Urla e punizioni a scuola (primaria)
Primo post
Ciao a tutti,
Premetto che sono un’insegnante di scuola secondaria, quindi sono abbastanza abituata a certe dinamiche (ahimè) tipiche della scuola “tradizionale “.
Da quando però- lo scorso anno- mia figlia ha iniziato la prima primaria mi sono trovata veramente in difficoltà rispetto al rapporto tra il nostro metodo educativo e quello usato da alcune maestre a scuola.
L’educazione scelta in famiglia si è rivelata lontanissima da quello che mia figlia ha vissuto e vive a scuola.
Lo scorso anno è stato faticosissimo. La piccola aveva PAURA delle urla, delle punizioni, degli errori…ha manifestato questa paura anche con evidente disagio fisico oltre che psicologico e nell’apprendimento.
La maestra teneva i bambini come in una caserma-zitti e buoni- e spesso li umiliava davanti a tutti.
Abbiamo contattato una psicologa e cercato in più di un’occasione un dialogo con le maestre, ma mi sono sentita etichettata come mamma “troppo apprensiva “ ( quindi un pessimo modello per mia figlia).
Una compagna ha cambiato scuola ( noi con mio grande DOLORE non abbiamo potuto) e tante segnalazioni sono state fatte (anche da noi) alla Dirigente scolastica.
Quest’anno le maestre sono cambiate.
Una delle due maestre prevalenti è rispettosa ed empatica, mentre l’altra usa comunque urla e punizioni.
Cerco di spiegare a mia figlia che questa modalità è sbagliata e che probabilmente la maestra non ne conosce un’altra. Lei ne parla però sempre tristemente e mi dice che “ormai è abituata “ alle maestre che urlano e mi chiede perché.
Temo porterà sempre con sé i segni dello shock vissuto lo scorso anno e di questa modalità di approccio che in parte continua anche adesso.
Non ho possibilità di spostarla in un’altra scuola e se pure l’avessi dovrei allontanarmi tantissimo da casa. Per la nostra organizzazione familiare ( una sola macchina che usa mio marito , un bimbo di due anni che inizierà a settembre la scuola dell’infanzia, familiari lontanissimi, io in procinto di riprendere il lavoro chissà dove) sarebbe veramente complicatissimo e creerebbe altro genere di malessere.
Non avrei poi l’appoggio di mio marito in questa eventuale scelta…io cambierei anche casa pur di garantire serenità ai miei figli, lui teme i cambiamenti, mi fa notare le difficoltà e analizza tutto con molta razionalità. Ovviamente questo ha creato non poco attrito tra noi…
Nostra figlia effettivamente quest’anno va più volentieri a scuola e ha un bel rapporto con i suoi compagni. Mi dice che nonostante tutto vuole restare in quella scuola (l’anno scorso invece mi chiedeva il contrario). Abbiamo perciò un po’ accantonato l’idea di un trasferimento.
Vorrei però sopperire in qualche modo a casa, invece spesso mi irrigidisco quando non vuole fare i compiti ( e abbiamo solo il tempo del riposino del fratellino per farli insieme) perché penso che le abbiano spento la voglia d’imparare.
Oppure se mi racconta poco, forse per non farmi preoccupare, io le faccio tante domande .
O ancora quando piange perché non riesce in qualcosa e io dentro di me penso sia colpa di un ambiente scolastico in cui l’errore viene stigmatizzato…
Vorrei usare le parole e i comportamenti giusti per riuscire a curare la ferita che questa esperienza scolastica CI ha procurato.
Avete consigli?
Grazie a chi mi risponderà.
Anche solo mettere nero su bianco quello che abbiamo vissuto mi fa stare meglio.
Team La Tela
Ciao Monica,
ti abbraccio fortissimo, purtroppo le problematiche scolastiche sono un tallone d'Achille per così tanti genitori che a volte si fa fatica ad essere ottimisti.
Posto che non hai possibilità di scegliere un'altra scuola, prova a concentrarti su quello che puoi fare, e che stai già facendo: stai dando a tua figlia gli strumenti per riconoscere le ingiustizie, e magari piano piano imparerà anche come contestarle con rispetto.
D'altra parte, dalle tue parole capisco che lei sta prendendo consapevolezza delle motivazioni dietro i comportamenti - che non giustificano i metodi educativi irrispettosi - ma che tua figlia lo noti significa che a casa state invece facendo un buon lavoro e lei riesce a notare le ingiustizie e capire il perché siano sbagliate.
Una soluzione perfetta non c'è, ma puoi continuare a far sentire tua figlia capita e accolta anche nella sua tristezza, quando si verificano situazioni spiacevoli, e continuare a mostrare l'alternativa. Questo lei lo sentirà e le farà sempre un gran bene 💜
Insegnante
Grazie di cuore!
Insegnante
Cara Monica, prima di tutto, ti mando un abbraccio di comprensione. Poi, ti dico la mia esperienza: la mia figlia grande frequenta la quarta elementare e sono 4 anni che vivo una situazione simile alla tua, talvolta peggiore. Non avevo una scuola alternativa, quindi ho fatto tutto quello che era in mio potere, nella situazione in cui ero; ho parlato con le rappresentanti di classe, con altri genitori, ho richiesto colloqui con le insegnanti stesse. La versione comune, più o meno, è che un metodo severo e deciso prepara i bambini alle medie, dove i professori non sono comprensivi e materni. ( lo trovo assurdo e non ci credo) e che la classe è agitata, maleducata, presuntuosa e arrogante ( questo è vero in parte, ma non giustifica che tutti i bambini debbano rimetterci e soffrirne). In definitiva non ho ottenuto aiuto e comprensione. Infine, una delle risposte maggiormente ricevute è stata “ se tua figlia non riesce a reggere certi modi di insegnare, beh, è colpa sua che si deve fare il callo, la pelle dura”. Sai, è difficile quando anche le altre mamme sono favorevoli a certa durezza. Mi sono sentita molto sola e ho pensato per molto tempo che mia figlia fosse troppo sensibile. Ma il mondo è una ruota che gira: io ho espresso una problematica e le altre mamme mi hanno “ rifiutata” ma quando è toccato a loro, quando anche i loro figli hanno iniziato a manifestare disagio per la situazione, si sono preoccupate. Tuttavia, in quarta elementare, puoi fare poco: tieni duro e aspetti le medie. Cosa ho fatto io per affrontare la situazione? Io sono stata vicina a mia figlia, l’ho aiutata a farsi il suddetto callo, l’ho confortata e piano piano le cose sono migliorate. Le ho spiegato che le insegnanti grandi di età sono state educate ad insegnare in quel modo, che conoscono solo quel metodo e che lei non ha colpa. Poi lei stessa, ha compreso da sola che, siccome in classe sua ci sono bambini davvero difficili da gestire, le insegnanti perdono con facilità la pazienza e hanno problemi a fare con calma e pacatezza il loro lavoro. Inoltre, a casa, ho cercato di non far pesare la scuola, la performance, i voti, le pagelle, le materie… diciamo che limitavo il più possibile che la pesantezza mentale ed emotiva della scuola entrasse anche in casa nostra. A volte era fattibile, altre no. Ma ha aiutato tanto. Monica, ho una soluzione per te? Non proprio. Scusami. Spero comunque di averti un pochino confortata.
Insegnante
Ciao Martina,
ti ringrazio tantissimo per le tue parole, mi hanno fatto sentire molto capita.
Anche io provo un forte senso di solitudine perché la maggior parte dei genitori della classe di mia figlia non riesce a comprendere il mio punto di vista e il mio stile educativo. Per loro è normalissimo che in classe si utilizzino urla e punizioni. Ricordano certamente la “loro” scuola, invece le cose stanno cambiando ( molto lentamente ).
Da insegnante di scuola secondaria, ti dico quindi che non è assolutamente vero che i professori non sono comprensivi e materni/paterni. La scuola di qualunque grado è fatta di persone e si possono trovare persone splendidamente empatiche e altre molto fredde e distaccate. La mia esperienza lavorativa mi porta ad avere fiducia negli insegnanti che mia figlia potrà trovare più avanti ( glielo dico spesso che sulla sua strada troverà insegnanti meravigliosi).
Lavorare con gli adolescenti è delicatissimo e conosco tanti colleghi che si interrogano su “come stanno” i propri alunni prima di “come e quanto studiano”. Penso sia fondamentale.
Ti ringrazio ancora tantissimo e ti abbraccio