Aggressività impulsiva
Primo post
Ciao a tutti,
Sono nuova di qui e, nonostante i tanti aiuti ci dia Carlotta, c'è sempre qualcosa o domanda a cui non so rispondere.. chiedo a qualcuno aiuto e ringrazio in anticipo! Oggi è capitato che mio figlio di 7 anni fosse fuori con dei suoi amici a giocare sulla neve. Si sono aggiunti altri bambini che lui personalmente non conosceva. Poco dopo mio figlio è entrato con un amico ed entrambi mi han detto che uno di questi bambini tirava loro palle di neve e loro non volevano. Ho detto loro di dire che si fermi, perché quel gioco a loro non piace, e sono usciti. Ad un certo punto, da dentro, ho visto il mio che se le dava di buona ragione col bambino e il mio compagno è andato a dividerli e portarlo dentro. L'ho consolato e ripetuto che alzando le mani non si risolve nulla, che ci si fa male. Da quello che ho capito, il bambino ha continuato a tirare palle di neve e mio figlio, invece di dire stop, evidentemente ha reagito impulsivamente senza pensare. Questo genere di cose da quello che capisco dai suo racconti, capitano anche a scuola e credo che spesso anche lui provochi, ma non capisco il perché, davvero.. da sempre gli diciamo di usare le parole, che le mani stanno in tasca, ma sembra non funzionare mai.. qualcuno ha visto dei risultati da questo punto di vista? Grazie per l'aiuto
Ambassador
Ciao Leopolda,
grazie per la tua condivisione! Ti sento vicina perchè anche per noi, con l'inizio delle elementari quest'anno, si sono aperti nuovi capitoli sulla gestione delle relazioni con gli altri bambini e sul rispetto del proprio e altrui spazio personale.
L'episodio che hai raccontato lo vedo parte di un processo di comprensione di come si può incanalare un sentimento forte come la rabbia o il fastidio...come in ogni processo ci sono fasi di consolidamento e fasi di scoperta, tentativi e cadute...
Se ti va di raccontarci, ne avete parlato successivamente? Lui che ha detto?
A me questo momento è molto utile...cerco di respirare e aspettare che l'emozione si calmi e poi cerco di parlargli, chiedergli come si è sentito, mi sembra sempre un punto di partenza che porta buoni presupposti per un dialogo nutriente...e poi alla fine del dialogo cerco insieme a lui delle modalità alternative con le quali avrebbe potuto gestire quella emozione e quella situazione. A lui piace molto esplorare le alternative per essere "pronto" per la volta successiva...
Se ti va aggiornaci, intanto ti abbraccio forte
Ciao Chiara,
Grazie per la tua risposta! Devo dire che già solo il pensiero di avere un supporto emotivo come questo mi da la serenità per affrontare in maniera diversa le cose, soprattutto quelle con i bimbi. Di quello che è accaduto ne abbiamo parlato, ma più che altro di come affrontare altre situazioni simili. Quando gli chiedo "come ti sei sentito" infatti, quasi mai mi da una risposta. E spesso mi risponde "non lo so". Non sono abituata a fargliela questa domanda, ma ho capito che è molto importante. Prenderò la ruota delle emozioni di Carlotta e la guarderemo insieme x cercare l'emozione giusta che l'ha travolto. Dicci che possa aiutare?
Ambassador
Ciao Leopolda! Certo che può aiutare...anche io lo faccio per me quando provo un'amozione a cui (a 48 anni :))) ) non so dare un nome...mi aiuta tanto....
Vedo che con Samuele ha aiutato molto iniziare con frasi di accoglienza dove si sente "visto" nella sua emozione... così piano piano con la guida delle mie parole ha cominciato a riconoscerle da solo e ad autoaccogliersi...ti faccio alcuni esempi (che poi sono quelli che ci mostra Carlotta), "ti vedo deluso...capisco che volevi vincere", "ti vedo arrabbiato...capisco che quella frase che ti hanno detto non era gentile", "vedo che sei triste...forse avresti voluto che ti chiamassero a giocare" ecc... e poi continuo col chiedergli se vuole dirmi di più e che sono lì ad ascoltarlo se vuole...
questo funziona tantissimo per noi
Un'altra cosa che mi viene in mente, è raccontargli esperienze della nostra infanzia, come ci siamo sentiti, come le abbiamo superate....questo normalizza la loro emozione e da loro la positività di poter abbracciare e gestire le loro.
Ti abbraccio forte