così tanto ma volevo dare un quadro quanto più chiaro possibile della situazione! E grazie già in anticipo per avermi letta e accolta ❤️
Team La Tela
Ciao Giorgia,
ti abbraccio forte, la difficoltà nonni/educazione tradizionale coinvolge davvero tantissimi di noi.
Sì, la vostra influenza di genitori sarà assolutamente incisiva, e pian piano sono certa che vedrai i risultati del lavoro che farete a casa.
È innegabile che tutto finisce nel calderone, anche l'influenza esterna di nonni, scuola, poi amici ecc..., ma questo non toglie che parlare e mostrare a casa l'alternativa sia la scelta migliore che possiate fare per la tua bimba (un lavoro molto spesso faticoso, è vero, ma che riempie di gioia quando col tempo ne notiamo i risultati).
Ps. Ti metto qui il link ad un post di
Florencia
, che ha condiviso una fatica simile alla tua 💜 (nella risposta le ho indicato alcuni contenuti che potrebbero dare spunti anche a te).
Florencia
Marianna Travaglini
Alexandra
Martina
grazie mille per esservi prese del tempo per leggermi e per condividermi le vostre esperienze e i vostri consigli. Ne faccio tesoro per poter lavorare su me stessa e su questo rapporto, conscia che il confronto con voi è sempre un'occasione preziosa di arricchimento! Grazie davvero ❤️
Ciao Giorgia!
Questa mattina ho postato una ricerca di aiuto molto simile alla tua, ora la mia pupa dorme e sto leggendo tanti altri post che non avevo avuto tempo di approfondire prima di scriverne uno io.
Come ti capisco!
Oggi sono stata anche io dalla psicologa (sto praticamente spendendo ogni seduta perchè i nonni mi fanno arrabbiare...) e mi ha rimandato un messaggio che in qualche modo mi ha aiutata, se non a sanare il rapporto coi nonni, quantomeno a riuscire a gestire le mie emozioni. Non sarò brava come la mia psico a ripetere le cose che ha detto ma ci provo...
L'hai scritto anche tu... loro tirano fuori la te bambina, e quell'emozione che ti fanno provare è il pattern che tu hai vissuto anni fa, soprattutto ti ricorda di quando tempo addietro loro si comportavano così con te e ti facevano sentire in modi "strani" (provo a dire delle reazioni che riguardano me: insicura, non protetta, alla ricerca di approvazione).
Per fortuna tu sei grande, consapevole e sai cosa fa bene alla tua bambina, e quando senti che i nonni scatenano in te quell'emozione, quella voglia di reagire istintiva, ricordati che è la loro azione e la loro inadeguatezza o ingenuità a farti sentire così.
Il mio non è un consiglio, perché vago nel vuoto cosmico... però volevo condividere con te quanto ho provato a capire oggi e farti sapere che sei in ottima compagnia ;') .
Io ho risolto mandando la bimba all'asilo un paio di giorni a settimana, ho trovato un nido famiglia con una tata molto dolce e che ha un metodo educativo SUPER gentile.
Così la bimba socializza, scopre nuovi giochi e canzoncine.
Un abbraccio da Torino!
Ciao Giorgia, io vivo un po’ la tua situazione proprio con i miei genitori, anche se li vediamo pochissimo perché abitano lontano. Per me il motivo più grande di discussione sono stati video e tv. Io ho provato con la comunicazione gentile e con la comunicazione “brutta e cattiva” (brutta brutta) e la situazione forse inizia a migliorare ora, dopo due anni e mezzo! Pensa che facevano vedere i video a Franci anche in videochiamata, nonostante io abbia chiuso bruscamente la telefonata più volte. Penso una cosa: per quanto noi possiamo esprimerci al meglio e cercare parole e toni giusti e fornire strumenti per trovare info come libri o podcast o corsi di Carlotta, se chi ci sente non vuole ascoltare e soprattutto non è pronto e predisposto al cambiamento, allora possiamo fare poco. Ma puoi fare tanto con Giada. Come dice Carlotta, l’importante è mostrare l’alternativa, tenendo anche in considerazione che tu e il tuo compagno siete i genitori, gli altri sono nonni; e lei questo lo sa anche a 13 mesi. E sono molto d’accordo con Alexandra, anche perché oltre a tutto quello che ti ha scritto devi considerare che tu non avevi un altro adulto di riferimento, lei ha te. Magari adesso quando il nonno dice “scemo, scemo!” Al cane lei ride, ma più in là potrebbe lei stessa dire al nonno che quello non è un giusto atteggiamento. I bambini ci stupiscono sempre e sono sempre un passo avanti a noi. E se invece noti che ha assimilato qualche atteggiamento e qualche dinamica dal modo di fare dei nonni, prova a chiederti come mai; perché si trova meglio in quelle dinamiche. Magari devi provare a cambiare il tuo punto di vista e capire cosa puoi offrire in modo diverso. “Ti racconto un aneddoto” (cit.) per farti comprendere meglio. Mio figlio ha fatto per un solo giorno con mia madre il “gioco” di dirsi a vicenda “stai zitto tu, no stai zitta tu…!” E di dire questa frase anche al nonno, tutto ciò con me in disaccordo ovviamente. Qualche giorno dopo io ho alzato un po’ la voce con mio figlio e lui mi ha detto proprio questa frase. Inizialmente ho pensato che fosse bastato un solo giorno per cancellare due anni di sforzi, poi la mia psicologa mi ha detto che forse Franci aveva interiorizzato quella frase perché quando io cambiavo atteggiamento non aveva gli strumenti giusti per “fronteggiarmi”. Giusto. Non ci avevo pensato. Abbiamo allora inserito le safewords, così se io ho un atteggiamento che non lo fa sentire sicuro e protetto me lo comunica. Non ha mai più detto “tu stai zitta”.
Un’altra cosa che puoi usare per parlare di rispetto sono gli albi illustrati.
Spero davvero di esserti stata utile :)
Insegnante
Cara Giorgia, l’educazione tradizionale ha fatto i suoi danni ma la tua bimba non è te e i tuoi genitori sono i nonni e non i genitori. La tua bimba non avrà 13 mesi per sempre e vedrai, con sorpresa, quando per quanto piccola farà lei domande e chiederà spiegazioni per comportamenti che non rientrano nella norma per lei, per voi. Te lo racconto per esperienza personale. Concentrarti sul lavoro con la tua terapeuta e vedrai che troverai molte risposte. Concentrati sul vostro modo di educare in quanto genitori e, credimi, e questo che farà la differenza.
Insegnante
Cara Giorgia, quando ho letto le tue parole, sembrava descrivessi me nel 2016. Non mi dilungo in troppe spiegazioni. Io ho iscritto le mie bambine al nido a 18-20 mesi. Lavoravo mezza giornata e limitavo l’ingerenza dei nonni, evitando che stessero a lungo da sole con i nonni. Tu e il padre della bambina date l’educazione che ritenete migliore, anche contraddicendo i nonni. Lentamente anche i nonni capiranno ad evitare certe frasi, parole, tecniche. Con calma spiega le cose. Io ad esempio andavo a lavoro e mia mamma portava via mia figli grande in un’altra stanza. Alla fine ho spiegato che la bambina aveva iniziato a temere che io andassi via, che uscissi per ore di casa, quando andavo semplicemente in bagno, in giardino, in cucina. Ho spiegato e la nonna non l’ha più fatto. Ci sono altre cose che non sono riuscita a correggere: mia madre fa vedere programmi non adatti alle bambine, ad es CSI, Criminal minds, polizieschi, telenovele turche, chirurgia estetica estrema, Barbara d’Urso ecc… Conclusione: se non puoi fare a meno dei nonni e del loro aiuto, chiudi un occhio. Se puoi evitare che stiano con la bambina, evita.