La fatica...la abbraccio o la evito?
Ambassador
Ciao a tutti!
E' un po' di giorni che mi frullano in testa questi pensieri sorti dopo l'ultima presentazione del libro di
Carlotta
qui a Roma...
Anche ieri sera...ascoltando le sue stories sono tornati in mente...
Per cui scrivo qui nella speranza che ci si possa confrontare...
Tutto è nato quando Carlotta, alla presentazione, chiese come mai secondo noi, se ragionevolmente a tutti piacerebbe essere una persona gentile, che educa con calma e pazienza i propri figli, che rifugge la violenza di qualsiasi tipo, solo alcuni scelgono questo tipo di educazione?
La scelta...questo concetto è tornato forte anche nelle stories che
Carlotta
ha condiviso ieri sera...ognuno di noi sceglie che persona vuole essere e lavora in quella direzione per se stesso ancor prima che per i nostri figli...ha fatto anche riferimento a una grande verità...nella nostra parte di Mondo abbiamo il privilegio di poter scegliere...
E allora perchè non lo facciamo?
Mi è venuto in mente che probabilmente questo ha a che fare anche con il concetto di fatica e col fatto che proprio nella nostra parte di Mondo c'è una cultura che promuove insistentemente che la fatica sia qualcosa da evitare, qualcosa di negativo....
così cresciamo in una società che "spiana" tutto...facilita tutto...risponde a qualsiasi esigenza pratica anche la più disparata...
Spesso anche i nostri acquisti sono diretti verso il fare meno fatica...potrei fare milioni di esempi che mi coinvolgono in prima persona...
Penso che forse dovremmo riappropriarci e avvicinarci nuovamente al significato positivo che ha la fatica...
Se ci penso attentamente quando faccio fatica con Samuele vado in alert...ora onestamente di meno, ma prima molto...la sua fatica era qualcosa che mi mandava in affanno e a volte mi turbava...in realtà quei momenti erano sempre precedenti a una sua crescita...o mia...sicuramente sono certa che dopo quel momento la nostra relazione e conoscenza reciproca è più profonda.
In realtà se vado più a fondo ancora mi accorgo che tutti i momenti in cui ho fatto scelte faticose sono stati probabilmente i più positivi della mia vita in termini di crescita e fedeltà e me stessa...Anche quando cammino in montagna...e la vetta non sembra arrivare mai...e arranco su per la salita...spesso più è difficile il sentiero più sono soddisfatta all'arrivo...
Faticare oggi per me è il termometro di un lavoro positivo...è sentirmi viva...pensando al libro di
Carlotta
mi vengono in mente i pesci che nuotano controcorrente...li immagino stupiti della sensazione dell'acqua che gli friziona le squame...fanno fatica...ma si sentono di poter dominare qualcosa di potentissimo...se ne sentono finalmente parte...
Mi auguro di fare sempre fatica? In realtà sì e no...o meglio...tutto insieme...spero di avere sia momenti di lavoro e fatica sia momenti dove mi godo i risultati ottenuti...li verifico...respiro lentamente...
Sicuramente scegliere e costruire le proprie scelte costa fatica...tanta a volte...ma non ne vorrei essere più spaventata...
Che ne pensate?
PS
Carlotta
scusa se non ho riportato fedelmente le tue parole e scusate tutti la lunghezza!!
grazie a chi mi leggerà
un abbraccio forte
Team La Tela
Ciao carissima Chiara,
è stato bellissimo leggere queste tue riflessioni, e non potrei che essere d'accordo. 💜
Fatica, e spesso anche paura, sono due stati d'animo che ritrovo spesso nei momenti di evoluzione.
Un grande abbraccio. 🥰