Preferiti dei bambini

Divergenze nell'educazione dei figli

12 febbraio 2024
18 risposte
Elisa cerca un consiglio:

Ciao a tutti
Oggi è stata una giornata particolarmente difficile e dopo tanti episodi così difficoltosi negli ultimi mesi ho deciso di scrivervi perché ho bisogno di conforto e consigli su come reagire. 
Sto facendo buoni progressi con mia figlia di 3 anni e mezzo, pratico la pazienza l'ascolto l'empatia perdo la pazienza e chiedo scusa, abbiamo un bel rapporto e sono soddisfatta di come procedono le cose.
Con il papà invece, con il quale sto anche esercitando il dialogo rispettoso e la pazienza ma faccio più fatica e sbotto di più, continuo ad avere problemi di comunicazione. Diciamo che soprattutto in presenza della bambina uso una comunicazione rispettosa e metto in pratica i copioni perché ci tengo che lei abbia un buon esempio. Se siamo io e lui soli ci provo anche, ma è più probabile che sia più impulsiva, la caraffa trabocchi e ci si sfoghi.
Oggi dopo una mattinata iniziata già con il piede sbagliato per stanchezza accumulata da ieri decido che metto in pratica due cose che ho imparato quindi ho chiesto aiuto e ho praticato sano egoismo. Dopo aver riposato e guardato i bimbi io e lui a vicenda, decido che siccome tocca a me prendermi un po di tempo, esco di casa a passeggiare con il piccolo di 4 mesi che dormiva, nonostante mi sentissi in colpa per la più grande alla quale avrebbe fatto bene uscire, ma troppe volte tendo ad agire guardando prima il bisogno degli altri. L'atmosfera era troppo tesa, dovevo uscire da sola. Mi sono sentita meglio. Quando sono ritornata, per un mio sbaglio (non ho lavato a rovescio una maglietta di una ex ditta dove aveva lavorato e dove aveva pure avuto mobbing e si era licenziato, e si è rovinata. Sì, un motivo un po futile ma è molto attaccato a tutto quello che gli appartiene, di valore o no) mi sono beccata pioggia di insulti e parolacce davanti alla bambina con tanto di ripetizione delle parole da parte di lei e in più si è messo a parlare male davanti a lei di me. In genere durante questi episodi riesco a far allontanare la bambina dicendole che lasciamo il papà tranquillo perché non ha dormito tanto ed è un po nervoso. Oggi voleva stare con lui e l ho dovuta prendere di peso e portarla al piano di sopra perché non mi andava che continuasse a sentire cose brutte.
Lei poi che aveva espresso il desiderio di uscire in giardino con me prima della discussione, voleva uscire con entrambi (a mio parere pensando di ricucire il tutto) e poi improvvisamente solo con papà.. era confusa.
Per non parlare poi di altri discorsi che ho sentito farle dal papà sull avere ancora il pannolino o non essere indipendente a fare certe cose...regolarmente mi alzo mi avvicino e riesco a sviare o a spiegare meglio a nostra figlia i concetti che mio marito già quasi irritato sta ripetendo per la decima volta, ma oggi ero nella stanza accanto distrutta e mi sono detta è cosi... non posso arrivare dappertutto. 
Insomma giornataccia..
A letto ho parlato del fatto in maniera neutrale a nostra figlia dicendole che il papà mi avrebbe chiesto scusa dopo, ma naturalmente non è avvenuto. Mentre io davanti a loro ho chiesto scusa per il mio errore.
In occasioni del genere se mio marito urla uso le due tattiche: con calma gli dico non mi piace come mi stai parlando per favore puoi parlare con gentilezza? Oppure come oggi siccome era molto alterato e non si calmava gli ho detto che capivo che era arrabbiato, mi dispiaceva ecc. 
Ho ascoltato la parte delle relazioni adulte e trovato spunti interessanti ma non riesco a far arrivare il messaggio a mio marito che sembra provarci a volte ma poi richiede troppa pazienza e tempo e ritorna al suo stile autoritario "perché sennò non impara, non vedi che non sta migliorando niente, tu non la sgridi mai", oppure "mi hai provocato, non ho potuto far a meno di urlare davanti a lei"
Ci sono rimasta male per quelle cose brutte che ha detto su di me e non so come nostra figlia possa averle elaborate. In genere le altre cose riesco a spiegargliele come mai si litiga tra adulti e che non è colpa sua ecc ma questa cosa del parlare male non so come gestirla. Non vorrei che imparasse a usare la rabbia e le parole come il papà o che improvvisamente si schierasse dalla sua parte senza sapere perché. 
Stasera ho stampato il libretto del coccodrillo e sono decisa a continuare a esplorare con lei i sentimenti come sto facendo da qualche mese, in modo che un giorno possa riconoscere gli atteggiamenti non onesti e non gentili.. le ho anche detto più volte che quando io e papà non siamo gentili con lei ce lo deve dire. Capita che io perda la pazienza o che il papà la svesta contro la sua volontà perché non vuole... secondo me è importante che si opponga a questi atteggiamenti. 
Secondo voi è possibile crescere due bambini anche se lo stile educativo continua a divergere? Sto perdendo un po le speranze..
Ho già proposto a mio marito di prendersi del tempo per parlarne, gli propongo di presentargli le cose che leggo e ci mettiamo d'accordo su cosa ci va di seguire e cosa no... si si, ma poi non ha interesse a perdere un'ora per parlarne. 5 minuti e già mi dice che gli sto facendo perdere tempo..
Sono stanca e scoraggiata..

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Silvia    4 feb 2025

Ciao Elisa, leggo oggi il tuo post e le risposte che ti hanno dato / tu hai dato nei mesi. Ti sono molto vicina, e sappi che non sei sola. Anche io ti riporto la mia esperienza, sicuramente non in tutto sovrapponibile. Anche il mio compagno ha pochissima pazienza con nostro figlio, soprattutto da quando è più necessario dargli limiti e accogliere le sue emozioni (dai 2 anni in su, ora h 2 anni e mezzo). Finché era piccolino e si trattava prevalentemente di "accudimento" ancora ancora... anche se da quando è nato (nonostante desiderasse quanto me avere un figlio) ha sempre manifestato molta frustrazione e malumore per tutti i limiti che questo ha comportato ("non ho più una vita" il suo mantra). Per me vedere questo atteggiamento è stato molto doloroso e inaspettato, perchè di fatto sono sempre stata molto sola nella genitorialità, mai una volta che io mi sia potuta concedere un momento di fatica mia. Il primo periodo io stessa lo giustificavo, sperando fosse solo un periodo no. Ma ha continuato. Ora che il bambino è più grande e la presenza "educativa" è sempre più necessaria, riscontro le stesse cose che dici tu: lui mette in atto comportamenti che mi  fanno a volte rabbrividire, zero pazienza, passa in un minuto dall'essere il papà più simpatico e divertente ad essere espulsivo col bambino solo perché magari piange per qualcosa o perché vuole stare in braccio e lui si scoccia...  è talmente preso dalle sue fatiche che gli altri non esistono, anzi sono solo di fastidio. Allo stesso tempo non sa dargli limiti e "gli fa fare tutto" pur di non sentirlo piangere. Il risultato è che ho visto nei mesi nostro figlio sempre più in ansia nella relazione col padre... voleva sempre stargli in braccio, come avesse paura che effettivamente da un momento all'altro se ne andasse (infatti così fa quando non ce la fa più), proprio come un attaccamento insicuro (con me mai fatto così). A questo aggiungi una continua colpevolizzazione del bambino e mia per ogni cosa che non va bene (lui non dorme, gli altri bambini sì, lui è rompiscatole gli altri bambini tranquilli). Anche nel mio caso: ho provato più volte a parlare con calma, a condividere letture e contenuti...Niente. Tutto ciò lo annoia immensamente. Sono riuscita ad ottenere qualcosa andando da una psicologa insieme, per lavorare sul rapporto col bambino (ha riconosciuto almeno di essere in difficoltà) e spero che sentirsi dire le stesse cose da un'estranea funzioni meglio, per il bene del bambino. Ma sulla coppia un disastro. Questo si accompagna ad una sua chiusura totale e allontanamento da me su tutti i fronti, che mi sento molto sola. Ormai non ho più molte speranze e entrambi siamo di fatto in una transizione verso una separazione che temo sia inevitabile... anche se ho provato di tutto in questi due anni e mezzo per recuperare (anche terapia di coppia, dove non ha più voluto andare). La cosa mi spezza il cuore, perché io ci credevo moltissimo. Ma negli ultimi mesi ho realizzato proprio questo: non è una mia responsabilità (spesso mi sono sentirà colpevole della sua insoddisfazione) e se lui non vuole fare nessun cambiamento io non posso farci nulla. Non posso tirare il carretto da sola per sempre, perché è snervante, e ci si sente estremamente soli. Non va bene neanche come esempio per nostro figlio. Questa è la mia esperienza. Se ti va di rispondermi ho piacere di avere un confronto ❤️

Karen Taranto    5 feb 2025

Team esteso

Cara Silvia,
La tua esperienza mi ha molto colpita e arrivata dritta dritta. Nel ragionamento mi è sembrato esserci molta consapevolezza e si sente il lavoro che hai/avete fatto e stai facendo…
Nella transizione verso la separazione di cui parli (magari lo avete già valutato) potrebbe essere di supporto la mediazione familiare che si centra proprio su questi ambiti, perché mentre la coppia può cessare, “dai figli non si divorzia” (per citare A.O.Ferraris). In mediazione si lavora sugli accordi che riguardano i figli e tutto quanto necessita di essere gestito alla luce di una nuova stagione ed equilibrio familiare, compreso il supporto genitoriale. Per saperne di più ovviamente rimandiamo ad altra sede se credi possa fare al caso vostro ed in ogni caso rimango a disposizione (anche nel servizio 1 a 1 de La tela.
Ti sono vicina🤍
Ti mando un caro caro saluto e per qualsiasi condivisione siamo qui.
Karen🌷

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Luana    28 lug 2024

Insegnante

Cara Elisa, 
ti sento vicina perché ho vissuto la stessa situazione per tre anni. Ti abbraccerei❤️ Anche io mi concentravo sul bambino e lo allontanavo per tranquillizzarlo. Gli dicevo che il papà era arrabbiato, che è buono ma che sbagliava, che anche i grandi possono sbagliare e che stavamo cercando una soluzione. La soluzione per me è stata andare via. Non potevo accettare quei modo e quel 'sei tu che mi fai diventare così'. Mi rammarico di non aver saputo dirgli ogni volta: "IO NON VOGLIO QUESTI MODI!' davanti al bambino, forse vedere una mamma più ferma lo avrebbe aiutato a immagazzinare un'altro esempio. Ma poi sono andata via. Quei modi mi rimpicciolivano,.mi sentivo io quella sbagliata e mi stavo annichilendo. Ho scoperto che affondavano radici nei miei traumi di bambina e adesso che sono con mio figlio mi accorgo che ho da lavorare tanto.  Posso solo dirti di non accettare nulla che non senti buono e giusto PER TE. Vostra figlia starà bene e qualsiasi cosa succeda, lei ce la farà. E ce la farai tu!  Ti auguro di trovare la strada❤️ 

Anna Pifferi    15 feb 2024

Ciao Elisa,
leggendo il tuo post mi sono rivista parecchio... Vivo purtroppo una situazione simile. La differenza è che io non riesco a essere così pacata e serena nei confronti di mio marito, quindi ti faccio davvero i complimenti per come stai gestendo la situazione. Purtroppo non ho consigli da darti perchè servirebbero anche a me... Ma ci tenevo a farti sapere che non sei sola ♥️

Elisa    15 feb 2024

Grazie Anna per aver fatto sentire la tua voce e avermi fatto sapere che anche la tua casa è in fiamme♥️ mi fa sentire meno sola. A volte mi sembra di vedere un sacco di famiglie che remano nella stessa direzione e mi butta giù vedere che da noi non funziona. Poi provo a ricalibrarmi a essere meno severa e lasciar andare e mi ritrovo stasera un papà che si inventa attività divertenti per fare esercizi di logopedia, che esercita la pazienza nel metterla a letto mentre riposo e vedo i suoi sforzi, piccoli ma ci sono..
Non sono sempre pacata e calma, anche perché star calma significa accumulare dentro rabbia e se se ne accumula troppa poi a un certo punto prende fuoco tutto te lo assicuro😁 oppure sono completamente distrutta come in questi giorni.. 
Stai riuscendo a migliorare la tua situazione con i consigli che da Carlotta nella parte relazioni adulte e crisì? 

Anna Pifferi    18 feb 2024

ciao  Elisa ,
scusa per il ritardo nella risposta! 
Diciamo che, come per te, con mio marito va a giorni... La cosa problematica (oltre alla sua mancanza di pazienza) è che non è interessato minimamente a parlare dell'educazione di nostra figlia. A volte gli provo a far notare i risultati del mio approccio che già vedo con mia figlia e questo aiuta, ma non è abbastanza a mio modo di vedere... 

Elisa    21 set 2024

Scusa per il ritardo. Ti capisco molto bene. Se non sono interessati l unica cosa che possiamo fare è continuare con il nostro esempio e con la cura del nostro benessere mentale per avere la pazienza per affrontare queste situazioni. E gettare pillole di Carlotta ogni tanto così en passant. A volte vorrei scrivere post it e cartelli in giro per casa così che se li legga involontariamente mentre è seduto in bagno ecc😀 devo escogitare qualcosa.
Come sta andando? Miglioramenti nella vostra famiglia?

Anna Pifferi    23 set 2024

ciao  Elisa ,
che bello rileggerti! 
La nostra situazione è leggermente cambiata perchè mia figlia (Che ora ha 2 anni e mezzo) ha iniziato a parlare 😅🤣 .  Per esempio, capita che allontani mio marito dicendo "il papà no, urla". Oppure lei ripete le parolacce che lui dice (come hai descritto anche tu nel tuo primo messaggio).

Tutto questo l'ha destabilizzato un pochino e sembra lo stia facendo riflettere, tanto che, con mio sommo stupore, una mattina lui ha chiesto scusa a mia figlia perchè la sera precedente aveva urlato!! Non potevo credere alle mie orecchie. 

Certo c'è ancora tanta strada da fare, ma quantomeno siamo un po' più riallineati ora.

Tu invece come va?

Elisa    29 set 2024

Ciao Anna
Sono contenta che le cose stiano andando un po meglio. Tieni duro e respira, ci vuole pazienza ma andrà sempre meglio ne sono sicura. 
Sai che posso dire la stessa cosa di noi. Anche a noi sono successi episodi simili a quello che descrivi. E recentemente ho sentito mio marito spiegare qualcosa a sua mamma (di antichissime vedute 😄) e io nella stanza accanto con la bocca spalancata perché mi sembrava di sentir parlare me 😯🥰
Poco per volta di riflesso grazie al nostro comportamento qualcosa si muove!
Un abbraccio ;)

Martina    14 feb 2024

Insegnante

Elisa, ti dico solo una cosa: ho 40 anni ma porto ancora le cicatrici nel cuore dell’ aver avuto due genitori come siete tu e tuo marito. Certe dinamiche non si risolvono da sole, non passano aspettando tempi migliori, la prossima vacanza, un prossimo weekend in cui andrete al mare. Certe dinamiche si evolvono in peggio, spesso. Per favore, fai terapia di coppia, falla tu, prendi in mano le redini della tua vita e pensa ai bambini. Non dico che devi lasciare tuo marito, lontano da me consigliartelo, ma qualcosa devi fare, per i tuoi bambini e per te stessa. 

Elisa    21 set 2024

Grazie Martina del tuo messaggio. Quando lo lessi a febbraio mi sentii un po irritata dalla frase in cui paragonasti noi ai tuoi genitori. Mi sembrò poco delicata perché improvvisamente sentii il peso delle tue cicatrici sulla mia schiena. Ci sono una miriade di sfaccettature di carattere vissuto rapporti che contraddistinguono la vita di una persona che un paragone così non mi è sembrato onesto. Detto questo ho capito quello che tra le righe hai voluto comunicarmi e ti ringrazio, solo forse la prossima volta ti consiglio di vedere se le parole che usi sono delicate e gentili abbastanza per l altro. Ora spero di essere stata chiara e gentile nell esprimere il mio parere. Accetto consigli in merito ;) 

Martina    22 set 2024

Insegnante

Grazie per la risposta e per la tua onestà

Carlotta    12 feb 2024

Team La Tela

Elisa 💔 Ho letto con molta empatia questo messaggio, vorrei abbracciarti e visto che non posso, ti dico solo che non sei da sola, che noi siamo qui per te, che puoi contare su di noi.

Sottoscrivo ogni parola di Chiara e ti chiedo anche io se pensi che sia possibile avviare un dialogo con tuo marito e provare a consigliargli almeno di ascoltare (insieme a te, magari) le lezioni sulla coppia: magari dirgli che vorresti sentirvi più squadra e che pensi questo possa aiutarvi. Pensi che accetterebbe? Oppure leggere anche solo (insieme o per conto suo) i capitoli 9, 10 e 18 (questo proprio sul litigare davanti ai bambini) del mio libro.

Detto questo, vorrei riflettere con te su due pensieri: 

  1. Non possiamo controllare gli altri: tuo marito è tuo marito, non puoi cambiarlo tu se non decide di cambiare lui. Però ti scrivo anche io quello che ha scritto Marta: spesso la differenza tra un bambino che prospera nella vita (in termini di benessere, non di carriera) e uno che fa fatica, la fa un solo adulto di riferimento. Continua a essere tu quell'adulto e mostrare a tua figlia che esiste l'alternativa: questo è quanto di meglio possiamo fare in un mondo che rema contro.
  2. Hai scritto: «allontanare la bambina dicendole che lasciamo il papà tranquillo perché non ha dormito tanto ed è un po nervoso». Ti chiedo di considerare questa opzione: non giustificare il comportamento del padre. «Papà si sta comportando in maniera non gentile / quello non è un comportamento rispettoso / urlare e usare quelle parole non va bene». Voi siete la sua palestra: se non le dici che quel comportamento è sbagliato e lo giustifichi, quando un giorno (ipoteticamente) un/a suo/a amico/a o partner si comporterà così con lei, lei penserà che anche quello è amore, che va bene. Siamo noi, con i nostri comportamenti e le nostre parole, che insegniamo ai nostri a figli e figlie a riconoscere (e in futuro contestare) le ingiustizie e gli abusi di potere. 

Faccio il tifo per te, Elisa.    

Elisa    15 feb 2024

Grazie Carlotta per l empatia e i tuoi consigli!
Il libro è arrivato ieri quindi sicuro glielo mostrerò. Non vedo l ora di iniziarlo!
Riguardo al punto 2: hai ragione così sto facendo quasi sempre da quando l ho ascoltato in un tuo video in modo che nostra figlia riconosca i miei e i suoi comportamenti sbagliati. Poi capita che dica ancora quella frase del non aver dormito in momenti molto delicati perché mi sembra di metterlo in cattiva luce e potrebbe alterarlo ulteriormente. Ma in realtà hai ragione da quando sto ripetendo la frase con mia figlia "non mi piace come ti ho parlato / mi hai parlato" l ho interiorizzato così tanto (e mia figlia anche e me l ha detto ieri sera su un mio comportamento sbagliato) che userò solo quella sempre, uguale se può infastidire o no. Ti ringrazio per avermelo fatto notare 😘

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Chiara    12 feb 2024

Insegnante

Ciao Elisa!
Quello che ho pensato leggendoti è... Sei un eroina! Veramente!! Sono molto colpita da come stai tenendo duro e applicando l'educazione in cui credi in questo contesto. Da sola (o almeno mi è parso che tu ti senta così) non è per niente facile... Non voglio assolutamente dare un giudizio sul vostro rapporto di coppia. Mi sento invece di dire questo: senza il dialogo crescere sei figli insieme (ma anche solo stare insieme) è davvero molto difficile! Secondo te potete riuscire a sbloccare questa situazione di mancanza di dialogo? Potrebbe essere disposto a leggere brevissimi articoli, seguire la Tela o, magari è aperto alla terapia di coppia? Quali temi o in quali contesti ti sembra più disposto ad ascoltare opinioni diverse dalle sue? Magari c'è una terza persona che possa fare da mediatore?

L'altra domanda che mi viene da fare è: per te è sostenibile a lungo termine questa dinamica che sfocia nell' aggressione verbale? (sbaglio a chiamarla così? È sempre l'impressione che ho avuto leggendoti, ma non vorrei essere indelicata dando etichette...). Dici che c'è una via per aiutarlo a risolvere questa sua tendenza?

Mi dispiace davvero molto per quello che stai passando. Comunque ricordati che anche 1 solo adulto che dà il buon esempio fa la differenza per un bambino! Tieni duro!

Elisa    15 feb 2024

Ti ringrazio molto Chiara per le gentili parole di conforto, mi ha fatto bene sentire le pacche sulle spalle (che mi do regolarmente anche io per farmi forza). Come dici bene mi sento sola e grazie a voi meno sola e so che ce la posso fare.
Ho provato diverse volte a chiedergli quando fosse disposto a spendere un po di tempo per parlare su come educare nostra figlia e su come migliorare il dialogo tra noi.. anche l altra sera l ho fatto e ha accettato vedendomi molto giù. Non fosse che alla fine di entrambi gli audio con i quali ho iniziato: "eh ok. E quindi? niente di nuovo, queste cose le so già/ te le ho già dette anche io". Al terzo audio si è addormentato. In genere succede così, o si addormenta o si spazientisce e vuole continuare il film perché sa già tutto.
La terapia di coppia l abbiamo fatta per un periodo, poi abbiamo smesso e non abbiamo più ripreso. "Eh non ti è servita molto la terapia" diceva quando litigavamo. 
È difficile parlargli di idee diverse dalle sue, non so se ci sia qualcosa che accetta di più. Purtroppo non ama ammettere di sbagliare e mettersi in discussione.
E inoltre sicuramente apprezza e ammira in cuor suo la mia pazienza e tenacia, mi ha già detto più volte, io non ce la faccio è un mio limite, dopo tot scatto e mi arrabbio, non sto 15 minuti a convincerla e a spiegarle le cose se sono di fretta o stanco.
Per un periodo avevo chiesto aiuto a sua sorella ma non mi va di chiamarla sempre in causa perché sono argomenti delicati e non vorrei che con il troppo insistere si incrinasse il rapporto tra loro.
No per me non è piu sostenibile questa aggressione verbale è mi sta veramente logorando. Non so come aiutarlo, se non lo vuole lui è difficile fargli entrare i concetti in testa.
C'è forse un video di pochi minuti di Carlotta illuminante e ad effetto per lui che possa fargli cambiare idea? Gli audio finora non hanno avuto l effetto che speravo, ma probabilmente non ho beccato quelli che lo convincerebbero.

teacher copy
Chiara    16 feb 2024

Insegnante

Ciao Elisa!
Sì, sembra proprio che lui fatichi a mettersi in discussione e in effetti nessuno lo può obbligare a cambiare, ahimè!

Non so che ne pensi, ma mi viene da dire che l'altro strumento che hai in mano sono i limiti che tu puoi dare a lui. Secondo te potresti trovare un altro modo per porgli dei limiti chiari su ciò che per te è accettabile da parte sua (nei tuoi confronti e di quelli dei bambini) e cosa no?

Ti faccio un esempio per spiegarmi... Potresti parlargli quando è calmo. Gli spieghi cosa è successo e come ti fa sentire e di cosa hai bisogno concretamente (metodo della comunicazione non violenta!) e comunicargli, ad esempio, un gesto che utilizzerai quando sta esagerando e che significa che deve andare in un'altra stanza o lasciare il tempo a te e ai bambini di spostarvi. Dico "comunicargli" perché secondo me potresti proprio prendere l'iniziativa, dal momento che lui non lo fa, e appunto stabilire i limiti. (alla fine ti dà ragione sulla teoria, quindi potrebbe anche accettare una soluzione molto concreta nella direzione dell'educazione gentile).

Come la vedi una cosa simile? 

Non ho trovato nemmeno io un video adatto, per ora.. comunque mi pare di capire che lui non abbia voglia di dedicare molta attenzione a questo...in ogni caso se trovo qualcosa ti scrivo, assolutamente, che tentar non nuoce!

Elisa    21 set 2024

Grazie Chiara dei tuoi consigli. Ti rispondo con molto ritardo.. Avevo letto il tuo messaggio e avevo provato a mettere in pratica il tuo consiglio. Non ha avuto un gran effetto perche lui è orgoglioso e nel momento in cui è arrabbiato è difficile che si allontani .. pero ci ho provato e magari funzionera meglio piu avanti. Ti ringrazio😊
Al momento le cose vanno un po' meglio. Gli scatti ci sono ancora, non ho trovato ancora un modo per evitarli e avere una comunicazione non violenta e costruttiva. Continuo con la metodologia che mi riesce meglio: se alza la voce gli chiedo di parlarmi gentilmente e abbassare il tono e continuiamo la discussione solo se i toni sono più gentili e poi se le risposte che mi da non sono un buon esempio per mia figlia in quel momento presente cerco di trovare la risposta che mostri un esempio migliore. Stancante come metodo, ma è quello che posso fare io per cambiare le cose, dato che non posso cambiare gli altri. E diciamo che qualche piccolo frutto lo sta dando. Poi vabbe un sacco di variabili che portano discussioni sono migliorate quindi ci fa molto anche tutto il resto..
Al momento abbiamo un nuovo tema molto sensibile: sto cercando di fargli capire che se la grande spinge o picchia il piccolo, lui non può alzare le mani e arrabbiarsi con lei (è successo un episodio in cui lui l ha detto a lei: se picchi lui picchio te). Mi si è ghiacciato il sangue. Ma sono molto contenta e orgogliosa di star lavorando per fargli capire questo. È una cosa che non gli darò vinta e ce la metterò tutta per creare le basi di un rapporto rispettoso in tutte le direzioni.