Preferiti dei bambini

Capacità di giocare in autonomia (figlio unico)

22 gennaio 2024
7 risposte
Elena cerca un consiglio:

Ciao a tutti!
Sono una mamma di un bimbo di quasi 5 anni, figlio unico che gioca pochissimo se niente da solo perciò facciamo un sacco di cose insieme che a dire la verità a volte mi stanca e poi diventa veramente pesante se siamo a casa sabato o domenica. Pensavo fosse vero per tutti ma parlando con mia amica (che vive con suo figlio senza marito vicino) ho capito che non è così. Suo figlio fin da piccolo gioca tanto da solo (ammetto che è molto più tranquillo del mio) e lei praticamente mai gioca con lui. 
E mi chiedevo sbaglio qualcosa? Avrei bisogno anche io che mio figlio potesse stare un po’ da solo, sarà possibile? 

Sarei grata per sentire la vostra esperienza 
Grazie 

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Rosalba    25 gen 2024

Team La Tela

Ciao Elena,
intanto ti abbraccio perché comprendo i tuoi dubbi, la tentazione di chiederci se stiamo sbagliando qualcosa è spesso forte, ma parti da questo presupposto: ogni bambino è diverso, e ognuno raggiunge ogni tappa con i propri tempi... questo vale per quanto riguarda imparare a camminare, mangiare, parlare, e vale anche per il gioco autonomo.

Io ho due bimbi e ormai che sono più grandicelli vivo poco questa situazione perché di solito giocano molto bene insieme (ma ti dirò: quando il grande non c'è e la piccola è sola con me, succede praticamente quello che hai descritto tu 😅), però ho anche vicinissime a me due situazioni di figli unici totalmente diverse, per quanto riguarda questo aspetto: mia nipote di 7 anni che ha fin da piccolissima passato molto tempo a giocare da sola (ricordo che quando aveva 2/3 anni invidiavo tantissimo mia sorella che riusciva a fare tante cose in casa, mentre io con due bimbi non riuscivo, perché sebbene abbiano giocato insieme fin da quasi subito, a quell'età richiedevano ancora moltissimo la mia presenza) e il bimbo di una mia carissima amica, stessa età, che ancora oggi richiede molto la presenza della madre quando gioca.
Questo per dirti: bando ai paragoni! 😉

Ciò non significa che non possiamo lavorare per aiutare i bambini a giocare più in autonomia, ma per farlo ci vuole tempo e pazienza.

Ti lascio qui una newsletter di qualche mese fa, in cui abbiamo approfondito proprio questo argomento, e qui un episodio del podcast correlato.

Ps. Ti anticipo anche che stiamo lavorando a una nuova categoria del Percorso, proprio sul tema del gioco autonomo 💜

Chiara Franzoni    24 gen 2024

Ambassador

Ciao Elena! Come ti capisco!
Anche io come te ho un figlio unico, Samuele, di quasi 7 anni.
Ricordo di aver avuto la tua stessa fatica quando lui ne aveva 4, improvvisamente non voleva fare più nulla da solo e questo coincise proprio con un mio momento di forte stanchezza mentale e di necessità di avere più spazio per me. 
Inizialmente provai a mettere dei timer, gli spiegavo che per quella mezzora o quell'ora avremmo fatto due cose diverse...era difficilissimo stare tranquilla e concentrata al pc mentre lui si rotolava attorno a me lamentandosi della noia...mi saliva il nervoso e, sebbene lo gestissi tra me e me e lasciassi che lui trovasse le sue risorse interiori (alla fine ci riusciva sempre), il risultato è che io ero stanca e poco produttiva comunque...
Una sera entrai in camera sua mentre dormiva e osservai la stanza...non so cosa mi spinse a fermarmi...probabilmente qualche riflessione viaggiava già dentro di me e stava emergendo...
In quel momento pensai che forse aveva bisogno di più attenzione da parte mia sui suoi interessi reali di quel momento, mentre la camera era "settata" ancora alla fase precedente...
Cominciai proprio quella notte a riflettere su cosa gli piacesse in quel periodo fare, cercai di capire se voleva andare a fondo di qualche cosa e mi venne in mente che mi faceva molte domande sui numeri, per cui tirai fuori tutti i giochi e i libri che si potevano prestare a quella cosa e glieli misi più in vista, fuori dal cassettone.....2 giorni dopo,  giocando con lui, cominciai a mostrargli come li usavo in quell'ottica...da quel giorno lui passò ore da solo a riusare i suoi giochi (o altro materiale che gli fornivo) nutrendo quella nuova passione.
Non so se se questa mia esperienza ti può essere utile...spero di sì, e se ti va tienici aggiornati
ti abbraccio forte

Elena    24 gen 2024

Ciao Chiara! Ti ringrazio tantissimo, è una idea molto interessante e non è comune. Credo che abbia proprio senso perché da un po’ che vorrei togliere i giochi + libri che ormai non gli interessano più. Inizio da qui. Ti ringrazio tantissimo ❤️

Martina    23 gen 2024

Insegnante

Ciao Elena. Ho avuto un problema simile anche io. Quando avevo solo una figlia, mettevo da parte tutto per trascorrere il tempo libero con lei. Lavoravo part time e sentivo il bisogno di non farla sentire trascurata, di non lasciarla a se stessa, di creare momenti e ricordi. C’era un altro lato della medaglia però: non esisteva solo lei e più passava il tempo, più lei non era capace di trascorrere il tempo da sola o organizzare un gioco senza il mio contributo. Approfittavo dei pisolini per correre a fare lavatrici, la cena, le varie cose. La sera, quando sarebbe stato il momento di riposarmi, aspettavo che la bambina andasse a dormire per mettermi in pari. È una frase scomoda ma, c’erano momenti in cui non mi godevo più la sua compagnia, ma sentivo il peso delle molte cose da fare e che non potevo portare a termine perché mia figlia non sapeva starsene per conto suo mezz’ora. Il fine settimana a volte mi sentivo un’animatrice, impegnata a farla divertire, imparare,  disegnare, ballare e cantare. Quanto mi sbagliavo!! Quante occasioni perse,  per lei, di imparare a superare la noia con la sua fantasia e le sue risorse. Con l’arrivo della seconda figlia, era diventato impossibile dedicare tempo totalizzante ad entrambe. Le persone vicine mi davano  consigli come “ fai le faccende di casa con loro” o “ coinvolgile nelle tue attività “ ma mi sembravano difficili da mettere in pratica. Poi, lentamente sono riuscita a staccarmi, a far sì che le bambine iniziassero a giocare in autonomia, con me che piegavo il bucato nella medesima stanza, poi con me in cucina e loro in salotto. Qualche volta mi aiutavano, spesso mi rallentavano. Spiegavo loro che avrei fatto un puzzle insieme e poi sarei andata a stendere il bucato. Oppure che dovevo seguire un corso al pc e che per qualche minuto non sarei stata disponibile. Ci vuole tempo, pazienza e flessibilità. Nel tuo specifico caso: il bambino a 5 anni può cucinare con te ( lavare la verdura,  tagliare le patate) oppure svuotare la lavastoviglie insieme a te, apparecchiare, piegare asciugamani e strofinacci, passare l’ aspirapolvere,  accoppiare i calzini, mettere il bucato nel cestello della lavatrice, annaffiare…  Potete approfittare di una passeggiata per comprare il pane insieme oppure di una fila di pochi minuti alla posta per farvi degli indovinelli. Sai cosa accade poi? Tuo figlio ha riempito il suo serbatoio di attenzioni ed è più propenso a fare un gioco da solo, senza di te. Ancora, quando rientri a casa, magari da lavoro, corri subito da lui, abbraccialo e parlaci. Il suo serbatoio si riempirà e tu potrai andare in un’altra stanza a fare quello che devi fare. 

Elena    24 gen 2024

Ciao Martina! Grazie, ho già capito che ad un certo punto il secondo figlio/figlia sarà un vantaggio 😂
Sto facendo un sacco di cose domestiche a casa, gli piace tantissimo e questo mi aiuto, ma avrei bisogno del tempo solo per me che è quasi impossibile con mio figlio a casa. Ti ringrazio comunque per il tuo messaggio ❤️

Martina    24 gen 2024

Insegnante

Elena, non avevo compreso il tuo quesito, scusami. Ti sembrerà banale ma per me è vero: quando diventi genitore, il tempo non lo puoi gestire più come prima, a tuo comodo. A parere mio, occorrono flessibilità e creatività. Se il tuo bisogno è di stare  in assoluta pace e di prenderti del me time, lo devi fare quando il bambino non è in casa, mentre è a scuola.  Altra possibilità: ogni tanto lascia il bambino a casa di un amico a giocare: usa quell'ora per fare quello che ti pare, meditare, leggere, camminare, fissare il muro. Tuo figlio ha 5 anni e può fare uno sport: mentre lui è in palestra, tu puoi stare seduta in auto, su una panchina, camminare, riflettere. Una mamma che conosco usa i 90 minuti di allenamento della figlia, chiusa in auto a guardare il suo telefilm preferito. Se non puoi "evitare" la presenza del bambino in casa,  sfrutta le numerose risorse di questa piattaforma: corsi di canto, yoga, disegno, storie da ascoltare. Con la bambina di 3 anni, ho fatto così: le prime 2-3 volte li abbiamo fatti insieme, poi lei ha iniziato a portarli a termine in autonomia e io mi prendevo un caffè ( o altro..) in santa pace, nell'altra stanza. Ovviamente il tempo che riuscivo a ritagliarmi era di 5-10 minuti, poi dovrebbe andare ad aumentare. Avere due o più figli non aiuta, specialmente se hanno esigenze diverse ed età lontane ( tra le mie ci corrono 6 anni). Le bambine possono litigare, alzare la voce, agitarsi a vicenda. Una può avere bisogno di studiare mentre l'altra vorrebbe cantare a squarciagola. Non mi vergogno a dirlo, ma io utilizzo anche la tv, quando sono arrivata allo stremo delle forze: scelgo un cartone adatto, abbastanza educativo, che dura massimo 30 minuti. A quel punto faccio la doccia, faccio journaling, scrollo Instagram.  Come disse una mio vecchio amico " Essere genitori è come essere un guerriero ninja. Acrobazie, salti e versatilità".  

Elena    24 gen 2024

Grazie Martina! Mi hai dato tantissimo suggerimenti❤️